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	<title>Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 25 May 2026 02:45:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Giornata internazionale dei minori scomparsi: a Gaza 2.900 bambini persi tra le macerie</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-dei-minori-scomparsi-a-gaza-2-900-bambini-persi-tra-le-macerie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 02:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella Giornata internazionale dei bambini scomparsi, sono quasi 3000 quelli dispersi a Gaza. L’intervista a Nada Nabil, direttrice del PCMFD.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-dei-minori-scomparsi-a-gaza-2-900-bambini-persi-tra-le-macerie.html">La Giornata internazionale dei minori scomparsi: a Gaza 2.900 bambini persi tra le macerie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Mentre il 25 maggio il mondo accende i riflettori sulla Giornata internazionale dei bambini scomparsi, a Gaza quei riflettori illuminano solo distese di macerie sotto le quali si trovano quasi tremila minori. L’intervista a </em><strong>Nada Nabil,</strong><em> direttrice del PCMFD, Centro Palestinese per gli scomparsi e le vittime di sparizione forzata. </em></p>



<p>La tragedia della famiglia Salem è iniziata lontano da casa, in uno dei tanti rifugi per sfollati della Striscia di Gaza. A giugno del 2025, spinto dall’illusione di un parziale ritiro militare, il giovane&nbsp;<strong>Mohammed Salem</strong>&nbsp;ha deciso di lasciare il rifugio per tentare di rientrare verso la propria abitazione a&nbsp;<strong>Beit Lahia</strong>, un’area a Nord di Gaza, considerata ad alto rischio. Mohammed non ha fatto più ritorno.&nbsp;</p>



<p>Nel tentativo disperato di ritrovarlo, sua madre&nbsp;<strong>Zainab Salem</strong>&nbsp;si è messa sulle sue tracce, lasciando ai familiari un ultimo biglietto per spiegare la sua decisione. Anche lei è svanita nel nulla, inghiottita dallo stesso destino del figlio. I loro nomi si sono aggiunti alla lista, sempre più lunga, delle&nbsp;<strong>persone di cui si sono perse le tracce&nbsp;</strong>nella Striscia. Tra le <strong>sette e le ottomila</strong>, secondo le ultime stime sul campo del <a href="https://pcmfd.org/?p=5207&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PCMFD</a>, Centro Palestinese per gli scomparsi e le vittime di sparizione forzata.&nbsp;</p>



<p>“Di queste <strong>2.900 sono bambini”, racconta a InsideOver&nbsp;<a href="https://www.middleeasteye.net/users/nada-nabil" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nada Nabil</a>,</strong>&nbsp;direttrice del centro. “<strong>Quasi 2.700 si ritengono intrappolati sotto le macerie</strong>, mentre di altri circa 200 si sono perse le tracce in varie zone della Striscia. Potrebbero essere vittime di&nbsp;<strong>sparizione forzata&nbsp;</strong><em>(arresti, detenzioni, rapimenti contro la propria volontà, ndr)</em>&nbsp;da parte dell&#8217;esercito israeliano o di attacchi diretti che hanno reso impossibile il recupero dei corpi nelle strade”.&nbsp;</p>



<p>In occasione della <strong>Giornata internazionale dei minori scomparsi</strong>, che ricorre ogni 25 maggio, InsideOver&nbsp;ha scelto di accendere i riflettori sull’infanzia perduta di Gaza. Qui i bambini sono le vittime più fragili di un conflitto che, nonostante il cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre, mantiene la Striscia in uno stato di paralisi, impedendo il ritiro totale delle truppe e l&#8217;avvio della ricostruzione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="773" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-773x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517570" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-773x1024.jpg 773w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-227x300.jpg 227w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-768x1017.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-1160x1536.jpg 1160w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4-600x794.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-4.jpg 1450w" sizes="(max-width: 773px) 100vw, 773px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di Nada Nabil</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ibrahim Abu Zaher e gli altri  </strong></h2>



<p>Il quindicenne&nbsp;<strong>Ibrahim Mohammad Abu Zaher&nbsp;</strong>è scomparso dal mese di luglio dello scorso anno, dopo essersi recato nella zona di Zikim, vicino ad un impianto di desalinizzazione dell&#8217;acqua, per ricevere aiuti umanitari. Molti bambini si sono persi in questo modo, “<strong>mentre si dirigevano verso zone ad alto rischio&nbsp;</strong>per attendere gli aiuti alimentari, spinti da livelli estremi di<strong>&nbsp;carestia</strong>”, spiega Nada Nabil. Il caso di Ibrahim è ancora sul&nbsp;<a href="https://pcmfd.org/?p=4973&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito del PCMFD</a>. Secondo le testimonianze sarebbe stato scortato da una forza speciale israeliana verso un posto di blocco militare e poi sarebbe stato visto all&#8217;interno del centro di detenzione di Sde Teiman. Ad oggi, sempre più indizi suggeriscono che possa essere stato sottoposto a detenzione segreta e sparizione forzata.</p>



<p>Altri bambini, “in particolare quelli i cui genitori sono stati uccisi o gravemente feriti, sono stati costretti a farsi carico del sostentamento delle proprie famiglie, finendo&nbsp;<strong>uccisi dal fuoco dei carri armati&nbsp;</strong>o da colpi indiscriminati;<strong>&nbsp;i loro corpi sono rimasti in &#8220;zone rosse&#8221; inaccessibili ai familiari</strong>”, prosegue la direttrice del centro.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Altri ancora, come&nbsp;<strong>Mohammed Salem</strong>, sono scomparsi “nel tentativo di&nbsp;<strong>recuperare beni di prima necessità&nbsp;</strong>dalle proprie case in aree soggette a evacuazione forzata o vicine a combattimenti attivi”. Ci sono poi quelli “<strong>svaniti nel caos degli sfollamenti o a seguito di attacchi</strong>&nbsp;contro i propri nuclei familiari, dove alcuni membri sono stati evacuati sotto il fuoco mentre altri sono rimasti indietro, senza alcuna informazione se fossero feriti, uccisi o detenuti”.&nbsp;</p>



<p>Le famiglie che sopravvivono continuano a cercare i loro figli. I genitori di&nbsp;<strong>Ibrahim Mohammad Abu Zaher&nbsp;</strong>hanno contattato il&nbsp;CICR (Comitato Internazionale della Croce Rossa)&nbsp;e HaMoked, centro per la difesa dell’individuo che assiste i palestinesi che vivono sotto l&#8217;occupazione israeliana. In nessuna delle due organizzazioni è stata trovata alcuna informazione sul bambino e, ad oggi, è stato nominato un avvocato privato per seguire il caso.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="701" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-701x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517572" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-701x1024.jpg 701w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-205x300.jpg 205w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-768x1121.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-1052x1536.jpg 1052w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2-600x876.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-2.jpg 1315w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Documentare l’invisibile: il lavoro del PCMFD&nbsp;</strong></h2>



<p>Nel resto del mondo, il volto di un bambino scomparso rimbalza sugli schermi dei telegiornali, invade i feed dei social media, viene affisso sui pali della luce e alle fermate degli autobus. Ogni dettaglio viene impresso nella memoria pubblica perché nessuno smetta di cercarlo.&nbsp;<strong>A Gaza</strong>, invece, le fotografie dei minori scomparsi restano sepolte nelle gallery di telefoni distrutti o sotto i resti di case polverizzate dai bombardamenti. Non ci sono appelli in TV, perché le TV non hanno più segnale. Non ci sono manifesti, perché non ci sono più muri integri su cui attaccarli.&nbsp;<strong>La ricerca</strong>&nbsp;non avviene tramite un database internazionale, ma&nbsp;<strong>attraverso il passaparola</strong>&nbsp;tra le tende degli sfollati, basato su racconti frammentari di chi ha visto un bambino sparire dietro l&#8217;angolo di un vicolo e non fare più ritorno. </p>



<p>In questo contesto si inserisce il <strong>difficile lavoro di documentazione del PCMFD</strong> che, precisa Nada Nabil: “è <strong>tuttora in corso</strong>”. Gli intensi bombardamenti hanno distrutto oltre il 70% delle abitazioni e delle infrastrutture civili in tutta Gaza, provocando l&#8217;<strong>accumulo di oltre 70 milioni di tonnellate di macerie</strong>, sotto alle quali potrebbero trovarsi anche numerosi bambini.</p>



<p>“<strong>Rintracciare&nbsp;</strong>quelli che non si trovano sotto le macerie è un&nbsp;<strong>processo arduo e a lungo termine</strong>, ostacolato dalla <strong>mancanza di elettricità e internet </strong>tra le famiglie sfollate che si spostano ripetutamente”, spiega Nada Nabil. “Per coloro che riescono a contattarci,&nbsp;<strong>documentiamo la scomparsa dei parenti utilizzando</strong>&nbsp;lo stesso meccanismo del&nbsp;<a href="https://www.ohchr.org/en/special-procedures/wg-disappearances" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate o involontarie</a>. Continuiamo a&nbsp;<strong>monitorare le istituzioni&nbsp;</strong>che tengono i contatti con le autorità israeliane per ottenere elenchi di detenuti non divulgati, sebbene non siamo ancora stati in grado di confermare la sorte di alcuno degli scomparsi registrati presso di noi”.&nbsp;</p>



<p>Per prevenire la &#8220;sparizione documentale&#8221;, ovvero la cancellazione non solo fisica, ma anche legale dell’identità di una persona,&nbsp;<strong>il PCMFD registra i casi basandosi “sulle testimonianze fornite dalle famiglie</strong>&nbsp;o dagli informatori, senza richiedere documenti d&#8217;identità ufficiali. Data la situazione sul campo,&nbsp;<strong>verifichiamo questi resoconti attraverso le reti di notizie locali e i social media</strong>&nbsp;per confermare la presenza militare nell&#8217;area al momento della scomparsa”.&nbsp; È possibile dare una mano segnalando la sparizione di una persona (minorenne, ma anche adulta) sui&nbsp;<a href="https://pcmfd.org/?page_id=3024&amp;lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">loro canali.</a>&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="644" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-644x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517571" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-644x1024.jpg 644w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-189x300.jpg 189w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-768x1221.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-966x1536.jpg 966w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-600x954.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil.jpg 1208w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli ostacoli che rendono difficile contare le persone scomparse&nbsp;&nbsp;</strong></h2>



<p>I principali ostacoli che rendono difficile trovare e contare le persone scomparse sono dati in primo luogo “dal&nbsp;<strong>rifiuto di Israele di comunicare i nomi dei detenuti</strong>&nbsp;a organizzazioni specializzate come il CICR e il&nbsp;<strong>divieto di accesso alle prigioni</strong>&nbsp;per tutta la durata della guerra”. Un altro ostacolo, secondo Nada Nabil, è rappresentato dal fatto che “il&nbsp;<strong>controllo militare israeliano</strong>&nbsp;su oltre metà della Striscia rende virtualmente&nbsp;<strong>impossibile la ricerca e la documentazione in queste aree</strong>, dove sospettiamo si trovino centinaia di scomparsi”. E ancora, “la&nbsp;<strong>grave carenza di macchinari pesanti impedisce la rimozione delle macerie e il recupero dei corpi</strong>&nbsp;per determinare la loro sorte”.&nbsp;</p>



<p>Oltre al controllo militare, la&nbsp;<strong>distruzione delle sedi governative e il collasso di internet&nbsp;</strong>hanno contribuito a paralizzare l’aggiornamento dei database. In molti casi, la cancellazione di intere famiglie dai registri anagrafici comporta che non sia rimasto più nessuno per denunciare la scomparsa dei propri cari. Anche la&nbsp;<strong>memoria digitale è stata annientata</strong>: migliaia di smartphone, contenenti le ultime immagini e le coordinate GPS dei dispersi, sono andati distrutti o sono stati confiscati ai checkpoint, mentre il buio dei&nbsp;<strong>blackout ha spento le telecamere di sorveglianza</strong>, cancellando le prove visive di raid e rapimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Identificare un figlio dalle fotografie del corpo decomposto&nbsp;</strong></h2>



<p>Secondo quanto riporta Nada Nabil in un suo&nbsp;<a href="https://www.middleeasteye.net/news/i-dreamed-hug-him-now-i-hope-bury-him-gazas-missing-haunt-their-families" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a>,&nbsp;<strong>oltre il 92% del sistema sanitario è stato distrutto</strong>, compresi&nbsp;<strong>i servizi di medicina legale&nbsp;</strong>per i resti delle persone non identificate.</p>



<p>Nel frattempo,&nbsp;<strong>il blocco israeliano</strong>&nbsp;in corso&nbsp;<strong>ha impedito l&#8217;ingresso di nuove apparecchiature forensi</strong>, tra cui<strong>&nbsp;macchine per i test del DNA</strong>. “Sul fronte della documentazione, l&#8217;identificazione dei bambini tramite documenti di identità o test del DNA esula dal nostro mandato ed è gestita dal Ministero della Salute e dalla Magistratura della Sharia”, spiega la direttrice del PCMFD.&nbsp;La mancanza di questi test condanna molti minori, troppo piccoli per ricordare il proprio nome, a restare soli al mondo, pur avendo parenti in vita. Sono i cosidetti&nbsp;<em>Wounded Child No Surviving Family (WCNSF), </em>l&#8217;acronimo coniato per definire i &#8220;bambini feriti senza alcun familiare sopravvissuto&#8221;.</p>



<p>I test del DNA servono anche a dare un nome ai resti martoriati o decomposti di chi viene recuperato sotto le macerie, dei detenuti deceduti o delle salme prelevate dai cimiteri durante le operazioni militari. Poiché tuttavia al momento a Gaza non sono disponibili queste apparecchiature, l&#8217;unico modo per identificare queste persone è che i&nbsp;<strong>parenti esaminino le fotografie dei corpi in decomposizione.</strong>&nbsp;Un processo non solo doloroso, ma anche complesso perché molto spesso i corpi vengono riconsegnati in uno stato di decomposizione tale da renderne difficile il riconoscimento. Non di rado le sepolture sono frettolose e avvengono in fosse comuni, senza poter attribuire un sesso, un’età o un nome alla persona. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="753" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-753x1024.jpg" alt="" class="wp-image-517573" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-753x1024.jpg 753w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-221x300.jpg 221w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-768x1044.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-1130x1536.jpg 1130w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3-600x816.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/gaza-nada-nabil-3.jpg 1412w" sizes="auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>“Sollecitiamo le comunità internazionali affinché Israele rilasci i bambini detenuti”</strong></h2>



<p>La famiglia di Mohammed Salem oggi vive tormentata da domande senza risposta: lui e la madre sono stati uccisi durante il tragitto verso casa, oppure sono stati arrestati e portati in un luogo&nbsp;sconosciuto? Come loro, tanti altri vivono lo stesso dramma.&nbsp;</p>



<p>“Il posto naturale di un bambino è tra le braccia dei genitori e, persino nella morte, il suo posto è una tomba dove possa essere sepolto con dignità e visitato dai propri cari”, conclude Nada Nabil. “<strong>I bambini scomparsi di Gaza sono attualmente nascosti in luoghi ignoti o sepolti sotto milioni di tonnellate di macerie</strong>: nessuna delle due condizioni è accettabile.&nbsp;<strong>Sollecitiamo la comunità internazionale</strong>&nbsp;a fare pressione su Israele affinché rilasci tutti i bambini detenuti e chiediamo l&#8217;ingresso immediato di&nbsp;<strong>macchinari pesanti</strong>&nbsp;per consentire il recupero e la degna sepoltura dei resti ancora intrappolati sotto i detriti”.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-dei-minori-scomparsi-a-gaza-2-900-bambini-persi-tra-le-macerie.html">La Giornata internazionale dei minori scomparsi: a Gaza 2.900 bambini persi tra le macerie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gaza: sette statistiche che provano la complicità dei media nel massacro di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/gaza-sette-statistiche-che-provano-la-complicita-dei-media-nel-massacro-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 11:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un’analisi di The Intercpet dimostra che i media mainstream hanno fornito una copertura unilaterale raccontare il genocidio a Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/gaza-sette-statistiche-che-provano-la-complicita-dei-media-nel-massacro-di-israele.html">Gaza: sette statistiche che provano la complicità dei media nel massacro di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051609495256_83edd8b2beb7c5fa8d52d09c02738901-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è un mistero che i media «mainstream» si siano dimostrati poco obiettivi nel raccontare il genocidio di Gaza. Troppo indulgenti nel giustificare <strong>Israele</strong>, troppo restii nell&#8217;attribuire le responsabilità a Tel Aviv. Il giornalista <strong>Raffaele Oriani</strong> <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scorta-mediatica-al-genocidio-a-gaza-insideover-dialoga-con-raffaele-oriani.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scorta-mediatica-al-genocidio-a-gaza-insideover-dialoga-con-raffaele-oriani.html">ne ha scritto nel suo prezioso saggio</a> <em>Gaza, la scorta mediatica. Come la grande stampa ha accompagnato il massacro. E perché me ne sono chiamato fuori</em> (People, 2024). Sulle colonne di questo giornale ne abbiamo parlato in varie occasioni, nel silenzio generale della maggior parte dei media. </p>



<p>A gettare ulteriore luce &#8211; con numeri alla mano &#8211; su quello che molti definiscono un «sistema di complicità mediatica» ha pensato <strong>Adam Johnson,</strong> <a href="https://theintercept.com/2026/05/12/gaza-media-coverage-israel-bias/" type="link" id="https://theintercept.com/2026/05/12/gaza-media-coverage-israel-bias/">giornalista investigativo di <em>The Intercept</em></a>, che nel suo nuovo libro <em>“How to Sell a Genocide: The Media’s Complicity in the Destruction of Gaza”</em> ha analizzato <strong>oltre 12.000</strong> articoli provenienti da <em>New York Times, Washington Post, CNN, Politico, Axios, Usa Today e Associated Press</em>, più <strong>5.000 servizi televisivi</strong> di Cnn e <em>Msnbc</em>. Il verdetto è impietoso: la copertura americana della guerra a Gaza è stata «unilaterale, razzista, disumanizzante e spesso al limite dell’incitamento».</p>



<p>Ecco i sette dati statistici che, secondo l’inchiesta, dimostrano il bias pro-Israele dei media mainstream.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il “diritto a difendersi” – 94 volte più per Israele che per i palestinesi</h2>



<p>La formula magica usata dai media per legittimare l’uccisione di civili è nota: “diritto a difendersi”. Secondo l’analisi di Johnson, su CNN e MSNBC ospiti, anchor e reporter hanno invocato il diritto all’autodifesa per Israele&nbsp;<strong>94 volte più</strong>&nbsp;che per i palestinesi. Nella stampa, il divario supera le 100 volte. Un numero che, da solo, racconta quale narrazione abbia plasmato il dibattito pubblico americano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“Scudi umani”: un termine usato solo contro i palestinesi</h2>



<p>L’accusa di usare “scudi umani” – un termine rigettato dalle organizzazioni per i diritti umani quando applicato in modo generico – è piovuta incessantemente su Hamas e sugli altri gruppi armati palestinesi. I media l’hanno ripetuta centinaia di volte, contribuendo a giustificare la morte di civili. Al contrario, l’analisi dei servizi Tv <strong>non ha trovato una sola menzione</strong> dell’uso israeliano di scudi umani, nonostante i casi documentati in cui le tattiche dell’esercito israeliano soddisfano la definizione legale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parole che uccidono: “massacro”, “barbaro”, “selvaggio”</h2>



<p>Nei primi cento giorni di guerra, <strong>quando a Gaza sono stati uccisi circa 24.000 palestinesi</strong>, l’uso di termini emotivamente carichi come “massacro”, “barbaro”, “selvaggio” e “strage” è stato interamente sbilanciato in favore di Israele. Johnson ha escluso le citazioni dirette di funzionari o commentatori, conteggiando solo la voce editoriale dei media. Il risultato: parole che evocano orrore e condanna morale sono state riservate quasi esclusivamente alle vittime israeliane del 7 ottobre, mentre le stragi di Gaza venivano descritte con un lessico asettico, tecnico, spersonalizzante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“Gestito da Hamas”: l’etichetta che svilisce le vittime</h2>



<p>Dopo il bombardamento dell’ospedale al-Ahli Arab del 17 ottobre 2023, i media hanno adottato in massa le qualifiche dispregiative “gestito da Hamas” o “controllato da Hamas” per descrivere i dati sulle vittime palestinesi. Prima di quella data, né CNN né MSNBC usavano il termine. Poi il suo utilizzo è impennato, diventando persino una <em>policy </em>ufficiale alla CNN. Eppure, lo stesso Dipartimento di Stato americano, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e Human Rights Watch utilizzano da anni i dati del Ministero della Salute di Gaza senza tali qualifiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due guerre, due pesi: il confronto con l’Ucraina</h2>



<p>Le vittime “simpatiche” – bambini, giornalisti, operatori umanitari – ricevono tradizionalmente più attenzione mediatica. Ma non a Gaza. Durante i primi cento giorni dell’assalto israeliano, la copertura dei bambini palestinesi uccisi è stata&nbsp;<strong>drasticamente inferiore</strong>&nbsp;a quella dei bambini ucraini nei primi cento giorni dell’invasione russa. Stesso discorso per i giornalisti caduti: quelli ucraini hanno avuto decine di volte più spazio di quelli palestinesi. Una disparità che, secondo Johnson, rivela un implicito giudizio sul valore della vita umana a seconda della nazionalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Antisemitismo sì, islamofobia no</h2>



<p>Nonostante l’impennata sia degli episodi di antisemitismo che di islamofobia nei mesi successivi al 7 ottobre, la copertura mediatica si è concentrata quasi esclusivamente sul primo, ignorando in gran parte i pregiudizi anti-musulmani e le ripercussioni del massacro di Gaza sui palestinesi negli Stati Uniti. Sulle universitá, gli studenti che protestavano contro la guerra sono stati sistematicamente dipinti come antisemiti, mentre le discriminazioni subite da studenti musulmani, arabi e palestinesi hanno ricevuto un’attenzione irrisoria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Claudine Gay e Hind Rajab: il paradosso dell’umanità</h2>



<p>Forse l’esempio più crudo di questa gerarchia implicita del dolore viene dal confronto tra due storie parallele. Da un lato, la copertura ossessiva delle polemiche sulla Harvard president <strong>Claudine Gay,</strong> accusata di antisemitismo e poi dimessasi per accuse di plagio. Il <em>New York Times</em> le ha dedicato servizi in 15 giorni su un mese. Dall’altro, <strong>Hind Rajab</strong>, una bambina palestinese di cinque anni uccisa insieme alla sua famiglia dall’esercito israeliano mentre cercava di fuggire. Il suo corpo è stato ritrovato giorni dopo, accanto a quello dei soccorritori uccisi mentre cercavano di salvarla. Nel mese successivo alla sua morte, il <em>New York Times </em>non le ha dedicato <strong>una sola volta</strong> la homepage.</p>



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		<title>Gaza, il Board of Peace non frena Israele: Hamas resta il &#8220;nemico perfetto&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-il-board-of-peace-non-frena-israele-hamas-resta-il-nemico-perfetto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 14:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Board of Peace]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: come si pianifica un genocidio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-1024x480.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-1536x720.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-600x281.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele non sarà fermata dal Board of Peace nella ripresa della guerra di Gaza a piena intensità qualora Hamas non disarmasse. Lo ha comunicato l&#8217;Alto Rappresentante del Board of Peace guidato dagli Stati Uniti e dal presidente Donald Trump, Nikolaj Mladenov, sottolineando che per il comitato formato nei mesi scorsi sotto l&#8217;egida di Washington la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-il-board-of-peace-non-frena-israele-hamas-resta-il-nemico-perfetto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: come si pianifica un genocidio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-300x141.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-1024x480.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-768x360.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-1536x720.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/GAZA-FOTO-1-600x281.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele non sarà fermata dal Board of Peace nella ripresa della <strong>guerra di Gaza</strong> a piena intensità qualora Hamas non disarmasse. Lo ha comunicato l&#8217;Alto Rappresentante del Board of Peace guidato dagli Stati Uniti e dal presidente Donald Trump, Nikolaj Mladenov, sottolineando che per il comitato formato nei mesi scorsi sotto l&#8217;egida di Washington la priorità assoluta resta che i miliziani che controllano Gaza cedano le armi. </p>



<p>Una testimonianza, messa nera su bianco da un documento rivelato dal Times of Israel, che mostra come l&#8217;organizzazione abbia nettamente preso posizione a favore di Tel Aviv, come abbia deciso di ritenere prioritarie le sue istanze nel quadro del meccanismo di mediazione per la fine della guerra e di come il suo impegno per la pace sia tutto da dimostrare: <strong>il cessate il fuoco negoziato a Sharm-el-Sheik a ottobre non prevedeva una priorità temporale tra le due operazioni della fase due</strong> della tregua, che dovrebbe fondarsi sul ritiro di Tel Aviv da Gaza e sul disarmo di Hamas, nel primo caso per dare piena sovranità al territorio palestinese e nel secondo per lasciar spazio all&#8217;amministrazione di un comitato tecnocratico. Prioritizzare un passaggio rispetto all&#8217;altro significa voler <strong>dare maggiori diritti di cittadinanza alle istanze di una parte in causa, e ciò è l&#8217;esatto opposto di quel che una mediazione dovrebbe garantire</strong>. </p>



<p>Del resto, parlare di uno strutturato cessate il fuoco è già di per sé ardito. L&#8217;assalto di Israele a Gaza dopo i massacri del 7 ottobre ha prodotto un&#8217;escalation che dalla rappresaglia è passata rapidamente alla pulizia etnica e al vero e proprio genocidio, come ha dichiarato anche l&#8217;Onu in più dichiarazioni. </p>



<p><a href="https://www.genocidewatch.com/single-post/special-report-ceasefire-violations-in-gaza">Ora, dal 10 ottobre, nota &#8220;Genocide Watch&#8221;, &#8220;</a>dati autorevoli dell&#8217;ONU affermano che le operazioni delle IDF dal cessate il fuoco di ottobre 2025 hanno causato <a href="https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-report-17-april-2026" target="_blank" rel="noreferrer noopener">765 morti</a> palestinesi e <a href="https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-report-17-april-2026" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2.140 feriti</a>. Questi dati sono stati confermati da organizzazioni per i diritti umani di rilievo come Save the Children e Danish Refugee Council, che hanno aggiunto che almeno <a href="https://www.un.org/unispal/wp-content/uploads/2026/04/GazaScorecard2026FINAL.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">180 bambini</a> sono morti in questo periodo di cessate il fuoco&#8221;,  mentre quattro combattenti<a href="https://www.bbc.com/news/articles/cvgpd1x00exo" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Forze di Difesa</a> Israeliane sono stati uccisi nello stesso periodo. Fonti di Gaza portano in quadrupla cifra, oltre quota mille, i morti da ottobre ad oggi. </p>



<p><strong>In ogni caso parliamo di un palese flop del meccanismo di garanzia e sorveglianza di una tregua che è tale solo sulla carta</strong> e che sostanzialmente fa venire meno il presupposto politico del cessate il fuoco: aprire la strada a una Gaza non più occupata da Israele e non più governata di Hamas. Per Mladenov, ex ministro della Difesa bulgaro, la scelta è netta. <a href="https://it.insideover.com/politica/blair-il-ceo-di-apollo-lex-presidente-di-exor-chi-ce-nel-peace-board-di-gaza-nominato-da-trump.html" type="post" id="502028">E guardando la composizione del Board of Peace</a>, ricolmo di figure estremamente favorevoli a Tel Aviv, non c&#8217;è nemmeno da stupirsi. Lo stesso Times of Israel ricorda che spesso la tregua è valsa a senso unico: &#8220;Mentre il piano in 20 punti di Trump prevedeva il ritiro graduale di Israele dalla Striscia in linea con il disarmo di Hamas, negli ultimi mesi le Idf hanno <a href="https://www.timesofisrael.com/new-maps-provided-to-aid-groups-show-expanded-zone-of-idf-control-in-gaza/">invece visto espanso unilateralmente</a> la metà della Striscia che avrebbe dovuto rimanere sotto il loro controllo solo temporaneamente&#8221;. <strong>Israele spinge per la massima pressione, e di fronte all&#8217;ipotesi di un rinfocolamento del conflitto</strong> il mantenimento al potere di Hamas potrebbe essere l&#8217;alibi perfetto. Spingere condizioni inaccettabili per i militanti che controllano Gaza potrebbe essere la leva ideale per dare una sponda a tale strategia. E il Board of Peace non sembra voler fare nulla per impedirlo&#8230;</p>
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		<title>Gaza, esecuzioni di civili e torture: le confessioni dei soldati israeliani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-esecuzioni-di-civili-e-torture-le-confessioni-dei-soldati-israeliani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 09:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza City, madri palestinesi piangono i loro figli uccisi dall&#039;esercito israeliano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le testimonianze dei riservisti di ritorno da Gaza raccontano esecuzioni di civili, torture e abusi sistematici. Le confessioni raccolte da Haaretz: “Abbiamo ucciso ragazzini, bambini e anziani disarmati. Al primo cenno di rimorso i comandanti ci spingevano a sputare sui cadaveri”.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza City, madri palestinesi piangono i loro figli uccisi dall&#039;esercito israeliano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaza-City-madri-palestinesi-piangono-sui-corpi-dei-loro-figli-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è un denominatore comune nei racconti dei soldati israeliani di ritorno dalla Striscia di Gaza. Le esecuzioni barbare che hanno compiuto — o alle quali hanno assistito — avevano come bersaglio palestinesi inermi, disarmati e che non costituivano una minaccia. Questo emerge già dai numerosi video diffusi in rete in questi due anni e mezzo di genocidio, ma altra cosa è leggerlo dalle parole degli stessi autori di quei massacri. I resoconti raccolti da Haaretz sono numerosi e dettagliati; per ovvi motivi rimandiamo al <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-04-17/ty-article-magazine/.premium/when-i-returned-from-gaza-they-called-me-a-hero-but-i-felt-i-was-a-monster/0000019d-966d-de40-ad9f-966d73860000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">testo integrale</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Non so quanti palestinesi abbiamo ucciso&#8221;</h2>



<p>“Ero all’inferno, ma non ne ero consapevole”. L’inferno di cui parla un riservista di Tel Aviv è Khan Yunis, e i diavoli che lo abitano sono i soldati della sua unità, lui compreso. “C’erano attacchi aerei ogni singolo minuto. Le bombe da una tonnellata cadevano e ci facevano battere il cuore. Non so quanti palestinesi abbiamo ucciso in quei giorni”. Era il dicembre 2023, periodo in cui l’esercito israeliano era un mattatoio a pieno ritmo: tra il 7 e il 26 dicembre si stima siano stati uccisi circa 29 mila palestinesi (<a href="https://euromedmonitor.org/en/article/6058/Euro-Med-Monitor-sends-UN-rapporteurs,-ICC-Prosecutor-primary-report-documenting-dozens-of-field-execution-cases-in-Gaza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Euro-Med Human Rights Monitor</a>).</p>



<p>“Stavo usando un drone sopra i cieli di Salah al-Din Road, l’autostrada principale di Gaza — continua la testimonianza. Un plotone ha notato delle figure ‘sospette’. Ho iniziato a sparare come un pazzo, come ti insegnano nelle esercitazioni durante l’addestramento di base. Mi sono avvicinato ai corpi caduti. Un vecchio e tre bambini, di dieci o dodici anni al massimo. I loro corpi erano colmi di proiettili; i loro organi interni si stavano riversando fuori”.</p>



<p>Davanti ai corpi dei bambini cala il silenzio. Le urla d’eccitazione di chi sparava all’impazzata si sono soffocate. È in quel momento che il comandante dell’unità, “ci ha spronato a non avere il minimo ripensamento”. “Si è avvicinato ai corpi dilaniati e ha sputato sulle loro viscere. ‘Questo accade a chi si mette contro Israele’”, ha commentato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’americano</strong></h2>



<p>“Ci venivano incontro con le braccia alzate,&nbsp;vestiti&nbsp;di stracci, visibilmente disarmati — racconta un altro dei riservisti. E ogni volta che questo accadeva avevamo l’ordine di sparare. Ci avvicinavamo ai corpi senza vita di ragazzini, donne e anziani senza provare eccessivo rimorso. Se uno di noi mostrava segni di titubanza o di disaccordo, il comandante dell’unità ci mostrava quel che andava fatto scalciando i cadaveri o sputando loro addosso”. E commentando: “Questo è ciò che succede a chi offende Israele”.</p>



<p>Poi c’è il racconto di Yehuda,&nbsp;che&nbsp;ricorda&nbsp;un&nbsp;ufficiale dal nome americano che affiancava la sua unità.&nbsp;Era&nbsp;“in servizio in quell’area da molti mesi&nbsp;e, ogni volta che una brigata se ne andava, si univa&nbsp;automaticamente&nbsp;alla brigata successiva. Un tipo strano, sospetto&#8221;.</p>



<p>Una notte un palestinese si avvicina all’accampamento. Gli vanno incontro in quattro, tra cui l’americano. Appena si avvicinano il palestinese alza le mani&nbsp;in segno di resa.</p>



<p>L’americano “gli si avvicina, aspetta qualche secondo e spara, senza fare domande, senza che il sospettato avesse fatto nulla&#8221;. Tornati alla base, rivedono la scena ripresa da un drone e uno degli ufficiali esclama: “È un omicidio”. Voce isolata, il caso&nbsp;è&nbsp;insabbiato e&nbsp;al Comando viene&nbsp;comunicata l’eliminazione di un “terrorista”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>&#8220;Nessuno riusciva a smettere di ridere</strong>&#8220;</h2>



<p>Un’altra testimonianza simile proviene da Maya, una studentessa di filosofia all’Università di Tel Aviv. Anche lei ha servito come riservista a Gaza. “Non c’è alcuna connessione tra la mia vita quotidiana e il mio dovere di riserva”, dice. “È un po’ come essere il dottor Jekyll e Mr. Hyde”. E quando si cala nei panni di Mr. Hyde, Maya ricorda le scene a cui ha assistito: omicidi intenzionali, torture, soprusi. E di come ne abbia riso.</p>



<p>“Un giorno, i soldati di guardia hanno notato cinque palestinesi che attraversavano una linea invalicabile, diretti verso il nord di Gaza”- una linea immaginaria che l’IDF sposta a proprio piacimento.</p>



<p>“Il comandante del battaglione ha dato l’ordine di sparare, anche se non erano stati confermati come potenziali minacce. Un carro armato ha iniziato a scaricare su di loro centinaia di proiettili”. Quattro dei cinque palestinesi sono&nbsp;morti. Poco dopo, prosegue la testimonianza, “un bulldozer ha seppellito i corpi sotto la sabbia,&nbsp;perché non venissero mangiati dai cani e non diffondessero malattie”.</p>



<p>“L’unico sopravvissuto è stato messo in una gabbia”, ammanettato e bendato. Nella notte i commilitoni portano Maya davanti alla gabbia,&nbsp;ricorda,&nbsp;&#8220;uno dei soldati ha iniziato a urinargli addosso. Nessuno riusciva a smettere di ridere. Ho riso anch’io”&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;<strong>Quali altri segreti stiamo nascondendo?</strong>&#8220;</h2>



<p>Poi ci sono le operazioni dell’Unità 504, quella addetta agli interrogatori. “Si muovono sempre in coppia: un inquirente e un soldato”. A raccontare è Eitan, un riservista in servizio nel nord di Gaza. “Abbiamo catturato un palestinese sospettato di essere un agente di Hamas. All’arrivo dell’Unità 504 è stato spogliato interamente e torturato con fascette strette attorno ai genitali”. Le urla erano disumane, racconta. Alla fine deve aver parlato o, più semplicemente, ha ceduto. È stato portato via.</p>



<p>“Da quel giorno le urla non se ne vanno dalla mia testa &#8211; racconta Eitan. “Hanno distrutto tutto ciò che pensavo dell’esercito, tutto ciò che pensavo di noi, di me. Se siamo in grado di fare qualcosa di così terribile senza che i civili lo sappiano, quali altri segreti stiamo nascondendo?”</p>



<h2 class="wp-block-heading">“Mentre ero nella Striscia mi veniva in mente l’Olocausto”</h2>



<p>Guy è un altro soldato che ha fatto centinaia di giorni di servizio di riserva. “È arrivato un momento in cui terroristi nei tunnel sono stati uccisi con ‘mezzi speciali’ [<a href="https://www.972mag.com/tunnels-hamas-lethal-gas-bombs-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mediante l’uso dei gas</a>, ndr]. La gente era eccitata per questo, a me veniva in mente l’Olocausto”.</p>



<p>Quindi ricorda l’attacco all&#8217;ospedale Al-Shifa di Gaza. &#8220;L&#8217;intera area puzzava di morte. Da allora non riesco a sopportare l&#8217;odore della carne bruciata”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le lesioni morali</h2>



<p>I soldati che hanno testimoniato ad Haaretz sono tutti passati per un reparto psichiatrico. Per l’esercito israeliano si tratta di disturbo da stress post-traumatico, ma quei soldati parlano di altro. Secondo loro sono “lesioni morali”, come anche per Gil Zalsman, a capo del Consiglio israeliano per la prevenzione del suicidio. È lui a spiegare la differenza tra le due definizioni: il PTSD nasce da eventi traumatici subiti; il danno morale, invece, nasce dal coinvolgimento in azioni — compiute, subite o viste — percepite come una violazione profonda dei propri valori morali e provoca, in genere, “rabbia, alienazione e perdita del senso di umanità”.</p>



<p>Ma l’IDF rifiuta la definizione di “lesione morale”, preferendogli “lesione d’identità”, cioè un semplice danno psicologico. “È abbastanza ovvio si tratta di una dichiarazione sociopolitica”, ha dichiarato un medico dell’esercito. “Se Israele ammettesse che molti dei suoi soldati soffrono di lesioni morali, che fine farebbe il cliché dell’esercito più morale del mondo?&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-esecuzioni-di-civili-e-torture-le-confessioni-dei-soldati-israeliani.html">Gaza, esecuzioni di civili e torture: le confessioni dei soldati israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;Laboratorio Gaza&#8221; esportato in Iran: uso massiccio dell’IA e uccisioni indiscriminate</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-laboratorio-gaza-esportato-in-iran-uso-massiccio-dellia-e-uccisioni-indiscriminate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Teheran Idf Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Teheran come Gaza. Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l&#8217;Iran stanno assumendo un carattere sempre più indiscriminato, con un crescente numero di vittime civili e distruzioni che colpiscono infrastrutture essenziali, inclusi ospedali, scuole e aree residenziali. Secondo quanto riportato dal Guardian, l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha verificato almeno 13 attacchi su &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-laboratorio-gaza-esportato-in-iran-uso-massiccio-dellia-e-uccisioni-indiscriminate.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-laboratorio-gaza-esportato-in-iran-uso-massiccio-dellia-e-uccisioni-indiscriminate.html">Il &#8220;Laboratorio Gaza&#8221; esportato in Iran: uso massiccio dell’IA e uccisioni indiscriminate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Teheran Idf Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260306104853436_c3b9ff38c515fc4f145631876d364d78-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Teheran come Gaza</strong>. Gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l&#8217;Iran stanno assumendo un carattere sempre più indiscriminato, con un crescente numero di vittime civili e distruzioni che colpiscono infrastrutture essenziali, inclusi ospedali, scuole e aree residenziali. <a href="https://www.theguardian.com/global-development/2026/mar/05/at-least-dozen-hospital-and-health-facilities-in-iran-hit-since-us-israel-attacks-began-who-says#:~:text=At%20least%2013,start%20of%20war">Secondo quanto riportato dal <em>Guardian</em></a>, l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha verificato <strong>almeno 13 attacchi su strutture sanitarie e ospedali in Iran</strong> dall&#8217;inizio del conflitto, verificando anche rapporti secondo cui quattro operatori sanitari sarebbero stati uccisi e altri 25 feriti. Il direttore generale dell&#8217;Oms, <strong>Tedros Adhanom Ghebreyesus</strong>, ha dichiarato durante un briefing: «Abbiamo verificato 13 attacchi sulla sanità in Iran e uno in Libano». </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Bombe sugli ospedali e strutture sanitarie&#8221;. Crimini di guerra</h2>



<p>Ha sottolineato che, secondo il diritto umanitario internazionale, <strong>le strutture sanitarie devono essere protette e non attaccate</strong>. Tra gli esempi citati figura il <strong>Gandhi Hospital</strong> (noto anche come Gandhi Hotel Hospital) a Teheran, gravemente danneggiato da un missile che ha colpito una torre di comunicazioni TV statale nelle vicinanze, con detriti sparsi nelle corsie e pareti parzialmente distrutte. L&#8217;ospedale è stato evacuato in seguito a esplosioni vicine, e foto mostrano macerie e distruzione interna. Il bilancio complessivo delle vittime in Iran ha superato le <strong>1.230 persone uccise</strong> dall&#8217;inizio della guerra, con migliaia di feriti. Tra le vittime figurano decine di scolari uccisi in un attacco sulla scuola <strong>Shajareh Tayyebeh</strong> a Minab, nel sud del paese, e circa 175 bambini e personale in un altro strike su una scuola femminile. A tal proposito, un&#8217;inchiesta del <em><a href="https://www.nytimes.com/2026/03/05/world/middleeast/iran-school-us-strikes-naval-base.html">New York Times</a></em> smonta definitivamente l&#8217;ipotesi secondo cui la scuola sarebbe stata colpita da un missile iraniano ma da un attacco statunitense, come peraltro avevamo appurato in tempi non sospetti, a seguito di <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-scuola-dove-sono-morte-154-bambine-a-minab-non-e-stata-colpita-da-un-missile-iraniano-ecco-perche.html">un&#8217;indagine Osint di Raffaele Buccolo, qui su <em>InsideOver</em></a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Uso indiscriminato dell&#8217;IA&#8221;</h2>



<p>Analisti come <strong>Trita Parsi</strong>, executive vice president del Quincy Institute for Responsible Statecraft, hanno evidenziato somiglianze crescenti tra i bombardamenti su Gaza e quelli su Teheran: in entrambi i casi, sembra che Israele stia utilizzando sistemi di intelligenza artificiale per selezionare obiettivi senza adeguata supervisione umana. Parsi ha citato l&#8217;esempio del <em>Police Park</em> a Teheran, un parco pubblico bombardato nonostante non avesse alcun legame con forze di polizia o strutture governative sensibili. L&#8217;IA avrebbe interpretato il nome come indicativo di un target &#8220;governativo&#8221;, senza che nessuno verificasse manualmente la natura civile del sito.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Similarities between Israel&#39;s bombing of Gaza and Tehran are growing stronger. <br><br>In both cases, it appears Israel is using AI without any human oversight.<br><br>For instance, Israel has bombed a park in Tehran called &quot;Police park.&quot; It has nothing to do with the police.<br><br>But it appears… <a href="https://t.co/vWBTHlIiNT">pic.twitter.com/vWBTHlIiNT</a></p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://twitter.com/tparsi/status/2029555364262228454?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il giornalista <strong>Jacob Ward</strong> ha definito l’uso dell’intelligenza artificiale da parte di Israele durante e dopo la guerra a Gaza come<em> lethal beta</em>, cioè una versione pericolosa ancora in fase di test. Secondo lui, «Gaza è stato il prototipo» e «l’Iran sarà il lancio vero e proprio». In pratica, Gaza è servito da laboratorio, tesi che si inserisce nel più ampio modello descritto da <strong>Antony Loewenstein</strong> nel suo saggio <em>Laboratorio Palestina</em> edito in Italia da Fazi editore: i territori occupati palestinesi fungono da laboratorio reale per perfezionare armi, sorveglianza e tecnologie di controllo. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-bluesky-social wp-block-embed-bluesky-social"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="bluesky-embed" data-bluesky-uri="at://did:plc:usloecick2o56sui4orei4ak/app.bsky.feed.post/3mg72kwh6fq2w" data-bluesky-cid="bafyreidephrkp2ezadigxxq6n7jahppysga7vjdj354dx2jdlrggrpbiqq"><p>Israel built AI targeting systems in Gaza — approved kills in 20 seconds, 10% error rate accepted. Now those same systems are running over Iran and being exported all over the world. I’m calling this “lethal beta,” and there’s an arms industry IPO-ing off the back of it. Full breakdown at</p>&mdash; <a href="https://bsky.app/profile/did:plc:usloecick2o56sui4orei4ak?ref_src=embed">Jacob Ward (@byjacobward.bsky.social)</a> <a href="https://bsky.app/profile/did:plc:usloecick2o56sui4orei4ak/post/3mg72kwh6fq2w?ref_src=embed">2026-03-04T00:45:09.296Z</a></blockquote><script async src="https://embed.bsky.app/static/embed.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A Gaza, infatti, l’esercito israeliano (IDF) ha usato e perfezionato sistemi di intelligenza artificiale per scegliere e colpire obiettivi in modo molto rapido. Questo ha permesso di creare tecnologie che ora Israele vende in tutto il mondo, trasformandole in un’industria importante. Gli Stati Uniti comprano e usano questi sistemi da anni.Un esempio è il programma <em>Habsora</em>, un’AI israeliana che <strong>seleziona automaticamente migliaia di obiettivi per bombardamenti</strong>, molto più velocemente di prima. Una fonte dell’intelligence israeliana ha detto che l’Idf si è trasformato in <a href="https://www.972mag.com/mass-assassination-factory-israel-calculated-bombing-gaza/">una «fabbrica di assassinii di massa»</a>, dove conta di più il numero di uccisioni che la precisione.</p>



<p>Secondo un’inchiesta del <em>New York Times</em> del dicembre 2024, nelle prime fasi del conflitto a Gaza dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 le <strong>Forze di Difesa israeliane hanno drasticamente allentato le norme di tutela dei civili</strong>: un ordine emesso lo stesso giorno ha autorizzato gli ufficiali a rischiare fino a 20 vite di non combattenti per ogni attacco aereo su militanti di basso livello di Hamas – una soglia senza precedenti nella storia militare israeliana, dove in passato il limite era spesso di 5 o zero – mentre l’8 ottobre è stato introdotto un tetto giornaliero cumulativo di 500 civili a rischio in attacchi pianificati; già due giorni dopo, il 10 ottobre, anche questo limite è stato eliminato, permettendo agli ufficiali di autorizzare quanti strike ritenessero proporzionati e legali, senza più soglie numeriche fisse sui danni collaterali. </p>



<p>Nel contesto attuale della guerra con l’Iran non sembrano vigere limiti, con un approccio che appare ancora più permissivo riguardo ai danni alle popolazioni civili. </p>



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<p></p>
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		<title>Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 05:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un nuovo studio pubblicato su The Lancet dimostra che il numero dei morti ufficiale a Gaza è sottostimato: anche quelli di Hamas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html">Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260219233959427_fac6a1c1bf2797b5669fc50fcde17730-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un <a href="https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(25)00522-4/fulltext">nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica <em>The Lancet</em></a> rivela che il numero di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/israele-daccordo-con-hamas-a-gaza-i-morti-sono-almeno-70-mila-imbarazzo-per-i-negazionisti-da-salotto.html">morti violente nel conflitto a Gaza</a> durante i primi 16 mesi di guerra è stato <strong>significativamente più alto rispetto</strong> alle cifre ufficiali fornite all&#8217;epoca dal Ministero della Salute palestinese. La ricerca, intitolata <em>Violent and non-violent death tolls for the Gaza conflict: new primary evidence from a population-representative field survey</em>, è stata condotta da un team internazionale guidato dal professor <strong>Michael Spagat </strong>della Royal Holloway, University of London, insieme a Jon Pedersen, Khalil Shikaki del Palestinian Center for Policy and Survey Research, Michael Robbins, Eran Bendavid, Håvard Hegre e altri esperti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio di The Lancet</h2>



<p>Lo studio riporta una metodologia denominata <em>Gaza Mortality Survey (Gms)</em>, che rappresenta la <strong>prima indagine indipendente su larga scala basata</strong> su interviste dirette a famiglie in un contesto di conflitto attivo. Tra il 30 dicembre 2024 e il 5 gennaio 2025, i ricercatori hanno intervistato 2.000 famiglie, per un totale di 9.729 individui censiti alla vigilia del 7 ottobre 2023, più i neonati successivi. Le interviste si sono concentrate nelle aree accessibili, principalmente nei governatorati di <strong>Khan Younis</strong> e <strong>Deir al-Balah</strong>, includendo però in modo sistematico le popolazioni sfollate dai territori settentrionali e da <strong>Rafah</strong>, inaccessibili a causa delle operazioni militari.</p>



<p>Il tasso di risposta è stato eccezionalmente alto, pari al 97,2%, grazie a team locali esperti e a rigorosi protocolli di sicurezza, tra cui monitoraggio Gps in tempo reale. I risultati principali coprono il periodo dal 7 ottobre 2023 al 5 gennaio 2025. Gli autori stimano <strong>75.200 morti violente direttamente legate al conflitto</strong>, con un intervallo di confidenza al <strong>95% compreso tra 63.600 e 86.800</strong>. Questa cifra corrisponde a circa il 3,4% della popolazione pre-bellica della Striscia di Gaza, stimata intorno ai 2,2 milioni di abitanti.</p>



<p>Al confronto, il Ministero della Salute di Gaza riportava per lo stesso periodo <strong>49.090 morti violente: una sottostima del 34,7% rispetto alla stima centrale dello studio</strong>. La composizione demografica delle vittime violente emerge in modo chiaro e allineato con i dati ufficiali del Ministero: donne, bambini sotto i 18 anni e anziani oltre i 64 anni rappresentano il <strong>56,2% del totale, per circa 42.200 morti</strong>. In dettaglio, si contano intorno ai 22.800 bambini, 16.600 donne adulte tra i 18 e i 64 anni e 2.870 anziani. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Con questi numeri è &#8220;genocidio&#8221;</h2>



<p>Questa proporzione, molto vicina al 54% indicato dal Ministero, rafforza la credibilità delle registrazioni amministrative palestinesi nonostante le evidenti difficoltà operative in zona di guerra.Oltre alle morti dirette<strong>, lo studio quantifica anche le morti non violente, stimate in 16.300 casi</strong>, di cui 8.540 in eccesso rispetto alle proiezioni di mortalità pre-conflitto elaborate dal <em>US Census Bureau</em>. Queste morti indirette – legate a malattie non curate, malnutrizione, mancanza di accesso alle cure e altre cause non direttamente collegate ai combattimenti – risultano dunque rilevanti ma lontane dalle proiezioni più allarmistiche circolate in precedenza, che ipotizzavano un multiplo di quattro volte le morti violente.</p>



<p>Il tasso di mortalità grezzo calcolato è di <strong>33,1 morti violente per mille abitanti all’anno</strong>, con un tasso complessivo (violente più non violente) di 40,3 per mille. Gli autori sottolineano che questi numeri <strong>confermano e superano le conclusioni di un’analisi precedente basata sul metodo capture-recapture</strong>, pubblicata anch’essa su <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html"><em>The Lancet</em>, che indicava una sottostima del 40% </a>nei primi nove mesi di guerra.</p>



<p>La ricerca dimostra la fattibilità di indagini demografiche rigorose anche in contesti di estrema difficoltà, grazie alla collaborazione con ricercatori palestinesi e a metodologie collaudate come il raking per correggere le distorsioni del campione. Tuttavia, gli studiosi riconoscono alcuni limiti: <strong>l’impossibilità di raggiungere famiglie completamente eliminate o aree settentrionali ancora sotto controllo militare</strong>, il trattamento conservativo dei circa 12.200 dispersi (considerati vivi nelle stime principali).Al 19 febbraio 2026, il Ministero della Salute di Gaza riporta un bilancio complessivo di oltre 72.000 morti dall’inizio del conflitto, con migliaia di corpi ancora sepolti sotto le macerie e condizioni umanitarie ulteriormente deteriorate dopo la fine del periodo coperto dallo studio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La necessità di nuove indagini</h2>



<p>Gli autori auspicano ulteriori indagini indipendenti per monitorare l’evoluzione del costo umano e sottolineano il valore delle registrazioni nominative del Ministero, che attribuiscono dignità individuale a ciascuna vittima. Questo lavoro, finanziato in parte dal <strong>Consiglio Europeo della Ricerca</strong>, offre una base empirica solida e indipendente per comprendere la reale portata della tragedia a Gaza, confermando che le cifre ufficiali, pur affidabili nella loro struttura demografica, sono conservative a causa del collasso delle infrastrutture di registrazione in tempo di guerra.</p>



<p>Nonostante le inevitabili smentite di rito, nelle scorse settimane ha fatto discutere, come riportato da vari media israeliani (non solo l’anti-governativo&nbsp;<em><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-01-29/ty-article/.premium/the-idf-admits-it-killed-70-000-gazans-what-other-accusations-might-be-true/0000019c-0abd-dc8a-addd-2eff12620000">Ha</a><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-01-29/ty-article/.premium/the-idf-admits-it-killed-70-000-gazans-what-other-accusations-might-be-true/0000019c-0abd-dc8a-addd-2eff12620000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a</a><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-01-29/ty-article/.premium/the-idf-admits-it-killed-70-000-gazans-what-other-accusations-might-be-true/0000019c-0abd-dc8a-addd-2eff12620000">retz</a></em>&nbsp;ma anche&nbsp;<em><a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-884905" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jerusalem Post</a></em>,&nbsp;<em><a href="https://www.timesofisrael.com/idf-believes-70000-gazans-killed-in-war-as-claimed-by-hamas/">Times of Israel</a></em>&nbsp;e altri), l&#8217;ammissione di un alto ufficiale che, a condizione di anonimato, ha confermato alla stampa israeliana che almeno&nbsp;<strong>70.000 persone sono morte</strong>&nbsp;durante l’Operazione Spade di Ferro nella Striscia di Gaza. Certo, le&nbsp;<em>Forze di Difesa Israeliane</em>&nbsp;contestano al contempo la percentuale di morti civili dichiarata dalle Nazioni Unite e sottolineando che, a loro dire, “nessuna persona sana è morta di fame&#8221;. Tuttavia, è indubbio che si tratta di un’ammissione estremamente significativa sotto vari punti di vista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html">Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il voto in Palestina e il nuovo governo di Gaza: Hamas sotto pressione da due fronti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-voto-in-palestina-e-il-nuovo-governo-di-gaza-hamas-sotto-pressione-da-due-fronti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 15:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione per la Liberazione della Palestina]]></category>
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<p>La leadership di Hamas sulla Striscia di Gaza postbellica è sfidata da due direttrici: il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha convocato per l&#8217;1 novembre le prime elezioni nello Stato da lui guidato in vent&#8217;anni, poche settimane dopo la nomina del Comitato Nazionale per l&#8217;Amministrazione di Gaza (Ncag) legato al Board of Peace del presidente americanon &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-voto-in-palestina-e-il-nuovo-governo-di-gaza-hamas-sotto-pressione-da-due-fronti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027115346431_bac49b481ad60e49e5cbd60da0795f1f-1536x1058.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La leadership di <strong>Hamas sulla Striscia di Gaza</strong> postbellica è sfidata da due direttrici: il <strong>presidente palestinese Mahmoud Abbas</strong> ha convocato per l&#8217;1 novembre le prime elezioni nello Stato da lui guidato in vent&#8217;anni, poche settimane dopo la nomina del <strong>Comitato Nazionale per l&#8217;Amministrazione di Gaza (Ncag)</strong> legato al Board of Peace del presidente americanon <strong>Donald Trump</strong> che dovrà gestire l&#8217;amministrazione post-bellica della fascia marittima del territorio palestinese. </p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/palestinian-authoritys-abbas-calls-first-ever-direct-plo-parliament-elections/">A essere convocato sarà il voto</a> per rinnovare il parlamento dell&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina, soggetto politico la cui leadership coincide con l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Togliere il terreno dai piedi di Hamas</h2>



<p>Si creano le premesse per aprire alla sostituzione politica del <strong>potere dei militanti</strong> che oggi controllano oltre il 40% della Striscia e si sono scontrati fino al 10 ottobre scorso con Israele. Hamas ha vinto le ultime elezioni tenutesi in Palestina nel lontano 2006, nel 2007 ha rotto con Fatah, partito dominante dell&#8217;<strong>Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp)</strong> che guida l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (Anp), e ne ha espulso le forze da Gaza. Abbas ha promosso il voto come fattore di distensione interna e in direzione dei partner internazionali, oltre che per alleggerire la pressione di Israele e dei coloni che di fatto<a href="https://it.insideover.com/politica/israele-minaccia-lannessione-della-cisgiordania-lalt-di-rubio-minaccia-il-piano-di-trump.html"> &#8220;assediano&#8221; il residuo territorio dell&#8217;Anp.</a></p>



<p>Risulterà pressoché impossibile per Hamas partecipare al voto, sia perché le autorità stanziate in Cisgiordania non hanno rapporti eccellenti, in questa fase, col gruppo che si è scontrato con Israele dal 2023 al 2025 sia perché le normative interne all&#8217;Anp per l&#8217;elezione del <strong>Consiglio Nazionale Palestinese,</strong> il Parlamento dell&#8217;Olp il cui direttivo esprime i vertici dello Stato palestinese, sostanzialmente ne interdicono l&#8217;iscrizione alle liste. </p>



<p>L&#8217;Anp prevede che per partecipare al voto si debba sottoscrivere il programma dell&#8217;Olp, che unisce i principali partiti storicamente legati alla causa palestinese eccetto Hamas, includente peraltro l&#8217;<strong>impegno al riconoscimento di Israele ai sensi degli Accordi di Oslo del 1993</strong>. Hamas e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp) di estrema sinistra non accettano il riconoscimento di Tel Aviv, l&#8217;apertura alla soluzione a due Stati, la rinuncia all&#8217;uso della lotta armata come strumento di liberazione e sono ostili al cosiddetto &#8220;programma nazionale&#8221; di Abbas e dei suoi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Abbas contro Hamas</h2>



<p>Si prevede che Abbas replicherà, da qui alla data del voto previsto per l&#8217;1 novembre, il recente provvedimento con cui ha escluso dalle municipali palestinesi di aprile gli <strong>oppositori del programma dell&#8217;Olp, tra cui rientrano anche Hamas e Fplp. </strong>L&#8217;obiettivo è che nel parlamento palestinese che verrà, ammesso che sia un organo più funzionale di quello attuale, si fissi un principio: l&#8217;Olp è l&#8217;unica legittima rappresentante del popolo che rivendica la sua statualità in Terrasanta. Un principio che Hamas ha<a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-pace-di-pechino-hamas-non-ha-piu-scuse-per-minare-lunita-dei-palestinesi.html"> accettato firmando nel luglio 2024 gli accordi di Pechino con le altre fazioni palestinesi</a> ma che spesso si è ben guardata dal concretizzare.</p>



<p>Abbas intende ribadirlo e giocare di sponda con la nascita nel Ncag, guidato dall&#8217;ingegnere <strong>Ali Shaath, per spingere a livello internazionale Hamas</strong> a passare la mano e legittimarsi di fronte ai partner arabi garanti del cessate il fuoco come unico credibile attore capace di gestire la fase post-ritiro di Israele da Gaza. Si consolida l&#8217;asimmetria tra le due anime della Palestina e, anche se Abbas ritiene doveroso che Hamas lasci il potere le armi, come ha formalmente accettato di fare a livello politico firmando il cessate il fuoco, i militanti non intendono fare una singola mossa prima del ritiro di Israele. Rivendicando di essersi conquistati la libera rappresentanza dei palestinesi con le armi. Una situazione di impasse che spacca una Palestina che continua a esistere più sulla carta che nella realtà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-voto-in-palestina-e-il-nuovo-governo-di-gaza-hamas-sotto-pressione-da-due-fronti.html">Il voto in Palestina e il nuovo governo di Gaza: Hamas sotto pressione da due fronti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele d&#8217;accordo con Hamas: a Gaza i morti sono almeno 70 mila. Imbarazzo per i negazionisti da salotto</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/israele-daccordo-con-hamas-a-gaza-i-morti-sono-almeno-70-mila-imbarazzo-per-i-negazionisti-da-salotto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 10:51:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'IDF ha per la prima volta riconosciuto, come riportato da media israeliani autorevoli, che circa 70 mila palestinesi sono morti a Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/israele-daccordo-con-hamas-a-gaza-i-morti-sono-almeno-70-mila-imbarazzo-per-i-negazionisti-da-salotto.html">Israele d&#8217;accordo con Hamas: a Gaza i morti sono almeno 70 mila. Imbarazzo per i negazionisti da salotto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260130111152449_a2de5b01b104c205f1818ad230817cce-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chissà se proveranno finalmente un po&#8217; di imbarazzo i vari sedicenti &#8220;liberali&#8221; nell&#8217;apprendere che anche l&#8217;Idf afferma, per la prima volta, come riportato da vari media israeliani (non solo l&#8217;anti-governativo <em><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-01-29/ty-article/.premium/the-idf-admits-it-killed-70-000-gazans-what-other-accusations-might-be-true/0000019c-0abd-dc8a-addd-2eff12620000">Ha</a><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-01-29/ty-article/.premium/the-idf-admits-it-killed-70-000-gazans-what-other-accusations-might-be-true/0000019c-0abd-dc8a-addd-2eff12620000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a</a><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-01-29/ty-article/.premium/the-idf-admits-it-killed-70-000-gazans-what-other-accusations-might-be-true/0000019c-0abd-dc8a-addd-2eff12620000">retz</a></em> ma anche <em><a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-884905" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jerusalem Post</a></em>, <em><a href="https://www.timesofisrael.com/idf-believes-70000-gazans-killed-in-war-as-claimed-by-hamas/">Times of Israel</a></em> e altri), che circa <strong>70.000 persone sono morte</strong> durante l&#8217;Operazione Spade di Ferro nella Striscia di Gaza. Certo, le <em>Forze di Difesa Israeliane</em> contestano al contempo la percentuale di morti civili dichiarata dalle Nazioni Unite e sottolineando che, a loro dire, &#8220;nessuna persona sana è morta di fame&#8221;; tuttavia, è indubbio che si tratta di un&#8217;ammissione estremamente significativa sotto vari punti di vista. Almeno che anche l&#8217;IDF non sia tacciabile di «antisemitismo».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="329" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.37.18-1024x329.png" alt="" class="wp-image-503668" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.37.18-1024x329.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.37.18-300x96.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.37.18-768x246.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.37.18-1536x493.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.37.18-2048x657.png 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.37.18-600x193.png 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Numeri sottostimati. Ecco il motivo</h2>



<p>È innanzitutto una sconfitta umiliante per liberali e commentatori vari da salotto (televisivo) che <strong>hanno ripetutamente deriso le cifre fornite dal Ministero della Salute di Hamas,</strong> secondo cui dal 7 ottobre 2023 sono morti <strong>71.667 palestinesi</strong>, stime ora confermate anche da un alto ufficiale dell&#8217;Idf e riportate da vari media israeliani. <strong>Un primo passo verso la verità</strong>, considerando che, come riportato varie volte sulle colonne di questa testata, si tratta di cifre sottostimate per vari motivi,, come emerso chiaramente da analisi indipendenti e <em>peer-reviewed</em>. Del resto, su <em>InsideOver</em> lo abbiamo detto chiaramente sin dall&#8217;ottobre 2024, <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html">quando prendemmo come riferimento la posizione di <strong>99 illustri medici cittadini</strong> <strong>statunitensi</strong></a>.</p>



<p>La stima ufficiale del Ministero della Salute (gestito da Hamas) appare infatti prudente, <strong>poiché non include le migliaia di persone date per disperse</strong> e probabilmente <strong>sepolte sotto le macerie di edifici distrutti</strong>, i cui corpi non sono stati recuperati né identificati a causa della mancanza di attrezzature pesanti, carburante e sicurezza per le operazioni di ricerca. </p>



<p>Inoltre, il sistema sanitario di Gaza è stato gravemente danneggiato dai bombardamenti e dalle incursioni militari, con ospedali e obitori colpiti o resi inoperativi, limitando drasticamente la capacità di registrare i decessi in modo accurato e completo. <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html">Uno studio pubblicato su <em>The Lancet</em> nel gennaio 2025</a>, condotto da ricercatori della <strong>London School of Hygiene &amp; Tropical Medicine</strong> (LSHTM) e altri istituti, ha utilizzato un&#8217;analisi su tre fonti indipendenti (liste ospedaliere del Ministero, sondaggi online e necrologi sui social media) per stimare che nei primi nove mesi di guerra (ottobre 2023 &#8211; giugno 2024) i morti per lesioni traumatiche fossero circa <strong>64.260</strong> (con intervallo di confidenza 55.298–78.525), ovvero il <strong>41% in più rispetto alle 37.877 vittime riportate ufficialmente dal Ministero in quel periodo</strong>. </p>



<p>Gli autori spiegarono che tale discrepanza derivava proprio dal <strong>collasso del sistema sanitario</strong> e che la stima <strong>non include morti indirette</strong> (da fame, malattie o mancanza di cure) né i corpi non recuperati; proiettando il tasso di sotto-registrazione, il totale per ottobre 2024 supererebbe probabilmente i <strong>70.000 morti</strong>. Come ammesso anche da <a href="https://www.nature.com/articles/d41586-024-02508-0">un&#8217;altra prestigiosa rivista scientifica, <em>Nature</em></a>, secondo alcuni ricercatori, le cifre fornite dal Ministero della Salute dell&#8217;enclave sono sottostimate, questo a «causa delle enormi difficoltà nel contare i morti durante i conflitti armati». Altri, invece, sostengono che il numero delle vittime sia verosimile ma certamente non inferiore alle stime ufficiali. </p>



<p>Anche secondo <strong>Jean-Pierre Filiu</strong>, docente di storia presso Sciences Po di Parigi, le cifre fornite dal Ministero della Salute di Hamas (e ora confermate dall&#8217;DF) sono sottostimate. Motivo? <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2025/09/07/gaza-s-horrifying-death-toll-does-not-include-indirect-victims-of-israel-s-offensive_6745121_4.html">Come spiega il docente su <em>Le Monde</em></a>, «i decessi dovuti alla mancata evacuazione e <strong>all&#8217;insufficienza delle cure</strong> non sono inclusi nel bilancio ufficiale delle vittime, né lo sono coloro che sono morti a causa di epidemie, fame, sete e delle numerose sofferenze che hanno colpito una popolazione precipitata in condizioni disumane.&nbsp; </p>



<h2 class="wp-block-heading">La minoranza cristiana esaminata da Le Monde</h2>



<p>Una valutazione del rapporto tra vittime dirette e indirette dopo quasi due anni di offensiva terrestre israeliana può essere tentata utilizzando il campione ben documentato della minoranza cristiana di Gaza, sottolinea. «Stimata in 1.000 persone nell’ottobre 2023, la comunità si è rapidamente ridotta a circa 800 dopo che 200 cristiani sono partiti all’inizio del conflitto, una partenza facilitata dalla doppia nazionalità di alcuni. Seicento cristiani sono rimasti intorno alle loro parrocchie a Gaza City, mentre altri 200 hanno trovato rifugio nel Sud dell’enclave in seguito agli ordini di espulsione. <strong>Anche il propagandista più sfacciato faticherebbe ad accusare questi 800 cristiani di avere qualsiasi legame con Hamas</strong>. Il bilancio delle loro perdite è comunque devastante. <strong>Ventitré cristiani sono stati uccisi da attacchi israeliani</strong> all&#8217;interno di chiese dove pensavano di essere al sicuro: 17 nel bombardamento della chiesa ortodossa di San Porfirio il 19 ottobre 2023; tre dal fuoco dei cecchini all&#8217;interno della chiesa cattolica della Sacra Famiglia (uno il 13 novembre e due il 16 dicembre 2023); e tre nel bombardamento della stessa chiesa il 17 luglio 2025».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="461" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.36.47-1024x461.jpg" alt="" class="wp-image-503667" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.36.47-1024x461.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.36.47-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.36.47-768x346.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.36.47-1536x692.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.36.47-600x270.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-30-alle-10.36.47.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il disastro umanitario a Gaza è ulteriormente confermato da una <a href="https://www.reuters.com/world/early-warning-apocalyptic-wasteland-gaza-blocked-by-us-envoys-israel-2026-01-30/">notizia esclusiva pubblicata da <em>Reuters</em></a> nelle scorse ore, secondo cui già all&#8217;inizio del 2024 i funzionari dell&#8217;USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale) avevano redatto un <em>cable</em> di avvertimento destinato ai vertici dell&#8217;amministrazione Biden, in cui il nord di Gaza veniva descritto come un &#8220;<em>un</em> <em>paesaggio apocalittico desolato</em>&#8221; con gravi carenze di cibo e aiuti medici, <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2025/07/gaza-evidence-points-to-israels-continued-use-of-starvation-to-inflict-genocide-against-palestinians/">come peraltro acclarato da organizzazioni umanitarie come Amnesty International</a>. </p>



<p>Il messaggio interno, basato su osservazioni del personale delle Nazioni Unite durante missioni di verifica umanitaria svolte a gennaio e febbraio 2024, riportava dettagli raccapriccianti come un femore umano e altre ossa sulle strade, corpi morti abbandonati nelle auto e una situazione catastrofica, in particolare per cibo e acqua potabile sicura. Tuttavia, l&#8217;ambasciatore statunitense a Gerusalemme <strong>Jack Lew </strong>e la sua vice Stephanie Hallett bloccarono la diffusione più ampia del <em>cable</em> all&#8217;interno del governo federale, ritenendolo privo di equilibrio, come rivelato da interviste a quattro ex funzionari e documenti visionati da <em>Reuters</em>. </p>



<p>Chissà se, dinanzi a questa cruda quanto spaventosa verità, qualcuno avrà finalmente il coraggio di ammettere di aver sbagliato, o preferirà fare come l’ultimo giapponese&#8230;</p>



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<p><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/israele-daccordo-con-hamas-a-gaza-i-morti-sono-almeno-70-mila-imbarazzo-per-i-negazionisti-da-salotto.html">Israele d&#8217;accordo con Hamas: a Gaza i morti sono almeno 70 mila. Imbarazzo per i negazionisti da salotto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Project Sunrise&#8221;, ovvero: Gaza come progetto immobiliare. Cosa svela il piano Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/project-sunrise-ovvero-gaza-come-progetto-immobiliare-cosa-svela-il-piano-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2025 11:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Witkoff e Kushner in Israele. La cosiddetta tregua di Gaza e i pogrom in Cisgiordania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il piano “Project Sunrise”, rivelato dal Wall Street Journal, racconta molto più di una semplice proposta di ricostruzione. Racconta una visione politica. L’idea dell’amministrazione di Donald Trump è quella di trasformare Gaza in una vetrina economica, una metropoli costiera ad alta tecnologia, una sorta di Riviera del Medio Oriente. Non un progetto umanitario, ma un’operazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/project-sunrise-ovvero-gaza-come-progetto-immobiliare-cosa-svela-il-piano-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/project-sunrise-ovvero-gaza-come-progetto-immobiliare-cosa-svela-il-piano-usa.html">&#8220;Project Sunrise&#8221;, ovvero: Gaza come progetto immobiliare. Cosa svela il piano Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Witkoff e Kushner in Israele. La cosiddetta tregua di Gaza e i pogrom in Cisgiordania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110183033607_44876910a18e5579ff6c451a1edae433-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il piano “<strong>Project Sunrise</strong>”, rivelato dal <em>Wall Street Journal</em>, racconta molto più di una semplice proposta di ricostruzione. Racconta una visione politica. L’idea dell’amministrazione di Donald Trump è quella di trasformare Gaza in una vetrina economica, una metropoli costiera ad alta tecnologia, una sorta di Riviera del Medio Oriente. <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-si-lavora-alla-tragica-bonanza-vagheggiata-da-smotrich.html">Non un progetto umanitario, ma un’operazione di sviluppo concepita</a> con il linguaggio degli investimenti, dei rendimenti e delle partnership pubblico-private.</p>



<p>I numeri sono quelli di una grande operazione immobiliare globale: <strong>112 miliardi di dollari in dieci anni, resort di lusso, treni ad alta velocità, reti energetiche basate sull’intelligenza artificiale</strong>, oltre centomila nuove abitazioni e una capitale amministrativa ex novo, <strong>New Rafah</strong>, pensata per mezzo milione di abitanti. Al centro del progetto compaiono figure chiave dell’universo trumpiano, come <strong>Jared Kushner</strong> e l’inviato speciale <strong>Steve Witkoff</strong>, a conferma di una continuità tra diplomazia, affari e politica estera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Economia prima, politica dopo</h2>



<p>La struttura del piano rivela una scelta precisa: <strong>separare la questione economica da quella politica. </strong>Gaza viene trattata come uno spazio da rifunzionalizzare, non come una comunità titolare di diritti collettivi. <strong>L’autodeterminazione palestinese resta sullo sfondo</strong>, mentre il fulcro del discorso è la trasformazione urbana e turistica. È una logica già vista: lo sviluppo come surrogato della sovranità.</p>



<p>La condizione posta dagli Stati Uniti e da Israele è <strong>la completa smilitarizzazione di Hamas.</strong> Una clausola definita non negoziabile, ma priva di indicazioni concrete sui meccanismi per realizzarla. Dopo due anni di guerra su larga scala senza la neutralizzazione del gruppo, la richiesta appare più come un prerequisito politico che come un obiettivo realisticamente perseguibile nel breve periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">New Rafah e la geografia del controllo</h2>



<p>Uno degli elementi più controversi è la concentrazione iniziale della popolazione nel Sud della Striscia, attorno alla futura New Rafah. Ufficialmente si tratta di una scelta funzionale alla ricostruzione graduale del resto del territorio. Di fatto, però, disegna una nuova geografia umana, che molti osservatori leggono come <strong>una forma indiretta di trasferimento forzato, mascherata da pianificazione urbanistica.</strong></p>



<p>La ricostruzione non parte dai quartieri distrutti per restituire continuità sociale, ma da un nuovo centro amministrativo pensato a tavolino. È un’impostazione che privilegia il controllo dello spazio rispetto alla ricomposizione del tessuto esistente, e che rischia di cristallizzare nuove disuguaglianze interne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il linguaggio degli affari nella terra delle macerie</h2>



<p>Le critiche più dure riguardano il linguaggio stesso del progetto. Resort, appartamenti di lusso, ritorni sugli investimenti: parole che cozzano con la realtà di una popolazione segnata da distruzioni, sfollamenti e lutti. Il piano non affronta temi centrali come le responsabilità per i danni di guerra, le riparazioni o i meccanismi di giustizia per le vittime. <strong>Gaza diventa così una tabula rasa economica, ma non giuridica né politica.</strong></p>



<p>La smentita parziale del Dipartimento di Stato sui costi a carico degli Stati Uniti non cancella il punto centrale: Washington non nega l’esistenza del progetto, né la sua filosofia di fondo. L’America propone capitale, visione e regole. La politica, ancora una volta, viene dopo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una pace senza sovranità</h2>



<p>“Project Sunrise” si inserisce in una traiettoria più ampia: mentre sul terreno si moltiplicano insediamenti e fatti compiuti, sul piano diplomatico si tenta di sostituire la soluzione politica con un’offerta economica. Gaza come opportunità di mercato, non come nodo irrisolto di un conflitto coloniale.</p>



<p>È una scommessa rischiosa. Senza una cornice di diritti, sicurezza condivisa e sovranità, la ricostruzione rischia di diventare solo un’altra forma di gestione del conflitto. Più moderna, più scintillante, ma non per questo più stabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/project-sunrise-ovvero-gaza-come-progetto-immobiliare-cosa-svela-il-piano-usa.html">&#8220;Project Sunrise&#8221;, ovvero: Gaza come progetto immobiliare. Cosa svela il piano Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza, la contabilità impossibile dei morti: quando i numeri diventano un atto politico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-la-contabilita-impossibile-dei-morti-quando-i-numeri-diventano-un-atto-politico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 12:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gaza-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gaza-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gaza-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gaza-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/gaza-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Un nuovo studio del Max Planck Institute stima in oltre 100.000 i palestinesi uccisi nella guerra nella Strisci di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-la-contabilita-impossibile-dei-morti-quando-i-numeri-diventano-un-atto-politico.html">Gaza, la contabilità impossibile dei morti: quando i numeri diventano un atto politico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il peso di una cifra che cambia la percezione globale. Lo studio del <strong>Max Planck Institute</strong>, che stima oltre 100.000 palestinesi uccisi<a href="https://it.insideover.com/guerra/lidf-valuta-di-finire-il-lavoro-a-gaza-ma-si-apre-la-faida-katz-zamir.html"> nella guerra di Gaza,</a> non aggiunge solo un numero al dibattito internazionale. Aggiunge uno sguardo più onesto, più crudo, su un conflitto che da oltre due anni devasta un territorio già fragile. L’analisi dei demografi tedeschi – costruita incrociando fonti ufficiali, indagini indipendenti e dati raccolti sui social media – <strong>smonta l’idea che le cifre comunicate dal ministero della Sanità di Gaza raccontino integralmente la tragedia. </strong>Quelle cifre, già drammatiche, descrivono solo la parte visibile della distruzione: chi muore in ospedale, chi ha un certificato, chi viene identificato. Tutto il resto rimane sottotraccia, letteralmente: sotto le macerie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una mortalità che cambia la storia della guerra</h2>



<p><strong>Secondo lo studio, la cifra reale delle vittime si colloca tra 99.997 e 125.915, con una mediana di 112.069 morti.</strong> La differenza non è solo statistica: è politica. Le vittime senza nome, mai registrate, sono quelle degli edifici crollati, dei quartieri rasi al suolo, delle famiglie che non hanno potuto seppellire i propri cari né segnalarne la scomparsa. È una mortalità “oscura” che altera la percezione dell’impatto delle operazioni israeliane e <strong>apre un dibattito sulla trasparenza dei dati</strong>, sul modo in cui il mondo interpreta la sproporzione del conflitto e sulla capacità reale della comunità internazionale di misurare la sofferenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il crollo dell’aspettativa di vita</h2>



<p>Forse il dato più eloquente riguarda l’aspettativa di vita. Prima della guerra, a Gaza era di 77 anni per le donne e 74 per gli uomini. <strong>Oggi, le proiezioni per il 2024 parlano di 46 anni per le donne e 36 per gli uomini.</strong> Un dimezzamento brutale, che non si spiega solo con i bombardamenti. Indica un ambiente in cui la fame, il collasso sanitario, il crollo delle infrastrutture e la distruzione delle reti sociali rendono la vita quotidiana più pericolosa della stessa linea del fronte. Gaza non è più un territorio in guerra: è diventato un territorio in cui vivere significa sopravvivere, e sopravvivere significa affrontare condizioni che nessuna società può sostenere a lungo senza implodere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le violazioni del cessate il fuoco</h2>



<p>Dopo l’entrata in vigore della tregua mediata dagli Stati Uniti il 10 ottobre, <strong>l’Ufficio dei media di Gaza denuncia quasi 500 violazioni israeliane, con 339 palestinesi uccisi.</strong> Le IDF confermano alcune operazioni, come il recente attacco contro sei individui nel Sud di Gaza, accusati di essere usciti da un tunnel a Rafah. Anche qui, però, si entra in una zona grigia: chi erano, cosa stavano facendo, quante delle vittime erano combattenti e quante civili? La guerra dei tunnel crea un ambiente operativo in cui la distinzione tra obiettivi militari e presenza civile diventa difficile, e Israele usa questo punto per giustificare interventi rapidi e letali. Ma <strong>ogni azione di questo tipo indebolisce la credibilità della tregua</strong> e alimenta la percezione internazionale di una pressione costante che mina la stabilità dell’accordo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La contabilità della morte come terreno diplomatico</h2>



<p>Israele contesta spesso le cifre diffuse dalle autorità di Gaza, sostenendo che includano combattenti o che siano manipolate per motivi politici. Ma quando un centro di ricerca indipendente come il Max Planck pubblica numeri molto più elevati, il dibattito si sposta. <strong>Non è più una questione di propaganda locale, ma una questione di metodologia scientifica.</strong> E soprattutto, diventa un tema di responsabilità internazionale: quanti morti sono “accettabili” in una guerra condotta in un territorio densamente popolato? Quanto può essere estesa una campagna militare in un’area che non offre vie di fuga reali ai civili? Queste domande, taciute per mesi, ora tornano al centro della scena.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele, Hamas e la “linea gialla”</h2>



<p>In questo momento, secondo le stime israeliane, circa 200 combattenti di Hamas sono ancora nei tunnel a Rafah, al di là della cosiddetta<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-muro-di-berlino-del-medio-oriente-israele-teme-di-perdere-il-controllo-di-gaza.html"> “linea gialla”</a> stabilita dagli accordi di cessate il fuoco. Israele continua a operare in quest’area, rifiutando richieste di passaggio sicuro avanzate da Hamas con il supporto dei mediatori. La motivazione ufficiale è chiara: <strong>non consentire la ricostituzione della capacità militare del movimento.</strong> Ma strategicamente questo immobilismo prolungato ha due effetti: mantiene la pressione su Hamas e, contemporaneamente, mantiene sotto stress una popolazione civile invischiata in un conflitto senza sbocchi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un conflitto che ridisegna la morale internazionale</h2>



<p>La stima di oltre 100.000 morti non è solo un dato: è una domanda aperta. Fino a che punto la comunità internazionale può accettare l’idea che una guerra prolungata in un territorio chiuso produca numeri simili? Fino a che punto le tregue possono essere considerate “successi diplomatici” quando continuano a registrarsi centinaia di vittime? E fino a che punto le operazioni israeliane, pur motivate dalla necessità di neutralizzare Hamas, possono essere considerate compatibili con le norme che regolano i conflitti contemporanei?</p>



<p>La guerra di Gaza, nella sua crudezza, nelle sue proporzioni, nella sua impossibilità di essere pienamente misurata, è già diventata un laboratorio tragico per il futuro delle guerre urbane. E lo studio del Max Planck, con la freddezza dei numeri, costringe il mondo a guardare la realtà senza più alibi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-la-contabilita-impossibile-dei-morti-quando-i-numeri-diventano-un-atto-politico.html">Gaza, la contabilità impossibile dei morti: quando i numeri diventano un atto politico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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