Andiamo a vedere Naza, ma anche Palestine36
La visione della pellicola tanto applaudita a Venezia va affiancata da quella di Palestine36, "quando tutto ebbe inizio".
La visione della pellicola tanto applaudita a Venezia va affiancata da quella di Palestine36, "quando tutto ebbe inizio".
Israele sta rimuovendo milioni di tonnellate di macerie da Gaza, senza fornire dettagli sull’operazione né garantire una supervisione indipendente. Tra quei detriti si trovano i resti di migliaia di palestinesi “scomparsi” e prove fondamentali dei crimini commessi nella Striscia. Un’operazione che, secondo Euro-Med Human Rights Monitor, rischia di cancellare le tracce del genocidio, mentre il Board of Peace di Trump finanzia parte della rimozione. Tutto questo avviene mentre i palestinesi continuano a scavare tra le macerie per recuperare i propri morti e mentre Israele impedisce l’ingresso ai giornalisti internazionali.
Il primo appalto assegnato dal Board of Peace voluto da Donald Trump riguarda una base militare destinata a ospitare 150 soldati marocchini.
Hamas ha scelto come leader politico un negoziatore ma questo non significa che il movimento abbia scelto anche la pace.
Omer Bartov: “Quanto accaduto a Gaza sembra preannunciare un nuovo futuro per questo crimine. Un futuro in cui altre nazioni o leader potrebbero essere incentivati a perseguire politiche genocidarie sapendo che non solo la faranno franca, ma che potrebbero persino trarne vantaggio”
Valerio Nicolosi: "Israele vuole annientare Gaza anche attraverso l'ecocidio: una distruzione indiscriminata del pianeta".
Il dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan, è in pericolo di vita nel carcere israeliano dove è detenuto ingiustamente
La bozza del Board of Peace voluto da Trump per Gaza prevede un'immunità legale totale, eludendo qualsiasi controllo giudiziario esterno
La Commissione d'inchiesta dell'ONU accusa Israele di aver deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi a Gaza e Cisgiordania: è genocidio
Roger Waters. Insieme alla cantautrice palestinese l’ha asciugata da ogni virtuosismo e l’ha resa essenziale eppur bellissima, un vero capolavoro per chi è aperto all’ascolto. Da inno rock a ballata, dove l’intensa lingua araba e l’inglese si alternano nel raccontare la tragedia che ha travolto Gaza.