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Guerra

Alawiti massacrati in Siria: l’Ue, complice silenziosa di Al Jolani

Cambio di regime e plauso europeo: Dopo la caduta di Bashar al-Assad a fine 2024, l’UE e i leader occidentali hanno accolto con favore l’ascesa di Ahmed al-Sharaa (Abu Muhammad al-Julani), ex leader jihadista di Hayat Tahrir al-Sham, celebrando la fine di un “tiranno” alleato di Putin.Sospensione delle sanzioni: Il 25 febbraio 2025, l’UE ha sospeso sanzioni economiche contro la Siria per favorire dialogo, ripresa economica e ricostruzione, rimuovendo restrizioni su energia, trasporti e cinque entità, tra cui Syrian Arab Airlines.Visite diplomatiche: Leader come Jean-Noël Barrot (Francia) e Annalena Baerbock (Germania) hanno visitato Al-Julani a Damasco a gennaio 2025, nonostante il suo passato in al-Qaeda e il suo rifiuto di stringere la mano alla ministra tedesca.Massacri alawiti: Dal giovedì scorso, le forze di Al-Julani hanno ucciso 340 civili alawiti in esecuzioni sommarie a Latakia, con saccheggi e violenze documentate dal Syrian Observatory for Human Rights, mentre il governo reprime attacchi dei “resti” del regime Assad.Silenzio dell’Occidente: I leader europei, che avevano lodato Al-Julani, tacciono di fronte a queste atrocità, sollevando dubbi sulla loro coerenza nel sostenere un ex terrorista responsabile di massacri.

Stephen Bryen
Dossier / Difesa

Stephen Bryen smonta ReArm Europe: “Costoso e poco produttivo”. E sulla Russia…

Minaccia russa contestata: Bryen ritiene che non ci siano prove oggettive di un’intenzione russa di attaccare la NATO, attribuendo i conflitti in Georgia (2008) e Ucraina (2022) a provocazioni esterne, come l’espansione NATO, più che ad aggressioni russe.Limiti europei: Sottolinea che l’Europa non può sostituire gli USA nel supportare l’Ucraina, a causa di un esercito in cattive condizioni, anni di trascuratezza post-1991 e mancanza di capacità avanzate come quelle di intelligence e sorveglianza statunitensi.Produzione e risorse: Pur spendendo più della Russia in difesa, l’Europa soffre di un’industria inefficiente e costosa, con aziende come Leonardo limitate da catene di approvvigionamento lente e poca competitività rispetto a giganti come Lockheed o Thales.Fabbisogno di truppe: Un aumento della produzione militare richiederebbe 300.000-500.000 soldati in più, una forza che l’Europa non ha né sembra in grado di creare, rendendo irrealizzabili piani ambiziosi senza riforme strutturali o alternative come l’automazione.Soluzioni e dipendenze: Propone fusioni (es. Leonardo con Thales o RTX) per migliorare l’efficienza e vede l’importazione di sistemi avanzati (es. AEGIS Ashore) come inevitabile, pur riconoscendo che ciò comprometta l’autonomia strategica europea.

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