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Media e Potere

Shahin Hazamy, il giornalista pro-pal arrestato in Francia per un post sui social

Irruzione violenta: La polizia francese ha fatto irruzione all’alba del 22 aprile 2025 nell’abitazione di Shahin Hazamy, aggredendo lui e la moglie incinta davanti ai figli, come mostrato in video sui social.Accuse di terrorismo: Hazamy, 29 anni, è accusato di apologia di terrorismo per un messaggio su Telegram del 7 ottobre 2023, giorno dell’attacco di Hamas in Israele, e sarà processato il 3 luglio 2025 a Bobigny.Profilo del giornalista: Influencer con 330.000 follower su TikTok, Hazamy è un giornalista autodidatta che denuncia le violenze della polizia e dà voce alle periferie francesi, oltre a sostenere la causa palestinese.Denunce e minacce: Il documentarista Mohsen Eslamzadeh ha rivelato che Hazamy aveva ricevuto minacce di morte per i suoi filmati virali pro-Palestina, mentre i suoi avvocati denunciano un trattamento sproporzionato.Contesto internazionale: L’arresto si inserisce in un clima di tensioni tra Francia e Iran, con casi simili come quello di Mahdieh Esfandiari, e solleva interrogativi sulla libertà di stampa in Europa.

Guerra

Von der Leyen disprezza gli europei e il loro Parlamento: riarmo senza dibattito né controlli

Forzatura democratica: Ursula von der Leyen ha bypassato il Parlamento Europeo approvando il piano Safe per finanziare l’industria della difesa con 150 miliardi di euro, ignorando il parere legale e il voto della commissione giuridica (JURI).Uso controverso dell’articolo 122: La Commissione ha giustificato la procedura d’urgenza con l’articolo 122 del Tfue, che consente di evitare il Parlamento in situazioni straordinarie, ma il servizio giuridico dell’Eurocamera ha definito questa scelta “scarsamente motivata”.Umiliazione del Parlamento: La decisione, annunciata dal portavoce Thomas Regnier, viola le regole democratiche, mostrando disprezzo per il Parlamento, organo rappresentativo dei cittadini europei.Polemiche e reazioni: Il Movimento 5 Stelle ha criticato duramente la Commissione, definendo la mossa uno “sfregio alla democrazia” e chiedendo un dibattito pubblico nella plenaria di maggio.

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