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Migrazioni

Il cacciatore di migranti

Per Gli occhi della Guerra Eleonora Vio e Costanza Spocci sono andate in Ungheria, al confine con la Serbia dove il governo ungherese ha costruito un muro anti- migranti. Il sindaco di Assotthalom, Laszlo Toroczkai, ha istituito un corpo di guardie civili che hanno il compito di affiancare la polizia nella caccia dei migranti che ogni giorno riescono a superare il muro illegalmente. Questo è quanto hanno visto.

Ambiente

Bombe inesplose nel cuore della Ue

A 99 anni di tempo dalla fine della Prima guerra mondiale, nel cuore della Francia giacciono ancora centinaia di migliaia di bombe e colpi d'artiglieria inesplosi. Gli ordigni della Grande Guerra inquinano ancora i boschi attorno a Verdun, dove persino i campi coltivati sono impregnati dei gas tossici in dotazione agli eserciti del tempo. Servizio di Giovanni Masini, montaggio di Roberto Di Matteo. Riprese con il drone di Noè Devey

Terrorismo

Fuggita in Siria con il figlio

È fuggita in Siria per arruolarsi nell'Isis, portando con sé il figlio di sei anni. La sezione anti terrorismo della Procura di Milano, guidata da Alberto Nobili, ha chiesto e ottenuto dal gip Manuela Scudieri un ordine di cattura per terrorismo internazionale per Valbona Berisha, donna albanese di 34 anni residente a Barzago, in provincia di Lecco.

Terrorismo

La radicalizzazione nelle carceri

Nelle carceri italiane il rischio di radicalizzazione è alto. È per questo che Andrea Orlando, ministro della Giustizia, ha pensato bene di istituire il primo corso di islamologia per gli agenti della polizia penitenziaria obbligati a vivere a stretto contatto con i musulmani rinchiusi nelle nostre prigioni.Sono circa 11mila i detenuti stranieri presenti nelle 190 carceri italiane. Di questi, circa 7500 sono praticanti. 3500, viceversa, sono lontani dalla fede. Tra i praticanti sono rinchiusi anche 150 imam. Circa 20, invece, sono quelli che entrano nelle carceri per indottrinare i “fratelli” musulmani. Lo scopo è proclamare la jihad all’interno delle 70 moschee di fortuna allestite in prigione. Si tratta perlopiù di stanze adibite a luoghi di preghiera. Si sa, per i musulmani è fondamentale rivolgersi quotidianamente verso la Mecca. Meglio se guidati da un “maestro”. Il salàt, cioè la preghiera islamica, deve essere eseguita perfettamente. In modo canonico. Ed è a questo che serve l’imam.

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