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Politica

Montenegro, la matrioszka delle battaglie

Gli Occhi della Guerra sono in Montenegro, a Podgorica dove domenica 16 ottobre vanno in scena le elezioni parlamentari. Da una parte c'è Milo Djukanovic, lo storico leader del paese al potere da più di 27 anni, e dall'altra ci sono diverse coalizioni dell’opposizione unite in svariate formazioni politiche per cercare di abbattere la leadership del DSP, il Democratic Party of Socialists of Montenegro. Il Montenrego è un piccolo Paese e queste elezioni sono lontane dai riflettori dei media. Forse perché non ci si rende conto che sull'altra sponda dell'Adriatico l'ennesimo braccio di ferro tra la Russia e l'Occidente. Per questo con Daniele Bellocchio e Gabriele Orlini siamo andati a vedere che aria si respira in questa piccola terra il cui destino, così trascurato dai media, può avere effetti importanti anche da noi.

Politica

Fantasmi del passato nel futuro del Montenegro

Chiamatela pure Podgorica, l'attuale capitale del Montenegro, ma esplorandola, andando alla ricerca della sua intimità, delle sue paure, della sua solitudine, della sua sofferenza, ecco allora che scoprirete come la più importante città del piccolo Stato balcanico, che si appresta a trovarsi, tra 24 ore, ad affrontare le elezioni parlamentari e una sfida politica tra Nato e Russia, sia oggi, nella sua anima recondita e orgogliosa, revanscista e nostalgia, non l'attuale Podgorica ma, piuttosto, la vecchia Titograd: la città di Tito. Nel '46 la futura capitale del Montenegro venne ricostruita ex novo e l'ideologia celebrò il ''Maresciallo'' senza domande e concessioni al dubbio. Settant'anni sono passati e nel 2016 la stessa città è in un faccia a faccia pugilistico con il proprio contingente; ci sono le elezioni e pure i partiti, le divisioni e le domande e, con queste, i dubbi: molti, troppi. Ed è così che la Podgorica di adesso setaccia il proprio passato, alla ricerca, in una memoria ingombrante e dolorosa, di un appiglio lenitivo per affrontare un domani all'apparenza orfano di risposte e soluzioni e con incognite foriere di ogni timore. Reportage di Daniele Bellocchio e Gabriele Orlini

Politica

D-day balcanico

La pioggia battente e i lampi hanno caratterizzato la notte della vigilia delle elezioni a Podgorica. Le vie del centro della capitale montenegrina erano assonate, buie e solo le luci di qualche bar fumoso e la musica che usciva dai pub rompevano un silenzio elettorale, saturo di tensioni, timori e di notizie che correvano sugli smartphone degli avventori dei locali, dispensatrici di paura.Questa mattina però le nubi si sono dissolte con l'alba e di primo mattino il Montenegro è già pronto per dirigersi alle urne. In Piazza dell'Indipendenza, dove di notte sono state issate da anonimi le bandiere della Serbia e della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, i taxi si alternano accompagnando gli elettori nei diversi seggi che puntellano la città e alle otto, al momento dell'inizio delle votazioni, fuori dalla scuola Savo Pejanovic, file di cittadini attendono il proprio turno prima di entrare in cabina. Reportage di Daniele Bellocchio e Gabriele Orlini

Società

L’ospedale di Atene che cura chi ha perso tutto

Da Atene. Un rapido sguardo per controllare che la telecamera sia spenta, poi le mani si tuffano nella borsa per stivare i pannolini e il latte in polvere donato dai volontari. Lo sguardo stanco di Eugenia è lo stesso di tantissime madri che la Grecia non hanno più soldi per pagare il necessario ai propri bambini. Gli omogeneizzati, gli occhiali, le vaccinazioni. Quando la crisi economica morde e le forze vengono meno, le donne come Eugenia vengono alla Clinica della comunità metropolitana di Atene. Un ospedale di volontari alla periferia della capitale per assicurare cure gratuite a chi è stato lasciato senza niente dalle politiche di austerity che da anni devastano la Grecia. A due passi da un luogo simbolo della città, l'aeroporto Hellinikon – ora abbandonato e riconvertito in un sordido campo di accoglienza per migranti – sorge un piccolo poliambulatorio che per moltissimi ateniesi è ormai un sostegno imprescindibile.Montaggio di Roberto Di Matteo

Migrazioni

I migranti che sfamano i greci

Nella primavera del 2017 abbiamo raccontato gli sbarchi dei migranti sulle coste greche di Lesbo e di Chios. Abbiamo voluto vedere entrambi i lati del fenomeno migratorio in questo paese: quello dei profughi, delle loro condizioni e di come vivono, e quello della popolazione greca, schiacciata dalla crisi e sempre più insofferente verso gli immigrati in continuo arrivo. Sullo sfondo prosegue l'attività delle ONG, che però spesso lucrano sopra al traffico dei migranti.Montaggio di Roberto Di Matteo

Migrazioni

Life Jackets

Nella primavera del 2017 abbiamo raccontato gli sbarchi dei migranti sulle coste greche di Lesbo e di Chios. Abbiamo voluto vedere entrambi i lati del fenomeno migratorio in questo paese: quello dei profughi, delle loro condizioni e di come vivono, e quello della popolazione greca, schiacciata dalla crisi e sempre più insofferente verso gli immigrati in continuo arrivo. Sullo sfondo prosegue l'attività delle ONG, che però spesso lucrano sopra al traffico dei migranti.

Migrazioni

Europa egoista: scarica i migranti sulla Grecia

Sono oltre 64.000 i migranti bloccati in Grecia dal trattato di Dublino III: non possono proseguire verso l'Europa, non possono tornare in Turchia. Ma in un Paese allo stremo a causa della crisi economica, gli avanzi di cibo dei campi profughi vengono raccolti dai senzatetto greci.Montaggio di Roberto Di Matteo

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