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Religioni

La vedova del martire cristiano

“Uno dei miei gemelli di 8 anni si è messo a correre passando vicino al terrorista suicida. Un angelo lo ha protetto. Il kamikaze si è fatto esplodere quando mio figlio era già lontano” ricorda Gihen Gergis Basiri con lo sguardo triste e la voce rotta dall’emozione. La vedova cristiana ha perso il marito, davanti ai suoi occhi, lo scorso anno, quando il terrorista dello Stato islamico ha seminato morte e terrore davanti alla chiesa di San Marco, la più antica di Alessandria dove riposano le reliquie dell’apostolo. La domenica delle Palme, l’obiettivo fallito delle bandiere nere era uccidere il Papa ortodosso, Tawadros II, che guida la maggioranza dei cristiani d’Egitto. Gihen è vestita di nero e non muove bene un braccio disarticolato dall’esplosione. La sopravvissuta racconta il “martirio” del marito nella stessa chiesa dove l’attentato suicida ha falciato 16 egiziani fra guardie di sicurezza e cristiani compresi bambini. Al suo fianco i due gemelli, Fedi, che significa Salvatore, illeso per miracolo e Bishoi, che ha cercato di aiutare la madre sanguinante subito dopo l’esplosione. REPORTAGE DI FAUSTO BILOSLAVO

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La chiesa presa d’assalto

“Siamo venuti a dire ai cristiani d’Egitto che non sono soli. Non è più il tempo di dire solo “resistete”, ma di resistere con loro” spiega Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla chiesa che soffre. Dal 2011 la fondazione pontificia ha finanziato in Egitto progetti per oltre 4 milioni e mezzo di euro in sostegno alla comunità cristiana sotto tiro. Monteduro ha visitato i luoghi più significativi e a rischio dei copti assieme al vescovo di Carpi, Francesco Cavina ed il vicario generale, don Massimo Fabbri. La delegazione è stata ricevuta anche dal patriarca Tawadros II, il Papa dei copti ortodossi. Aiuto alla chiesa che soffre ha investito 76.300 euro nella messa in sicurezza delle chiese minacciate dai Fratelli musulmani nel 2013 e adesso sotto attacco dei terroristi dello Stato islamico. Per i luoghi di culto cristiani rimessi in piedi dopo le devastazioni sono stati spesi 91.000 euro. Altri 124mila euro sono andati a chi ha perso tutto a causa delle violenze anti cristiane e alle famiglie delle vittime. REPORTAGE DI FAUSTO BILOSLAVO

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Cristiani sotto scorta

Nell’alto Egitto, lungo il Nilo, la provincia di Assiut assieme a quella di Minia registrano la più alta percentuale di cristiani oltre il 30%. Davanti alla chiesa del vescovo di Assiut è piazzato un blindato color sabbia dell’esercito. I soldatini egiziani sono in tenuta di combattimento e la polizia sbarra la strada. Il vescovo Kirillos William viene fermato dai fedeli che baciano la croce in legno stretta nella mano. “I terroristi minacciano: 'Trasformeremo le vostre feste nel sangue', ma siamo gli unici cristiani che organizzano le processioni per la Madonna in strada” osserva il prelato copto cattolico. I fedeli possono farlo a Der Dronca, un villaggio di 6mila anime, tutte cristiane. Alle pendici della grotta dove ha sostato la Sacra famiglia di Gesù in fuga dalla Palestina, super blindata, ma frequentata da un via vai continuo di pellegrini. REPORTAGE DI FAUSTO BILOSLAVO

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