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	<title>Davos Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 23 Jan 2026 05:42:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Davos Archives - InsideOver</title>
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		<title>La fine del falso mondo basato delle regole</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-fine-del-falso-mondo-basato-delle-regole.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 05:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[World Economic Forum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La fine del falso mondo basato delle regole" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questo è il momento di "una rottura nell'ordine mondiale, della fine di una piacevole finzione e dell'inizio di una dura realtà", in cui le grandi potenze "non sono sottoposte a nessun limite, a nessuna costrizione".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-fine-del-falso-mondo-basato-delle-regole.html">La fine del falso mondo basato delle regole</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La fine del falso mondo basato delle regole" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_202601222111032_fd08450aff97e444c6b6de0af76363d2-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Il <a href="https://www.weforum.org/stories/2026/01/davos-2026-special-address-by-mark-carney-prime-minister-of-canada/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">discorso</a> del premier canadese Mark Carney a Davos ha qualcosa di storico. Ne pubblichiamo ampi brani.</em></p>



<p>Questo è il momento di &#8220;una rottura nell&#8217;ordine mondiale, della fine di una piacevole finzione e dell&#8217;inizio di una dura realtà&#8221;, in cui le grandi potenze &#8220;non sono sottoposte a nessun limite, a nessuna costrizione&#8221;.</p>



<p>&#8220;D&#8217;altro canto, gli altri Paesi, in particolare le potenze intermedie come il Canada, non sono impotenti. Hanno la capacità di costruire un nuovo ordine che comprenda i nostri valori, come il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la sovranità e l&#8217;integrità territoriale degli Stati. Il potere dei meno potenti inizia con l&#8217;onestà&#8221; [sic ].</p>



<p>&#8220;Sembra che ogni giorno ci venga ricordato che viviamo in un&#8217;epoca di rivalità tra grandi potenze, che l&#8217;ordine basato sulle regole sta svanendo, che i forti possono fare ciò che vogliono e i deboli devono subire ciò che devono. E questo aforisma di Tucidide viene presentato come inevitabile, come la logica naturale delle relazioni internazionali che si riafferma&#8221;.</p>



<p>&#8220;Di fronte a questa logica, i paesi tendono ad assecondare gli altri [&#8230;] per evitare problemi, nella speranza che il rispetto delle regole compri la sicurezza. Non lo farà&#8221;.</p>



<p>&#8220;Quindi, quali sono le nostre opzioni? Nel 1978, il dissidente ceco Václav Havel, in seguito presidente, scrisse un saggio intitolato <em>Il potere dei senza potere</em> , in cui poneva una semplice domanda: come si sostiene il sistema comunista? E la sua risposta iniziò con un fruttivendolo&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ogni mattina, questo negoziante espone un cartello in vetrina: &#8216;Lavoratori di tutto il mondo, unitevi&#8217;. Non ci crede, nessuno ci crede, ma espone comunque un cartello per evitare problemi, per dimostrare la propria obbedienza, per andare d&#8217;accordo. E dal momento che tutti i negoziante di tutte strada fanno lo stesso, il sistema persiste, non solo attraverso la violenza, ma attraverso la partecipazione di persone comuni a rituali che sanno essere falsi. Havel definiva questo &#8216;vivere nella menzogna&#8217;”.</p>



<p>&#8220;La potenza del sistema non deriva dalla sua verità, ma dalla volontà di tutti di comportarsi come se fosse vero e la sua fragilità deriva dalla stessa fonte. Quando anche una sola persona smette di comportarsi così, quando il fruttivendolo rimuove la sua insegna, l&#8217;illusione inizia a incrinarsi. Amici, è ora che imprese e Paesi rimuovano le loro insegne&#8221;.</p>



<p>&#8220;Per decenni, paesi come il Canada hanno prosperato sotto quello che abbiamo definito l&#8217;ordine internazionale basato sulle regole. Abbiamo aderito alle sue istituzioni, ne abbiamo elogiato i principi, abbiamo beneficiato della sua prevedibilità. E per questo motivo, abbiamo potuto perseguire politiche estere basate sui valori sotto la sua protezione&#8221;.</p>



<p>&#8220;Sapevamo che la storia dell&#8217;ordine internazionale basato sulle regole era in parte falsa, dal momento che i più forti se ne sarebbero esentati quando conveniva e che le regole commerciali venivano applicate in modo asimmetrico. E sapevamo che il diritto internazionale si applicava con rigore variabile a seconda dell&#8217;identità dell&#8217;accusato o della vittima&#8221;.</p>



<p>&#8220;Questa finzione era utile e l&#8217;egemonia americana, in particolare, contribuì a fornire beni pubblici, rotte marittime aperte, un sistema finanziario stabile, sicurezza collettiva e supporto per la risoluzione delle controversie&#8221;.</p>



<p>&#8220;Così, abbiamo messo il cartello in vetrina. Abbiamo partecipato ai rituali, evitando in gran parte di sottolineare il divario tra retorica e realtà. Questo patto non funziona più. Voglio essere diretto. <strong>Siamo nel mezzo di una rottura, non di una transizione</strong>&#8220;.</p>



<p>&#8220;Negli ultimi due decenni, una serie di crisi nei settori finanziario, sanitario, energetico e geopolitico hanno messo a nudo i rischi di un&#8217;integrazione globale estrema. Ma più recentemente, <strong>le grandi potenze hanno iniziato a usare l&#8217;integrazione economica come arma, i dazi come leva finanziaria, le infrastrutture finanziarie come coercizione, le catene di approvvigionamento come vulnerabilità da sfruttare</strong>. Non puoi vivere nella menzogna del reciproco vantaggio attraverso l&#8217;integrazione, quando l&#8217;integrazione diventa la fonte della tua subordinazione&#8221;.</p>



<p>&#8220;Le istituzioni multilaterali su cui si sono affidate le potenze medie – l&#8217;OMC, l&#8217;ONU, la COP – l&#8217;architettura, l&#8217;architettura stessa della risoluzione collettiva dei problemi sono minacciate. E di conseguenza, molti paesi stanno traendo le stesse conclusioni: devono sviluppare una maggiore autonomia strategica nei settori dell&#8217;energia, dell&#8217;alimentazione, dei minerali essenziali, della finanza e delle catene di approvvigionamento&#8221;.</p>



<p>&#8220;Un impulso comprensibile. Un Paese che non può nutrirsi, alimentarsi o difendersi ha poche opzioni. Quando le regole non ti proteggono più, devi proteggere te stesso. Ma cerchiamo di essere chiari su dove tutto questo ci porterà&#8221;.</p>



<p>&#8220;Un mondo di fortezze sarà più povero, più fragile e meno sostenibile. E c&#8217;è un&#8217;altra verità. Se le grandi potenze abbandonassero anche solo la pretesa di regole e valori per perseguire senza limiti il proprio potere e i propri interessi, i vantaggi del transazionalismo diventeranno più difficili da replicare. Gli egemoni non possono monetizzare continuamente le loro relazioni [col mondo]. Gli alleati diversificheranno per proteggersi dall&#8217;incertezza&#8221;.</p>



<p>&#8220;Acquisiranno assicurazioni e aumenteranno le opzioni per ricostruire la sovranità, una sovranità che un tempo era fondata su regole, ma che sarà sempre più ancorata alla capacità di resistere alle pressioni. Questa sala sa che questa è la classica gestione del rischio. La gestione del rischio ha un prezzo, ma quel costo dell&#8217;autonomia strategica, della sovranità, può anche essere condiviso&#8221;.</p>



<p>&#8220;Investire collettivamente nella resilienza è più economico che costruire ognuno la propria fortezza. Standard condivisi riducono le frammentazioni. Le complementarietà sono a somma positiva. <strong>Il problema per le potenze medie come il Canada non è se adattarsi alla nuova realtà: dobbiamo farlo. Il problema è se adattarci semplicemente costruendo muri più alti o se possiamo fare qualcosa di più ambizioso.</strong></p>



<p>&#8220;Ora il Canada è stato tra i primi a sentire la chiamata del risveglio, che ci ha portato a cambiare radicalmente la nostra posizione strategica. I canadesi sanno che i nostri vecchi e comodi presupposti, secondo cui la nostra geografia e la nostra appartenenza ad alleanze conferivano automaticamente prosperità e sicurezza, non sono più validi. E il nostro nuovo approccio si basa su quello che Alexander Stubb, il Presidente della Finlandia, ha definito &#8216;realismo basato sui valori'&#8221;.</p>



<p>&#8220;Oppure, per dirla in altri termini, puntiamo ad essere sia pragmatici che rispettosi dei principi: rispettosi dei principi nel nostro impegno verso i valori fondamentali, la sovranità, l&#8217;integrità territoriale, il divieto dell&#8217;uso della forza, salvo quando coerente con la Carta delle Nazioni Unite, e il rispetto dei diritti umani; e pragmatici nel riconoscere che il progresso è spesso graduale, che gli interessi divergono, che non tutti i partner condivideranno tutti i nostri valori&#8221;.</p>



<p>&#8220;Quindi, ci stiamo impegnando in modo ampio e strategico, con gli occhi aperti. <strong>Affrontiamo attivamente il mondo così com&#8217;è, non aspettiamo il mondo che vorremmo</strong>. Stiamo ricalibrando le nostre relazioni, in modo che la loro profondità rifletta i nostri valori, e stiamo dando priorità a un coinvolgimento più ampio per massimizzare la nostra influenza, data <strong>la fluidità del mondo in questo momento</strong>, i rischi che questo comporta e la posta in gioco per ciò che verrà. E non facciamo più affidamento solo sulla forza dei nostri valori, ma anche sul valore della nostra forza. Stiamo costruendo questa forza in casa&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Stiamo facendo qualcos&#8217;altro. <strong>Per contribuire a risolvere i problemi globali, stiamo perseguendo una geometria variabile, in altre parole, coalizioni diverse per questioni diverse basate su valori e interessi comuni</strong>&#8220;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Questo non è un multilateralismo ingenuo, né è affidarsi alle proprie istituzioni. Si tratta di costruire coalizioni efficaci, materia per materia, con partner che condividono sufficienti punti in comune per agire insieme&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] <strong>Sostengo che le potenze medie devono agire insieme, perché se non siamo al tavolo, siamo nel menu</strong>. Le grandi potenze, per ora, possono permettersi di agire da sole. Hanno le dimensioni del mercato, la capacità militare e la leva per dettare le condizioni. Le potenze medie no. Ma quando negoziamo solo bilateralmente con un egemone, lo facciamo per debolezza. Accettiamo ciò che ci viene offerto&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Questa non è sovranità. È un esercizio di sovranità che accetta la subordinazione. In un mondo di rivalità tra grandi potenze, i paesi che si trovano nel mezzo hanno una scelta: competere tra loro per ottenere favori o unirsi per creare una terza via di confronto. Non dovremmo permettere che l&#8217;ascesa dell&#8217;hard power ci renda ciechi al fatto che il potere della legittimità, dell&#8217;integrità e delle regole rimarrà forte, se scegliamo di esercitarli insieme – il che mi riporta ad Havel&#8221;.</p>



<p>&#8220;Cosa significa per le potenze medie vivere la verità? <strong>Innanzitutto, significa dare un nome alla realtà. Smettere di invocare un ordine internazionale basato su regole come se funzionasse ancora. Chiamatelo con il suo nome: un sistema di intensificazione della rivalità tra grandi potenze, in cui i più potenti perseguono i propri interessi, usando l&#8217;integrazione economica come coercizione</strong>&#8220;.</p>



<p>&#8220;Significa agire in modo coerente, applicando gli stessi standard ad alleati e rivali. Quando le potenze medie criticano le intimidazioni economiche provenienti da una direzione, ma restano in silenzio quando provengono da un&#8217;altra, stiamo tenendo il cartello in vetrina&#8221;.</p>



<p>&#8220;Significa costruire ciò in cui affermiamo di credere, anziché aspettare che il vecchio ordine venga ripristinato. Significa creare istituzioni e accordi che funzionino come descritto. E significa ridurre la leva finanziaria che consente la coercizione: questo significa costruire un&#8217;economia interna forte. Dovrebbe essere la priorità immediata di ogni governo&#8221;.</p>



<p>&#8220;E la diversificazione a livello internazionale non è solo prudenza economica, ma è una base materiale per una politica estera onesta, perché i paesi guadagnano il diritto a posizioni di principio riducendo la loro vulnerabilità alle ritorsioni&#8221;.</p>



<p>Quindi, per quanto riguarda il Canada &#8220;<strong>sappiamo che questa rottura richiede più di un semplice adattamento. Richiede l&#8217;onestà di prendere atto che il mondo è così com&#8217;è. Stiamo buttando il cartello fuori dalla finestra. Sappiamo che il vecchio ordine non tornerà. Non dovremmo rimpiangerlo. La nostalgia non è una strategia</strong>, ma crediamo che dalla frattura possiamo costruire qualcosa di più grande, migliore, più forte, più giusto. Questo è il compito delle potenze medie, i paesi che hanno più da perdere da un mondo di fortezze e più da guadagnare da una vera cooperazione&#8221;.</p>



<p>&#8220;I potenti hanno il loro potere. Ma anche noi abbiamo qualcosa: la capacità di smettere di fingere, di dare un nome alla realtà, di costruire la nostra forza in casa e di agire insieme&#8221;.</p>



<p><em>Ci torneremo.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
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		<title>Sicurezza e ricchezza, Stoltenberg a Davos riscopre Adam Smith</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 13:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jens Stoltenberg (ANSA)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jens Stoltenberg mette in chiaro che la Nato è pronta a riconsiderare il suo concetto di globalizzazione. E lo fa dal World Economic Forum di Davos, il grande raduno annuale delle élite che hanno pensato, negli anni, l&#8217;espansione del libero scambio, dei legami tra Paesi, della globalizzazione stessa. Non è un pensiero nuovo, quello espresso da Stoltenberg, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html">Sicurezza e ricchezza, Stoltenberg a Davos riscopre Adam Smith</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jens Stoltenberg (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYD7bLehTC8GJqeStmYk_ANSA-scaled-e1653493263817-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Jens Stoltenberg </strong>mette in chiaro che la Nato è pronta a riconsiderare il suo concetto di <strong>globalizzazione</strong>. E lo fa dal <a href="https://it.insideover.com/politica/fukuyama-si-scaglia-davos-li-solo-classe-oligarchi.html" target="_blank" rel="noopener">World Economic Forum di Davos</a>, il grande raduno annuale delle élite che hanno pensato, negli anni, l&#8217;espansione del libero scambio, dei legami tra Paesi, della globalizzazione stessa. Non è un pensiero nuovo, quello espresso da Stoltenberg, che si può riassumere con alcuni passaggi chiave del suo discorso: &#8220;La libertà è più importante del libero commercio &#8211; ha avvertito Stoltenberg &#8211; Proteggere i nostri valori è più importante che fare profitti&#8221;. Aggiungendo, in relazione al tema forte del summit di Davos: &#8220;Il libero commercio ci ha portato prosperità e ricchezza &#8211; ha detto -. Ma una parte di questo commercio, alcune interazioni con regimi autoritari, minano la nostra sicurezza&#8221;.</p>
<p>Urge dunque mettere <a href="https://it.insideover.com/storia/la-globalizzazione-esiste-ancora.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>sicurezza e difesa davanti alla prosperità</strong></a>. Stoltenberg, &#8220;congelato&#8221; per un anno alla Nato dalla crisi ucraina e potenziale prossimo governatore della Banca centrale di Norvegia, con la sua incursione di carattere economico riscopre <strong>Adam Smith</strong>. Il biennio segnato dalla pandemia, dalla crisi energetica e dalla guerra in Ucraina ha portato gliI Stati a reinterpretare la lezione del padre dell&#8217;economia contemporanea, spesso (a torto) ricordato unicamente per il fuorviante concetto di <strong><a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/lequivoco-di-adam-smith-e-della-mano-invisibile/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;mano invisibile</a>&#8221; </strong>ma in realtà attento pensatore e studioso delle dinamiche internazionali. Smith sta assistendo a una grande riscoperta dei suoi principi nell&#8217;era dell&#8217;innovazione tecnologica, della globalizzazione spinta, della rivalità a geometria variabile tra le potenze: il <strong>libero commercio</strong>, scriveva ne &#8220;La Ricchezza delle Nazioni&#8221; doveva essere condotto senza minare i sistemi politici e securitari dei Paesi; <em>opulence </em>(prosperità) per lo studioso scozzese fa rima con <em>defence </em>(sicurezza nazionale). Anzi, scrive Smith esplicitamente: &#8220;<em>La difesa è più importante della ricchezza</em>”. Stoltenberg ne prende atto dopo che per anni lo hanno, gradualmente fatto, tutti i Paesi occidentali.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener">La <strong>partita globale per le tecnologie </strong>critiche</a> che vede contrastarsi Usa e Cina, la sfida energetica tra Occidente e Russia, la questione degli approvvigionamenti di asset sanitari durante la pandemia, la &#8220;guerra dei vaccini&#8221; e lo sconvolgimento delle catene del valore globali dopo il Covid hanno portato al graduale ritorno in campo degli Stati e al <strong>dilemma della sicurezza. </strong>L&#8217;Occidente si è reso conto, in colpevole ritardo, della creazione di legami di interdipendenza eccessivi con Paesi ritenuti esterni al proprio sistema valoriale che avevano sfruttato, legittimamente, gli ordinamenti commerciali e politici dell&#8217;era globalizzata e le istituzioni come la World Trade Organization per costruire rendite di posizione.</p>
<p>La sfida ora è il ritorno in campo delle organizzazioni nazionali come presidio dello sviluppo, della sicurezza e dell&#8217;indipendenza nazionale dei Paesi. Non si può parlare di transizione delle fonti di energia senza un focus sulla <a href="https://it.insideover.com/politica/sicurezza-energetica-l-italia-punta-sull-azerbaigian.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>sicurezza energetica</strong></a>; non si può parlare di<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/gli-usa-puntano-a-sostenere-il-5g-in-europa-sponda-allue-o-conquista.html" target="_blank" rel="noopener"> reti 5G senza una focalizzazione sulla </a><strong>natura dei controllori delle infrastrutture, </strong>che possono essere legati a Stati ostili; dalla Difesa alle infrastrutture, dal biomedicale alla meccanica, in molti settori industriali la <strong>tutela dei produttori nazionali è diventata la priorità</strong>. E con l&#8217;incipiente crisi alimentare in arrivo saranno sempre più attive le politiche di tutela della sicurezza dei mercati del cibo o (lo si è visto in Francia) della grande distribuzione. Il dito è il richiamo ai valori condivisi, la luna una globalizzazione ormai a macchia di leopardo.</p>
<p>Stoltenberg del resto ha concluso il suo intervento sottolineando che &#8220;il conflitto in Ucraina ha sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;unione di Europa e Nord America nella Nato&#8221; e &#8220;di lavorare con i nostri partner che la pensano allo stesso modo in tutto il mondo&#8221; per &#8220;difendere i nostri valori e promuovere la pace e la prosperità&#8221;. Una concezione riduttiva della <strong>visione del mondo globale </strong>che sottolinea la priorità data ai legami strategici tra Paesi affini. E dietro il &#8220;pensarla allo stesso modo&#8221; c&#8217;è la volontà di creare <strong>alleanze economiche e tecnologiche con i partner della  Nato (Australia, Giappone, Corea del Sud ad esempio</strong>) in settori come la finanza, la tecnologia militare, i semiconduttori, l&#8217;energia, la transizione green. Settori di convergenza sulla cui scia si plasmeranno legami e alleanze di prospettiva. La &#8220;super Nato&#8221; di cui spesso si parla potrebbe essere lo sbocco di questa prospettiva. Un asse globale in un mondo sempre meno globalizzato per il ritorno di dinamiche che, due secoli e mezzo fa, Smith aveva anzitempo capito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html">Sicurezza e ricchezza, Stoltenberg a Davos riscopre Adam Smith</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Soros, ecco tutte le università che hanno aderito alla sua &#8220;rete&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/soros-ecco-tutte-le-universita-che-hanno-aderito-alla-sua-rete.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 14:56:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Soros (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un miliardo di dollari per contrastare i governi autoritari e i cambiamenti climatici. È l&#8217;ultima, ambiziosa, iniziativa del finanziere liberal George Soros annunciata dal World Economic Forum di Davos: l&#8217;obiettivo è quello costituire un network di università impegnate &#8220;nel pensiero critico&#8221; che si occupino del cambiamento climatico e della difesa della democrazia da &#8220;dittatori&#8221; come l&#8217;arcinemico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/soros-ecco-tutte-le-universita-che-hanno-aderito-alla-sua-rete.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/soros-ecco-tutte-le-universita-che-hanno-aderito-alla-sua-rete.html">Soros, ecco tutte le università che hanno aderito alla sua &#8220;rete&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Soros (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/George-Soros-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un miliardo di dollari per contrastare i governi autoritari e i cambiamenti climatici. È l&#8217;ultima, ambiziosa, iniziativa del finanziere liberal <strong>George Soros</strong> <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-01-23/soros-starts-new-global-university-with-1-billion-commitment">annunciata</a> dal World Economic Forum di <strong>Davos</strong>: l&#8217;obiettivo è quello costituire un <strong>network</strong> di università impegnate &#8220;nel pensiero critico&#8221; che si occupino del cambiamento climatico e della difesa della democrazia da &#8220;dittatori&#8221; come l&#8217;arcinemico di Soros, il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong>, da lui definito un &#8220;truffatore e un narcisista&#8221;. Si chiamerà Open Society University Network e offrirà una piattaforma internazionale per l&#8217;insegnamento e la ricerca, ha spiegato l&#8217;89enne di origini ungheresi. &#8220;Come strategia a lungo termine, la nostra migliore speranza sta nell&#8217;accesso a un&#8217;istruzione di qualità, in particolare un&#8217;educazione che rafforzi l&#8217;autonomia dell&#8217;individuo coltivando il pensiero critico e rimarcando la libertà accademica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tenendo conto dell&#8217;emergenza climatica e dei disordini in tutto il mondo, non è un&#8217;esagerazione affermare che il 2020 e i prossimi anni determineranno non solo il destino di Xi e Trump, ma anche il destino del mondo&#8221;, ha poi affermato. Il finanziere, fondatore dell&#8217;Open Society Foundations, si è scagliato, ancora una volta, contro <strong>Facebook</strong> per l&#8217;incapacità di sorvegliare la rete dei social media. &#8220;Non c&#8217;è nulla che li fermi, e penso che ci sia una sorta di operazione informale di mutua assistenza o di accordo tra Trump e Facebook&#8221;, ha detto Soros. &#8220;Facebook lavorerà per rieleggere Trump e quest&#8217;ultimo lavorerà per proteggere Facebook&#8221;. Soros ha preso di mira anche  il primo ministro indiano Modi, affermando che lo stato indiano sta &#8220;imponendo misure punitive sul Kashmir, una regione musulmana semi-autonoma, e minacciando di privare milioni di musulmani della loro cittadinanza&#8221;.</p>
<h2>Le università che hanno aderito al progetto di George Soros</h2>
<p><a href="https://www.ft.com/content/1d683f18-3e35-11ea-a01a-bae547046735" target="_blank" rel="noopener">Secondo quanto riferito dal <em>Financial Times</em></a>, le università in tutto il mondo che hanno aderito al progetto del finanziere sono la Arizona State University, che ha già collaborato attivamente con la rete filantropica di Soros, l&#8217;Istituto di studi politici di Parigi (SciencesPo), la School of Oriental and African Studies di Londra, la University of Central Asia in Kyrgyzstan, l&#8217;Università Ashesi in Ghana, l&#8217;Università Brac in Bangladesh e l&#8217;Università Fulbright del Vietnam. Ma l&#8217;iniziativa del magnate coinvolgerà anche il Carnegie Council for Ethics in International Affairs di New York, la Chatham House a Londra, l&#8217;Institute for New Economic Thinking di New York e Oxford, l&#8217;Institut für die Wissenschaften vom Menschen di Vienna e il Rift Valley Institute in Kenya, oltre al Bard College di New York.</p>
<p>Da New York a Londra passando per l&#8217;Asia e l&#8217;Africa, la nuova rete globale delle università di Soros è in continua espansione e il lancio dell&#8217;Open Society University Network ne è la dimostrazione. Secondo il <em>Financial Times</em>, il finanziere avrebbe già investito negli anni ben 32 miliardi di dollari nel tentativo di diffondere gli ideali liberal-progressisti della sua agenda politica nelle università sparse per tutto il globo. Il figlio di George Soros, Alexander, ha dichiarato: &#8220;Mio padre ha capito che l&#8217;educazione è il modo migliore per garantire che i valori in cui crede possano essere rinnovati in ogni generazione &#8220;.</p>
<h2>Il finanziere tifa per le Sardine</h2>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/soros-tifa-sardine-destinate-vincere-1816064.html" target="_blank" rel="noopener">Come già reso noto da </a><em>IlGiornale.it,</em> il magnate appoggia il movimento delle sardine in Italia. Queste ultime, secondo il finanziere 89enne, sono destinate a trionfare contro il nazionalismo del leader leghista Matteo Salvini. &#8220;In Italia &#8211; ha dichiarato Soros nella consueta cena a margine dei lavori del World Economic Forum a Davos &#8211; le sardine sono più degli squali e sono destinate a vincere&#8221;. L&#8217;anziano finanziere, promotore della &#8220;società aperta&#8221;, è giunto a questa conclusione quando ha saputo &#8220;di questo movimento spontaneo di giovani che si sono rivoltati contro Matteo Salvini&#8221; definito da George Soros &#8220;un potenziale dittatore italiano&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/soros-ecco-tutte-le-universita-che-hanno-aderito-alla-sua-rete.html">Soros, ecco tutte le università che hanno aderito alla sua &#8220;rete&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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