<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Costa d&#039;Avorio Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/costa-davorio/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/costa-davorio</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 Jul 2026 23:32:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Costa d&#039;Avorio Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/costa-davorio</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Abidjan, nuovo polo africano della medicina</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/abidjan-nuovo-polo-africano-della-medicina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 23:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=523398</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo nuovi servizi per la popolazione, ma anche ambizione di diventare hub sanitario regionale: ecco la rivoluzione di Abidjan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/abidjan-nuovo-polo-africano-della-medicina.html">Abidjan, nuovo polo africano della medicina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618161727617_5ce19ffeddb343613e5ac528fed8cebf-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chi atterra oggi ad Abidjan ha subito l&#8217;impressione di ritrovarsi in una città decisamente in fermento. Basta muovere i primi passi al di fuori dell&#8217;area aeroportuale e attraversare i primi ponti sulla Laguna Ebrié che caratterizza la geografia della metropoli, per accorgersi di profondi e importanti cambiamenti. Lungo la strada verso il centro, si incontrano decine di cantieri e il più imponente è quello della costruenda metropolitana. Si tratta di <strong>37 km di strada ferrata</strong> che collegheranno le punte più estreme di Abidjan, dando agli abitanti un&#8217;importante alternativa al sempre più ingolfato traffico. Sullo sfondo poi, si nota uno skyline con molte gru e molti grattacieli in via di definizione. </p>



<p><strong>Il boom economico e urbanistico </strong>che sta investendo Abidjan, reso possibile da anni di relativa stabilità del Paese dopo la guerra civile dello scorso decennio, è figlio di una precisa volontà del governo della Costa d&#8217;Avorio: <strong>rendere la metropoli un hub importante dell&#8217;Africa occidentale</strong>, capace di fare concorrenza alla nigeriana Lagos. <strong>Un discorso che vale anche per la sanità</strong>: sono numerosi i progetti volti a impiantare nella città ivoriana nuove strutture ospedaliere e nuovi servizi da offrire anche a utenti che arrivano dai Paesi vicini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La costruzione di nuovi ospedali </h2>



<p><a href="https://humanityfirst.org/masroor-centre-for-healthcare/">L&#8217;ultimo nuovo presidio ospedaliero inaugurato è quello di Yopougon-Gesco</a>, poco al di fuori di Abidjan. La struttura è stata voluta dall&#8217;associazione umanitaria <em>Humanity First</em>, la quale gestisce i locali e garantisce importanti servizi per tutta la popolazione dell&#8217;area  nordoccidentale della città. All&#8217;interno del nuovo nosocomio sono comprese tre sale parto, una nuova sala adibita a pronto soccorso, così come anche due sale operatorie e un <strong>reparto di neonatologia</strong>. Un settore quest&#8217;ultimo molto delicato per il Paese: terminata la guerra civile nel 2016, il governo del presidente <strong>Alassane Ouattara</strong> ha giudicato eccessivo e non tollerabile il dato legato alla mortalità infantile e alla mortalità dovuta a complicazioni durante il parto. Da qui gli investimenti volti a creare nuovi reparti neonatali e nuove cliniche dedicate alle donne in gravidanza, <strong>distribuiti in dieci nuovi distretti sanitari istituiti in tutto il Paese</strong>. I risultati sono in effetti stati incoraggianti: <a href="https://www.africarivista.it/costa-davorio-progressi-nella-lotta-alla-mortalita-materna-ma-ce-ancora-strada-da-fare/213914/?srsltid=AfmBOoo3NaKelYd-egS8Mpv_4mFlGe5dTWTKBGcGWc_Yslxj-CRK9j7n">nel 2023, la Costa d&#8217;Avorio ha assistito a un notevole ridimensionamento delle morti neonatali</a>, passando da 38 a 30 morti ogni 1.000 nati vivi e con la mortalità infantile scesa da 108 a 52 decessi ogni 1.000 nati vivi.</p>



<p>Il Paese ha poi spinto per un ulteriore salto di qualità, capace di andare oltre il discorso legato alla neonatologia. Sempre nel 2023 infatti, è stato lanciato il programma &#8220;<strong><em>Santé pour tous</em></strong>&#8220;, Sanità per Tutti. Un progetto volto a replicare in vari comparti e settori i successi conseguiti nella neonatologia. L&#8217;obiettivo è ben evidente già nel nome: l&#8217;ambizione è costruire una sanità capace di ramificarsi su tutto il territorio nazionale e di arrivare a lambire ogni area, anche remota, del Paese. <strong>Il perno del progetto è costituito dalla costruzione o dall&#8217;ammodernamento di 71 ospedali.</strong> Di questi, molti sono situati nell&#8217;area urbana di Abidjan, la più popolosa e dunque la più bisognosa di servizi. Oltre che ad investimenti pubblici, il governo da tre anni a questa parte è impegnato nella collaborazione con enti ed istituti privati. Tra questi, da annoverare sia gli istituti religiosi che quelli ricollegabili alle Organizzazioni Non Governative. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ambizione di Abidjan</h2>



<p>Nella principale città ivoriana l&#8217;obiettivo è andare oltre a quello, già ovviamente piuttosto importante, di erogare e offrire servizi alla più amplia platea possibile di utenti. <strong>La vera ambizione a lungo termine è far diventare Abidjan un polo di eccellenza per tutta l&#8217;Africa occidentale</strong>. Attrarre qui non solo pazienti e persone bisognose di cure, ma anche ricercatori e investimenti da tutta la regione. Non è un caso se proprio <a href="https://pulseofafrica.info/innovation/214?fbclid=IwY2xjawTEjURleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFtVWVZak9EQ2VaeWpkWFc0c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoqY7xXc6auj4KMBhMrsqzkq4dmMzb5bJ0t9ngDda2WmoDCz9epVW2rcLeXv_aem_wnS0SRS0ex80hmd-b4tmig">nella metropoli ivoriana è stato inaugurato il primo centro di medicina nucleare dell&#8217;Africa occidentale</a>, grazie anche a investimenti europei. In migliaia potranno avere diagnosi più precise senza dover rinunciare alle cure o senza intraprendere viaggi in ospedali nord africani o europei. Trasferte che, tra le altre cose, in pochi possono permettersi.</p>



<p>In generale, si può dire che lo sviluppo del sistema sanitario di Abidjan va di pari passo con quello economico ed urbanistico della città. Non mancano, oltre che ai passi importanti sopra segnalati, anche i limiti. C&#8217;è chi, ad esempio, sottolinea il rischio di rendere la sanità ivoriana troppo incentrata su Abidjan e poco tarata su altri territori più remoti e tradizionalmente più lontani dai servizi. Il boom di Abidjan, in poche parole, non deve far dimenticare le altre regioni di cui è composto il territorio della Costa d&#8217;Avorio.  </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/abidjan-nuovo-polo-africano-della-medicina.html">Abidjan, nuovo polo africano della medicina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La bomba di 80mila migranti: perché scappa dalla Costa d&#8217;Avorio</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/perche-si-scappa-dalla-costa-d-avorio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2023 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=404839</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Paese africano è un caso emblematico delle dinamiche migratorie: nonostante alti tassi di crescita, aumentano i migranti verso l'Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/perche-si-scappa-dalla-costa-d-avorio.html">La bomba di 80mila migranti: perché scappa dalla Costa d&#8217;Avorio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230705170808725_d5ed2d24292a9f87392367bd9a4017ab-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Su oltre 80mila migranti sbarcati illegalmente nel nostro territorio dal primo gennaio a oggi, <a href="https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2023-07/cruscotto_statistico_giornaliero_25-07-2023.pdf">oltre diecimila sono di nazionalità ivoriana</a>. In questo 2023 da record sul fronte degli approdi lungo le coste italiane, è proprio la <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong> a prendersi lo scettro di Paese da cui arrivano più migranti. Circostanza che sorprende per almeno due motivi: la <strong>lontananza geografica</strong>, rispetto almeno ad altri Paesi come Tunisia ed Egitto, e la <strong>crescita economica </strong>al suo interno. <a href="https://www.africaeaffari.it/38284/costa-davorio-una-crescita-di-oltre-il-7-per-il-2022#:~:text=L'economia%20della%20Costa%20d,'Unione%202022%2D2026%E2%80%9D.">L&#8217;economia ivoriana nel 2022 è cresciuta dal 7.2%</a>, uno dei tassi più importanti di tutta l&#8217;Africa e non solo. Eppure si continua a partire. Comprendere il caso della Costa d&#8217;Avorio, potrebbe voler significare capire molto dei meccanismi migratori riguardanti il continente africano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;economia della Costa d&#8217;Avorio </h2>



<p>Già dai primi anni di indipendenza, il Paese è emerso come economia più sviluppata della regione dell&#8217;Africa occidentale. A trainarla sono state le <strong>esportazioni</strong>: le piantagioni di cacao, caffè, olio di palma e altri prodotti agricoli hanno dato alla Costa d&#8217;Avorio un surplus nella bilancia commerciale notevole, poco paragonabile a quello degli Stati vicini. Questo ha attratto, tra le altre cose, cittadini da altri Paesi africani che hanno dato manforte alla <strong>manodopera</strong> necessaria all&#8217;economia ivoriana per solidificarsi. Circostanza quest&#8217;ultima molto importante per comprendere l&#8217;attuale assetto sociale ivoriano. Nel settembre del 2020, su <em>InsideOver</em> il responsabile della no profit Avsi nel Paese, <strong>Lorenzo Manzoni</strong>, ha spiegato che un buon 30% della popolazione è di origine straniera. </p>



<p>Il boom ivoriano è terminato negli anni &#8217;80, ma per diverso tempo l&#8217;economia ha continuato a distinguersi dal resto dell&#8217;Africa occidentale. Anche perché nel frattempo oramai la posizione della Costa d&#8217;Avorio come principale esportatrice di <strong>cacao</strong> a livello globale si era consolidata, al pari della posizione ai vertici della produzione di <strong>caffè</strong>. </p>



<p>Questo ha permesso al Paese di tornare a crescere dopo gli anni bui della<strong> guerra civile</strong>, durata circa un decennio a partire dal 2002. Le contrapposizioni tra l&#8217;ex presidente<strong> Laurent Gbagbo</strong> e l&#8217;attuale capo di Stato <strong>Alassane Ouattara</strong>, sono confluite per 9 anni in scontri di natura anche etnica e religiosa. Adesso la situazione è meno tesa, anche se gli equilibri politici rimangono costantemente precari. Ad ogni modo, la Costa d&#8217;Avorio è tornata a sfruttare le sue potenzialità dettate non solo dall&#8217;agricoltura <a href="https://www.africarivista.it/costa-davorio-cresce-il-settore-minerario-oro-al-primo-posto/217007/">ma anche dalle tante miniere d&#8217;oro presenti all&#8217;interno del suo territorio</a>. Risorse che hanno inciso su una crescita quasi a doppia cifra percentuale del <strong>Pil</strong> negli ultimi anni. E che pongono nuovamente il Paese come tra i più sviluppati in Africa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi parte verso l&#8217;Europa</h2>



<p>Eppure, come detto, da qui si continua a partire. Un&#8217;apparente <strong>incongruenza</strong>, spiegabile in parte dalla composizione della popolazione ivoriana. Molti migranti giunti nel Paese negli anni del boom economico, con il tempo sono stati naturalizzati o comunque integrati. Il primo presidente ivoriano, <strong>Félix Houphouët-Boigny</strong>, ha incoraggiato la politica dell&#8217;integrazione per via della necessità di fornire al Paese la manodopera necessaria a sostenere la crescita economica. Non solo nei campi, ma anche nelle città: con il lavoro di migliaia di migranti provenienti dai Paesi vicini, è stata costruita la nuova capitale <strong>Yamoussoukro</strong> e sono stati edificati i nuovi quartieri di <strong>Abidjan</strong>. </p>



<p>Con le tensioni politiche e con la guerra civile, molti dei migranti di prima o seconda generazione sono andati via. Alcuni hanno preso la via dell&#8217;Europa, alimentando un canale migratorio cresciuto nel corso degli anni. Molti di loro, spinti anche dal timore di essere rimandati nel Paese di origine, hanno preferito dichiararsi ivoriani una volta raggiunte le frontiere con la Libia o con la Tunisia. </p>



<p>Tra chi parte dalla Tunisia con in tasca la cittadinanza ivoriana dunque, una buona parte in realtà è originario di altri Paesi. Tra questi, il <strong>Burkina Faso</strong>, il <strong>Ghana</strong> oppure il <strong>Mali</strong>. In poche parole, il numero di cittadini ivoriani sbarcati registrato lungo le coste italiane è così alto perché in tanti si dichiarano ivoriani pur avendo un&#8217;origine diversa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema delle disuguaglianze </h2>



<p>La domanda iniziale però resta: come mai si scappa da un Paese dalla forte crescita economica? In una situazione caratterizzata da notevoli incrementi del Pil, anche gli ivoriani di seconda o terza generazione in teoria dovrebbero avere interesse a rimanere. Occorre quindi introdurre un altro fattore in grado di incidere sull&#8217;aumento dell&#8217;immigrazione dalla Costa D&#8217;Avorio: la <strong>disuguaglianza</strong>. La crescita economica, come spesso capita nei Paesi in via di sviluppo, non raggiunge tutti in egual misura. C&#8217;è chi rimane tagliato fuori e vede le proprie condizioni di vita peggiorare. Ad Abidjan, metropoli più grande e capitale economica del Paese, a fianco dei nuovi e moderni quartieri esistono anche baraccopoli e intere aree caratterizzate da costruzioni fatiscenti. </p>



<p>Chi riesce a mettere un po&#8217; di soldi in tasca per partire, prova quindi ad emigrare verso l&#8217;Europa. Quello ivoriano è un paradosso solo apparente. I Paesi che registrano i maggiori tassi di crescita tra quelli in via di sviluppo, sono quelli in cui circolano più soldi da spendere per i viaggi della speranza. Maggiore sviluppo non significa dunque necessariamente minore emigrazione. A volte è esattamente l&#8217;opposto: se si guarda solo alla crescita economica, senza intervenire sulle disuguaglianze, da un terminato Paese si continuerà a emigrare. E forse anche in misura maggiore rispetto che ad altre parti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/perche-si-scappa-dalla-costa-d-avorio.html">La bomba di 80mila migranti: perché scappa dalla Costa d&#8217;Avorio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tramadol, il farmaco oppioide ha invaso l&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/tramadol-il-farmaco-oppioide-ha-invaso-lafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2020 11:57:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[tramadol]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=300582</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="670" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Droga.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Droga.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Droga-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Droga-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Tramadol; è da anni ormai che le organizzazioni internazionali lanciano un allarme sull&#8217;emergenza dettata dal consumo di Tramadol nei Paesi arabi e nell&#8217;Africa subsahariana. Un sos che troppo spesso però è rimasto inascoltato e ora la diffusione dell&#8217;analgesico oppioide, a seguito anche della pandemia di coronavirus, ha raggiunto livelli senza precedenti e il consumo del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/tramadol-il-farmaco-oppioide-ha-invaso-lafrica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/tramadol-il-farmaco-oppioide-ha-invaso-lafrica.html">Tramadol, il farmaco oppioide ha invaso l&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="670" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Droga.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Droga.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Droga-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Droga-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>Tramadol; è da anni ormai che le organizzazioni internazionali lanciano un allarme sull&#8217;emergenza dettata dal <a href="https://enactafrica.org/enact-observer/tramadol-smugglers-transnational-network-from-nigeria-to-niger">consumo di Tramadol nei Paesi arabi e nell&#8217;Africa subsahariana</a>. Un sos che troppo spesso però è rimasto inascoltato e ora la diffusione dell&#8217;analgesico oppioide, a seguito anche della pandemia di coronavirus, ha raggiunto livelli senza precedenti e il consumo del farmaco, utilizzato come vera e propria droga nelle strade delle metropoli africane, è completamente fuori controllo.</p>
<p><a href="https://insideover.ilgiornale.it/migrazioni/aumento-del-traffico-tramadol-loppioide-dei-jihadisti-boko-haram.html">Nel 2013 l&#8217;Onu denunciò l&#8217;aumento del traffico e del consumo di oppioidi </a>sintetici in Africa Occidentale e stando ai report diffusi dall&#8217;Unodc (Ufficio Nazioni Unite contro droga e crimine), i sequestri, sette anni fa, passarono dall&#8217;essere di 300 chili all&#8217;anno a diverse tonnellate. Il Tramadol, che viene prescritto per attenuare gravi dolori fisici, in caso di abuso genera invece euforia e inibisce stanchezza e fame e per questo le formazioni jihadiste sia mediorientali che africane l&#8217; hanno ampiamente somministrato, e continuano a farlo, ai propri mujhaeddin. Quella che inizialmente è stata ribattezzata dalla stampa come la <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-39870180">&#8221;droga degli jihadisti&#8221;</a> si è diffusa in breve tempo anche nelle fasce più deboli della popolazione e ora l&#8217;utilizzo e il consumo dell&#8217;oppioide, anche a causa dei lockdown dettati dal Covid, è divenuto una piaga sociale in Siria come in Egitto e in Liberia.</p>
<p><a href="https://www.africarivista.it/tramadol-la-nuova-droga-dei-paesi-arabi/142151/">Nel 2018 il ministero della Salute egiziano</a> dichiarò che in Egitto erano indicativamente 10milioni i consumatori abituali di Tramadol nella sola fascia dei lavoratori e l&#8217;incremento del consumo delle pillole era del 20% annuo tra la popolazione. La diffusione del farmaco, dal 2019, si è spostata a sud del Sahara nei paesi della fascia saheliana e equatoriale del continente tanto che, a giugno dell&#8217;anno scorso, le Nazioni Unite, in un comunicato, hanno parlato di &#8221;crisi del Tramadol&#8221; per quel che concerne l&#8217;Africa sub sahariana e ora, complice anche la pandemia, il consumo ha avuto un&#8217;ulteriore accelerata.</p>
<p>Henry Cane è un giovane venditore di Tramadol di Monrovia. Il ragazzo, prima di dedicarsi allo spaccio di oppioidi vendeva oggetti elettronici per le strade della capitale della Liberia, poi però la scelta di cambiare vita: &#8221;Col Tramadol guadagno molto di più e ora, dopo il Covid, c&#8217;è molta più richiesta&#8221;, ha spiegato il ragazzo intervistato da <a href="https://www.dw.com/fr/la-coca%C3%AFne-du-pauvre-fait-des-ravages-en-afrique-de-louest/av-55855693">Deutsche Welle </a>che ha aggiunto: &#8221;Le persone disoccupate, tutti coloro che non hanno di come impiegare il tempo durante la giornata, vengono da me a comprare del Tramadol, c&#8217;è molta richiesta, e finché la gente lo vorrà, io andrò avanti a venderlo&#8221;. Godwin Taire del National Youths and Young Adult against Drug Abuse, associazione liberiana che fa prevenzione e aiuta i giovani a uscire dalla dipendenza degli stupefacenti ha commentato: &#8221;Il problema del consumo di Tramadol riflette in realtà molti altri problemi. In primis la disoccupazione e la mancanza di prospettive e lavoro per i giovani. Lo Stato, se vuole combattere l&#8217;abuso e il consumo di stupefacenti, soprattutto ora, dopo il lockdown e l&#8217;epidemia di coronavirus, deve intervenire in maniera radicale offrendo alternative ai ragazzi così da toglierli dalla strada e dal nulla di ogni giorno&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato della frontiera, in Costa d&#8217;Avorio, il Tramadol è invece conosciuto come la &#8221;cocaina dei poveri&#8221; ed è consumato dai ragazzi che vivono facendo i lavori fisicamente più logoranti e che per resistere alla fatica, sin dalle prime ore del mattino, assumono pillole. Henry Joel Yapo, farmacista di Abidjan, ha spiegato: &#8221;Il Tramadol, qui in Costa d&#8217;Avorio, è legale e viene impiegato in ospedale e prescritto per curare i dolori cronici. Noi vediamo sempre più persone presentarsi e acquistare il farmaco. Nel momento in cui è legale la vendita, combatterne l&#8217;abuso, diventa difficilissimo se non impossibile&#8221;. Il Tramadol è prodotto in Cina e in India e tramite canali legali e non, invade poi le città dell&#8217;Africa occidentale. In Costa d&#8217;Avorio il farmaco infatti non si trova unicamente nelle farmacie ma anche sui banchi dei mercati e l&#8217;assunzione delle pillole, vendute a 60 centesimi di euro l&#8217;una, è ora una piaga sociale sempre più diffusa e difficile da estirpare. &#8221;Nel 2018 abbiamo sequestrato più di 40 tonnellate di Tramadol&#8221;, ha raccontato il generale Mamadou Kourouma, che poi ha aggiunto: &#8221;Dopo quell&#8217;operazione siamo risaliti a tutti i venditori illegali di Tramadol e abbiamo dato un duro colpo alla vendita clandestina del farmaco&#8221;. Parole però in disaccordo con quelle di Samedi Dje Bi, direttore della Croce Blu, che ai microfoni di DW ha spiegato: &#8221;L&#8217;enorme problema del Tramadol è che crea immediata dipendenza, essendo un&#8217;oppioide bastano poche somministrazioni per sentirne poi il bisogno fisico e psicologico e noi, nella nostra clinica, nell&#8217;ultimo periodo, abbiamo visto un considerevole aumento dei ragazzi tossicodipendenti. Nella maggior parte dei casi i giovani arrivano da noi accompagnati dai loro genitori che non riescono più a controllare i stati emotivi dei figli che passano dall&#8217;euforico all&#8217;aggressivo in modo repentino&#8221;. Proseguendo il dottore ivoriano ha poi aggiunto: &#8221;E&#8217; un enorme problema quello del Tramadol e ad aggravare il tutto è il fatto che la sostanza è legale. In questa maniera non si assiste a una repressione come per le altre droghe ma si è sempre in una sorta di stato intermedio dove nulla è chiaro se non i danni che il Tramadol provoca: ciò a cui assistiamo è una diffusione sempre più capillare e un consumo sempre maggiore tra i giovani e una difficoltà da parte delle autorità di intervenire e arrecare un duro colpo al problema&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/tramadol-il-farmaco-oppioide-ha-invaso-lafrica.html">Tramadol, il farmaco oppioide ha invaso l&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elezioni, nuovi conflitti e guerriglie jihadiste: l&#8217;Africa è a un bivio cruciale della sua storia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/elezioni-nuovi-conflitti-e-guerriglie-jihadiste-lafrica-e-a-un-bivio-cruciale-della-sua-storia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 07:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[crisi umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=298492</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="virus pandemia africa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-1024x708.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il 2020 sarà ricordato come l&#8217;anno della pandemia di covid-19 e in Africa, sebbene il virus non abbia fatto registrare contagi e decessi come in Europa e in altre zone del pianeta, l&#8217;infezione ha comunque creato delle enormi problematiche soprattutto dal punto di vista economico. Secondo l&#8217;Unione Africana l&#8217;epidemia nel prossimo anno farà perdere oltre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/elezioni-nuovi-conflitti-e-guerriglie-jihadiste-lafrica-e-a-un-bivio-cruciale-della-sua-storia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/elezioni-nuovi-conflitti-e-guerriglie-jihadiste-lafrica-e-a-un-bivio-cruciale-della-sua-storia.html">Elezioni, nuovi conflitti e guerriglie jihadiste: l&#8217;Africa è a un bivio cruciale della sua storia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="virus pandemia africa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Africa-persone-coronavirus-La-Presse-1024x708.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il 2020 sarà ricordato come l&#8217;anno della pandemia di covid-19 e in Africa, <a href="https://it.insideover.com/societa/lafrica-e-un-mistero-qui-il-covid-19-non-ha-attecchito.html">sebbene il virus non abbia fatto registrare contagi e decessi come in Europa e in altre zone del pianeta</a>, l&#8217;infezione ha comunque creato delle enormi problematiche soprattutto dal punto di vista economico. Secondo l&#8217;Unione Africana l&#8217;epidemia nel prossimo anno farà perdere oltre 20 milioni di posti di lavoro in tutto il continente e inoltre si registrerà, stando <a href="https://news.un.org/en/tags/remittances">un report delle Nazioni Unite</a>, una drastica riduzione delle rimesse, le stime parlano di un calo del 21%: un dato allarmante dal momento che per l&#8217;economia africana i fondi che provengono dalla diaspora ( nel 2019 furono quantificati in 85 miliardi di dollari ) sono linfa vitale, molto più degli aiuti allo sviluppo. All&#8217;interno di questo contesto di estrema fragilità il continente africano sta affrontando anche un&#8217;altra crisi: quella politica. Molti sono i Paesi, dalle coste del Mediterraneo al Capo di Buona Speranza, che stanno affrontando empasse governative e drammi umanitari. Dalle insorgenze jihadiste sempre più capillari a elezioni che rischiano di minare le fragili democrazie del continente, dall&#8217;esplosione di nuovi conflitti ai colpi di stato. L&#8217;Africa intera è chiamata in un futuro prossimo a importanti sfide; un banco di prova cruciale per la pace e lo sviluppo del continente, ed è importante quindi prendere in esame le situazioni più calde e delicate perchè le conseguenze di quello che si sta registrando ora a sud del Sahara possono abbattersi nel breve termine anche sull&#8217;Europa e il resto del mondo.</p>
<p><strong>Etiopia: dal Nobel per la pace alla guerra intestina</strong></p>
<p>Nel 2019 il premier etiope Abiy Ahmed venne premiato con il Nobel per la Pace per aver messo fine alle ostilità con la vicina Eritrea. A distanza di dieci mesi, il leader etiope però ha dato inizio <a href="https://it.insideover.com/guerra/letiopia-sullorlo-di-una-guerra-civile.html">a una guerra civile</a> tra i confini del secondo paese più popoloso d&#8217;Africa, l&#8217;Etiopia vanta una popolazione di 110milioni di abitanti, innescando un dramma umanitario di proporzioni immani. La notte tra il 3 e il 4 novembre Abiy Ahmed ha annunciato alla nazione l&#8217;inizio delle operazioni militari nella regione settentrionale del Tigrai dipingendo l&#8217;offensiva militare come reazione a un attacco condotto dalle forze armate del partito del Fronte Popolare di Liberazione del Tigrai. Le cause all&#8217;origine del conflitto non sono soltanto etniche ma anche politiche. Dalla sua elezione nel 2018 ad oggi Ahmed ha estromesso importanti leader politici tigrini dal governo e ha attuato politiche repressive nei confronti della minoranza del Paese.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-e2f4c" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="La guerra civile che insanguina l'Etiopia" src="https://datawrapper.dwcdn.net/e2f4c/3/" height="975" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="chart"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();<br />
</script></p>
<p>La rottura definitiva con la regione autonomista, popolata da 5 milioni di persone e che può vantare un esercito di 250mila effettivi, é avvenuta a settembre quando nel Tigrai, nonostante il veto imposto da Addis Abeba, sono andate in scena le elezioni che hanno confermato il potere del Tplf che alle urne ha vinto con il 98% delle preferenze. Da quel momento le provocazioni sono state continue e hanno portato all&#8217;escalation militare dei primi di novembre. I toni, sia del governo centrale che di quello di Maccalé, presideuto da Debretsion Gebremichael, sono stati da subito pugnaci e belligeranti, tutti gli interventi di mediazione internazionale sono stati respinti dal governo di Addis Abeba e si sono già registrate stragi di civili come quella compiuta, <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/11/ethiopia-investigation-reveals-evidence-that-scores-of-civilians-were-killed-in-massacre-in-tigray-state/">secondo Amnesty International</a>, dai ribelli tigrini a Mai Kadra e che ha causato la morte di 600 persone. E mentre i combattimenti proseguono incessanti intanto si è registrato un esodo di 25mila persone nel vicino Sudan e nelle ultime ore <a href="https://it.insideover.com/guerra/abiy-ahmed-e-pronto-per-lultima-fase-del-conflitto-in-etiopia.html">il primo ministro Abiy Ahmed ha lanciato un ultimatum al Tplf</a> dichiarandosi pronto all&#8217;offensiva finale. La preoccupazione per le conseguenze del conflitto è enorme: un attacco alla città di Maccallé metterebbe a rischio mezzo milione di civili e una balcanizzazione dell&#8217;Etiopia rischierebbe di minare i fragili equilibri del Corno d&#8217;Africa e avere ripercussioni sociopolitiche drammatiche in tutto il continente.</p>
<p><strong>La guerra scongelata nel Sahara Occidentale</strong></p>
<p>Un altro fronte che si è riaperto in Africa è quello del Sahara Occidentale. Dal 13 novembre, nella regione del Guarguaret, zona di confine tra Marocco e Tunisia, è riesplosa la guerra tra Rabat e il Fronte Polisario. <a href="https://it.insideover.com/politica/abbandonati-nel-deserto-da-40-anni.html">Il Sahara Occidentale</a>, colonia spagnola dalla fine dell&#8217;800, dopo la morte di Franco è divenuto territorio di conquista da parte della monarchia marocchina che ha cercato di occupare e annettere la regione a spese della popolazione Saharawi che dagli anni &#8217;70 ad oggi ha reagito organizzando una strenua resistenza riunendosi intorno al Fronte Polisario che ha liberato alcune aree per lo più desertiche e nel 1976 ha proclamato la nascita della Rasd-Repubblica Araba Saharawi Democratica, oggi riconosciuta da 51 stati dell’Unione Africana e da una trentina di altri paesi. Nel 1984 la costruzione di un muro di oltre 2700 chilometri da parte del governo marocchino ha diviso il territorio dei Saharawi e gran parte degli abitanti della regione tutt&#8217;oggi vive o in tendopoli nel deserto o nella terra contesa senza alcuna libertà di movimento. A nulla, finora, sono valsi gli sforzi dell’Onu che nel 1991 ha inviato una missione internazionale, la Minurso, con l’obiettivo di risolvere il contenzioso e indire un referendum sull’autodeterminazione che però ancora non è stato fatto. E ora come non mai sembra allontanarsi la possibilità di arrivare a un risoluzione del problema vista l&#8217;escalation militare degli ultimi giorni.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-jbbIH" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="Si riaccendono le tensioni nel Sahara Occidentale " src="https://datawrapper.dwcdn.net/jbbIH/1/" height="784" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="chart"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();<br />
</script></p>
<p>Il motivo dell&#8217;acuirsi delle tensioni è da ricercare nella penetrazione nel valico di frontiera di Guerguerat, che collega il Sahara Occidentale meridionale con la Mauritania, da parte dell&#8217;esercito di Mohamed VI. Nella zona cuscinetto tra Marocco e Sahara Occidentale è presente l&#8217;unica strada che collega il Paese del Maghreb con la Mauritania e quindi con l&#8217;Africa Occidentale. Da quattro anni Rabat vuole terminare l&#8217;ultimo tratto della via di comunicazione ma in base all&#8217;articolo numero 1 degli accordi di pace firmati da entrambe le parti non è consentito a uomini armati, né dell&#8217;esercito regolare né del Fronte Polisario, entrare nel valico di Guerguerat. Alla penetrazione delle truppe regie hanno fatto seguito giorni di proteste da parte della popolazione Saharawi e in breve tempo la situazione è degenerata portando a una dichiarazione di guerra.<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-infinita-nel-sahara-occidentale.html"> Dopo trent&#8217;anni le sabbie del Sahara meridionale sono di nuovo incandescenti</a> e una delle prime conseguenze che questo conflitto ha provocato è stata l&#8217;aumento degli sfollati. In queste ore si sta registrando <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/picco-di-sbarchi-alle-canarie-500-in-piu-rispetto-al-2019.html">un picco di sbarchi alle Isole Canarie</a> dove, da gennaio ad oggi, si contano 17mila arrivi di cittadini africani, rispetto ai 2&#8217;700 di tutto il 2019.<br />
<strong><br />
Urne, brogli e scontri: le elezioni esplosive del continente</strong></p>
<p>Un anno anche di elezioni importanti questo 2020 per il continente africano. Ad ottobre sono andate in scena le votazioni in Guinea, dove Alpha Condé ha ottenuto, con il 59,5 per cento dei voti, un terzo mandato da presidente dopo aver messo mano alla costituzione per poter presentarsi di nuovo alle urne. Le strade di Conakry hanno visto barricate, scontri, feriti e morti e, nonostante il ricorso e l&#8217;accusa di brogli da parte dei leader dell&#8217;opposizione, il potere è rimasto ben saldo nelle mani di Condé. Una situazione analoga si è presentata anche in <a href="https://www.theafricareport.com/48615/cote-divoire-election-2020-opposition-struggles-to-find-common-ground/">Costa d&#8217;Avorio</a>. Il gigante dell&#8217;Africa occidentale, cruciale per gli sviluppi economici della regione, ha vissuto e continua a vivere momenti di massima tensione dopo l&#8217;ultima tornata elettorale. Le elezioni in Costa d’Avorio si sono tenute il 31 ottobre e hanno visto la vittoria del presidente Alassane Ouattara, eletto nel 2015 e, prima ancora, nel 2010. Il presidente in carica ha vinto con il 94% dei voti in virtù anche del fatto che i candidati dell’opposizione hanno chiesto ai propri elettori di non votare e di boicottare le urne e le accuse di incostituzionalità, per la terza elezione di Ouattara, hanno dato origine a proteste che ad oggi hanno causato la fuga di oltre 8000 persone dal Paese africano. Il timore è che la violenza possa di nuovo travolgere uno stato diviso politicamente e geograficamente e che vent&#8217;anni fa è stato il teatro di una guerra civile durata oltre cinque lustri, costata la vita a migliaia di persone e che ha lasciato ferite mai del tutto sanate.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-ZNSEI" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="Le elezioni del 2020 che hanno riacceso rabbia e sconri" src="https://datawrapper.dwcdn.net/ZNSEI/1/" height="602" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="chart"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();<br />
</script></p>
<p>L&#8217;esito delle urne lo sta attendendo anche il Burkina Faso, il Paese saheliano divenuto negli ultimi anni il proscenio dell&#8217;avanzata jihadista e di una crisi umanitaria che stando ai dati del<a href="https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/burkina-faso-violenze-sfollati/"> report di Medici Senza Frontiere</a> ha condannato oltre 850&#8217;000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Ma molto interesse e apprensione hanno suscitato gli esiti delle votazioni in Tanzania dove, tra accuse di brogli e repressione delle opposizioni, è uscito vincitore dalle urne il presidente uscente John Magufuli. La Tanzania, un tempo simbolo di democrazia e progresso per l&#8217;intero continente africano, ora sta sempre più precipitando in una spirale autoritaria. L&#8217;esecutivo di Magufuli si è contraddistinto per intimidazioni e arresti ai danni di politici dell&#8217;opposizione, limitazioni per l&#8217;utilizzo di social network, discriminazioni nei confronti di omosessuali e negazionismo anche nell&#8217;affrontare la pandemia di coronavirus. Il solco della deriva totalitaria è stato tracciato ma la Tanzania non è il solo Paese africano a volerlo percorrere come mostrano i risultati usciti dalle urne africane in questo 2020.</p>
<p><strong>L&#8217;espansionismo jihadista in Africa</strong></p>
<p>Il continente africano sta catalizzando sempre più i sogni espansionistici delle innumerevoli formazioni che popolano la galassia dell&#8217;internazionalismo jihadista. Il gruppo che al momento controlla intere porrzioni di territorio è che è riuscito a istituire un proprio fortilizio del terrore è la <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html">sigla qaedista somala Al Shabaab</a>. Gli jihadisti somali, negli anni, hanno affinato le proprie tecniche insurrezionali non limitandosi, nella loro opera di diffusione del jihad, soltanto a praticare la guerra di guerriglia ma creando anche un sistema di intelligence, di imprenditoria e di tassazione che ha permesso loro di ottenere enormi profitti e istituire un sistema statuale nelle zone dove governano. La Somalia, che negli anni ha combattuto militarmente e culturalmente contro i terroristi somali, non è uscita vincitrice dallo scontro con gli islamisti e ora sta affrontando anche un empasse politica dal momento che l&#8217;esecutivo, orfano di un primo ministro dimissionario, non è ancora riuscito a stabilire quale sarà il sistema elettorale che verrà applicato durante le elezioni del 2021.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-JsyRF" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="L'Africa ancora in preda alla furia jihadista" src="https://datawrapper.dwcdn.net/JsyRF/1/" height="738" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="Map"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();<br />
</script></p>
<p>La fragilità del governo di Mogadiscio, il ritiro delle truppe americane annunciato da Trump e l&#8217;affermarsi del radicalismo islamico rischiano di far precipitare in una crisi sociale, culturale, politica e umanitaria l&#8217;ex colonia italiana vanificando così tutti gli sforzi e tentativi messi in atto dalla popolazione somala e dalla comunità internazionale per traghettare il Paese fuori dal dramma che il Paese ha vissuto negli ultimi 30 anni. Il Sahel e il Corno d&#8217;Africa rimangono le due roccaforti principali dell&#8217;espansionismo salafita, <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/somalia.html">Somalia</a>,<a href="/luoghi/ciad"> Ciad</a>, <a href="https://it.insideover.com/reportage/terrorismo/dadaab-il-piu-grande-campo-profughi-al-mondo.html">Nigeria</a>, Mali sono oggi i principali terreni di conquista da parte dei gruppi terroristici ma negli ultimi mesi si sta assistendo a un&#8217;avanzata della ribellione islamica anche a sud dell&#8217;Equatore. Nella Repubblica Democratica del Congo è stata proclamata la nascita dell&#8217; ISCAP (Islam State Central African Province) ma a destare maggior preoccupazione è quanto sta accadendo in Mozambico. Nel Paese dell&#8217;Africa australe gruppi jihadisti stanno compiendo stragi e conducendo attacchi continui nelle province settentrionali e la loro espansione, unita alla delicata situazione economica e politica della nazione e alla presenza di ricchi giacimenti di minerali e idrocarburi, fa presupporre che la guerra islamista si incrudelirà nei prossimi mesi ed è ormai evidente che anche il sud del continente africano è stato infettato dalla violenza dell&#8217;islamismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/elezioni-nuovi-conflitti-e-guerriglie-jihadiste-lafrica-e-a-un-bivio-cruciale-della-sua-storia.html">Elezioni, nuovi conflitti e guerriglie jihadiste: l&#8217;Africa è a un bivio cruciale della sua storia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Adesso la Costa d&#8217;Avorio preoccupa seriamente l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/adesso-la-costa-davorio-preoccupa-seriamente-l-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 17:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=290560</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti africani Mediterraneo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È un fenomeno in continua evoluzione quello migratorio e che porta ogni giorno a confrontarsi con nuove situazioni da conoscere e approfondire. Non si ha a che fare solo con numeri che rappresentano i migranti in arrivo e da piazzare nella colonnina delle addizioni per capire a che quota si è arrivati all&#8217;interno del Paese &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/adesso-la-costa-davorio-preoccupa-seriamente-l-italia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/adesso-la-costa-davorio-preoccupa-seriamente-l-italia.html">Adesso la Costa d&#8217;Avorio preoccupa seriamente l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Migranti africani Mediterraneo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Migranti-africani-nel-Mediterraneo-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È un fenomeno in continua evoluzione quello migratorio e che porta ogni giorno a confrontarsi con nuove situazioni da conoscere e approfondire. Non si ha a che fare solo con numeri che rappresentano i migranti in arrivo e da piazzare nella colonnina delle addizioni per capire a che quota si è arrivati all&#8217;interno del Paese che li accoglie, bensì ci si trova anche di fronte alla necessità di  un’analisi politico-economica su quanto avviene nelle nazioni dalle quali si parte. In tal senso sta emergendo un caso particolare e riguarda la <strong>Costa D’Avorio</strong>. Nei dati ufficiali che registrano le presenze di migranti arrivati in Italia, ne emerge uno che non lascia indifferenti e fa proprio riferimento a questo Stato dell’Africa occidentale, nel quale si sta assistendo ad un fenomeno migratorio in ascesa.</p>
<h2>Cosa sta succedendo?</h2>
<p>Quando si parla di migranti arrivati in Italia si racconta spesso che i protagonisti dei viaggi della speranza provengono <em>in primis</em> dalla <strong>Tunisia</strong>, poi dalla <strong>Libia</strong>, dall’<a href="https://it.insideover.com/migrazioni/perche-dall-eritrea-si-continua-a-scappare-verso-l-italia.html">Eritrea</a>, dall’<strong>Algeria</strong> o dal <strong>Bangladesh</strong>. Non siamo però abituati a sentire che i migranti arrivano dalla Costa D’avorio. Questo perché fino a poco tempo fa da questa nazione non si partiva per affrontare il Mediterraneo centrale. Oggi invece tutto l’opposto: gli ivoriani partono e con essi anche le speranze di poter cambiare vita. Il numero degli arrivi di persone da questo Paese è aumentato notevolmente in questi ultimi anni ed è destinato ancora a crescere. A parlare sono i dati resi noti dal ministero dell’Interno. Analizzando la tabella messa a disposizione dal sito del <strong>Viminale</strong> e <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_31-12-2018_0.pdf">che fa riferimento al 2018</a>, si legge che gli ivoriani arrivati nel territorio italiano sono stati  1.064. <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_31-12-2019.pdf">In aumento nel 2019 con 1.139 presenze</a> e, per quest’anno, i numeri non sono destinati a diminuire, anzi tutto il contrario.<a href="https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-09/cruscotto_giornaliero_22-09-2020.pdf"> Al 15 settembre del 2020 sono 1.006 le persone che dalla Costa D’Avorio</a> sono arrivate in Italia. Dati allarmanti che spiegano cosa sta accadendo qualcosa all&#8217;interno del territorio del Paese africano.</p>
<p>A confermare una situazione nuova e “straordinaria” rispetto al passato, sono alcune fonti della procura di Agrigento: “ Negli ultimi anni &#8211; ha dichiarato ad InsideOver una persona vicina alla procura che, per via della competenza territoriale, conosce e studia il fenomeno migratorio &#8211; stiamo riscontrando questo nuovo fenomeno e stiamo cercando di capire quali siano le ragioni che spingono le partenze da questa Nazione”.</p>
<h2>L&#8217;invito ai giovani: &#8220;Non andate via&#8221;</h2>
<p>In questi giorni nel Paese africano c&#8217;è molto fermento. Le città principali sono tappezzate di cartelloni, foto e immagini che ritraggono candidati e slogan elettorali. A ottobre si voterà per le<strong> presidenziali</strong> e che qualcosa sul fronte migratorio negli ultimi anni è cambiato lo si può intuire dal fatto che l&#8217;argomento è entrato di prepotenza nei dibattiti e nei comizi. Ad <strong>Abidjan</strong>, capitale economica della Costa d&#8217;Avorio, molte famiglie non hanno notizie dei propri giovani partiti dopo aver sborsato anche più di 1.200 Dollari per mandarli in Europa. Non si sa nemmeno se nel vecchio continente molti di loro sono arrivati. Il punto principale è proprio questo: lasciare la Costa d&#8217;Avorio è un&#8217;incognita, cercare di rifarsi una vita altrove potrebbe essere rischioso. Per questo diverse associazioni che operano nel Paese stanno cercando di spiegare ai giovani che è meglio non partire.</p>
<p><a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2020/09/21/news/costa_d_avorio_la_sfida_e_farcela_qui_i_progetti-268037226/">In un&#8217;intervista rilasciata a <em>Repubblica</em></a>, il responsabile della no profit Avis in Costa d&#8217;Avorio, <strong>Lorenzo Manzoni</strong>, ha spiegato l&#8217;importanza di far capire alla popolazione di non avventurarsi in Europa: “Abbiamo chiesto ad esperti del settore e universitari ivoriani – si legge nelle sue dichiarazioni – di fare uno studio, un’inchiesta, per capire quali erano le modalità più adatte per far passare il messaggio”. E così per le strade, in radio e in Tv, da alcune settimane agli slogan elettorali sono stati affiancati storie e messaggi volti a invitare le famiglie a non indebitarsi per pagare i viaggi della speranza ai propri figli. Perché il dramma sta proprio nella <strong>comunicazione</strong>: sono migliaia i giovani ivoriani che credono di migliorare la propria esistenza dopo viaggi che, in molti casi, diventano fatali.</p>
<h2>Quel paradiso perduto</h2>
<p>Eppure fino a non molti anni fa la Costa d&#8217;Avorio era un Paese di immigrazione e non di emigrazione. Qui arrivavano in migliaia dal Burkina Faso, dal Niger e da altre nazioni vicine. L&#8217;economia era abbastanza forte, tutti gli indicatori ponevano questo Paese come tra i più floridi d&#8217;Africa. Poi però tutto è cambiato dal 19 settembre 2002, data del tentato colpo di Stato contro l&#8217;allora presidente<strong> Laurent Gbagbo</strong>. Fazioni del nord, dove la popolazione è in maggioranza musulmana, e fazioni del sud, dove invece la maggior parte dei cittadini è cristiana, hanno iniziato un conflitto civile durato anni e ad oggi non ancora del tutto concluso. Tensioni e scontri hanno minato la stabilità della Costa d&#8217;Avorio, più di recente l&#8217;annuncio della ricandidatura dell&#8217;attuale presidente <strong>Alassane Ouattara</strong> ha riacceso la miccia. Il risultato è che il 45% della popolazione vive ora in <strong>povertà</strong> e da qui partono gli ivoriani, così come gli immigrati africani giunti tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90. Nonostante le tante risorse naturali, la Costa d&#8217;Avorio stenta a riprendersi. E verso l&#8217;Italia potrebbero partire nei prossimi anni migliaia di cittadini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/adesso-la-costa-davorio-preoccupa-seriamente-l-italia.html">Adesso la Costa d&#8217;Avorio preoccupa seriamente l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rotta africana della cocaina</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-rotta-africana-della-cocaina-del-sud-america.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 09:29:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cocaina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=251108</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cocaina (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo quanto è emerso da un&#8217;inchiesta svolta dal quotidiano nigeriano Premium Times, l&#8217;Africa nel corso degli ultimi anni sarebbe divenuto il centro dello smistamento delle sostanze stupefacenti prodotte nell&#8217;America latina. Il percorso utilizzato dai trafficanti è noto col nome di &#8220;Highway 10&#8221; e ricalca le rotte intraprese dai contrabbandieri di schiavi dal XVI secolo, per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-rotta-africana-della-cocaina-del-sud-america.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-rotta-africana-della-cocaina-del-sud-america.html">La rotta africana della cocaina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cocaina (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Cocaina-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://www.premiumtimesng.com/news/headlines/370647-special-report-drug-frontier-how-cocaine-trafficking-is-impacting-west-africa.html">Secondo quanto è emerso da un&#8217;inchiesta svolta dal quotidiano nigeriano <em>Premium Times</em></a>, l&#8217;Africa nel corso degli ultimi anni sarebbe divenuto il centro dello smistamento delle <strong>sostanze stupefacenti</strong> prodotte nell&#8217;America latina. Il percorso utilizzato dai trafficanti è noto col nome di &#8220;<strong>Highway 10</strong>&#8221; e ricalca le rotte intraprese dai contrabbandieri di schiavi dal XVI secolo, per portare la forza lavoro nel continente americano. La tratta viene utilizzata per riuscire ad introdurre nel mercato europeo i prodotti di contrabbando, approfittando dei minori controlli e dell&#8217;alto tasso di corruzione delle forze dell&#8217;ordine, facendo porto nel <strong>Golfo della Guinea</strong>. Due sono le città che vengono utilizzate principalmente come approdi: <strong>Lagos</strong> in Nigeria e <strong>Abidjan</strong> in Costa d&#8217;Avorio, dove le navi arrivano dopo essere salpate dal Brasile.</p>
<p>Sebbene non sia il principale produttore di cocaina, data la sua relativa vicinanza al continente nero, il Brasile è ideale per dare inizio alla traversata, sfruttando la rotta che nei secoli ha sempre unito criminalità e illegalità. Le merci, una volta arrivate a destinazione, si dividono tra quelle dirottate nel mercato europeo (<a href="https://www.lasicilia.it/video/italia/251459/costa-d-avorio-retata-anti-droga-arrestati-sei-italiani.html">acquistate soprattutto dalla Camorra e da &#8216;Ndrangheta</a>) e quelle che vengono vendute in loco, spesso come bene-salario per gli addetti al lavoro.</p>
<h3>Quali figure si celano dietro al contrabbando?</h3>
<p>Non sono soltanto i cartelli della droga sudamericani e le organizzazioni illegali dell&#8217;Africa ad essere interessate al commercio illegale di stupefacenti. La questione, soprattutto in Guinea-Bissau ed in <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>, è un vero e proprio interesse di Stato. Secondo quanto emerso dal rapporto del <em>Premium Times</em>, mentre i trafficanti africani si arricchiscono attraverso la vendita in loco del prodotto lasciato a titolo di compenso, le forze dell&#8217;ordine locali incassano <strong>tangenti</strong> per non effettuare i dovuti controlli. La tesi assume particolare fondatezza per quanto riguarda la Costa d&#8217;Avorio, dove gli occupati sia del traffico di cocaina che delle forze dell&#8217;ordine hanno in comune il passato dentro alle forze rivoluzionarie che hanno portato al potere <strong>Alassane Ouattara</strong>. Tuttavia, i legami tra contrabbandieri e forze dell&#8217;ordine sono visibili in tutta l&#8217;Africa occidentale, dove la piaga del contrabbando e dell&#8217;utilizzo di stupefacenti di importazione americana è la più profonda del continente.</p>
<h3>&#8220;The Spaghetti Connection&#8221;</h3>
<p>Nell&#8217;estate del 2019 una maxi operazione coordinata tra le agenzie antidroga di otto Paesi (tra cui anche l&#8217;Italia e la Francia) è riuscita a risalire ai destinatari delle forniture,<a href="https://www.agi.it/cronaca/cocaina_mercato_africano_arresti-5635068/news/2019-06-11/"> portando all&#8217;arresto di sei cittadini italiani in Costa d&#8217;Avorio</a>. Le indagini erano iniziate nel settembre 2018, quando 1.2 tonnellate di cocaina furono bloccate in un porto brasiliano. Dagli interrogatori è stato possibile stabilire come la merce fosse diretta ad Assouinde e, quindi, ad Abidjan: da questa informazione è iniziato il lavoro degli investigatori. I sei cittadini italiani gestivano un piccolo ristorante nella capitale ivoriana e il giro d&#8217;affari dichiarato del locale non rappresentava le reali potenziali commerciali dell&#8217;attività: da qui la conferma del riciclaggio di denaro. L&#8217;utilizzo di questa tecnica ha permesso inoltre di stabilire con certezza i legami con le cosche attive sul territorio italiano, reali destinatari degli stupefacenti sudamericani. L&#8217;operazione è stata denominata<strong> &#8220;The Spaghetti Connection&#8221;</strong>.</p>
<h3>I dubbi sulla collaborazione ivoriana</h3>
<p>Nonostante il portavoce dell&#8217;unità antidroga francese abbia ribadito l&#8217;importanza dell&#8217;operato ivoriano nell&#8217;inchiesta, non sembra però che la collaborazione fosse dovuta ad una reale volontà di liberare il Paese dalla piaga della droga. Le ipotesi avanzate si riferiscono principalmente alla volontà del governo della Costa d&#8217;Avorio di Ouattara di impedire che i ricavi dei traffici finissero nelle mani dei rivoluzionari e dei <strong>gruppi terroristici</strong> legati ad <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html" target="_blank" rel="noopener">Al Qaeda</a> ed attivi dal 2016.</p>
<p>Non è un caso infatti che nello stesso anno in cui avvenne l&#8217;attentato terroristico in un resort turistico del Paese venne fermato un carico di cocaina di otto tonnellate, il più grande mai bloccato nella regione. Un&#8217;operazione che, a ragion veduta, appare quasi come una ritorsione nei confronti della criminalità che si è spinta troppo fuori dai confini tracciati. Sull&#8217;argomento, non a caso, le autorità hanno preferito far calare il <strong>silenzio</strong> invece che elogiare l&#8217;operazione, quasi come fosse stata una macchia più che un successo.</p>
<h3>La cocaina è una questione politica</h3>
<p>La possibilità che le alte sfere politiche del Paese, nonché gli organi di polizia, siano invischiati nel contrabbando della droga viene confermato da più di una fonte, secondo il rapporto del <em>Pt</em>. Un ex consigliere di <strong>Laurent Gbabo</strong>, ex presidente ivoriano, che ha preferito rimanere anonimo, ha sostenuto che, in caso di reale interesse, la Costa d&#8217;Avorio avrebbe potuto svolgere la missione in autonomia. Tuttavia, nel Paese vi è mancanza di convenienze per via del lauto numero di mazzette con cui vengono corrotte forze dell&#8217;ordine e funzionari.</p>
<p>La stessa versione è stata confermata anche da una spia francese attiva ad Abidjan. Soprattutto per la polizia, il ricatto sulla droga permette di accedere a compensi aggiuntivi, guadagnandosi da vivere in un Paese in cui lo stipendio delle forze armate è assai irrisorio. Discorso analogo è valevole anche per le alte sfere politiche, che dal commercio di stupefacenti traggono dei forti interessi economici ed il fenomeno non si limita alla sola Costa d&#8217;Avorio.</p>
<h3>I Coffee-shop ivoriani</h3>
<p>Negli ultimi anni la Costa d&#8217;Avorio ha visto la nascita di un redditizio mercato attorno alle sale da fumo private nella quale vengono consumate le droghe d importazione estera. Queste strutture, <em>de facto</em> illegali, si sono moltiplicate, trovando il loro seguito soprattutto nella popolazione più giovane del Paese. Nonostante la loro natura sia vietata dalla legge locale, raramente avvengono retate da parte delle forze di polizia, anche nei casi in cui esse siano a cielo aperto: come nel caso del <strong>fumoir</strong> che condivide il cortile con la gendarmeria nel quartiere di Adjame. <span style="font-size: 1rem;">I dubbi relativi alla presenza di interessi economici da parte del ceto politico deriva anche dalla irrisorietà dei fondi destinati alla lotta ed al contrasto del fenomeno: come le scarse azioni nei confronti dei fumoirs. </span></p>
<p>All&#8217;interno dei locali, generalmente gestiti dai boss della mafia ivoriana, avviene lo smercio del prodotto lasciato a titolo di compenso ai trafficanti per il lavoro svolto nella ricezione e nella distribuzione verso il mercato europeo. L&#8217;elargizione dei <strong>compensi in stupefacenti</strong> ha incrementato la piaga del consumo di cocaina in Costa d&#8217;Avorio, obbligando i trafficanti a vendere direttamente il prodotto per trarre i propri profitti. Oltre alla cocaina, anche il crack ha avuto una recente diffusione sulla popolazione giovanile.</p>
<h3>Ouattara deve la propria lealtà ai &#8220;microbi&#8221;</h3>
<p>Dopo la vittoria nella guerra civile che portò nel 2011 Ouattara al potere, ai comandanti ribelli che avevano dimostrato la propria lealtà vennero riservati posti di primo ordine, non solo nelle alte cariche dello Stato ma anche nelle forze dell&#8217;ordine. Alcuni di loro, come <strong>Guillame Soro</strong> (<a href="https://it.insideover.com/politica/costa-davorio-guillame-soro-accusato-di-tentato-golpe.html">in recente rottura col presidente della Costa d&#8217;Avorio</a>) sono arrivati a ricoprire a ricoprire anche il ruolo di primo ministro. La restante manovalanza, invece, è rimasta con la bocca asciutta e congedata con poco più che un grazie ed una pacca sulla spalla.</p>
<p>L&#8217;esercito paramilitare che aveva sostenuto Ouattara e che venne escluso dalle cariche governative confluì nelle bande criminali della Costa d&#8217;Avorio, principalmente della capitale Abidjan. Col tempo, dalle semplici rapine e crimini ordinari sono passati ad un business molto più remunerativo: il contrabbando della droga: gli adepti alle formazioni presero quindi il nome di &#8220;<strong>microbi</strong>&#8220;. Coalizzatisi in bande con competenza territoriale, hanno gestito l&#8217;importazione, lo spaccio in loco ed il trasferimento verso l&#8217;estero delle droghe americane, accrescendo il proprio potere. Per fare ciò, hanno sfruttato le conoscenze nelle forze dell&#8217;ordine, che fino a pochi mesi prima erano stati i loro comandanti d&#8217;armata; in uno scenario che ben si presta alla <strong>corruzione</strong>. Mancati controlli o retate che seguono ad una soffiata sono all&#8217;ordine del giorno in Costa d&#8217;Avorio ed evidenziano il livello di corruzione delle autorità pubbliche locali.</p>
<p>Per la Costa d&#8217;Avorio combattere il business della droga non è assolutamente un interesse primario. Non soltanto gli interessi del ceto politico e militare stesso sono legati alla droga, ma con gli stessi trafficanti Ouattara ha un debito d&#8217;onore che è costretto a rispettare: anche per evitare che, in insorgenze future, essi possano cambiare il proprio partito. Mentre dunque da un lato la politica si rivela interessata per motivi personali, dall&#8217;altro si riconosce debitrice e, di conseguenza, impotente di fronte al fenomeno.</p>
<h3>La lotta alla droga in Ghana</h3>
<p>Esiste però anche un volto differente della lotta al droga nel continente. Il Caso del <strong>Ghana</strong> evidenzia come la lotta alla criminalità organizzata debba passare anche dal contrasto alla corruzione non solo del ceto politico, ma anche delle forze armate. Per prevenire la possibilità che l&#8217;esercito aiuti i contrabbandieri, una taglia del 10% sull&#8217;ammenda viene garantito ai funzionari che effettuano sequestri delle sostanze stupefacenti. In questo modo, il governo centrale si assicura maggiore lealtà da parte delle proprie forze armate, incentivate a combattere nella lotta contro i cartelli africani della droga, attivi in Ghana soprattutto nel commercio della <strong>cannabis</strong>. Tale pratica, sebbene considerata da alcuni moralmente rivedibile, ha permesso al Ghana di essere il Paese africano con la più alta percentuale di sequestri di sostanze stupefacenti relazionata al traffico sul territorio.</p>
<h3>Africa: povertà e disoccupazione spingono verso la droga</h3>
<p>L&#8217;alto tasso di popolazione giovanile e la crescente <strong>disoccupazione</strong> dovute alla <strong>recessione economica</strong> globale hanno reso il mercato della droga sempre più redditizio nella quasi totalità del continente africano. In particolar modo, dato anche la più semplice reperibilità delle sostanze, la piaga colpisce l&#8217;Africa occidentale, con i picchi che si registrano in costa d&#8217;Avorio, Nigeria e Liberia. Come in un circolo vizioso, il consumo di sostanze stupefacenti allontana i giovani dalle opportunità lavorative e col tempo peggiora il loro status economico, accrescendo la povertà del Paese ed ingrassando le casse della <strong>criminalità organizzata</strong>.</p>
<p>Il contrasto e la prevenzione non avviene e, anche quando viene impostato, non è portato a termine nel modo corretto. Le incursioni nei centri di consumo spesso si concludono nel combattimento corpo a corpo tra tossicodipendenti e forze dell&#8217;ordine, con coloro che necessiterebbero di aiuto che vengono uccisi, mentre i trafficanti già hanno abbandonato il luogo del delitto. E anche quando vengono arrestati i trafficanti (in genere, soltanto i pesci piccoli), la sostanza stupefacente non viene mai trovata. Troppe coincidenze, che dimostrano come ai ceti governativi dell&#8217;Africa non interessi davvero la lotta alla tossicodipendenza ed al <strong>contrabbando di droga</strong>, nel più dei casi per mero interessamento economico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-rotta-africana-della-cocaina-del-sud-america.html">La rotta africana della cocaina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Costa d&#8217;Avorio, Soro accusato di tentato golpe</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/costa-davorio-guillame-soro-accusato-di-tentato-golpe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2019 11:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colpo-di-stato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=250234</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="773" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soro Costa d&#039;Avorio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899-768x309.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899-1024x412.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ex primo ministro e presidente dell&#8217;Assemblea nazionale della Costa d&#8217;Avorio, Guillame Soro, è stato posto sotto accusa dalla magistratura ivoriana, con l&#8217;accusa di lavorare ad un colpo di stato. La notizia, arrivata a meno di un anno dalle prossime prossime elezioni presidenziali indette per ottobre 2020, rischia di escludere il politico ivoriano dalla corsa alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/costa-davorio-guillame-soro-accusato-di-tentato-golpe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/costa-davorio-guillame-soro-accusato-di-tentato-golpe.html">Costa d&#8217;Avorio, Soro accusato di tentato golpe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="773" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soro Costa d&#039;Avorio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899-768x309.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Guillaume-Soro-Costa-dAvorio-La-Presse-e1577531370899-1024x412.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;ex primo ministro e presidente dell&#8217;Assemblea nazionale della Costa d&#8217;Avorio, <strong>Guillame Soro</strong>, è stato posto sotto accusa dalla magistratura ivoriana, con l&#8217;<a href="https://www.reuters.com/article/us-ivorycoast-politics/ivory-coast-says-presidential-candidate-soro-plotted-a-coup-idUSKBN1YU14A">accusa di lavorare ad un<strong> colpo di stato</strong></a>. La notizia, arrivata a meno di un anno dalle prossime prossime elezioni presidenziali indette per ottobre 2020, rischia di escludere il politico ivoriano dalla corsa alla massima carica dello stato. Nonostante il mandato d&#8217;arresto sia già stato convalidato, Soro è attualmente ancora a piede libero (probabilmente in Europa) ed ha parlato per mezzo dei propri legali, sostenendo la sua innocenza. Le accuse si baserebbero su una registrazione divenuta pubblica nei giorni scorsi e nel ritrovamento nelle abitazioni delle persone a lui vicine di arsenali da guerra. Secondo i legali di Soro, la registrazione in questione risalirebbe però al 2017 e sarebbe soltanto parziale ed estrapolata dal contesto: la versione completa è stata messa già a disposizione della magistratura.</p>
<h3>La dichiarazione di lealtà</h3>
<p>Per mezzo dei suoi portavoce, Soro ha ribadito come fosse stato soltanto uno il colpo di stato in cui ha creduto e partecipato, ossia quello che ha spianato la strada all&#8217;attuale presidente della Costa d&#8217;Avorio, <strong>Alassane Ouattara</strong>, <a href="https://www.lemonde.fr/afrique/article/2019/12/27/la-cote-d-ivoire-prisonniere-de-ses-chefs_6024234_3212.html">come riportato da <em>Le Monde</em></a>. L&#8217;unica strada che sarebbe intenzionato a seguire per prendere il potere nel Paese consisterebbe in quella democratica col voto degli ivoriani, sebbene il recente mandato di arresto evidenzi come in Costa d&#8217;Avorio stia prendendo forma la dittatura di Ouattara. La decisione di correre alle presidenziali del Paese nascerebbe infatti proprio dalla volontà di scongiurare la deriva che sta prendendo Abidjan, col rischio di ritornare agli anni bui che hanno portato in due occasioni alla <strong>guerra civile</strong> nei primi 20 anni del XXI secolo.</p>
<p>L&#8217;accusa di tentato colpo di stato, per la legge ivoriana, in caso di conferma porta all&#8217;ergastolo ai danni dell&#8217;imputato, precludendo ogni possibilità di ingresso nelle massime cariche governative. Nonostante ciò, Soro è sicuro di voler prendere parte alle elezioni che si terranno il prossimo ottobre.</p>
<h3>Da primo ministro a golpista</h3>
<p>Secondo la ricostruzione dell&#8217;accusa, Soro sarebbe intenzionato a far ricadere la Costa d&#8217;Avorio in una guerra civile, al fine di scongiurare la rielezione dell&#8217;attuale presidente Ouattara. Nel corso degli ultimi mesi avrebbe preparata il piano d&#8217;azione, potendo contare sulla fedeltà degli ex combattenti ribelli che già lo avevano affiancato in passato. Gli strumenti e l&#8217;apparente intenzione sarebbero dunque bastati all&#8217;alta corte ivoriana per emettere il mandato di cattura, al fine di salvaguardare le <strong>libertà democratiche</strong> del Paese. Tuttavia le accuse sono rimbalzate su Soro, che ha a sua volta additato per mezzo dei suoi portavoce il governo di <strong>Abidjan</strong> di compiere un atto sovversivo e mirato a prolungare il mandato, bypassando il voto democratico. La Costa d&#8217;Avorio è caduta nuovamente in una situazione di impasse.</p>
<p>I ruoli ricoperti dal candidato presidente in Costa d&#8217;Avorio hanno messo in mostra l&#8217;oppositore ed alleato di Ouattara negli ultimi anni. Il consenso nella popolazione è quindi cresciuto, mettendolo in grado di dare filo da torcere all&#8217;attuale governo in carica e sostenuto da<strong> Parigi</strong> (posizione ribadita ai margini dell&#8217;ultima conferenza tenutasi ad Abidjan e relativa al franco Cfa). Il mandato d&#8217;arresto non può essere letto soltanto come garanzia dell&#8217;apparato democratico senza considerare l&#8217;ipotesi che possa essere una semplice garanzia presa dall&#8217;attuale esecutivo per garantirsi la rielezione.</p>
<h3>L&#8217;Africa francofona non è nuova alla questione</h3>
<p>Dal periodo della decolonizzazione in poi, i Paesi africani francofoni hanno subito molteplici scoppi di guerre civili nel tentativo di sovvertire i governi locali. Non solo forse la Costa d&#8217;Avorio, ma anche il Camerun con la diatriba relativa all&#8217;Ambazonia e il Burkina Faso sono interessati da conflitti interni che stanno dilaniando la popolazione locale. Mentre da un lato ciò può essere attribuito alle carenze degli apparati democratici, dall&#8217;altro non si possono escludere i grandi interessi economici dai giochi di poteri dell&#8217;Africa sub-sahariana; con la <strong>Francia</strong> che rimane ad osservare da lontano lo svolgersi della vicenda prima di scegliere lo schieramento in cui posizionarsi.</p>
<p>Urlare al tentativo di colpo di stato gioca inoltre l&#8217;importantissimo ruolo della <em>reductio ad absurdum</em>, mettendo in difficoltà l&#8217;oppositore politico che, marchiato con lo stemma del golpista, perde inesorabilmente consensi elettorali. Mossa questa che, parimenti e con diverse sfumature, viene attuata in tutto il mondo ma trova la sua particolare forma proprio nel continente africano; diventando spesso la principale <strong>discriminante</strong> alla base delle più grandi vittorie e delle più grandi sconfitte elettorali dell&#8217;Africa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/costa-davorio-guillame-soro-accusato-di-tentato-golpe.html">Costa d&#8217;Avorio, Soro accusato di tentato golpe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Cina respinge l&#8217;avanzata della Francia in Costa d&#8217;Avorio</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-respinge-lavanzata-della-francia-in-costa-davorio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 08:19:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=236414</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina Costa d&#039;Avorio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A un primo sguardo potrebbe essere l&#8217;ennesimo prestito della Cina a un Paese africano. D&#8217;altronde Pechino ha riversato nel Continente Nero oltre 300 miliardi di dollari nel periodo compreso dal 2005 al 2018, e altre decine di miliardi sono pronti a prendere la stessa strada. Questa volta però la situazione è diversa, perché il governo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-respinge-lavanzata-della-francia-in-costa-davorio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-respinge-lavanzata-della-francia-in-costa-davorio.html">La Cina respinge l&#8217;avanzata della Francia in Costa d&#8217;Avorio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina Costa d&#039;Avorio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cina-Wang-Yi-Costa-dAvorio-La-Presse-e1571732351102-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A un primo sguardo potrebbe essere l&#8217;ennesimo prestito della <strong>Cina</strong> a un Paese africano. D&#8217;altronde Pechino ha riversato nel Continente Nero <a href="https://it.insideover.com/economia/lafrica-diventera-una-cina-2-0.html">oltre 300 miliardi di dollari nel periodo compreso dal 2005 al 2018</a>, e altre decine di miliardi sono pronti a prendere la stessa strada. Questa volta però la situazione è diversa, perché il governo cinese è tornato a spingere sul pedale dell&#8217;acceleratore per quello che riguarda l&#8217;Africa occidentale, la porzione di continente dove l&#8217;influsso del Dragone è meno rilevante. Certo, i tentacoli della Cina arrivano anche sulla costa atlantica dell&#8217;Africa, ma per ovvi motivi (su tutti la base militare nel Gibuti e la vicinanza del Canale di Suez) la maggior parte dei progetti infrastrutturali finanziati dall&#8217;ex Impero di Mezzo ha coinvolto Paesi situati sulla sponda indiana.</p>
<p>Secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia economica <em>Ecofin</em>, i cinesi finanzieranno con 266 milioni di dollari la realizzazione di una rete di alimentazione in acqua potabile che comprenderà 12 città della <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>. L&#8217;accordo firmato dall&#8217;ambasciatore cinese, Wan Li, e dal ministro ivoriano degli Esteri, Marcel Amon Tanoh, riguarda i centri di Daloa, Bouafle, Touba, Odienne, Boundiali, Seguela, Mankono, Sassandra, Grand Lahou, Divo e Tanda. Ma l&#8217;intesa comprende anche lo sviluppo di progetti nel settore sanitario, come ad esempio il rafforzamento dell’assistenza tecnica dell&#8217;ospedale generale di Gagnoa.</p>
<h2>Pechino batte Parigi</h2>
<p>Per quale motivo la Cina ha deciso di aiutare la Costa d&#8217;Avorio a realizzare un così vasto programma sociale? No, non c&#8217;è solo la solidarietà. Sia chiaro, non è che ogni investimento cinese sia per forza da guardare con sospetto; semplicemente bisogna aver ben presente che dietro gli interventi di Pechino si nasconde, legittimamente, un interesse di qualche tipo. Nel caso della Costa d&#8217;Avorio, la Cina è da tempo alle prese con la pericolosa quanto strategica avanzata francese. Secondo quanto riportato dal sito <a href="https://www.jeuneafrique.com/844884/economie/aeroport-dabidjan-pourquoi-china-railway-a-finalement-remporte-la-bataille-face-a-bouygues/"><em>Jeune Afrique</em></a>, la <strong>Francia</strong> aveva messo nel mirino il progetto di estensione dell&#8217;aeroporto di Abidjan. Lo scorso aprile, Parigi ha messo sul piatto una proposta allettante, ma pochi giorni fa le autorità ivoriane hanno rifiutato l&#8217;offerta transalpina, preferendo affidare i lavori a Crig, cioè a China Railway International Group, ovvero la consociata di China Railway. È così che nel 2022 sarà proprio quest&#8217;ultima a curarsi dell&#8217;estensione dell&#8217;aeroporto Félix-Houphouet-Boigny, lo scalo di uno dei centri urbani più importanti della Costa d&#8217;Avorio.</p>
<h2>Il porto di Abidjan</h2>
<p>La Francia ha provato a mettere i bastoni tra le ruote della Cina, ma Pechino ha avuto la meglio e adesso intende raddoppiare. Già, perché il Dragone è pronto a finanziare anche il secondo terminal del <strong>porto</strong> di Abidjan, infrastruttura che garantisce il 90% degli scambi commerciali esterni della Costa d&#8217;Avorio. I lavori sono iniziati del 2012 e proseguono regolarmente. Il programma di rimodellamento del porto <a href="https://www.plataformamedia.com/en-uk/news/business/china-turns-the-abidjan-port-into-the-largest-of-west-africa-10753398.html">ha un valore complessivo</a> di 1,67 miliardi di dollari, ovviamente finanziato quasi interamente dalla Cina. Il termine previsto per i lavori è il 2020, e ormai dovremmo quasi essere arrivati alla conclusione. Nell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/xi-jinping-la-via-della-seta-africana-ecco-il-piano-di-xi-jinping.html">ottica della Nuova Via della seta africana</a>, l&#8217;obiettivo del governo cinese è unire le due coste dell&#8217;Africa per trasportare le esportazioni made in China da una parte all&#8217;altra del continente, impiegando il minor tempo possibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-respinge-lavanzata-della-francia-in-costa-davorio.html">La Cina respinge l&#8217;avanzata della Francia in Costa d&#8217;Avorio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/361 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 15:07:41 by W3 Total Cache
-->