Pyongyang cambia volto, la ruspa di Kim sui monumenti
Ogni simbolo connesso alla stagione della riunificazione con la Corea del Sud sta scomparendo – o è già stato cancellato - da Pyongyang.
Ogni simbolo connesso alla stagione della riunificazione con la Corea del Sud sta scomparendo – o è già stato cancellato - da Pyongyang.
La Corea del Nord può offrire alla Russia armi e munizioni. Ma Pyongyang cosa chiede a Mosca? Ecco la possibile lista dei desideri di Kim.
Quali so i dieci migliori film da vedere per chiunque voglia gustarsi una trama che abbia a che fare con la Corea del Nord? Ecco la nostra top 10.
L’ombra di una grave crisi politica avvolge la Corea del Sud. Le ultime elezioni parlamentari sono terminate con una netta, schiacciante, sonora vittoria del Partito Democratico (DPK) all’opposizione, che ha così blindato la propria maggioranza all’interno dell’Assemblea nazionale, il parlamento monocamerale del Paese.
Adesso Kim Jong Un ha una nuova sponda da sfruttare: quella russa. Qualora la Corea del Nord dovesse riuscire ad incamerare un discreto tesoretto – date le cifre in ballo non è affatto improbabile – il leader di Pyongyang potrebbe adottare interessanti modelli politico-economici.
Nel corso degli anni i missili e le munizioni della Nord Corea non sarebbero finiti soltanto in mano ai russi.
Le nazionali di Corea del Nord e Giappone si affronteranno in due gare valide per le qualificazioni ai prossimi Mondiali di calcio. Perché queste sfide possono rappresentare una svolta diplomatica tra Pyongyang e Tokyo.
Secondo le intelligence di Usa e Corea del Sud, milioni di proiettili, forniture militari e miliardi di dollari stanno fluendo lungo l'asse Pyongyang-Mosca. Ecco in che modo.
Le serie tv sudcoreane in onda su Netflix e gli idoli del K-pop hanno fatto dimenticare a gran parte del mondo che anche la Corea del Sud è alle prese con le proprie sfide in materia di diritti umani.
Può un conflitto rimasto congelato per oltre 70 anni tornare dagli archivi della storia e minacciare il presente? A quanto pare, almeno a giudicare dai venti di guerra che soffiano sempre più impetuosi sulla penisola coreana, la risposta è affermativa.