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Religioni

I cristiani dimenticati di Cipro

Nella parte turca di Cipro si assistenza ad una discriminazione a donna dei cristiani: le chiese sono lasciate in uno stato di abbandono, le opere d'arte sacre necessitano di profondi interventi di restauro, i cimiteri profanati quarant'anni fa non possono essere sistemati. I cristiani infatti in questo Paese non hanno il diritto di mettere a posto le tombe dei propri cari. Da Cipro Giovanni Masini per Gli Occhi della Guerra, montaggio di Roberto Di Matteo

Guerra

Desaparecidos e fosse comuni: quello che resta di Cipro

Da Cipro. La benna della ruspa vibra, poi scatta in avanti e la terra inizia a tremare, franando sotto i colpi che ne mangiano le zolle. A manovrare il bestione giallo è un tecnico turco-cipriota dall’aspetto di giannizzero, che sonda delicatamente il terreno centimetro dopo centimetro. Sotto la supervisione attenta di due archeologi scava alla ricerca dei cadaveri di sei persone uccise durante la guerra del 1974 e mai ritrovate. Dopo quarant’anni un testimone ne ha indicato in questo campo il luogo di sepoltura. Se i cadaveri verranno trovati, si procederà all’identificazione e alla restituzione alle famiglie d’origine.Quella delle persone disperse è una delle ferite più brucianti nella storia recente dell’isola di Afrodite. Una vicenda che ricorda per tanti aspetti quella dei desaparecidos sudamericani. Fra gli anni Sessanta e Settanta, oltre duemila persone andarono disperse in seguito alla pulizia etnica scatenatasi fra le comunità greca e turca e soprattutto in conseguenza dell’invasione turca del 1974.

Religioni

L’ultimo villaggio cristiano di Cipro Nord

Da Kormakitis – “Repubblica turca di Cipro nord”. “Apri, Signore, le porte della tua misericordia - sillaba suor Piera seguendo con il dito l'iscrizione nel legno – Questa è la porta più antica dell'isola: è del 1300, sai caro?”. Poi si ferma sulla soglia e lascia correre lo sguardo sulla chiesa di San Giorgio: l'unica campana che in tutta Cipro nord non ha mai smesso di suonare, in tutti e quarantadue gli anni dell'occupazione turca.Questa primazia è l'orgoglio delle tre suore francescane missionarie del Sacro Cuore che, alle soglie degli ottant'anni, ancora presidiano il piccolo convento di Kormakitis: il villaggio sopravvissuto.Popolato dai discendenti dei cristiani maroniti che secoli fa attraversarono il mare ed arrivarono fin qui dal Libano, per centinaia di anni rappresentò un'enclave araba e cattolica che ha sempre resistito alle invasioni di veneziani, ottomani e britannici .Quando nel 1974 le truppe turche sbarcarono nella parte nord dell'isola – dove Ankara mantiene ancor oggi decine di migliaia di soldati – gli abitanti di Kormakitis furono fra i pochissimi che non fuggirono ma scelsero di restare in paese, aggrappati al campanile e “alla protezione di San Giorgio”, spiega suor Paola, sempre sorridente nonostante i 78 anni e una gamba malandata

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