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	<title>Cipro Archives - InsideOver</title>
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	<title>Cipro Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 04:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html">Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 aprile 2026 le forze israeliane hanno intercettato al largo di Creta parte della <strong>Global Sumud Flotilla,</strong> la missione internazionale diretta verso Gaza con attivisti filopalestinesi e aiuti umanitari. Secondo diversi gruppi pro-palestinesi, l’operazione sarebbe avvenuta anche con una forma di coordinamento logistico greco, accusa mai confermata ufficialmente da Atene. <strong>L’episodio ha però mostrato ancora una volta quanto siano diventati stretti i rapporti strategici tra </strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/mosca-atene-e-nicosia-il-grande-gioco-nella-chiesa-di-cipro.html" type="post" id="379138">Grecia, Cipro e Israele.</a></p>



<p>Per decenni sembrava quasi impossibile immaginare una convergenza stabile tra Grecia, Cipro e Israele. Oggi, invece, il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale. Non si tratta soltanto di cooperazione energetica o militare: dietro questa convergenza c’è una trasformazione profonda degli equilibri regionali, accelerata dalla crisi dei rapporti tra Israele e Turchia, dalle tensioni nell’Egeo e dal <strong>nuovo ruolo assunto dal Mediterraneo come spazio strategico tra Europa e Medio Oriente.</strong></p>



<p>Durante la Guerra Fredda la Grecia mantenne una posizione relativamente distante da Israele. Atene, pur appartenendo alla NATO, cercava di mantenere rapporti solidi con il mondo arabo e per lungo tempo evitò un pieno riallineamento con Tel Aviv. Il riconoscimento diplomatico completo di Israele arrivò soltanto nel 1990, molto più tardi rispetto ad altri Paesi occidentali. <strong>Nella cultura politica greca sopravvivevano inoltre forti correnti filopalestinesi,</strong> soprattutto nella sinistra antiamericana e nazional-popolare.</p>



<p>Il cambiamento inizia dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ma accelera realmente dopo il 2010. <strong>L’incidente della Mavi Marmara e il progressivo deterioramento delle relazioni tra Israele e la Turchia aprono uno spazio geopolitico nuovo.</strong> In quel momento Grecia e Cipro diventano per Israele partner strategici alternativi ad Ankara nel Mediterraneo orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Da allora la cooperazione è cresciuta costantemente. Le esercitazioni militari congiunte si sono moltiplicate, così come i progetti energetici e i contatti politici ai massimi livelli. <strong>Benjamin Netanyahu ha più volte definito Grecia e Cipro “partner strategici” </strong>di Israele nel Mediterraneo. In uno dei summit trilaterali degli ultimi anni, l’allora premier israeliano parlò della necessità di costruire “stabilità, sicurezza e prosperità comuni” nel Mediterraneo orientale. Il premier Israeliano, durante il summit trilaterale israelo-greco-cipriota a Gerusalemme (dicembre 2025), ha dichiarato : “A coloro che credono di poter ripristinare il loro impero, diciamo che questo non accadrà. La coalizione trilaterale non cerca il conflitto con nessuno, ma piuttosto la stabilità&#8221;.</p>



<p><strong>Il messaggio appariva chiaramente indirizzato alla Turchia, in risposta alle sue ambizioni espansionistiche. </strong>Ankara sembra infatti perseguire un disegno strategico di ampia portata, volto a proiettarsi fino all’oceano e a consolidarsi quale principale potenza del Levante, assumendo al contempo il ruolo di cerniera geopolitica tra il Mediterraneo e l’area indo-pacifica. Un simile obiettivo, qualora fosse realizzato, comporterebbe inevitabilmente un ridimensionamento del ruolo di Tel Aviv, relegandola a una posizione subordinata o quantomeno secondaria rispetto ad Ankara, soprattutto nell’ipotesi di un progressivo disimpegno degli Stati Uniti dalla regione.</p>



<p>Anche il premier greco <strong>Kyriakos Mitsotakis </strong>ha insistito più volte sul fatto che la cooperazione con Israele rappresenti un “pilastro di stabilità regionale”, soprattutto in materia energetica e di sicurezza. Dopo le accuse turche secondo cui Grecia, Cipro e Israele starebbero formando un fronte anti-turco, il ministero degli Esteri greco ha risposto sostenendo che la cooperazione trilaterale “non è diretta contro terzi”, ma serve alla stabilità regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;questione turca&#8221;</h2>



<p>Dietro queste formule diplomatiche esiste però una realtà geopolitica molto più concreta. Il vero collante dell’asse è infatti la questione turca. <strong>I punti di attrito sono almeno tre: Siria, Cipro ed Egeo.</strong> In Siria, Israele guarda con crescente sospetto all’espansione dell’influenza turca. Nel Mar Egeo continuano le dispute tra Grecia e Turchia su spazio aereo, piattaforme continentali e zone economiche esclusive. A Cipro, invece, resta aperta la ferita del 1974, con la presenza militare turca nel Nord dell’isola.</p>



<p>Per questo motivo, negli ambienti strategici greci e ciprioti Israele viene sempre più percepito come un alleato implicito nel contenimento della pressione turca nel Mediterraneo orientale. Anche parte della stampa turca descrive apertamente la cooperazione Grecia-Cipro-Israele come un “fronte anti-turco”.</p>



<p><strong>La dimensione energetica ha avuto un ruolo decisivo nel consolidamento dell’asse. </strong>Il progetto EastMed, pensato per collegare i giacimenti di gas israeliani e ciprioti all’Europa passando per la Grecia, è stato per anni presentato come una svolta strategica per l’autonomia energetica europea. In realtà, il valore geopolitico del progetto era forse persino più importante di quello economico. EastMed rappresentava infatti la possibilità di costruire una rete energetica mediterranea alternativa alle rotte controllate dalla Turchia. Anche se oggi il progetto appare ridimensionato, il suo significato politico rimane enorme: creare una continuità strategica tra Levante ed Europa attraverso l’ellenismo mediterraneo.</p>



<p>In parallelo sono aumentati gli investimenti israeliani in Grecia e Cipro. Il turismo israeliano è cresciuto rapidamente, mentre <strong>diversi investitori israeliani hanno acquistato immobili e attività soprattutto nelle isole greche e a Cipro. </strong>Dopo il 7 ottobre e l’instabilità regionale, i media greci e turchi hanno persino discusso indiscrezioni secondo cui ambienti politici israeliani avrebbero valutato la possibilità di utilizzare alcune isole greche come “safe haven” per cittadini israeliani in caso di guerra regionale. Le autorità greche hanno ufficialmente smentito queste ricostruzioni, ma il solo fatto che tali scenari vengano discussi mostra quanto il rapporto tra i due paesi sia diventato stretto.</p>



<p>A rendere possibile questo riavvicinamento è stato anche <strong>l`appoggio a questa linea della classe dirigente greca.</strong> La borghesia ellenica, storicamente legata al settore marittimo e armatoriale, ha sempre mantenuto forti connessioni con il mondo anglosassone, soprattutto con Regno Unito e Stati Uniti. In questo contesto, l’avvicinamento a Israele ha rappresentato anche un rafforzamento dell’ancoraggio greco al sistema strategico americano nel Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opposizioni in Grecia e a Cipro, l&#8217;irritazione della Turchia</h2>



<p>Non tutti, però, sostengono questa alleanza. In Grecia esistono ancora forti correnti filopalestinesi e anti-israeliane, sia nella sinistra radicale sia in parte dell’area nazionalista. Negli ultimi mesi partiti della sinistra greca hanno criticato apertamente i summit tra Mitsotakis, Netanyahu e il presidente cipriota <strong>Nikos Christodoulides</strong>, accusando il governo di “militarizzare” ulteriormente il Mediterraneo orientale. Bisogna Anche tenere presente che seppur minoritari In Grecia persistono sentimenti antiebraici (in una minoranza in passato significativa) legati a una tradizione ortodossa di stereotipi complottisti (Protocolli di Sion). Il metropolita Seraphim di Piraeus nel 2010 su Mega TV aveva detto : &#8220;gli ebrei hanno orchestrato l&#8217;Olocausto&#8221; e &#8220;il sionismo mondiale vuole schiavizzare Grecia e Ortodossia&#8221;.</p>



<p>Anche a Cipro non mancano opposizioni. Alcuni ambienti politici temono che l’isola possa trasformarsi in una piattaforma avanzata di un eventuale confronto tra Israele e Turchia. Perfino nel dibattito online cipriota emergono timori che Cipro diventi una “buffer zone” tra Ankara e Tel Aviv. Il leader AKEL Stefanos Stefanou ha accusato Israele di “comprarsi” l’isola con acquisti di terreni per creare “ghetti sionisti, scuole e sinagoghe”, affermando che “Israele non tollera critiche e vuole controllare tutto”. Il metropolita di Morphou Neofytos ha criticato duramente Israele per le sue politiche in Gaza, definendole “genocidio” in sermoni recenti.</p>



<p><strong>In parallelo, la Turchia osserva con crescente irritazione questa convergenza. </strong>Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha accusato Grecia, Cipro e Israele di voler costruire “un’alleanza contro i paesi musulmani”. Ankara considera infatti il triangolo ellenico-israeliano come un tentativo di contenimento strategico turco nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>Al di là della retorica diplomatica, il Mediterraneo orientale sta entrando in una nuova fase storica. Grecia, Cipro e Israele hanno costruito una convergenza fondata non su affinità culturali spontanee, ma sulla percezione di interessi strategici comuni: energia, sicurezza marittima, contenimento turco e integrazione nel sistema occidentale guidato dagli Stati Uniti.</p>



<p>L’ellenismo mediterraneo e Israele, un tempo distanti, oggi condividono una stessa geografia della paura e della sicurezza. Ed è proprio questa convergenza strategica, più ancora delle pipeline o degli accordi militari, a spiegare la nascita del nuovo asse del Levante mediterraneo.</p>
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		<title>Cipro e le basi UK: quel ponte militare tra Europa e Medio Oriente che inquieta la Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 19:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/akrotiri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/akrotiri.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/akrotiri-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/akrotiri-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/akrotiri-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/akrotiri-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/akrotiri-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Eredità discussa del periodo post-coloniale, le basi del Regno Unito sono una proiezione strategica fondamentale nel Mediterraneo orientale. </p>
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<p><em><strong>Da Cipro </strong></em>&#8211; A seguito delle tensioni legate alla base di RAF Akrotiri, <strong>Nikos Christodoulides </strong>e <strong>Keir Starmer </strong>hanno avuto un colloquio telefonico sulla gestione delle basi britanniche. In precedenza, Christodoulides le aveva definite un lascito coloniale (opinione condivisa sostanzialmente dalla maggioranza della popolazione cipriota), sottolineando che <strong>vi risiedono circa 10.000 ciprioti sotto giurisdizione britannica.</strong></p>



<p>Le basi militari britanniche di Akrotiri e Dhekelia, presenti sull’isola di Cipro dal 1960, rappresentano uno dei più duraturi e controversi lasciti del periodo postcoloniale europeo. Formalmente create contestualmente all’indipendenza della Repubblica di Cipro, attraverso gli Accordi di Londra e di Zurigo, queste <em>Sovereign Base Areas </em>(SBAs) rimasero sotto piena sovranità del Regno Unito, nonostante la nascita di uno Stato cipriota indipendente. </p>



<p><strong>Le basi coprono circa 3 % dell’intero territorio dell’isola </strong>e includono l’aeroporto militare di RAF Akrotiri e l’area terrestre di Dhekelia, con le relative installazioni e infrastrutture. Il Trattato di Garanzia del 1960, un accordo trilaterale tra Regno Unito, Grecia e Turchia, stabiliva che queste potenze avrebbero garantito l’indipendenza e l’integrità di Cipro, e al tempo stesso <strong>consentiva al Regno Unito di mantenere piena sovranità sui due enclavi militari.</strong> Questa soluzione tecnica fu il risultato di compromessi e pressioni internazionali, ma segnò l’inizio di un paradosso: Cipro otteneva formalmente l’indipendenza, ma su una parte significativa dei suoi territori lo Stato cipriota non esercitava alcuna sovranità effettiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ponte tra Europa e Medio Oriente</h2>



<p>Negli anni Cinquanta la lotta per l’indipendenza dall’Impero britannico fu segnata da profonde tensioni tra grecociprioti e turcociprioti. La guerriglia dell’ΕΟΚΑ (Organizzazione nazionale dei combattenti ciprioti contro la dominazione britannica), guidata dal colonnello <strong>Georgios Grivas</strong>, mirava all’<em>enosis</em> (unione con la Grecia). Parallelamente, la comunità turcocipriota, temendo la sottomissione a un controllo greco, vedeva nel <em>taksim</em> (frazionamento o unione con la Turchia) l’alternativa più favorevole. Questi contrasti furono determinanti nella formulazione dell’accordo di indipendenza: la presenza di Grivas e le sue campagne di lotta armata costrinsero il governo britannico a negoziare, ma <strong>allo stesso tempo portarono a compromessi che nessuna delle due comunità voleva in pieno. </strong></p>



<p>È significativo che l&#8217;arcivescovo <strong>Makarios III,</strong> figura primaria nel movimento per l’indipendenza e primo presidente della Repubblica cipriota, in seguito abbia dovuto usare proprio le basi britanniche come rifugio in alcuni momenti di crisi interna, per sfuggire ad accuse politiche e complotti. Questo paradosso, il leader della lotta antibritannica protetto da una presenza militare britannica sul suolo di Cipro, rimane emblematico della complessità storica dell’isola</p>



<p>Per il governo britannico e le Forze Armate di Sua Maestà le basi sono sempre state molto più di semplici installazioni secondarie: <strong>sono punti di proiezione strategica nel Mediterraneo orientale, un ponte tra l’Europa e il Medio Oriente. </strong>La posizione di Cipro , vicina all’Egitto, al Canale di Suez e alle rotte verso il Golfo Persico, ha reso le basi utili sia durante la Guerra Fredda, per sorvegliare i movimenti sovietici nella regione, sia <strong>nelle operazioni moderne contro estremisti e nelle missioni di coalizione </strong>guidate dagli Stati Uniti e dal Regno Unito in Iraq, Siria, Libia o Yemen. Per decenni, politici e militari britannici hanno difeso l’importanza di questi siti. Un portavoce del ministero della Difesa ha ricordato nel 2026 che «le nostre basi a Cipro svolgono un ruolo cruciale nel sostenere la sicurezza dei cittadini britannici, dei nostri alleati e delle operazioni nel Mediterraneo e nel Medio Oriente». </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un elemento di tensione</h2>



<p>Questa proiezione di potere non è passata inosservata a Ankara: nel corso degli anni la Turchia ha guardato con diffidenza alla presenza militare britannica nell’isola, considerandola spesso parte di una più larga influenza occidentale nel Mediterraneo orientale, soprattutto in un contesto regionale in cui <strong>Ankara rivendica una leadership nelle acque orientali e un ruolo nella difesa dei turcociprioti.</strong> Sebbene la Turchia non abbia espresso formalmente una richiesta di rimozione delle basi britanniche, la percezione di una presenza occidentale a Cipro è stata un elemento di tensione ricorrente nei rapporti bilaterali e nella crisi cipriota più ampia. </p>



<p>La presenza delle basi è stata storicamente fonte di malcontento tra larghi strati della popolazione cipriota. Per molti, esse sono il simbolo di un’indipendenza incompleta — un residuo dell’imperialismo britannico che ancora limita la sovranità del Paese. Il partito di sinistra AKEL è stato tra i più critici, vedendo nella permanenza di Akrotiri e Dhekelia non solo un’anomalia giuridica, ma una possibile causa di coinvolgimento di Cipro nelle guerre regionali e nelle dinamiche delle grandi potenze. <strong>Proteste contro le basi si sono svolte in varie occasioni,</strong> con slogan come “<em>British bases out</em>”, soprattutto dopo incidenti o quando si percepisce che le installazioni possano essere usate in operazioni offensive di altre nazioni. </p>



<p>Anche forze nazionaliste di destra, come ELAM, pur con un linguaggio meno marcato da sentimenti anti-NATO o anti-occidentali, rivendicano la piena sovranità territoriale del proprio Stato. In questo senso, come notano analisti ciprioti, <strong>tutte le principali correnti politiche, dalla sinistra radicale ai nazionalisti, percepiscono le basi come una sottrazione di territorio nazionale,</strong> sebbene con sfumature diverse nel linguaggio e nelle proposte. Interessante notare che anche i media vicini all`opposizione e contrari alle basi britanniche a Cipro non amplificano le teorie del <em>false flag</em> su Akrotiri, forse per non indebolire il dibattito sulla presenza delle basi</p>



<p><strong>Una protesta particolare che ha segnato l’ultimo decennio è legata all’attacco con droni del 2026 contro RAF Akrotiri:</strong> locali e attivisti riportarono un forte risentimento per il fatto di essere stati avvertiti dalle autorità britanniche, e non dal governo cipriota, dell’attacco a una base sul suolo dell’isola. Questo episodio ha alimentato la narrativa secondo la quale Cipro non esercita pieno controllo su questioni che riguardano la propria sicurezza interna. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto con la Nato</h2>



<p>Dal punto di vista istituzionale, le SBA non sono parte integrante della NATO come entità territoriale della <strong>Repubblica di Cipro (che non è membro dell’Alleanza atlantica)</strong>. Tuttavia, come territori sotto sovranità britannica, possono comunque essere coinvolte nelle dinamiche della NATO qualora si attivino meccanismi di difesa collettiva che coinvolgono il Regno Unito come Stato membro. Questo si è visto nelle recenti tensioni regionali, dove un funzionario della NATO ha dichiarato che l’Alleanza “difenderebbe ogni centimetro di territorio pertinente, se necessario” a fronte di minacce dirette. </p>



<p>La questione dell’armamento e dei rapporti militari è collegata alle stesse basi: sebbene Cipro abbia progressivamente cercato di rafforzare le proprie capacità, acquisire materiale militare e coordinarsi con partner internazionali, l’esistenza delle SBA ha rappresentato spesso un vincolo nelle discussioni su potenziali accordi con la NATO o con gli Stati Uniti, poiché <strong>la situazione giuridica unica delle basi richiede che qualsiasi operazione sia concordata con Londra. </strong></p>



<p>Le basi britanniche di Akrotiri e Dhekelia sono, nella percezione cipriota, ben più di semplici installazioni militari: esse <strong>rappresentano un emblema tangibile della presenza e dell’influenza occidentale nel Mediterraneo orientale. </strong>Per il Regno Unito, esse costituiscono un nodo strategico fondamentale; per molte voci a Cipro, esse incarnano un’eredità storica di dominazione che continua a minare la piena sovranità dello stato.</p>



<p>Nonostante la cooperazione istituzionale e anni di rapporti relativamente stabili, il dibattito sull’opportunità di rinegoziare o ridiscutere il futuro di queste basi rimane attuale — alimentato da dinamiche regionali, da conflitti mediorientali che coinvolgono alleanze occidentali e dalla persistente volontà di larga parte dei ciprioti di vedere la propria nazione pienamente autonoma.</p>
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		<title>Mediterraneo: Macron costruisce l&#8217;asse Francia-Grecia-Cipro, l&#8217;Italia non sfida la Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mediterraneo-macron-costruisce-lasse-francia-grecia-cipro-litalia-non-sfida-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cipro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'iniziativa del presidente francese mira a rafforzare l'asse Francia-Grecia-Cipro, l'Italia non compromette i rapporti con Ankara. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mediterraneo-macron-costruisce-lasse-francia-grecia-cipro-litalia-non-sfida-la-turchia.html">Mediterraneo: Macron costruisce l&#8217;asse Francia-Grecia-Cipro, l&#8217;Italia non sfida la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><em><strong>Da Cipro</strong></em> &#8211; La visita del presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> a Cipro nei primi giorni di marzo 2026 è stata accompagnata da una retorica solenne: «<em>Quando Cipro è attaccata, è l’Europa che è attaccata</em>». La dichiarazione, fatta davanti al presidente cipriota <strong>Nikos Christodoulides </strong>e al primo ministro greco <strong>Kyriakos Mitsotakis </strong>nella base aerea di Paphos, ha trasformato l’isola nel simbolo di una nuova narrativa di difesa europea <strong>dopo che un drone di fabbricazione iraniana ha colpito la base britannica di RAF Akrotiri</strong>, la prima installazione su suolo europeo ad essere colpita dalla guerra in Medio Oriente. </p>



<p>L’accoglienza a Macron è stata in pompa magna. Oltre alle dichiarazioni, Parigi ha già dispiegato nel Mediterraneo orientale una combinazione di sistemi di difesa antiaerei, la portaerei nucleare <em>Charles de Gaulle</em>, la fregata <em>Languedoc</em> e una componente aerea significativa, e ha annunciato il proposito di costituire <strong>una missione navale europea di scorta lungo il Mar Rosso e lo stretto di Hormuz.</strong> trascinando simbolicamente anche altre potenze marittime europee, <em>come la Spagna,</em> che ha annunciato l’invio della fregata <em>Cristóbal Colón</em> in coordinamento con il gruppo navale francese per rafforzare la difesa del Mediterraneo orientale, e <em>l’Italia</em> con la fregata Martinengo<strong>.</strong> </p>



<p>I legami tra Grecia, Cipro e Francia affondano nel tempo: durante la dittatura dei colonnelli molti dissidenti greci e ciprioti, tra cui <strong>Constantinos Karamanlis</strong>, trovarono rifugio a Parigi. La Francia divenne così un punto di supporto politico e culturale, consolidando rapporti che perdurano nella cooperazione militare e strategica odierna. <strong>I rapporti economici e di difesa tra Atene, Nicosia e Parigi si sono consolidati negli ultimi anni con accordi sostanziali.</strong> La Grecia e la Francia hanno siglato nel 2021 un patto bilaterale di cooperazione in materia di difesa, che include la fornitura di fregate FDI (classe Kimon), 24 caccia Rafale e missili antinave Exocet. Queste acquisizioni rientrano in un ampio programma di modernizzazione delle forze armate elleniche, per un valore complessivo di circa 25 miliardi di euro nei prossimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cipro come avamposto dell&#8217;Europa</h2>



<p>La Francia e Cipro (Repubblica di Cipro) hanno invece firmato il 15 dicembre 2025 <strong>un accordo di partenariato strategico,</strong> che estende la cooperazione a difesa, economia e sicurezza. L’intesa prevede esercitazioni congiunte frequenti e un rafforzato sostegno operativo francese nel Mediterraneo orientale, consolidando la presenza di Parigi nella regione.</p>



<p>Sul piano greco, Atene ha inviato quattro F16 di propria dotazione alla base di Paphos e le fregate <em>Kimon</em> e <em>Psara</em> per rafforzare il dispositivo di difesa attorno a Cipro. L’intensificazione delle forze nel settore si inscrive in <strong>una relazione strategica di lunga data tra Grecia e Cipro</strong>, radicata non solo nell’ellenismo condiviso ma anche in cooperazioni militari strutturate nel tempo. </p>



<p>Da un lato, la narrazione ufficiale di Parigi e Atene pone l’accento sulla difesa dell’isola nel quadro di un’Europa che deve mostrare coesione di fronte a nuove minacce transfrontaliere. Dall’altro, la gestione politica del fenomeno mette in luce dinamiche ben più complesse. Cipro, pur essendo membro dell’Unione europea, resta un’isola spaccata: <strong>la Repubblica di Cipro controlla la parte meridionale, mentre nel nord opera la Repubblica Turca di Cipro Nord,</strong> riconosciuta unicamente da Ankara. In risposta alle tensioni regionali, <strong>fonti turche hanno affermato la possibile dislocazione di sei F16 nel Nord dell’isola</strong> per rafforzare le difese turcocipriote, misura che rischia di inquadrare la crisi nella più ampia contesa tra Turchia e alleati ellenici e occidentali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Presenza straniera ed esigenze di difesa</h2>



<p>La distanza tra retorica e realtà è evidente: mentre Parigi parla di <em>Europa unita nella difesa</em>, la presenza di mezzi militari sul terreno non è neutra né priva di effetti geopolitici. <strong>La militarizzazione dell’area di Cipro diventa un elemento di proiezione strategica europeo (e francese in particolare) </strong>in uno spazio storicamente conteso con Ankara. In questo senso, la retorica di salvaguardare l’isola da minacce asimmetriche si presta a posizionare forze e a delineare aree di influenza nel confronto con la Turchia.</p>



<p>A fronte delle esibizioni militari, la reazione interna a Cipro è tutt’altro che unanime. In queste settimane AKEL – Partito Progressista dei Lavoratori, principale partito di opposizione &#8211; insieme ad altri gruppi di sinistra ha tenuto proteste contro l’espansione delle basi militari non britanniche e l’allineamento filo-ccidentale del governo. <strong>Queste forze critiche contestano la decisione di potenziare la presenza straniera nell’isola </strong>e il fatto che informazioni cruciali sugli attacchi , in particolare il primo episodio su RAF Akrotiri, siano state recepite tramite fonti e comunicazioni britanniche piuttosto che annunciate ufficialmente da Nicosia, alimentando sospetti di scarsa trasparenza e di subordinazione agli apparati dei partner. </p>



<p>Il filo narrativo critico solleva anche dubbi sulla natura reale della minaccia: alcuni osservatori e analisti militari sostengono che l’episodio dei droni sia stato amplificato oltre le proporzioni o <strong>usato strumentalmente per giustificare l’espansione militare europea sull’isola</strong>, anche se non vi sono prove definitive di una manipolazione deliberata dei fatti.</p>



<p>Una voce di rilievo nelle analisi militari cipriote è <strong>Xristos Yakovou</strong>, figura influente nel rapporto tra gli apparati di difesa di Nicosia e i partner esterni. Yakovou ha sottolineato come la crisi attuale, pur derivando da dinamiche regionali esterne, offra una &#8220;opportunità strategica per riformulare il ruolo di Cipro all’interno della difesa europea<em>&#8220;</em>, ma ha anche avvertito che <em>“</em>l’isola non può essere ridotta a una pedina senza considerare gli equilibri storici e le sensibilità locali<em>”</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione dell&#8217;Italia</h2>



<p>In questo quadro ad alta tensione, <strong>l’Italia ha adottato una postura intermedia</strong>. Roma ha inviato la fregata <em>Federico Martinengo</em> nella zona orientale del Mediterraneo a supporto della missione europea di difesa rafforzata attorno a Cipro, ma <strong>ha evitato dichiarazioni e azioni che possano essere interpretate come una sfida diretta ad Ankara.</strong> Il profilo più prudente di Roma riflette vincoli geopolitici concreti: da un lato, la relazione commerciale e strategica con la Turchia — che comprende legami economici significativi e interlocuzioni sulla Libia — impedisce un coinvolgimento troppo marcato; dall’altro, <strong>l’Italia sta valutando la vendita di fregate militari alla Grecia</strong>, operazione non ancora definita ma considerata come possibile bilanciamento alla crescente proiezione francese e all’emergere di una coalizione navale più vistosa nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>La Russia resta formalmente defilata quando Cipro entra in fibrillazione, ma <strong>può influenzare la scena tramite la piccola minoranza russofona (circa il 3,6% della popolazione)</strong> e i legami economici, sfruttando la retorica di protezione dei paesi ortodossi.</p>



<p>La crisi di Cipro ha assunto così un significato simbolico e concreto: non è più soltanto un episodio di sicurezza locale legato a un attacco di droni isolato, ma <strong>un punto di incrocio tra strategie nazionali e di alleanza.</strong> Parigi ha colto l’occasione per porsi come protagonista della difesa europea attiva; Atene ha riaffermato il suo radicamento storico nel “mondo ellenico”; Nicosia ha tentato di trasformare un momento di vulnerabilità in un ruolo di partner europeo centrale, mentre il dissenso interno evidenzia che la militarizzazione dell’isola non è un consenso unanime. In un Mediterraneo orientale sempre più teatro di competizione tra attori regionali e globali, Cipro non è solo frontiera: <strong>è pedina e testimone di una ridefinizione della politica di sicurezza europea.</strong></p>
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		<title>Unione? Non se ne parla. Erdogan blinda la divisione di Cipro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/unione-non-se-ne-parla-erdogan-blinda-la-divisione-di-cipro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 13:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p> Il leader turco ribadisce che per l'isola la soluzione "più realistica" è la divisione in due Stati. I piani di Ankara.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Dal sogno federale al muro dei due Stati. Quando <strong>Recep Tayyip Erdogan afferma che la soluzione più <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html">“realistica” per Cipro</a> è quella di due Stati,</strong> non sta solo rilanciando la posizione di Ankara. Sta chiudendo, almeno sul piano politico, una stagione iniziata negli anni Sessanta con l’idea di una repubblica comune, poi trasformata in modello federale sotto l’egida delle Nazioni Unite. </p>



<p>Al fianco del nuovo presidente turco-cipriota, <strong>Tufan Erhurman</strong>, Erdogan ribadisce che i tentativi negoziali dal 1968 a oggi non hanno prodotto risultati e che non ha più senso sedersi al tavolo solo “per salvare le apparenze”. È un modo per dire al mondo: <strong>la linea della Turchia non è più la riunificazione</strong>, ma il riconoscimento di due entità politiche separate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un conflitto congelato da mezzo secolo</h2>



<p>Per capire la forza di questo messaggio bisogna tornare al 1974: il colpo di Stato sostenuto da settori greci che puntavano all’annessione dell’isola ad Atene, l’intervento militare turco, la divisione de facto del territorio. Già dal 1963 l’amministrazione di condivisione del potere era collassata e violenze sporadiche avevano scavato un solco tra comunità greco-cipriota e turco-cipriota. Nel 1983 i turco-ciprioti proclamano la <strong>Repubblica Turca di Cipro Nord, riconosciuta solo dalla Turchia</strong>. Il resto del mondo continua a considerare legittima la sola Repubblica di Cipro, oggi membro dell’Unione Europea. La linea verde controllata dalle Nazioni Unite diventa il simbolo di un conflitto “congelato”, ma mai risolto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fallimento del modello federale</h2>



<p>Le Nazioni Unite hanno a lungo sostenuto l’idea di una Cipro federale, con due comunità politicamente uguali all’interno di un unico Stato. Il momento decisivo fu il piano dell’allora segretario generale <strong>Kofi Annan</strong>: una repubblica composta da due entità con ampie autonomie, unica personalità internazionale, governo congiunto. Nel 2004 il piano viene approvato dai turco-ciprioti e respinto dai greco-ciprioti. <strong>Poche settimane dopo, però, l’Unione Europea accoglie Cipro come Stato membro,</strong> includendo formalmente anche il Nord, pur senza controllarlo. Per Ankara e per i turco-ciprioti, da allora, questa scelta è la prova che la parte greca può bloccare qualunque compromesso contando sulla protezione europea, senza pagare un prezzo politico reale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sovranità, uguaglianza e paura della minoranza</h2>



<p>Erdogan oggi riprende quel filo: accusa Nicosia di rifiutare l’uguaglianza “sovrana” dei turco-ciprioti e di volerli ricondurre al ruolo di semplice minoranza in uno Stato controllato di fatto dalla componente greco-cipriota. Erhurman, da parte sua, parla del “popolo turco-cipriota” come di uno dei due “fondatori” dell’isola, con diritti sovrani su tutta Cipro e non solo sul Nord. <strong>È una visione che rovescia la lettura internazionale dominante:</strong> non una regione secessionista da reintegrare, ma uno dei due soggetti originari, che chiede parità di status nelle decisioni su energia, idrocarburi, giurisdizioni marittime, rotte commerciali. Sotto la disputa giuridica si nasconde la vera paura: per i greco-ciprioti, accettare la piena parità significa rinunciare alla posizione di maggioranza e alle leve di potere costruite in decenni; per i turco-ciprioti, rinunciare alla parità significa consegnarsi a uno Stato che percepiscono come ostile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Turchia garante e potenza regionale</h2>



<p>In questa dinamica, la Turchia non è solo “madrepatria”, come ama definirsi Erdogan, ma <strong>potenza regionale che usa Cipro anche come leva strategica nel Mediterraneo orientale</strong>. Essere uno dei tre Paesi garanti (insieme a Grecia e Regno Unito) significa avere un ruolo formale sulla sicurezza dell’isola, ma oggi Ankara va ben oltre: basi militari, presenza navale, accordi energetici. L’argomento è semplice: senza la protezione turca, i turco-ciprioti sarebbero schiacciati dall’isolamento politico ed economico. Ma per Atene, Nicosia e molti partner europei, quella stessa protezione è il veicolo con cui la Turchia estende la propria influenza sui giacimenti di gas, sulle rotte di trasporto energetico e sull’equilibrio marittimo del Mediterraneo orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gas, mare e nuova geografia del potere</h2>



<p>La questione di Cipro, infatti, non è più solo etnica o storica. I giacimenti di gas scoperti al largo dell’isola e le controversie sui confini marittimi<strong> hanno trasformato il Mediterraneo orientale in un campo di contesa tra Turchia, Grecia, Cipro, Israele, Egitto e, sullo sfondo, Unione Europea e Stati Uniti.</strong> Rivendicare due Stati significa per Ankara tentare di legittimare una propria zona di influenza nel Nord dell’isola e nelle acque ad esso collegate. Rivendicare una sola repubblica federale, per Nicosia, significa invece mantenere il controllo formale sull’intera zona economica esclusiva e negoziare dall’alto la distribuzione dei benefici. Finché nessuno dei due schieramenti accetterà di rinunciare a questo vantaggio strategico, la mediazione internazionale avrà margini strettissimi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un conflitto che parla al futuro della regione</h2>



<p>Le parole di Erdogan arrivano in <strong>una fase di crescente militarizzazione del Mediterraneo orientale</strong>, con nuove basi, cooperazioni tra Stati, esercitazioni aeree e navali. Cipro diventa così il simbolo di un equilibrio regionale più ampio: tra mondo arabo ed europeo, tra Turchia e Grecia, tra alleanze della difesa occidentale e interessi energetici. La scelta tra modello federale e scenario dei due Stati non riguarda solo l’assetto istituzionale dell’isola, ma definisce anche chi avrà titolo per sedersi ai tavoli su gas, mare e sicurezza nel quadrante che va da Suez ai Balcani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: l’isola che non trova la sua forma</h2>



<p>Erdogan vuole chiudere il capitolo dei negoziati infiniti e ridisegnare la questione cipriota su basi nuove: riconoscimento della Repubblica Turca di Cipro Nord o, almeno, accettazione di una parità di fatto. I greco-ciprioti continuano a contare sulla legittimità internazionale e sulla protezione dell’Unione Europea per mantenere l’obiettivo di una riunificazione sotto un’unica sovranità. In mezzo, la comunità internazionale ripete da decenni le stesse formule, mentre sul terreno si consolidano divisione, basi militari e interessi energetici. <strong>Cipro resta così il laboratorio dove si misurano i limiti della diplomazia multilaterale</strong>: un’isola piccola, ma capace di rivelare quanto sia difficile, oggi, trovare una forma politica condivisa in un Mediterraneo che è tornato a essere un mare conteso.</p>
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		<title>Cipro, l&#8217;assedio immobiliare per trasformarla in un protettorato di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cipro-lassedio-immobiliare-per-trasformarla-in-un-protettorato-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Passeri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 12:25:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Da sempre alleato di Israele, lo Stato insulare è ora oggetto di un "assedio immobiliare" da parte di aziende dello Stato ebraico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/cipro-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Cipro, situata ai margini del Levante, negli ultimi anni è considerata la “Nuova Terra Promessa” o la “porta sul retro d’Israele”. L&#8217;isola infatti è al centro di una crescente influenza israeliana: da un lato attraverso investimenti immobiliari, dall’altro come base strategica per esercitazioni e operazioni legate al genocidio a Gaza.</p>



<p>Cipro è uno Stato insulare del Mediterraneo Orientale, membro dell’Unione Europea. L&#8217;isola è per<a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html"> il 36% occupata illegalmente dalla Turchia</a>, mentre le aree di Akrotiri e Dhekelia sono ancora amministrate dal Regno Unito come basi militari. Oggi, l’isola rappresenta una retrovia strategica per Israele, che vi esercita una crescente influenza. Se prima Cipro era la meta per le vacanze prediletta dagli israeliani, dal 2020 e quindi dall’era della pandemia, sempre più israeliani hanno iniziato a trasferirsi stabilmente a Cipro, diventando il quarto gruppo più grande di acquirenti stranieri.  <strong>L’afflusso di trasferimenti si è sviluppato in tre fasi diverse, </strong>tutte caratterizzati da crisi profonde che hanno destabilizzato il tessuto sociale israeliano: la pandemia nel 2020, la riforma giudiziaria nel 2023 ed infine il genocidio a Gaza iniziato due anni fa. Oggi si stima che a Cipro si siano trasferiti dai 15 ai 16 israeliani e questo, negli ultimi mesi, ha portato a un ingente afflusso di investitori israeliani e ad un ingente ondata di acquisizioni immobiliari.</p>



<p><strong>Stefanos Stefanou</strong>, leader del partito d’opposizione Akel, parla di un’acquisizione organizzata di terreni da parte di Israele, che ha come fine rendere Cipro una enclave satellite nel Mediterraneo orientale. Le accuse di antisemitismo non sono mancate al leader di Akel, che a giugno aveva già portato avanti una mozione parlamentare per frenare le cosiddette Golden Visa, le quali permettono a cittadini non europei di acquisire il passaporto cipriota attraverso l’acquisito di proprietà immobiliari. La Golden Visa rappresenta dunque uno dei principali mezzi attraverso cui i cittadini israeliani si trasferiscono stabilmente nell’isola nel minor tempo possibile.</p>



<p>La maggior parte degli acquisti viene fatta nella costa meridionale dell’isola: a Larnaca si contano 1.300 immobili, a Limassol 1.100 e a Paphos circa 1.300. La costa meridionale è infatti strategica: vicino ai porti e luogo ideale per le costruzioni di resort, palazzine sul mare e soprattutto le famose <em>gated community</em>, dove vivono la maggior parte degli israeliani sull’isola. Queste ultime sono <strong>complessi recintati e controllati da guardie di sicurezza e sistemi elettronici</strong>, che offrono appartamenti e ville di lusso con vista mare e servizi condominiali di alto livello. Tra i servizi comuni al suo interno vi sono giardini, aree gioco, campi sportivi e a volte anche negozi e scuole.</p>



<p>Oltre agli acquisti di immobili singoli, a Cipro vengono portati avanti <strong>ingenti progetti di investimenti immobiliari da parte di agenzie israeliane</strong>: tra questi i progetti di Limassol Marina, City of dreams Mediterranean, Olympic Residences, Sunrise Beach resort, Palladium Residences, Palm Residences, Lumina Mare, Aqua Residences, One Limassol ed altri. I progetti sono tutti di tipo residenziale e commerciale, con residenze private, ville di lusso, appartamenti, ristoranti, negozi e porti turistici. Tra i progetti più costosi ed ingenti portati avanti dal consorzio israeliano c’è sicuramente quello stabilito in accordo con il governo cipriota e che riguarda <strong>la riqualificazione urbana di Larnaca. </strong>Il progetto da circa un miliardo di euro si divide in tre progetti principali: Larnaca Seafront Development, Larnaca Marina e Larnaca Bay. Tutti comprendono la riqualificazione dell&#8217;infrastruttura portuale, lo sviluppo del porto turistico, la riqualificazione della rete stradale, delle aree verdi, dei parchi e dei marciapiedi, nonché unità abitative, locali di ristorazione e intrattenimento e negozi, per un periodo compreso tra 10 e 15 anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le missioni di ricognizione su Gaza</h2>



<p>Cipro però, non è solo meta di investimenti immobiliari e la nuova terra a cui gli israeliani guardano per una vita serena lontana da conflitti e crisi, ma è anche un luogo di intensa cooperazione militare con Israele: l’isola, infatti, avendo due basi militari britanniche a Akrotiri e Dhekelia, è <strong>anche un territorio strategico per le missioni di ricognizione su Gaza</strong> ed un territorio su cui l’esercito israeliano porta avanti esercitazioni.</p>



<p>Israele si stabilisce così l’alleato più stretto nella regione come affermato da <strong>Nikos Christodoulidīs</strong>, presidente della Repubblica di Cipro, ma questa alleanza non è nuova come non sono nuove le mire espansionistiche sioniste nell’isola. Infatti, non si potrebbe capire questo assedio immobiliare e questo nuovo fenomeno abitativo se non si facesse riferimento alle radici storiche del sionismo, alle affermazioni dei leader sionisti e ai legami strategici dei due Stati.</p>



<p>Nel 1899, durante il Terzo Congresso Sionista, l&#8217;attivista sionista <strong>David Trietsch</strong> propose che lo Stato ebraico inizialmente fosse stabilito a Cipro, considerando la sua vicinanza a Israele e il suo clima favorevole per gli ebrei europei: &#8220;Non dovrebbero cercare rifugio in terre favorevoli per l&#8217;insediamento europeo, poiché incontrerebbero resistenza in ogni paese di questo tipo. Inoltre, non sarebbero in grado di insediarsi in modo efficiente nelle regioni tropicali. Considerando queste condizioni, <strong>Cipro è la località più adatta per l&#8217;insediamento ebraico.</strong> Sebbene l&#8217;isola non attiri i coloni europei, il suo clima è adatto agli europei e, soprattutto, è vicina a Israele, fungendo da porta d&#8217;accesso a esso.&#8221;</p>



<p>Trietsch suggerì che, una volta migliorata la situazione in Eretz Israel, gli ebrei di Cipro avrebbero poi migrato nella terra promessa. Sebbene la proposta fosse accettata da <strong>Theodor Herzl</strong>, fu immediatamente respinta dalla leadership del Congresso. Nonostante ciò, Herzl continuò a considerare Cipro come un&#8217;opportunità, scrivendo nel novembre del 1899 che l&#8217;isola, sotto il controllo britannico, poteva essere un trampolino per raggiungere il suo obiettivo principale: la Terra d&#8217;Israele. Herzl immaginava che gli ebrei si sarebbero radunati a Cipro e, un giorno, avrebbero viaggiato verso la Terra d&#8217;Israele per riprenderla con la forza.</p>



<p>Da parte sua Cipro ha colto l’opportunità di collaborare con Israele nel 2008, durante la crisi dei rapporti tra Israele e Turchia. Da lì, <strong>il governo cipriota ha sempre cercato di manifestare appoggio a Tel Aviv</strong>, difatti nel 2010, durante la partenza della missione della Freedom Flotilla verso Gaza, le autorità cipriote erano state chiare dichiarando che i porti ciprioti non potessero essere dei trampolini di lancio della Flotilla e che agli attivisti non era possibile lasciare l’isola per unirsi alla Flotilla.</p>



<p>I rapporti tra Cipro e Israele si sono poi saldati con la scoperta di gas naturale nel Mediterraneo Orientale, che ha portato alla costruzione del gasdotto “East Med”, meccanismo tripartito tra Grecia, Israele e Cipro per portare gas all’Europa attraverso Grecia e Italia. <strong>Nel Mediterraneo Orientale si è creata così una cooperazione tra Israele, Cipro, Grecia e USA</strong> in materia di coordinamento della difesa, esplorazione energetica ed esercitazioni militari. Questo ha dunque portato Israele e Cipro ad avere una stretta collaborazione in materia di sicurezza, energia e tecnologia che solo nel 2022 ha fruttato 1,33 miliardi di dollari. Soprattutto nel campo della difesa, Israele viene visto come un possibile protagonista per la liberazione di Cipro del nord dall’occupazione turca e soprattutto dopo le tensioni tra Cipro e Turchia nel Mediterraneo Orientale, Israele ha fornito a Cipro tecnologie di difesa avanzate, tra cui sistemi di missili antiaerei e tecnologie di sorveglianza, oltre ad addestramenti militari congiunti. Un’ ipocrisia tutta occidentale questa, visti i settantasei anni di occupazione israeliana in Palestina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cipro-lassedio-immobiliare-per-trasformarla-in-un-protettorato-di-israele.html">Cipro, l&#8217;assedio immobiliare per trasformarla in un protettorato di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Carlo Marsili: &#8220;Cipro nella Nato? Erdogan dirà no&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/carlo-marsili-cipro-nella-nato-erdogan-dira-no.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 05:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241126161038204_9da5dcfc785f833931a0c07f74f8bd74.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241126161038204_9da5dcfc785f833931a0c07f74f8bd74.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241126161038204_9da5dcfc785f833931a0c07f74f8bd74-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241126161038204_9da5dcfc785f833931a0c07f74f8bd74-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241126161038204_9da5dcfc785f833931a0c07f74f8bd74-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241126161038204_9da5dcfc785f833931a0c07f74f8bd74-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241126161038204_9da5dcfc785f833931a0c07f74f8bd74-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Repubblica di Cipro avvia il percorso verso l'adesione della NATO ma deve fare i conto con un grosso ostacolo: la Turchia.</p>
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<p>La <strong>Repubblica di Cipro</strong> sta lavorando per avvicinarsi alla NATO con un piano strategico a lungo termine, come dichiarato dal presidente <strong>Nicos Christodoulides</strong> durante un incontro alla Casa Bianca con il presidente statunitense <strong>Joe Biden</strong> svoltosi lo scorso 30 ottobre. Quest&#8217;iniziativa, che ha ricevuto il sostegno di Washington, mira a consolidare i rapporti di Cipro con la NATO, fino al futuro all&#8217;ingresso della Repubblica di Cipro &#8211; che occupa la parte meridionale dell&#8217;omonima isola &#8211; nell&#8217;Alleanza Atlantica. Il <a href="https://knews.kathimerini.com.cy/en/news/cyprus-moves-closer-to-nato-talks-begin-on-permanent-u-s-military-presence">corrispondente di <em>Kathimerini</em> a Washington</a> sottolinea che  Christodoulides ha presentato il piano anche al Segretario generale della NATO <strong>Mark Rutte</strong> a margine del vertice della Comunità politica europea a Bucarest. </p>



<p>Tre gli obiettivi illustrati dal presidente della Repubblica greco-cipriota a Biden. Il primo è quello ottenere <strong>un’esenzione pluriennale dall’embargo</strong> sulle armi USA, con il presidente americano che si è formalmente impegnato a sostenere questo cambiamento. Il secondo riguarda l’espansione dei <strong>programmi di formazione militare</strong> per la Guardia Nazionale cipriota presso accademie statunitensi, per consolidare i legami difensivi bilaterali. Infine, il terzo punto prevede l’ammodernamento delle infrastrutture militari di Cipro agli <strong>standard NATO</strong>, includendo un possibile ampliamento della base aerea &#8220;Andreas Papandreou&#8221; per ospitare <strong>forze statunitensi in modo permanente</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ambasciatore Marsili: &#8220;Mossa per mettere in imbarazzo la Turchia&#8221;</h2>



<p>Una mossa che, tuttavia, <strong>incontrerà la dura opposizione della Turchia</strong>, secondo esercito della NATO, che non riconosce l&#8217;esistenza della Repubblica di Cipro &#8211; stato membro dell&#8217;Unione europea dal 1º maggio 2004 e riconosciuta dall&#8217;ONU &#8211; e riconosce altresì la <strong>Repubblica Turca di Cipro Nord</strong>, entità statale nata <em>de facto</em>, a seguito della proclamazione d&#8217;indipendenza del 15 novembre 1983. Come spiega a <em>InsideOver</em> l&#8217;ex ambasciatore italiano in Turchia <strong>Carlo Marsili</strong>, &#8220;si tratta di qualcosa che richiede discussioni molto approfondite. Perché, chi entrerebbe nella NATO? Il Governo greco-cipriota o anche la parte turco-cipriota? E, in tal caso, che fine farebbe la parte turco-cipriota?&#8221; osserva Marsili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Negoziati difficili&#8221;</h2>



<p>Dato lo stato attuale di Cipro, &#8220;dove l&#8217;isola è chiaramente divisa in due, con due governi e due autorità diverse, separati da una vera e propria frontiera, la situazione è complessa. È vero che la parte greco-cipriota è riconosciuta dall’Unione Europea e, in generale, dal resto del mondo, mentre la parte turco-cipriota è riconosciuta solo dalla Turchia. Tuttavia, rimane un dato di fatto: l’isola è divisa in due&#8221;. La Turchia, spiega Marsili, &#8220;che all’interno della NATO ha diritto di veto come ogni altro Paese membro, <strong>si opporrà, a mio avviso, a qualsiasi possibilità di ingresso di Cipro</strong> <strong>nella NATO</strong>, almeno finché questo riguarderà solo l’amministrazione greco-cipriota. A meno che l’ingresso non sia il risultato di un lungo processo negoziale e di una serie di concessioni. Tuttavia, al momento, tutto ciò appare estremamente difficile&#8221;. </p>



<p>&#8220;Se i negoziati sulla riunificazione dell’isola dovessero portare alla creazione di un unico governo accettato da entrambe le parti, allora la situazione cambierebbe, ma fino a oggi non è mai successo, e mi pare estremamente improbabile che accada. Questa, dunque, è<strong> chiaramente una mossa per mettere in difficoltà la Turchia</strong>&#8221; sottolinea l&#8217;ambasciatore. Quanto all&#8217;Unione europea, afferma Marsili, &#8220;non si sforza nemmeno di far dialogare le due parti&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La visione della Turchia su Cipro</h2>



<p>Secondo la <strong>Turchia</strong>, <a href="https://www.mfa.gov.tr/the-cyprus-issue-overview.en.mfa">come esplicitato sul sito del ministero degli esteri di Ankara</a>, la problematica di Cipro trova le sue radici nel &#8220;rifiuto persistente della comunità greco-cipriota&#8221; di riconoscere la &#8220;parità politica e i diritti dei turco-ciprioti&#8221;. Nel 1960, la Repubblica di Cipro nacque come uno stato di partenariato tra le due comunità principali, greco-cipriota e turco-cipriota, sancito da trattati internazionali firmati anche dalle potenze garanti: <strong>Turchia, Grecia e Regno Unito</strong>. Tuttavia, afferma Ankara, &#8220;questo equilibrio venne distrutto nel 1963, quando i greco-ciprioti modificarono unilateralmente la costituzione, usando la forza per escludere i turco-ciprioti dagli organi statali e dalle loro stesse abitazioni, in violazione dei diritti umani. </p>



<p>Da quel momento, sostiene Ankara, non esiste più un’amministrazione congiunta in grado di rappresentare legalmente e di fatto entrambe le comunità&#8221;. La situazione <strong>degenerò ulteriormente con il colpo di stato del 1974</strong>, orchestrato dalla giunta greca, che mirava ad annettere l’isola alla Grecia. La Turchia intervenne, in base ai suoi diritti derivanti dal Trattato di Garanzia del 1960, per proteggere i turco-ciprioti e prevenire ulteriori violenze. Dal 1983 i turco-ciprioti I turco-ciprioti hanno un loro stato pienamente funzionante dal 1983, ovvero la <strong>Repubblica turca di Cipro del Nord</strong>. </p>
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		<title>Cipro occupata dai turchi, 50 anni fa. Cosa resta, oggi, dell&#8217;ultimo &#8220;muro&#8221; d&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cipro-occupata-dai-turchi-50-anni-fa-cosa-resta-oggi-dellultimo-muro-deuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 12:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un'isola inquieta da sempre, spaccata a metà lungo divisioni etniche. E che oggi rientra dalla finestra negli intrecci della geopolitica.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240720010834649_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_950589-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Terza isola per estensione nel Mediterraneo dopo Sicilia e Sardegna, <strong>Cipro</strong> vive una complessa situazione da almeno 50 anni, in qualità di uno dei più caldi crocevia del Mediterraneo. L’isola, infatti, è divisa <em>de facto</em> in due parti dalla cosiddetta <strong>linea verde</strong>: da un lato, l&#8217;area sotto il controllo effettivo della Repubblica di Cipro, che comprende circa il 59% della superficie dell&#8217;isola; dall’altro, la zona occupata nel 1974 dalla Turchia, autoproclamatasi Repubblica Turca di Cipro del Nord, che copre circa il 36% della superficie dell&#8217;isola ed è riconosciuta esclusivamente dal governo di Ankara.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.cyprusalive.com/img/ckeditor/cyprus-map-basicpng.png" alt="" style="width:484px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">La divisione di Cipro</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Quando è accaduto tutto questo? </strong>L’occasione si presentò con il <strong>colpo di Stato</strong> della giunta militare di Atene del 15 luglio 1974 contro il governo eletto del presidente-vescovo <strong>Makarios</strong>. Il 20 luglio, le forze armate turche lanciarono un&#8217;invasione su vasta scala contro Cipro, prendendo il controllo di oltre il 36% del territorio della Repubblica di Cipro, bandendo i legittimi proprietari greco-ciprioti dalle loro vecchie abitazioni in violazione di tutte le regole della legalità internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite. L&#8217;<strong>operazione <em>Attila</em> </strong>era appena cominciata.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.redd.it/hx9pfpvspyb51.jpg" alt="" style="width:455px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">Soldati turchi dell&#8217;operazione <em>Attila</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Il perché di quell&#8217;operazione è presto spiegato. Le spinte autonomistiche di Cipro erano state da sempre respinte dalla Gran Bretagna. Nei primi anni del Secondo Dopoguerra, quando ebbero inizio i primi sussulti di decolonizzazione, le domande di indipendenza dei ciprioti divennero pressanti. Nel 1955, dopo che numerose <strong>richieste di autodeterminazione</strong> erano state ignorate, i greco-ciprioti intrapresero una lotta armata nazionale per liberare il Paese dal giogo coloniale. Il governo britannico, pertanto, iniziò a flirtare con Ankara, incoraggiandone l’intervento a Cipro in nome della difesa della comunità turca, sull’isola dal lontano 1571.</p>



<p>La politica dichiarata della Turchia su Cipro, che fino ai primi anni Cinquanta aveva sostenuto lo <em>status quo</em> coloniale, iniziò a spostarsi verso una politica di divisione dell&#8217;isola lungo faglie etniche. Nel novembre 1956, un <strong>memorandum turco</strong> propose la divisione geografica dell&#8217;isola e lo spostamento delle popolazioni. Sarebbero nate due entità politiche separate, una greca e una turca, in continuità territoriale con Atene e Ankara. Infine, il memorandum prescriveva che la Turchia avrebbe dovuto anche partecipare alla sicurezza del settore greco dell&#8217;isola. Ma il peggio doveva ancora arrivare.</p>



<p>I combattimenti del luglio del 1974 si sarebbero trascinati per quasi un mese. Non sarebbero stati gli ultimi. Stimare le vittime? Quasi impossibile. Anche fonti abbastanza affidabili citano tra 4.500 e 6.000 greco-ciprioti uccisi, feriti o dispersi, ritenuti morti. Per i turchi si trattava di 1.500-3.800 morti. Lo <strong>spostamento dei rifugiati</strong> fu enorme: circa 200.000 greco-ciprioti andarono a Sud e 50.000 turco-ciprioti andarono a Nord. Il conflitto si trascinò attraverso innumerevoli <strong>cessate-il-fuoco </strong>infranti e perfino colloqui di pace sponsorizzati dall’inossidabile <strong>Henry Kissinger</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" 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alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Il dramma dei rifugiati a Cipro</figcaption></figure>
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<p>Come risultato dell&#8217;invasione e dell&#8217;occupazione militare turca, 162.000 greco-ciprioti fuggirono dalle loro case diventando <strong>rifugiati nel loro stesso Paese</strong>. Ancora oggi, le forze occupanti impediscono il ritorno dei rifugiati alle loro case e proprietà. Entro la fine del 1975, la stragrande maggioranza dei turco-ciprioti che vivevano in aree controllate dal governo legittimo fu costretta a lasciare le proprie case e a trasferirsi nel territorio occupato dai turchi della Repubblica di Cipro. Allo stesso tempo, la Turchia ha implementato una <strong>politica sistematica di insediamento </strong>della parte occupata di Cipro dal 1974 con il trasferimento di massa di oltre 160.000 turchi dalla Turchia al fine di modificare il profilo demografico e alterare l&#8217;equilibrio della popolazione sull&#8217;isola.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/3079bb06aa2e9a8a18c54f75fc86c4c27c3196bd/0_0_2000_1481/master/2000.jpg?width=1300&amp;dpr=2&amp;s=none" alt="" style="width:495px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">Greco-ciprioti in fuga nel luglio 1974</figcaption></figure>
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<p>Perché mai questo angolo di Mediterraneo, al di là della disputa greco-turca, oggi è uno dei crocevia più importanti del Pianeta? Da <strong>periferia d’Europa</strong>, Cipro è riuscita a diversificare la sua economia prevalentemente agricola in un&#8217;economia basata sui servizi (tra cui un importante <strong>settore turistico</strong>) e sulla produzione manifatturiera leggera. Più di recente si è sviluppato un importante <strong>polo finanziario</strong>, soprattutto per gli investitori provenienti dall&#8217;Europa orientale. A partire da poco dopo la caduta del Muro di Berlino, il governo di Cipro aveva trasformato l’isola in un <strong>paradiso fiscale</strong>, prendendo di mira specificamente gli oligarchi russi, così come i civili e le aziende dell&#8217;Europa orientale. Uno status perduto quando l’OCSE ha dichiarato che il Paese, insieme a Lussemburgo e Seychelles, risultava ormai ampiamente conforme agli standard stabiliti dal Forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali. Una conseguenza diretta della <strong>crisi bancaria del 2013</strong>. Date le <strong>scoperte energetiche regionali</strong>, l&#8217;importanza geopolitica di Cipro nel Mediterraneo orientale non fa che crescere: la scoperta di ingenti riserve di <strong>gas naturale</strong> nelle sue acque amplifica le tensioni, coinvolgendo Cipro, Grecia, Turchia e altri attori regionali in una rete di controversie regionali. </p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://img.lemde.fr/2023/02/20/0/0/5596/3736/664/0/75/0/2b5108b_1676917448953-000-32mc2fl.jpg" alt="" style="width:426px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Il paradosso vuole che, cinquant’anni dopo, l’<strong>equilibrio etnico </strong>di Cipro sia “messo a rischio” dagli importanti <strong>flussi migratori </strong>da cui è investita l’isola. Molti locali temono che l&#8217;arrivo di migranti, per lo più musulmani, ponga non solo problemi socio-economici e di sicurezza, ma anche una minaccia identitaria, demografica e perfino esistenziale. Nell’occhio del ciclone, il centro di prima accoglienza di <strong>Pournara</strong>, il luogo in cui vengono accolti gli immigrati. I richiedenti asilo con richieste valide vengono poi inviati in un secondo campo nel villaggio meridionale di <strong>Kofinou</strong>. In risposta ai recenti massicci <strong>arrivi di siriani</strong>, il campo è stato ampliato e il governo ha sospeso per 14 mesi l&#8217;esame di tutte le domande di asilo presentate da cittadini siriani. Ma, nel tentativo di impedire un ulteriore afflusso, il governo proibisce loro di cercare lavoro per 9 mesi dopo il loro arrivo. Un’altra bomba pronta a esplodere, sotto gli occhi delle due etnie in guerra da sempre.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cipro-occupata-dai-turchi-50-anni-fa-cosa-resta-oggi-dellultimo-muro-deuropa.html">Cipro occupata dai turchi, 50 anni fa. Cosa resta, oggi, dell&#8217;ultimo &#8220;muro&#8221; d&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I Brics raddoppiano, nuove tensioni con i turchi di Cipro, gli incendi in Grecia rubano ossigeno all&#8217;Europa: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/i-brics-raddoppiano-nuove-tensioni-con-i-turchi-di-cipro-gli-incendi-in-grecia-rubano-ossigeno-alleuropa-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 16:49:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-16]]></category>
		<category><![CDATA[Cipro Nord]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gruppo delle economie emergenti non occidentali raddoppia i membri, gli incendi boschivi in Grecia minacciano la capitale e bruciano foreste essenziali per l'Europa, nuove tensioni a Cipro tra turchi e Nazioni Unite: ecco le cinque notizie del giorno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/i-brics-raddoppiano-nuove-tensioni-con-i-turchi-di-cipro-gli-incendi-in-grecia-rubano-ossigeno-alleuropa-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">I Brics raddoppiano, nuove tensioni con i turchi di Cipro, gli incendi in Grecia rubano ossigeno all&#8217;Europa: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230824184423255_518bd12a1e0261f1dde2799324364d62-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gruppo delle economie emergenti raddoppia i membri in una decisione &#8220;storica&#8221;, la decisione turca di costruire una nuova strada a Cipro viola le risoluzioni Onu e il Portogallo comincia ad addestrare i piloti ucraini per manovrare gli F-16. Trump cambia avvocato prima della resa di Atlanta e gli incendi estivi in Grecia costano la vita a 20 persone e privano l&#8217;Europa di foreste importantissime per l&#8217;aria che respiriamo: <strong>ecco le cinque notizie del giorno</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I Brics raddoppiano e spostano l&#8217;equilibrio mondiale</h2>



<p>I leader Brics hanno annunciato al meeting di Johannesburg la <strong>storica <a href="https://it.insideover.com/economia/i-brics-raddoppiano-ecco-chi-saranno-i-nuovi-membri-dellorganizzazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ammissione</a></strong><a href="https://it.insideover.com/economia/i-brics-raddoppiano-ecco-chi-saranno-i-nuovi-membri-dellorganizzazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> di sei nuovi Paes</a>i a partire dal prossimo anno: così il gruppo delle più grandi e popolose <strong>economie emergenti</strong> cerca di rimodellare l&#8217;ordine mondiale. I paesi Brics – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – hanno convenuto, nel corso del loro summit annuale, di rendere Argentina, Etiopia, Iran, Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi Uniti membri a pieno titolo dal 1 gennaio 2024. &#8220;Questo ampliamento dei membri è <strong>storico</strong>&#8221; ha affermato il presidente cinese Xi Jinping, la cui nazione è la più popolosa nel gruppo di Stati non occidentali che rappresenta un <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-moneta-comune-alla-missione-in-africa-cosi-il-summit-brics-sfida-gli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quarto dell&#8217;economia mondiale</a>. &#8220;L&#8217;espansione è anche un nuovo punto d&#8217;inizio per la <strong>cooperazione Brics</strong>. Porterà nuovo vigore ai nostri meccanismi e rafforzerà ulteriormente la nostra forza per garantire la pace mondiale e lo sviluppo&#8221;. Gli fanno da eco le parole del primo ministro <strong>etiope</strong> Abiy Ahmed, che saluta con entusiasmo questo &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/etiopia-potenza-o-incompiuta.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">grandissimo momento&#8221; per il suo Paese</a>, il secondo più popoloso del continente africano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un cantiere stradale illegale e l&#8217;attacco ai caschi blu: l&#8217;iniziativa turca a Cipro attira le critiche delle Nazioni Unite</h2>



<p>Il ministro degli Esteri turco ha accusato le <strong>Nazioni Unite </strong>di aver abbandonato la propria posizione di <strong>neutralità </strong>a <a href="https://it.insideover.com/politica/cipro-il-primo-tassello-del-nuovo-mediterraneo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cipro</a> dopo che il Consiglio di sicurezza ha prima criticato e poi bloccato i lavori di costruzione di una strada da parte dei turchi ciprioti all&#8217;interno della zona-cuscinetto dell&#8217;isola presidiata dall&#8217;Onu. Nei giorni precedenti, turchi ciprioti inferociti avevano colpito a <strong>calci e pugni</strong> il gruppo di caschi blu che bloccava il cantiere della strada che avrebbe sconfinato nella zona dell&#8217;isola sotto controllo internazionale. La strada è stata disegnata per connettere le città di Arsos, nel nord dell&#8217;isola – <a href="https://it.insideover.com/politica/la-storia-infinita-di-cipro-e-le-nuove-mire-di-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconosciuto solo da Ankara</a> come <strong>Repubblica turca di Cipro</strong> – con il villaggio multietnico di Pyla, che si trova nella zona cuscinetto e confina con il sud greco dell&#8217;isola. In una dichiarazione, il Consiglio di sicurezza aveva descritto la costruzione della strada come una <strong>violazione dello status quo</strong> che va contro la risoluzione del Consiglio. Il ministro degli Esteri turco ha dichiarato che &#8220;sarà la Repubblica turca di Cipro a decidere se la costruzione della strada continuerà o meno&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Portogallo avvia un programma di addestramento per piloti ucraini di F-16</h2>



<p>L&#8217;annuncio arriva dal presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a> nel corso di una conferenza stampa con il presidente del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa. &#8220;Il Portogallo è un membro della nostra coalizione di carri armati e aviazione. Oggi, il governo di Lisbona ha confermato che è pronto a unirsi allo sforzo per <strong>addestrare i piloti</strong> e gli ingegneri ucraini <a href="https://it.insideover.com/difesa/caccia-f-16-a-kiev-inizia-il-training-dei-piloti-ucraini-ecco-dove-si-addestreranno.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a manovrare l&#8217;F-16</a>&#8221; ha affermato il capo di Stato. Zelensky ha inoltre discusso con la controparte portoghese la possibilità di espandere la <strong>cooperazione nell&#8217;ambito della difesa</strong>, riferendosi in particolare alla fornitura di mezzi di soccorso corazzati e equipaggiamento per lo <strong>sminamento</strong> dei territori ucraini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump rimpiazza il capo del suo team legale prima della resa di Atlanta</h2>



<p>L&#8217;ex presidente Donald Trump cambia avvocato nel suo caso sulle elezioni a poche ore dall&#8217;arrivo ad Atlanta, in Georgia, dove ha annunciato che <strong>si consegnerà alle autorità</strong> del carcere di Fulton County. Trump ha assoldato l&#8217;avvocato <strong>Steven Sadow</strong> per rimpiazzare Drew Findling, che finora l&#8217;ha rappresentato in tribunale nel tentativo di far rivedere ai <a href="https://it.insideover.com/politica/i-processi-contro-trump-e-i-due-stati-che-segneranno-il-suo-destino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">funzionari della Georgia</a> la sua <strong>sconfitta nelle elezioni</strong> del 2020 a favore dell&#8217;attuale presidente Joe Biden. &#8220;Il presidente Trump non avrebbe mai dovuto essere incriminato&#8221; ha affermato Sadow. &#8220;È <strong>innocente di tutte le accuse</strong> formulate contro di lui e aspettiamo con impazienza che il caso venga archiviato o, se necessario, che un giudice imparziale e di mentalità aperta lo confermi non colpevole. I casi giudiziari progettati per avanzare o servire le ambizioni e le carriere di oppositori politici del presidente non hanno spazio nel nostro sistema giuridico&#8221; ha concluso l&#8217;avvocato nella sua dichiarazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le fiamme degli incendi estivi arrivano ad Atene e l&#8217;Europa perde foreste essenziali</h2>



<p>Gli incendi in Grecia infuriano per il sesto giorno consecutivo, e finora sono costati la vita a <strong>20 persone</strong>. Nella sola giornata di ieri i pompieri greci hanno combattuto 99 incendi diversi, lottando contro forti venti e temperature che superano i 40 gradi. 18 delle vittime, inclusi due ragazzi di 10 e 15 anni, erano <strong>migranti </strong>che avevano oltrepassato il vicino confine con la Turchia. I loro corpi sono stati trovati dai pompieri nei pressi di una baracca in una foresta bruciata nel nord-est del Paese. Gli incendi nella <strong>periferia di Atene </strong>hanno avvolto la capitale nel fumo e reso necessarie <strong>evacuazioni</strong> in diversi quartieri della città. I roghi che hanno funestato l&#8217;Europa durante l&#8217;estate hanno eliminato aree boschive in grado di assorbire 2,3 milioni di tonnellate di <strong>anidride carbonica</strong> all&#8217;anno. I funzionari dell&#8217;Unione europea attribuiscono al cambiamento climatico la rinnovata frequenza e intensità degli incendi in Europa, e sottolineano che il 2022 aveva già segnato il secondo peggior anno per i danni da incendi registrati dopo il 2017. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/i-brics-raddoppiano-nuove-tensioni-con-i-turchi-di-cipro-gli-incendi-in-grecia-rubano-ossigeno-alleuropa-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">I Brics raddoppiano, nuove tensioni con i turchi di Cipro, gli incendi in Grecia rubano ossigeno all&#8217;Europa: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sventato attentato contro Israele: l&#8217;ultimo piano (fallito) dei pasdaran</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/sventato-attentato-contro-israele-lultimo-piano-fallito-dei-pasdaran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
		<category><![CDATA[Pasdaran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Mossad sventa una nuova azione ostile di Teheran a danno di Israele</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/sventato-attentato-contro-israele-lultimo-piano-fallito-dei-pasdaran.html">Sventato attentato contro Israele: l&#8217;ultimo piano (fallito) dei pasdaran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230719170421185_e5dea1f1465faf5f816489ab65322326-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Continua la guerra di ombre&nbsp;tra Israele e Iran in <strong>Medio Oriente</strong>. Secondo quanto reso noto&nbsp;dal Mossad, il servizio segreto israeliano, i suoi agenti avrebbero sventato a giugno un&nbsp;attentato organizzato da Teheran che prevedeva l’uccisione di cittadini dello Stato ebraico sull’isola di Cipro.&nbsp;</p>



<p>L’operazione resa pubblica dal <strong>Mossad </strong>e definita nel suo comunicato come una “missione coraggiosa” si è svolta in territorio iraniano ed ha portato all’arresto del capo della cellula Yousef Shahabazi Abbasalilu. In un video rilasciato dagli israeliani il sospettato parla in persiano e confessa di essere entrato nella Cipro del Nord sotto il controllo turco per poi attraversare il confine con il compito di uccidere almeno una persona, un uomo d’affari israeliano, nella parte sud dell’isola. Abbasalilu ammette inoltre di essere stato assoldato dai <strong>Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc) </strong>sostenendo di aver ricevuto da loro foto e indirizzo dell&#8217;obiettivo. Le indicazioni fornite dall’arrestato sarebbero state inoltrate alle autorità cipriote che avrebbero quindi arrestato la maggior parte degli appartenenti alla cellula dell’iraniano. “Arriveremo ad ogni individuo che pianifica attacchi terroristici contro gli israeliani ovunque nel mondo, Iran incluso” ha fatto sapere il Mossad dopo l’audace operazione. </p>



<p>L’iraniano, secondo la versione degli 007 israeliani, sarebbe stato interrogato dal Mossad “in remoto” mentre la cattura sarebbe avvenuta per mano di agenti stranieri sul posto in Iran. La pratica di reclutare elementi locali è stata adottata dall’intelligence di Gerusalemme almeno in un’altra occasione con risultati però non altrettanto positivi. L’anno scorso degli agenti malesi a Kuala Lumpur rapirono per conto delle spie d’Israele uno&nbsp;studente palestinese di ingegneria sospettato di essere un collaboratore di <strong>Hamas</strong> e del suo braccio armato, le Brigate Qassam. In quel caso le forze di polizia malesi&nbsp;riuscirono ad interrompere l’interrogatorio, ad arrestare gli operativi e a liberare il palestinese.&nbsp;</p>



<p>Non stupisce la località del Mediterraneo in cui il <strong>regime degli Ayatollah</strong> intendeva colpire questa volta. Infatti, secondo un report del Consiglio di sicurezza nazionale israeliano i paesi a rischio di attacchi di Teheran contro obiettivi ebraici sono gli Emirati Arabi Uniti, la Georgia, l’Azerbaijan, la Turchia, il Bahrain e, appunto, Cipro, una destinazione a un’ora di aereo da Tel Aviv. La parte settentrionale dell’isola greca, come dimostra il piano appena sventato, è un’area particolarmente a rischio infiltrazioni a causa del suo incerto status internazionale. Nessun Paese, a parte la Turchia, riconosce infatti Cipro nord, la parte occupata da Ankara nel 1974 a spese della Grecia e dove stazionano ancora più di 35mila soldati turchi. Secondo successive ricostruzioni dei fatti sulle quali aleggiano alcune incongruenze, come accade nelle vicende di spionaggio, le stesse autorità turco-cipriote avrebbero rivendicato un ruolo primario nell’identificare Abbasalilu e deportarlo in Iran. </p>



<p>Non è la prima volta che Gerusalemme e Nicosia collaborano per fermare attacchi terroristici. Nel 2021 è stato arrestato un uomo con doppio passaporto russo-azerbaijano con la missione, anche questa affidata dai <strong>Pasdaran</strong>, di uccidere uomini d’affari sull’isola. Un altro piano sventato ha visto la polizia greca smantellare una cellula terroristica composta da due pachistani assoldati da un operativo con base in Iran. L’obiettivo in questo caso era una sinagoga e un ristorante nel centro di Atene ma l’attentato prevedeva anche la presa di ostaggi. Altri cittadini pakistani sono stati ingaggiati nel 2022 da <strong>Teheran</strong> per compiere un attentato ad Istanbul contro turisti e diplomatici israeliani, incluso un ex ambasciatore e sua moglie. In quell’occasione l’intelligence turca in concerto con quella israeliana era stata in grado di fermare dieci individui pronti ad agire camuffati da studenti e viaggiatori. A seguito del fiasco di Istanbul, il capo dell’intelligence dell’Irgc dal 2009, Hossein Taeb, è stato licenziato. </p>



<p>La serie di complotti, almeno quelli resi pubblici, mostra che l’<strong>ostilità iraniana</strong> nei confronti di Israele non accenna a diminuire. Secondo diversi analisti, la decisione da parte del Mossad di dare massima pubblicità all’ultima operazione cipriota sarebbe una risposta alle notizie sui colloqui indiretti tra Stati Uniti ed Iran sul <strong>programma nucleare</strong> degli Ayatollah. Oggetto degli accordi informali mediati dall’Oman e non soggetti alla ratifica del Congresso, dovrebbe essere la liberazione di tre cittadini americani detenuti in Iran con l’accusa di spionaggio in cambio della sospensione dell’arricchimento dell’uranio e dello sblocco di fondi iraniani congelati all’estero a causa delle sanzioni Usa. <a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-66022087" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un’altra chiave di lettura</a> della pubblicità data al tentato attentato cipriota la fornisce il giornalista Yaakov Katz secondo cui l’interesse degli israeliani sarebbe quello di lanciare un duplice messaggio. Il primo è diretto alla comunità internazionale che pensa che Teheran sia impegnata “solo” con il suo programma nucleare e non anche a progettare omicidi su suolo europeo. Il secondo invece punta dritto al regime iraniano e a ricordare le superiori capacità dei servizi di intelligence del paese fondato da Ben Gurion. Sperando che questo effetto di deterrenza possa bastare per tenere a bada il nemico giurato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/sventato-attentato-contro-israele-lultimo-piano-fallito-dei-pasdaran.html">Sventato attentato contro Israele: l&#8217;ultimo piano (fallito) dei pasdaran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cipro, il primo tassello del &#8220;nuovo&#8221; Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cipro-il-primo-tassello-del-nuovo-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2023 14:28:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cipro Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZIu7er80GHPb837Yly_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro, Nikos Christodoulides nuovo presidente" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZIu7er80GHPb837Yly_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZIu7er80GHPb837Yly_ANSA-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZIu7er80GHPb837Yly_ANSA-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZIu7er80GHPb837Yly_ANSA-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZIu7er80GHPb837Yly_ANSA-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/AYZIu7er80GHPb837Yly_ANSA-2048x1319.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cipro ha un nuovo presidente. L&#8217;ex ministro degli Esteri, Nikos Christodoulides, ha sconfitto un altro diplomatico, Andreas Mavroyiannis, diventando così il capo dello Stato dell&#8217;isola divisa. Per Nicosia non si tratta di una sorpresa né di una rivoluzione. L&#8217;ex ministro si era infatti candidato come indipendente, strappando con il partito conservatore del presidente uscente Nikos &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cipro-il-primo-tassello-del-nuovo-mediterraneo.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Cipro </strong>ha un nuovo presidente. L&#8217;ex ministro degli Esteri, <strong>Nikos Christodoulides</strong>, ha sconfitto un altro diplomatico, Andreas Mavroyiannis, diventando così il capo dello Stato dell&#8217;isola divisa. Per Nicosia non si tratta di una sorpresa né di una rivoluzione. L&#8217;ex ministro si era infatti candidato come indipendente, strappando con il partito conservatore del presidente uscente Nikos Anastasiades ma non con l&#8217;impostazione politica. Anche se Christodoulides è uscito dal partito, accusato talvolta di opportunismo e tradimento, non ha mai rinnegato la sua linea moderata seguita nel governo precedente, e potrebbe quindi rappresentare un cambiamento molto soft rispetto all&#8217;altro esecutivo, se non, paradossalmente, la continuità.</p>



<p>Per Cipro si tratta in ogni caso di un passaggio importante. Il nuovo presidente dell&#8217;isola ha al momento diversi dossier sul tavolo e si dovrà confrontare con quello che è il problema principale: la divisione tra nord e sud. Secondo molti osservatori, Christodoulides dovrebbe optare per la cosiddetta <strong>&#8220;linea dura&#8221;</strong>. I negoziati per il momento sembrano paralizzati, e i partiti che hanno sostenuto il nuovo presidente appartengono all&#8217;ala più oltranzista sulla questione della divisione dell&#8217;isola. E il nuovo capo di Stato, di fronte a una situazione complessa come quella del Mediterraneo orientale e dei rapporti tra Grecia e Turchia, non sembra intenzionato a compiere fughe in avanti. Anche perché a nord, l&#8217;attuale leader turco-cipriota <strong>Ersin Tatar </strong>ha già fatto intendere che l&#8217;unica soluzione all&#8217;impasse è quella dei <strong>due Stati</strong>, uno greco-cipriota, l&#8217;altro turco a nord.</p>



<p>Nelle prime ore dopo l&#8217;elezione sono arrivati segnali distensivi: <a href="https://www.ekathimerini.com/news/1204608/cyprus-president-elect-ready-to-meet-turk-cypriot-leader/">Tatar ha telefonato all'&#8221;omologo&#8221; greco-cipriota</a> per congratularsi, mentre Christodoulides ha detto di essere pronto a incontrare il suo dirimpettaio il prima possibile. L&#8217;idea è quella di far riprendere i negoziati, quantomeno a livello formale. Ma le condizioni di partenza non appaiono delle migliori.</p>



<p>D&#8217;altro canto, Cipro è solo il primo dei tre tasselli elettorali del Mediterraneo orientale e rappresenta uno dei vertici di una curiosa triangolazione che unisce <strong>Grecia</strong>, Turchia e appunto l&#8217;isola. Quest&#8217;anno infatti, insieme a Nicosia sarà una data fondamentale anche per Atene e Ankara, impegnate nelle elezioni generali. Rivali sull&#8217;<strong>Egeo</strong> e su vari fronti del Mediterraneo, Grecia e Turchia giocano la loro partita anche sul suolo cipriota, rappresentando ognuna i propri interessi ma anche quelli di una delle due parti dell&#8217;isola. Inevitabilmente, il dialogo tra Cipro sud e Cipro nord così come il grande nodo dei giacimenti di gas intorno all&#8217;isola rappresentano dei dossier centrali per le agende di tutti e tre gli Stati. Ed è abbastanza chiaro che le elezioni in Grecia e <strong>Turchia </strong>saranno incise e incideranno proprio su questi temi che accendono tanto l&#8217;opinione pubblica ellenica quanto quella anatolica.</p>



<p>Il 2023 potrebbe quindi trasformarsi in un curioso momento di svolta (e quindi anche di tensione) per il quadrante del Mediterraneo orientale, soprattutto se dovesse riaccendersi la narrativa più nazionalista di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>. Cipro, se si mettono insieme l&#8217;elezione del nuovo presidente insieme a quella meno nota ma non meno indicativa del nuovo arcivescovo, sembra avere blindato la svolta europea e atlantica. <a href="https://www.ekathimerini.com/multimedia/podcasts/1203753/time-for-the-us-to-put-more-energy-into-solving-the-cyprus-problem/">E non a caso anche dai media greci</a> sono arrivati commenti sul fatto che Washington dovrebbe interessarsi di più a una soluzione della questione dell&#8217;isola, ormai apparentemente irrisolvibile. Inoltre, Christodoulides, in continuità con Anastasiades, vuole blindare i rapporti con Grecia e <strong>Israele</strong>, riconfermando quell&#8217;asse del Levante anche in chiave energetica (quantomeno elettrica).</p>



<p>Le tappe delle <a href="https://www.politico.eu/article/greece-election-2023-parliament-kyriakos-mitsotakis/">elezioni in Grecia</a> e della Turchia saranno dunque ancora più importanti, dal momento che esse rappresentano fattori fondamentali dell&#8217;assetto strategico della regione. Il centenario della Repubblica turca fa sì che Erdogan voglia giocarsi ogni carta per ottenere la conferma come leader del Paese. Ma anche in Grecia queste elezioni saranno fondamentali, soprattutto per i tanti punti interrogativi che riguardano l&#8217;economia, le partite interne e internazionali e, chiaramente, l&#8217;eterna sfida con Ankara. Rimane il punto interrogativo del <strong>governo israeliano</strong>, che al momento appare più che sotto pressione. E Cipro, in tutto questo, è un palcoscenico fondamentale, crocevia di interessi che uniscono a un anniversario di peso: nel 2024 saranno 50 anni dall&#8217;intervento militare turco che ha sancito la divisione dell&#8217;isola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cipro-il-primo-tassello-del-nuovo-mediterraneo.html">Cipro, il primo tassello del &#8220;nuovo&#8221; Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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