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Società

Brasile criminale

“Scusi dove pensa di andare a piedi?”. Questa è la domanda che il solerte e gentilissimo portiere del Gloria, storico hotel nella “barra do Flamengo”, Rio de Janeiro, era solito fare a tutti i turisti che, ignari, desideravano sgranchirsi le gambe sul lungomare carioca. Sulle orme di Albert Einstein che al Gloria dormiva ogni volta che veniva a Rio, in quell’hotel 5 stelle - ormai chiuso dal 2010 per il blocco dei lavori di ristrutturazione dovuti al fallimento dell’ex miliardario/proprietario Eike Batista - anche chi scrive vi ha soggiornato nel 2007 e, naturalmente, si è sentito rivolgere la stessa domanda alle dieci del mattino. Subito un attimo di rabbia e il pensiero “ma che vuole questo”, poi la spiegazione civilissima del portiere: “Per la sua sicurezza è meglio che ovunque voglia andare le chiami uno dei nostri taxi, vuole una limousine?” L’episodio, in sé poco rilevante, è in realtà la punta di un iceberg dietro il quale si cela il dramma della violenza, urbana ma non solo, in Brasile sia per chi ci vive ma ancora di più per chi ci viene a passare le vacanze o semplicemente un breve periodo.

Società

Scioperi della polizia: il Brasile sprofonda nel caos

Da sabato 4 febbraio, quando i poliziotti della regione dell'Espirito Santo hanno incrociato le braccia “a tempo indeterminato” per rivendicare aumenti salariali, la capitale Vitoria – solitamente tranquilla, almeno a guardare le statistiche dei morti ammazzati che fanno del Brasile uno dei paesi più violenti al mondo – si è trasformata in un inferno. Oltre 270 gli esercizi pubblici saccheggiati, 75 i morti ufficiali in appena quattro giorni, cadaveri adagiati sui marciapiedi di fronte alle morgue, strapiene, una violenza da Far-West che dallo scorso fine settimana ha invaso le strade di questa parte del paese del samba tra le regioni di San Paolo e Rio de Janeiro dove, come se non bastasse, dopodomani i poliziotti carioca potrebbero anche loro cominciare uno sciopero a tempo indeterminato.

Economia e Finanza

Brasile in crisi ma Soros ci fa i miliardi

Nello shopping Cidade Jardim, il tempio del lusso a San Paolo, lo spettacolo è desolante. Vetrine all'ultima moda fanno da contrappunto a corridoi vuoti. Chi ci viene al massimo fa un giro, poi torna a casa. Anche per il ceto medio-alto, infatti, la crisi brasiliana si fa sentire, in modo pesante. E se proprio si volesse una conferma basta farsi un giro in uno dei supermercati a prezzi più popolari “Extra” che vendono ancora ma che sono stati costretti a inventarsi dei giorni di super-offerte per invogliare la popolazione a comprare. “Nonostante ciò è tutto molto caro - spiega la signora Neusa mentre spinge il suo carrello - e con questa crisi che stiamo passando dobbiamo cercare i prezzi più bassi quando facciamo la spesa”.

Religioni

Deus è amor

Quando arrivai in Brasile, anni fa, un amico di Rio mi disse: "Le nuove Chiese pentecostali evangelichesono state create per controllare la popolazione, i loro comportamenti, le abitudini e, soprattutto, il voto. I poteri che le hanno concepite e che le gestiscono non sono interni al Paese e la posta in gioco è alta: il petrolio e, più in generale, il ruolo geopolitico dell'America Latina".Il mio amico aveva ragione (almeno in parte). Dopo dieci anni vissuti in Brasile, durante i quali mi sono infiltrato "clandestinamente" in molte chiese evangeliche, penso però che il fenomeno sia più complesso. Esistono infatti due realtà – quella pastorale e quella politica – estremamente connesse tra loro.Per capirlo, però, bisogna fare un tuffo nel passato. Con l'affermazione delle colonie portoghesi, viene distrutto il tessuto religioso e spirituale tradizionale delle popolazioni locali brasiliane e degli uomini che, trasformati in schiavi, vengono portati a forza dall'Africa al Sud America. Nasce così una società fortemente classista e razzista in cui una buona parte della popolazione viene – ancora oggi – emarginata. Video di Christian Franz Tragni

I colori del carnevale di Rio

Ogni anno il Brasile si colora con le maschere del Carnevale. Un evento che ha radici molto profonde e che tocca le radici più profonde della società

Religioni

Le sette evangeliche in Brasile

In due decenni, le Chiese evangeliche hanno convinto quasi un quarto della popolazione a convertirsi. La carenza di strutture mediche e sociali fa sì che i brasiliani si rivolgano altrove, in cerca di cure, di soluzioni facili e, forse, anche di qualche magia o miracolo.

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