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	<title>Arabia Saudita Archives - InsideOver</title>
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	<title>Arabia Saudita Archives - InsideOver</title>
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		<title>Aramco punta sulle Filippine: un altro tassello nella strategia saudita per dominare l’Asia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 08:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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<p>Il 21 febbraio 2025, Saudi Aramco, il colosso petrolifero saudita che da decenni detta legge nei mercati energetici globali, ha annunciato un accordo per acquisire il 25% di Unioil Petroleum Philippines, una delle principali compagnie petrolifere delle Filippine. Non è una notizia che fa tremare i palazzi di Riad o scatena titoli a caratteri cubitali, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/aramco-punta-sulle-filippine-un-altro-tassello-nella-strategia-saudita-per-dominare-lasia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250222172618321_2ec17a2387cf1b1068b99ff4084a3806-e1740241619328.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250222172618321_2ec17a2387cf1b1068b99ff4084a3806-e1740241619328.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250222172618321_2ec17a2387cf1b1068b99ff4084a3806-e1740241619328-600x290.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250222172618321_2ec17a2387cf1b1068b99ff4084a3806-e1740241619328-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250222172618321_2ec17a2387cf1b1068b99ff4084a3806-e1740241619328-1024x495.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250222172618321_2ec17a2387cf1b1068b99ff4084a3806-e1740241619328-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250222172618321_2ec17a2387cf1b1068b99ff4084a3806-e1740241619328-1536x742.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 21 febbraio 2025, Saudi Aramco, il colosso petrolifero saudita che da decenni detta legge nei mercati energetici globali, ha annunciato un accordo per acquisire il 25% di Unioil Petroleum Philippines, una delle principali compagnie petrolifere delle Filippine. Non è una notizia che fa tremare i <strong>palazzi di Riad</strong> o scatena titoli a caratteri cubitali, ma sotto la superficie racconta una storia molto più grande: la lenta, inesorabile espansione di Aramco nel settore downstream asiatico, un’operazione che unisce ambizione economica a un gioco geopolitico di lungo respiro. Ma perché proprio le Filippine? E cosa significa questo per il futuro dell’energia nel Sud-est asiatico?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ragioni dell’acquisto: un mercato in crescita e uno sbocco sicuro</h2>



<p>Le <strong>Filippine</strong> non sono il primo paese che viene in mente quando si pensa ai giganti del petrolio, ma i numeri parlano chiaro. Con una popolazione di oltre 115 milioni di abitanti, un’economia in crescita costante (il PIL è aumentato in media del 6% annuo negli ultimi dieci anni, salvo la battuta d’arresto pandemica) e una domanda di carburanti in rapido aumento—spinta da urbanizzazione, trasporti e industrializzazione—il paese rappresenta un’opportunità d’oro per chi vuole piazzare benzina, diesel e kerosene sul mercato. Unioil, con i suoi 165 distributori e quattro terminali di stoccaggio sparsi nell’arcipelago, è un partner perfetto: una rete già pronta, capillare, capace di assorbire i prodotti raffinati di Aramco e trasformarli in profitti tangibili.</p>



<p>Per i sauditi, questo è più di un semplice affare commerciale: è una questione di sopravvivenza strategica. In un mondo dove le rinnovabili guadagnano terreno e il petrolio deve giustificare il suo ruolo, <strong>Aramco</strong> sta diversificando i suoi mercati di riferimento. L’Asia, con la sua fame insaziabile di energia, è il teatro ideale. Acquistare una quota di Unioil significa garantirsi uno sbocco sicuro per il greggio saudita, riducendo la dipendenza da mercati occidentali sempre più incerti e da un Medio Oriente perennemente instabile. Come ha detto Yasser Mufti, vicepresidente esecutivo di Aramco per Prodotti e Clienti, si tratta di “catturare valore in economie dinamiche”. Tradotto: assicurarsi clienti fedeli mentre il mondo cambia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’espansione downstream che guarda lontano</h2>



<p>Questo accordo non è un caso isolato, ma parte di una strategia più ampia. Negli ultimi anni, Aramco ha messo un piede nel settore downstream—la distribuzione e vendita al dettaglio—con mosse calcolate in diversi continenti. Nel 2023 ha comprato il 40% di Gas &amp; Oil Pakistan Ltd, entrando nel mercato pakistano; nello stesso anno ha siglato accordi in Cina per raffinerie e petrolchimica, assicurandosi l’esportazione di 690.000 barili al giorno di greggio verso Pechino. Ha persino rilevato asset in Cile. Ora, le Filippine: un altro tassello nel puzzle globale di Aramco, che punta a trasformare il suo petrolio in prodotti finiti—benzina, lubrificanti, kerosene—da vendere direttamente ai consumatori, bypassando intermediari e massimizzando i margini.</p>



<p>Il focus sull’Asia non è casuale. La regione rappresenta oltre il 60% della domanda globale di petrolio, e le proiezioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia indicano che questa tendenza continuerà per almeno un altro decennio. Le <strong>Filippine</strong>, in particolare, sono un mercato in ascesa, meno saturo rispetto a giganti come Cina o India, ma con un potenziale enorme. Aramco, che già possiede il marchio Valvoline (acquistato nel 2022 per 2,65 miliardi di dollari), potrebbe presto vedere i suoi loghi campeggiare sui distributori Unioil, sfidando colossi locali come Petron e Shell. È una guerra silenziosa, combattuta a colpi di branding e prezzi competitivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dimensione geopolitica: un gioco tra Cina e Stati Uniti</h2>



<p>C’è poi un aspetto che va oltre i bilanci aziendali: la geopolitica. Le Filippine non sono solo un mercato, ma un crocevia strategico nel Sud-est asiatico. Strette tra l’influenza crescente della Cina—con cui condividono dispute territoriali nel<strong> Mar Cinese Meridionale</strong>—e la storica alleanza con gli Stati Uniti, le Filippine sono un terreno di confronto tra potenze. Aramco, legandosi a Unioil, non si limita a vendere petrolio: si posiziona in un’area sensibile, bilanciando i suoi rapporti con Pechino (dove ha investito pesantemente) e un paese filo-occidentale come Manila.</p>



<p>Per l’<strong>Arabia Saudita</strong>, questo è un modo per diversificare le sue alleanze. Con gli Stati Uniti che sotto Trump potrebbero tornare a una politica più isolazionista o comunque meno prevedibile, e con la Cina che domina sempre più l’economia asiatica, Riad vuole tenere un piede in entrambi i mondi. Se le tensioni nel Mar Cinese Meridionale dovessero esplodere, o se Washington e Pechino alzassero ulteriormente i toni sul commercio, Aramco avrebbe comunque un canale aperto nelle Filippine, un mercato relativamente neutrale ma cruciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari futuri: opportunità e rischi</h2>



<p>Cosa può succedere ora? Nel breve termine, l’accordo—che attende ancora il via libera delle autorità regolatorie filippine—potrebbe intensificare la competizione nel mercato locale. Unioil, con il supporto di Aramco, potrebbe spingere su prezzi aggressivi o campagne di marketing per rubare quote a Petron e Shell, a tutto vantaggio dei consumatori filippini. Sul piano internazionale, rafforza la presa saudita sull’Asia, dando a Riad maggior peso nei negoziati OPEC e nelle discussioni sull’energia globale.</p>



<p>Ma i rischi non mancano. Una transizione più rapida verso le rinnovabili—spinta da politiche climatiche o innovazione tecnologica—potrebbe ridurre la domanda di carburanti fossili, rendendo meno redditizi investimenti come questo. Inoltre, la Cina potrebbe non gradire la presenza saudita in un’area che considera parte della sua sfera d’influenza, reagendo con pressioni economiche o diplomatiche. E poi c’è l’incognita politica interna: le Filippine, con un governo spesso imprevedibile, potrebbero complicare la vita a Unioil e al suo nuovo socio saudita.<br><br>L’acquisto del 25% di Unioil da parte di <strong>Aramco</strong> è un’operazione che guarda al presente—un mercato in crescita, una rete da sfruttare—ma soprattutto al futuro. È la mossa di chi sa che il petrolio non sarà re per sempre e cerca di costruirsi un impero downstream prima che il vento cambi. Per le Filippine, è un’opportunità economica con un retrogusto strategico; per l’Arabia Saudita, un altro passo verso la trasformazione da semplice produttore di greggio a potenza globale integrata. Resta da vedere se il gioco pagherà: in un mondo in bilico tra fossile e rinnovabile, ogni scommessa è un azzardo. Ma Aramco, per ora, sembra avere le carte giuste in mano.</p>
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		<title>Via i palestinesi dalla Striscia, Gaza un resort&#8230; Così Trump fa saltare i nervi all&#8217;Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/via-i-palestinesi-dalla-striscia-gaza-un-resort-cosi-trump-fa-saltare-i-nervi-allarabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 18:04:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-1536x1023.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Normalizzazione a rischio – Le relazioni tra Arabia Saudita e Israele, avviate con gli Accordi di Abramo, sono ora in crisi a causa della guerra a Gaza e delle dichiarazioni di Trump.</p>
<p>La proposta di Trump – L'ex presidente USA vuole prendere il controllo di Gaza, reinsediare altrove i palestinesi e trasformare l'area in una “Riviera del Medio Oriente”, suscitando indignazione globale.</p>
<p>La reazione saudita – Riyad ha respinto fermamente il piano di Trump e ribadito che non ci sarà normalizzazione con Israele senza la creazione di uno Stato palestinese.</p>
<p>Tensione nel mondo arabo – La proposta di sfollamento è vista come una minaccia alla stabilità regionale; la Lega Araba ha avvertito che potrebbe espandere il conflitto e minare la pace.</p>
<p>Israele prende posizione – Il ministro della Difesa israeliano ha incaricato l’IDF di elaborare un piano per la "partenza volontaria" dei palestinesi, allineandosi alle idee di Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/via-i-palestinesi-dalla-striscia-gaza-un-resort-cosi-trump-fa-saltare-i-nervi-allarabia-saudita.html">Via i palestinesi dalla Striscia, Gaza un resort&#8230; Così Trump fa saltare i nervi all&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120421796_cecf1fdc135d6d44b6dcabd654095d69-1536x1023.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le relazioni tra <strong>Arabia Saudita</strong> e <strong>Israele</strong>, che sembravano avviate verso una normalizzazione grazie agli <strong>Accordi di Abramo</strong> del 2020, stanno affrontando una fase critica a causa della guerra a Gaza e delle <a href="https://it.insideover.com/guerra/via-i-palestinesi-da-gaza-lidea-folle-di-trump-che-piace-all80-degli-israeliani.html">recenti dichiarazioni di Donald Trump sui palestinesi</a>. Durante un incontro alla Casa Bianca con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Trump ha infatti ribadito l&#8217;intenzione degli Usa di prendere il controllo della Striscia di Gaza. L&#8217;obiettivo sarebbe quello di organizzare il reinsediamento della popolazione palestinese altrove, rimuovere le macerie e trasformare l&#8217;area in <a href="https://it.insideover.com/politica/una-montecarlo-al-posto-dei-palestinesi-il-piano-di-trump-e-bibi-per-gaza.html">una &#8220;Riviera del Medio Oriente&#8221;</a>, promettendo prosperità economica per la regione. L&#8217;idea, che mira a riqualificare Gaza in un&#8217;ottica immobiliare e turistica, ha suscitato grande indignazione nel mondo, e rischia di complicare ulteriormente le già delicate relazioni diplomatiche nella regione. Soprattutto, è un progetto che rischia di minare il processo di riconoscimento reciproco tra Israele e Arabia Saudita come previsto dagli Accordi di Abramo voluti proprio da Donald Trump.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto prima del 7 ottobre</h2>



<p>Prima dello scoppio della guerra a Gaza il 7 ottobre 2023, l&#8217;Arabia Saudita e Israele erano impegnate in trattative mediate dagli Stati Uniti per <strong>normalizzare le relazioni</strong>. Il regno saudita, pur non avendo mai formalmente riconosciuto Israele dalla sua fondazione nel 1948, aveva mostrato un&#8217;apertura senza precedenti. Il principe ereditario <strong>Mohammed bin Salman</strong> aveva dichiarato a fine settembre 2023 che i due Paesi <a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-67922238">si stavano avvicinando a un accordo</a>, sottolineando però l&#8217;importanza di migliorare le condizioni di vita dei palestinesi. Tuttavia, non aveva esplicitamente legato la normalizzazione alla creazione di uno Stato palestinese, lasciando spazio alle più varie interpretazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="795" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120505445_3e5229d384151eba05000f8af18fcc23-1024x795.jpg" alt="" class="wp-image-455657" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120505445_3e5229d384151eba05000f8af18fcc23-1024x795.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120505445_3e5229d384151eba05000f8af18fcc23-600x466.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120505445_3e5229d384151eba05000f8af18fcc23-300x233.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120505445_3e5229d384151eba05000f8af18fcc23-768x596.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120505445_3e5229d384151eba05000f8af18fcc23-1536x1193.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250208120505445_3e5229d384151eba05000f8af18fcc23.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto della guerra a Gaza</h2>



<p>La guerra a Gaza ha rappresentato uno spartiacque. L&#8217;Arabia Saudita ha <strong>sospeso le trattative e assunto una posizione più dura</strong>, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo con Israele non può avvenire a spese del popolo palestinese. L&#8217;ambasciatore saudita nel Regno Unito, il principe <strong>Khalid bin Bandar</strong>, ha ribadito nei mesi scorsi che la normalizzazione era ancora un obiettivo, ma deve includere la creazione di uno Stato palestinese. Ha anche criticato la comunità internazionale per non aver fatto abbastanza per fermare il conflitto, definendo la situazione a Gaza un &#8220;fallimento dell&#8217;umanità&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ripercussioni delle dichiarazioni del tycoon</h2>



<p>Le recenti dichiarazioni di <strong>Donald Trump</strong>, che ha proposto di &#8220;riqualificare&#8221; Gaza e di cacciare i palestinesi dal loro territorio, di fatto &#8220;normalizzando&#8221; la pulizia etnica, hanno ulteriormente complicato il quadro. Questa proposta ha scatenato una forte reazione negativa nel mondo arabo e ha reso più difficile per l&#8217;Arabia Saudita considerare la normalizzazione con Israele. Riyad ha reagito con rapidità, respingendo pubblicamente il piano di Trump e ribadendo il suo rifiuto di qualsiasi tentativo di sfollare i palestinesi. Inoltre, i sauditi hanno contestato le affermazioni del primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong> secondo cui la normalizzazione è inevitabile, insistendo che non ci saranno relazioni senza uno Stato palestinese.</p>



<p>Per l&#8217;Arabia Saudita, la normalizzazione con Israele rappresenta un&#8217;opportunità strategica per rafforzare la sua posizione nel Medio Oriente e contrastare l&#8217;influenza dell&#8217;Iran. Tuttavia, il regno deve bilanciare questa opportunità con la necessità di <strong>mantenere la legittimità nel mondo arabo e islamico</strong>, dove la causa palestinese rimane un tema centrale, a maggior ragione dopo lo scoppio della guerra a Gaza. Il piano di Trump, se perseguito, rischia di destabilizzare ulteriormente la regione, minacciando paesi chiave come Giordania ed Egitto, che sono essenziali per la sicurezza saudita. Inoltre, potrebbe alimentare sentimenti anti-americani in Arabia Saudita, complicando i rapporti con Washington, il principale garante della sicurezza del regno.</p>



<p>La stampa saudita ha reagito molto negativamente alla proposta del presidente Usa. Il giornale saudita <em>Al-Watan</em> <a href="https://www.middleeasteye.net/news/saudi-press-slams-trump-bid-take-over-gaza">ha riportato in prima pagina</a>, questa settimana: <strong>&#8220;Lo Stato palestinese non è oggetto di negoziazione o concessioni&#8221;</strong>, citando il ministero degli Esteri. <em>Al-Sabaq</em> ha pubblicato un&#8217;appassionata lettera aperta, sottolineando che il regno e i suoi cittadini vedrebbero il mancato supporto alla Palestina come un tradimento storico. <em>Al-Bilad</em> ha evidenziato il rifiuto saudita di qualsiasi forma di espulsione o annessione territoriale, in linea con le posizioni di Autorità Palestinese, Egitto e Giordania. Sebbene il ministero degli Esteri saudita abbia evitato di citare direttamente <strong>Donald Trump</strong>, alcuni media nazionali, come <em>Okaz</em>, hanno attaccato apertamente il presidente degli Stati Uniti per la sua politica sulla questione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Rischio destabilizzazione&#8221;</h2>



<p>Le dichiarazioni di Trump &#8220;destabilizzeranno ulteriormente la regione e alimenteranno sentimenti anti-americani, in particolare in Arabia Saudita&#8221;, spiega&nbsp;<strong>Anna Jacobs</strong>&nbsp;dell&#8217;International Crisis Group, <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2025/02/trumps-gaza-plan-derails-saudi-israel-ties-analysts">citata da <em>Al-Monitor</em></a>. &#8220;Sta rendendo più difficile, non più facile, la normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele&#8221;.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Saudi Arabia rejects Trump&#39;s plan to deport Palestinians from Gaza. <br><br>Saudi Arabia says it will not establish relations with Israel without the creation of a Palestinian state. <a href="https://t.co/5635rsLPry">pic.twitter.com/5635rsLPry</a></p>&mdash; Current Report (@Currentreport1) <a href="https://twitter.com/Currentreport1/status/1886980979782230225?ref_src=twsrc%5Etfw">February 5, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>Andreas Krieg</strong>&nbsp;del King&#8217;s College London ha sottolineato che l&#8217;Arabia Saudita non accetterà passivamente la normalizzazione se imposta da Washington. Prima della guerra a Gaza, i sauditi stavano negoziando garanzie di sicurezza e aiuti per un programma nucleare civile in cambio di relazioni con Israele. &#8220;Non sono uno stato vassallo degli Stati Uniti e quindi <strong>non accetteranno semplicemente un diktat di Trump</strong>&#8220;, ha detto Krieg. &#8220;Credo che manterranno ferme le loro posizioni, disposti a negoziare su alcuni punti, ma i principi fondamentali rimarranno invariati. Nessuno in Arabia Saudita ha interesse a svendere la statualità palestinese. Questa è l&#8217;ultima e più importante carta negoziale che i sauditi hanno in termini di autorità e legittimità nel mondo arabo e musulmano&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa di Israele dopo le parole del tycoon</h2>



<p>Tel Aviv ha preso sul serio le parole del tycoon. Il ministro della Difesa israeliano&nbsp;<strong>Israel Katz</strong>&nbsp;ha ordinato all&#8217;esercito di preparare un piano per la &#8220;partenza volontaria&#8221; dei palestinesi da Gaza, in linea con le proposte di Donald Trump per l&#8217;enclave. In un post su X, Katz ha dichiarato: &#8220;Ho incaricato l&#8217;IDF di preparare un piano che consenta a qualsiasi residente di Gaza che desidera partire di farlo, verso qualsiasi paese disposto ad accoglierli&#8221;. Secondo&nbsp;<em>The Times of Israel</em>, Katz ha tenuto una riunione con i vertici militari per valutare come attuare questa idea, che <strong>include opzioni di uscita via terra, mare e aria</strong>.</p>



<p>Lo stesso presidente Donald Trump ha continuato a promuovere la sua idea di un <strong>controllo statunitense su Gaza</strong>, affermando che Israele cederà il territorio agli Stati Uniti &#8220;al termine dei combattimenti&#8221;. In un post su Truth Social, Trump ha scritto: &#8220;La Striscia di Gaza sarà consegnata agli Stati Uniti da Israele alla fine dei combattimenti&#8221;, sottolineando che l&#8217;occupazione <strong>non richiederebbe l&#8217;impiego di truppe statunitensi</strong>.</p>



<p>La sua proposta, tuttavia, rimane molto impopolare in tutto il mondo arabo e difficilmente realizzabile. <a href="https://www.msnbc.com/opinion/msnbc-opinion/trump-repeated-baffling-claim-gaza-visit-netanyahu-rcna190680">Secondo Daniel DePetris</a>, Egitto e Giordania rifiutano di diventare “gli esecutori di Trump” perché la sua proposta di trasferire i palestinesi da Gaza è &#8220;straordinariamente impopolare nel mondo arabo&#8221;. Sebbene vi siano molte divergenze tra i Paesi mediorientali, tutti concordano nel rifiutare lo sfollamento forzato di oltre 2 milioni di palestinesi e l’annessione israeliana della Striscia, “una fantasia&#8221; sostenuta da ultranazionalisti come <strong>Bezalel Smotrich</strong>. La Lega Araba ha ribadito questa posizione, affermando che tali piani &#8220;minacciano la stabilità della regione, rischiano di espandere il conflitto e minano le prospettive di pace e convivenza tra i popoli&#8221;. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/via-i-palestinesi-dalla-striscia-gaza-un-resort-cosi-trump-fa-saltare-i-nervi-allarabia-saudita.html">Via i palestinesi dalla Striscia, Gaza un resort&#8230; Così Trump fa saltare i nervi all&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Arabia Saudita si prepara alla guerra elettronica&#8230; Made in England</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/larabia-saudita-si-prepara-alla-guerra-elettronica-made-in-england.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 14:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="982" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241106225416622_7a79d6b7625d7de7eefe29704301db2d-e1732542203322.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Arabia Saudita" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241106225416622_7a79d6b7625d7de7eefe29704301db2d-e1732542203322.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241106225416622_7a79d6b7625d7de7eefe29704301db2d-e1732542203322-600x307.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241106225416622_7a79d6b7625d7de7eefe29704301db2d-e1732542203322-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241106225416622_7a79d6b7625d7de7eefe29704301db2d-e1732542203322-1024x524.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241106225416622_7a79d6b7625d7de7eefe29704301db2d-e1732542203322-768x393.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241106225416622_7a79d6b7625d7de7eefe29704301db2d-e1732542203322-1536x786.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I dirigenti sauditi contano sulla collaborazione della Gran Bretagna per costruirsi una capacità una capacità di difesa superiore.</p>
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<p><em>Advanced Electronics Company</em> (AEC), una sussidiaria delle <em>Saudi Arabian Military Industries</em> (SAMI), sta rafforzando le sue collaborazioni internazionali nel settore della difesa, concentrandosi in particolare sui <strong>sistemi di guerra elettronica</strong> (EW). Tra i partner internazionali con cui è in corso una cooperazione, il ministero della Difesa britannico ha assunto un ruolo di rilievo. La recente visita a Riyadh di <strong>Oliver Harry</strong>, direttore delle esportazioni della difesa e della sicurezza britannica, ha segnato un passo importante per definire le linee strategiche della collaborazione bilaterale. Durante l&#8217;incontro con il CEO di SAMI-AEC, <strong>Ziad Al-Musallam</strong>, si sono discussi temi rilevanti legati allo sviluppo congiunto di tecnologie avanzate di guerra elettronica. Tra le questioni affrontate, l&#8217;assistenza tecnologica e i futuri progetti per migliorare le capacità difensive saudite hanno rappresentato i punti centrali del dialogo. </p>



<p>Questa cooperazione riflette le crescenti ambizioni dell&#8217;Arabia Saudita di consolidare la propria posizione come hub regionale per la produzione e l&#8217;innovazione militare, mirando a integrare competenze avanzate per ridurre la dipendenza dalle importazioni esterne e incrementare l&#8217;autosufficienza tecnologica. La Gran Bretagna, dal canto suo, riconosce il ruolo strategico di SAMI-AEC nel promuovere <strong>partenariati che rafforzino le sinergie nel settore della difesa</strong>, e l&#8217;attenzione del MoD evidenzia l&#8217;impegno del Regno Unito a sostenere progetti chiave che spaziano dalla produzione locale di componenti militari alla formazione specializzata. Le aspettative del ministero della Difesa saudita includono non solo il trasferimento di tecnologia ma anche la creazione di <strong>programmi di addestramento per il personale locale</strong> e lo sviluppo di infrastrutture che supportino la manutenzione e l&#8217;implementazione di soluzioni EW avanzate. L&#8217;incontro rappresenta un esempio dell&#8217;intensificarsi dei legami tra Arabia Saudita e Gran Bretagna, un connubio che si estende oltre la semplice compravendita di armamenti e mira a stabilire una partnership più solida e strategica nel settore aerospaziale e della difesa avanzata.</p>



<p>Il significato strategico e militare della cooperazione tra l&#8217;Arabia Saudita, SAMI-AEC e la Gran Bretagna nel campo della guerra elettronica risiede principalmente nel <strong>potenziamento della capacità difensiva del regno</strong> poiché l&#8217;investimento in sistemi di guerra elettronica avanzata consente di migliorare la protezione delle infrastrutture critiche e di contrastare efficacemente le minacce moderne come i droni e le tecnologie di comunicazione nemiche, garantendo la superiorità in scenari di conflitto. La collaborazione mira a sviluppare e produrre tecnologie militari localmente, riducendo la dipendenza dalle importazioni, aumentando l&#8217;autonomia strategica del Paese e permettendo all&#8217;Arabia Saudita di rispondere più rapidamente alle proprie esigenze difensive.  adattando le tecnologie alle sue specificità operative. </p>



<p>Rafforzare i legami internazionali con il Ministero della Difesa britannico e altre aziende di difesa contribuisce a posizionare il regno come un attore influente nella regione e un partner chiave per le potenze occidentali. Il coinvolgimento in progetti di cooperazione tecnologica avanzata <strong>promuove l&#8217;acquisizione di competenze all&#8217;avanguardia e il trasferimento di tecnologia</strong>, favorendo la formazione di esperti locali e lo sviluppo di un&#8217;industria militare sofisticata.</p>



<p>Disporre di sistemi di guerra elettronica avanzati conferisce all&#8217;Arabia Saudita una maggiore capacità di deterrenza che scoraggia i potenziali avversari dal confrontarsi con un Paese dotato di tecnologie difensive superiori e contribuisce a migliorare la stabilità regionale. La collaborazione, inoltre, supporta lo sviluppo di infrastrutture militari che facilitano l&#8217;addestramento, la manutenzione e l&#8217;operatività dei sistemi avanzati, rendendo l&#8217;intero sistema di difesa più resiliente e autonomo e aumentando la capacità del Paese di proteggere le proprie forze armate e di reagire efficacemente alle sfide future.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/larabia-saudita-si-prepara-alla-guerra-elettronica-made-in-england.html">L&#8217;Arabia Saudita si prepara alla guerra elettronica&#8230; Made in England</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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