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	<title>America Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 11 Aug 2026 12:39:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>America Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Quando la CIA spiava l&#8217;Avtomat Kalašnikova</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/quando-la-cia-spiava-lavtomat-kalasnikova.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 05:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Ak-47]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-245x300.jpg 245w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-835x1024.jpg 835w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-768x942.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-600x736.jpg 600w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il disegno dell’agente della CIA che esaminò per primo AK-47 ci ricorda il tempo in cui il leggendario fucile d'assalto russo quando era ancora un “segreto”, e come di recente gli USA siano tornati a interessarsi alla tecnologia dell’Avtomat Kalašnikova</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-cia-spiava-lavtomat-kalasnikova.html">Quando la CIA spiava l&#8217;Avtomat Kalašnikova</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-245x300.jpg 245w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-835x1024.jpg 835w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-768x942.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-600x736.jpg 600w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Nell’aprile del 1953, sulla scrivania di alcuni funzionari a Washington arrivò un rapporto della <strong>Central Intelligence Agency</strong>, la principale agenzia di spionaggio estero statunitense che aveva sostituito l’OSS. Nel rapporto veniva descritto, con tanto di disegno tecnico, qualcosa che quasi nessuno in Occidente aveva mai visto: un nuovo tipo di <strong>arma</strong> per la fanteria sovietica che era stato <strong>osservato nei pressi di Leningrado</strong>. Quel fucile d’assalto, che a prima vista poteva ricordare lo Sturmgewehr 44, o StG 44, impiegato alla fine della guerra dalla Wehrmacht tedesca, che gli agenti dell’intelligence alleata, compresi quelli dell’<em>Office of Strategic Services</em>, avevano ben esaminato e anche impiegato nella loro guerra clandestina, e che <strong>di fatto viene considerato come il primo fucile d’assalto moderno della storia,</strong> era un segreto talmente “protetto” che l’agente non poté fotografarlo né avvicinarsi abbastanza per esaminarlo a fondo, né disporre del materiale di riferimento o ottenerlo per dare informazioni “precise”.</p>



<p>Per questo fece l’unica cosa possibile in quel momento: osservare con attenzione ogni particolare. Rubare quell’immagine con gli occhi e realizzare in un secondo momento uno schizzo a memoria. Quel disegno a mano, consegnato secondo i metodi delle spie della Guerra Fredda oltre cortina, era datato <strong>29 aprile 1953</strong> e rappresentava la prima testimonianza nota dell’intelligence occidentale sull’esistenza di un fucile che sarebbe divenuto noto come AK-47, dove AK stava per Avtomat Kalašnikova, dal nome del suo ideatore, <strong>Michail Timofeevič Kalašnikov</strong>.</p>



<p>Secondo le informazioni inviate dall’agente, aveva visto quella nuova arma nelle mani dei <strong>soldati del reggimento “Krasnoselskiy”</strong> della Guardia, Ordine di Aleksandr Nevskij dell’Armata Rossa, unità che al giorno d’oggi fa parte della 2ª Divisione fucilieri motorizzati della Guardia “Tamanskaya” dell’Esercito russo, una storica unità militare delle forze terrestri russe di stanza nell’area di Mosca, nota per partecipare regolarmente alle parate della Vittoria in Piazza Rossa, insignita del titolo di “Guardia” e del nome onorifico “Tamanskaya” per il valore dimostrato nella penisola di Taman durante il Secondo conflitto mondiale. Il fucile che non aveva mai visto prima era in dotazione ai soldati più esperti, mentre il resto dei militari, come avviene di solito al principio delle transizioni, portava <strong>ancora i mitra PPSh-41</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="572" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-1024x572.jpeg" alt="" class="wp-image-525998" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-1024x572.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-300x168.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-768x429.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-1536x858.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-600x335.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Lo schizzo dell&#8217;AK-47 inviato dall&#8217;agente segreto americano</em> </figcaption></figure>



<p>La nuova arma sovietica veniva descritta come dotata di un caricatore da 30 colpi, di un calcio “<em>in legno</em>” o pieghevole “in filo metallico” e di un’impugnatura. L’agente illustrava inoltre il sistema di funzionamento a recupero di gas dell’AK-47, descrivendo un “<em>tubo metallico per il ritorno dei gas</em>” che provocava l’arretramento dell’otturatore e l’espulsione del bossolo. Nel complesso, la nuova arma veniva definita “<em>molto simile al mitra tedesco della Seconda guerra mondiale</em>”, con un probabile riferimento al sopracitato <strong>fucile d’assalto tedesco StG 44</strong>. Il tipo di munizione impiegata da questa nuova arma veniva descritto come “leggermente più lungo” di quello sparato dalla pistola-mitragliatrice PPSh, con la punta del proiettile “più acuminata”.</p>



<p>Nel rapporto veniva sottolineato <strong>come quest’arma fosse soggetta a “segreto”</strong>: alle nuove reclute era “<strong>vietato avvicinarsi</strong>” ai nuovi fucili d’assalto. Secondo quanto riferito dalla spia, l’AK-47 era stato distribuito “<em>nei distretti militari di Leningrado e dell’Estremo Oriente, ma esclusivamente alle unità dislocate lontano dai centri abitati</em>”. Ci sarebbero voluti anni prima che l’intelligence americana comprendesse appieno la natura di quell’arma; l’Agenzia continuò a definirla mitra e, curiosamente, arrivò persino a etichettarla come “<a href="https://www.thearmorylife.com/cold-war-spies-uncover-the-ak-47/">Modello PPK</a>” fino a ben oltre la metà degli anni Cinquanta. Nel giro di vent’anni, quella misteriosa “pistola mitragliatrice” notata alla periferia di Leningrado si sarebbe diffusa in tutto il mondo, in dotazione a soldati, guerriglieri e terroristi, diventando a tutti gli effetti una delle armi da fuoco più riconoscibili della storia e finendo nelle mani delle reclute degli eserciti del Patto di Varsavia fino a quelle delle forze guerrigliere attive in Africa, Asia e America Latina. Durante la guerra del Vietnam, questo fucile d’assalto era ancora oggetto d’interesse quando veniva catturato.</p>



<p>La storia dell’Avtomat Kalašnikova, AK-47, è ormai nota ai più. <strong>Adottato a partire dal 1947</strong> dall&#8217;Esercito sovietico, è stato considerato “segreto”, o quanto meno un’arma di cui proteggere la tecnologia e le prestazioni fino alla metà degli anni Cinquanta. Il disegno consegnato dalla spia americana mostrava le caratteristiche distintive dell&#8217;arma, tra cui l&#8217;impugnatura a pistola, il calcio, il mirino anteriore rialzato e protetto da un tunnel di protezione, il caricatore curvo e un’accurata descrizione della cartuccia 7,62 × 39 mm, più lunga di quella di una pistola mitragliatrice, ma più corta di quella dei normali fucili di fanteria. Nel rapporto fornito dall’agente compariva anche un’altra arma, la carabina semiautomatica SKS.</p>



<p>Quello schizzo fatto a memoria, consegnato forse attraverso uno dei <em>dead drops</em> usati dalle spie per lasciare le informazioni più sensibili, catturò l&#8217;istante di un&#8217;indagine che durò oltre un decennio, impegnando agenti e osservatori occidentali che volevano scoprire i segreti dell’arma che risultò onnipresente nei conflitti moderni. Essendosi dimostrata, nei decenni, un’arma estremamente maneggevole e resistente, è considerata tra le più longeve e più affidabili. Il rapporto che conteneva il disegno e, ovviamente, l’identità della spia e tutte le informazioni relative alla sua copertura e missione, è rimasto segreto fino al 2017.</p>



<p>Ancora oggi il gruppo Kalashnikov, che produce un’ampia gamma di sistemi d’arma e possiede una divisione per lo sviluppo di tecnologie avanzate, detiene il brevetto per la produzione del leggendario fucile d’assalto Avtomat Kalašnikova 1947, arma a fuoco selettivo inventata da Mikhail Kalashnikov e prodotta in <strong>più di 100 milioni di esemplari</strong>, un quinto del totale delle armi da fuoco presenti nel mondo.</p>



<p>Nel 2018, un anno dopo la declassificazione dei file della CIA che mostravano il disegno dell&#8217;AK consegnato dalla spia americana, il <strong>controspionaggio russo</strong> informò il Cremlino su un rinnovato interesse degli Stati Uniti per la tecnologia impiegata sui fucili d&#8217;assalto russi. Mosca dichiarò a mezzo stampa di non essere a conoscenza dei “<em><a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-copyright-russia-usa-gli-americani-copiano-lak-47.html">piani statunitensi</a></em>” riguardo la produzione di armi che puntavano a imitare quelle russe; ma affermò che qualcuno al <strong>Comando Operazioni Speciali americano</strong> era stato incaricato di mandare degli emissari ad “esplorare” la possibilità di “<em>decodificare o riprogettare e produrre armi leggere simili a quelle sviluppate dalla Kalashnikov e immetterle sul mercato</em>”, almeno secondo quanto scoperto dalla <strong>FSB</strong>. A distanza di dieci anni, gli americani impiegano ancora i &#8220;nipoti&#8221; dell&#8217;U.S. Colt Model 16, più noto come M16: l&#8217;M4, che verrà gradualmente sostituito dall&#8217;XM7 e 8, la nuova arma da battaglia dell&#8217;Esercito degli Stati Uniti, progettata da SIG Sauer nell&#8217;ambito del programma Next Generation Squad Weapon.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La base delle spie russe che non esiste: come una bugia di Trump (e del Nyt) ha paralizzato Cuba</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/la-base-delle-spie-russe-che-non-esiste-come-una-bugia-di-trump-e-del-nyt-ha-paralizzato-cuba.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:31:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cuba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'accusa statunitense di una base spia russa a Cuba, usata per giustificare dazi punitivi, è infondata: il sito è in realtà un campus universitario</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-base-delle-spie-russe-che-non-esiste-come-una-bugia-di-trump-e-del-nyt-ha-paralizzato-cuba.html">La base delle spie russe che non esiste: come una bugia di Trump (e del Nyt) ha paralizzato Cuba</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cuba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073109411737_ceece6ad53f3ac7387e1f5af9783357f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando il presidente americano <strong>Donald Trump</strong> ha firmato il 29 gennaio 2026 un ordine esecutivo che minacciava dazi doganali su qualsiasi Paese avesse rifornito di carburante <strong>Cuba</strong>, la motivazione addotta era tanto grave quanto, pare, infondata. Il <a href="https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/01/addressing-threats-to-the-united-states-by-the-government-of-cuba/" type="link" id="https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/01/addressing-threats-to-the-united-states-by-the-government-of-cuba/">documento dichiarava</a> che <strong>Cuba</strong> rappresenta una «emergenza nazionale» e una «minaccia insolita e straordinaria» per gli Stati Uniti, accusando l&#8217;isola di ospitare «la più grande struttura di intelligence segnaletica russa all&#8217;estero», che cerca di rubare informazioni sensibili sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.</p>



<p>Per due mesi, l&#8217;accusa è rimasta nell&#8217;ombra. Poi, il 24 marzo, il&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2026/03/24/us/politics/cuba-russia-china.html" type="link" id="https://www.nytimes.com/2026/03/24/us/politics/cuba-russia-china.html"><em>New York Times</em>&nbsp;ha pubblicato un articolo del giornalista Michael Crowley</a> che non solo dava credito a quella versione priva di ogni fondamento, ma la arricchiva di dettagli: la base russa, nota come Lourdes, sarebbe «piena di antenne e altre apparecchiature di intercettazione», in grado di spiare il Comando Centrale degli Stati Uniti, le rampe di lancio di Cape Canaveral e persino la residenza di <em>Mar-a-Lago</em> di Trump. <strong>C&#8217;è solo un problema: quella base non esiste.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un campus universitario al posto dei radar</h2>



<p>Come ha documentato in <a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes" type="link" id="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes">esclusiva la testata&nbsp;<em>Drop Site News</em></a>, in <a href="https://www.bellyofthebeastcuba.com/this-russian-base-in-cuba-is-spying-on-you" type="link" id="https://www.bellyofthebeastcuba.com/this-russian-base-in-cuba-is-spying-on-you">collaborazione con&nbsp;<em>Belly of the Beast</em></a>, l&#8217;area indicata dal&nbsp;<em>Times</em>&nbsp;come sede della base spia russa – <strong>Lourdes</strong>, alla periferia dell&#8217;Avana – è oggi <strong>l&#8217;Università di Scienze Informatiche (UCI) </strong>di Cuba<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. La squadra di&nbsp;<em>Belly of the Beast</em>&nbsp;ha trascorso due giorni interi a percorrere il campus, parlare con studenti, docenti e personale, <strong>senza trovare alcuna traccia di una base russa attiva o delle attrezzature descritte dal giornale newyorkese</strong><a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="This Russian Base In Cuba Is Spying On You" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/B_N2puLsNN8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_B_N2puLsNN8");</script>
</div></figure>



<p>«Ho l&#8217;aria di una spia russa?», ha scherzato <strong>Malcolm Jarrozai</strong>, professore d&#8217;arte 40enne che insegna all&#8217;UCI e vive in una residenza nel campus dal 2006<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. «È davvero ridicolo che vengano fatte queste affermazioni e che testate come il&nbsp;<em>New York Times</em>&nbsp;diano loro spazio, permettendo che vengano usate per giustificare politiche contro Cuba».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia vera di Lourdes: dalla Guerra Fredda all&#8217;innovazione</h2>



<p>La <strong>struttura di intelligence sovietica a Lourdes</strong> fu costruita a partire dal 1962, addirittura prima della crisi dei missili cubani<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Negli anni Ottanta, l&#8217;intelligence americana la definiva «la più grande e preziosa base dell&#8217;URSS al di fuori dell&#8217;Unione Sovietica per la raccolta di intelligence contro gli Stati Uniti». Nel 1983, il presidente Ronald Reagan la citò in un discorso televisivo per opporsi ai tagli alla spesa per la difesa, descrivendo una struttura di <strong>72 chilometri quadrati con 1.500 tecnici sovietici</strong><a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Anche dopo il crollo dell&#8217;Urss, la base rimase attiva. Nel 1998,&nbsp;<em>Jane&#8217;s Intelligence Review</em>&nbsp;scriveva che Lourdes era «il più grande asset del GRU (intelligence militare russa) all&#8217;estero», fornendo il <strong>60-70% dei dati di intelligence</strong> russa sugli Stati Uniti<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Ma il 17 ottobre 2001, il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> annunciò l&#8217;abbandono della base<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Il presidente americano George W. Bush si congratulò con Putin per aver smantellato una «reliquia della Guerra Fredda». Nell&#8217;agosto 2002, gli ultimi russi lasciarono Lourdes e il mese successivo l&#8217;Università di Scienze Informatiche tenne le sue prime lezioni<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa resta dell&#8217;ex base</h2>



<p>Oggi il campus è un <strong>fiorente centro di innovazione tecnologica</strong>. L&#8217;ingegnere cubano <strong>Rafael Torralbas</strong>, che ha visto con i propri occhi lo smantellamento della base russa, ha raccontato a <em>Belly of the Beast</em> e&nbsp;<em>Drop Site News</em>: «C&#8217;erano enormi antenne [paraboliche] e ho assistito al processo di smantellamento. Le attrezzature tecnologiche collegate alle antenne non le abbiamo mai viste.<strong> I funzionari russi le avevano smantellate tutte</strong> e ci hanno consegnato gli edifici completamente vuoti».</p>



<p>I russi portarono via «assolutamente ogni antenna» e persino mobili e tende, caricando il tutto in <strong>sei voli di aerei cargo Antonov An-124</strong><a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Gli edifici residenziali per il personale russo sono oggi <strong>residenze per studenti e professori</strong>; un asilo è diventato un centro per la tecnologia medica; un supermercato è stato trasformato in biblioteca<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. L&#8217;unico resto dell&#8217;antica base che i giornalisti hanno potuto vedere è una <strong>torre di guardia fatiscente</strong>, con la scala di metallo arrugginita e inagibile<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Per quanto riguarda le antenne, ne hanno trovate solo due, ma appartengono alla compagnia telefonica statale cubana ETECSA. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La macchina della disinformazione</h2>



<p>L&#8217;inchiesta di <em>Drop Site News</em> non si ferma a smentire la presenza russa. Essa rivela anche un <strong>meccanismo di disinformazione più sofisticato</strong>, che coinvolge politica, <em>think-tank</em> e testate. Il rapporto del <em>Center for Strategic and International Studies </em>(Csis) del 2024, che aveva individuato quattro presunti siti cinesi di spionaggio a Cuba, è stato citato come prova dalle autorità americane. Ma lo stesso CSIS ha recentemente ammesso che non esiste «alcuna chiara prova disponibile al pubblico» che dimostri la presenza cinese.</p>



<p><strong>Fulton Armstrong</strong>, ex analista della Cia ed ex funzionario dell&#8217;intelligence per l&#8217;America Latina, ha definito il rapporto Csis «una brutta analisi» che «<strong>tira voci e speculazioni in una sola direzione, per sostenere la sua conclusione precostituita</strong>». </p>



<p>La bugia della presunta base russa e delle basi cinesi ha avuto conseguenze devastanti per la popolazione cubana (<a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/cuba-assedio-alla-popolazione-modalita-sopravvivenza.html" type="link" id="https://it.insideover.com/reportage/politica/cuba-assedio-alla-popolazione-modalita-sopravvivenza.html"><strong>Vedi il nostro REPORTAGE</strong></a>). Il blocco petrolifero ha paralizzato i trasporti pubblici, costringendo le università a sospendere le lezioni in presenza<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Il campus dell&#8217;Uci, che conta oltre 2.500 studenti, era quasi deserto quando i giornalisti lo hanno visitato<a href="https://www.dropsitenews.com/p/trump-nyt-cuba-russian-spy-base-lourdes?publication_id=2510348&amp;post_id=209127221&amp;isFreemail=true&amp;r=5va4e&amp;triedRedirect=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. «È un peccato che oggi i nostri studenti non ci siano», ha detto Aylín Estrada, laureata all&#8217;Uci e oggi preside, mostrando le aule vuote. «Normalmente questi corridoi sono pieni di studenti, sorridenti, che imparano». </p>



<p>Come già accaduto in passato, la disinformazione di governo e media è servita a giustificare una strategia di «massima pressione» contro Cuba, <strong>scaricando sulla popolazione il peso di accuse infondate e</strong> paralizzando il suo già fragile tessuto sociale ed economico, mentre le presunte minacce alla sicurezza nazionale si dissolvono davanti all&#8217;evidenza di un campus universitario e di aule vuote. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br><br><br></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-base-delle-spie-russe-che-non-esiste-come-una-bugia-di-trump-e-del-nyt-ha-paralizzato-cuba.html">La base delle spie russe che non esiste: come una bugia di Trump (e del Nyt) ha paralizzato Cuba</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Arabia Saudita sì, la Corea del Sud no: perché la mossa nucleare di Trump ha fatto arrabbiare Seoul</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-si-la-corea-del-sud-no-perche-la-mossa-nucleare-di-trump-ha-fatto-arrabbiare-seoul.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 05:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[arricchimento uranio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il via libera americano all'Arabia Saudita riapre in Corea del Sud il dibattito sulle ambizioni nucleari di Seoul.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-si-la-corea-del-sud-no-perche-la-mossa-nucleare-di-trump-ha-fatto-arrabbiare-seoul.html">L&#8217;Arabia Saudita sì, la Corea del Sud no: perché la mossa nucleare di Trump ha fatto arrabbiare Seoul</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072509405286_b499b2d71d5b8810abb98a9bb35cde5b-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli anni Settanta la <strong>Corea del Sud</strong> valutò seriamente la possibilità di dotarsi di un <strong>arsenale nucleare</strong> . Sotto la presidenza di <strong>Park Chung Hee</strong>, e con la <strong>Corea del Nord</strong> particolarmente minacciosa &#8211; tra il 1968 e il 1972 si verificarono 722 incidenti lungo il confine e 294 nelle retrovie, oltre a un tentato attacco al palazzo presidenziale sudcoreano &#8211; Seoul delineò un <strong>piano segreto</strong> con la chiara intenzione di raggiungere l&#8217;obiettivo.</p>



<p>Dai dispacci diplomatici dell&#8217;epoca sappiamo che il governo Park si rivolse alla Francia per importare un impianto per il riprocessamento del plutonio e al Canada per ottenere reattori che avrebbero potuto fornire il materiale fissile necessario. L&#8217;iniziativa sarebbe tuttavia naufragata sul nascere non appena i <strong>servizi segreti statunitensi</strong> scoprirono l&#8217;esistenza del programma nucleare sudcoreano. </p>



<p>Il motivo era semplice: Washington aveva da poco, nel 1968, firmato il <strong>Trattato di non proliferazione</strong> e utilizzava, appunto, il tema della non proliferazione come uno dei pilastri della sua politica estera. Se un alleato come la Corea del Sud avesse sviluppato la bomba, gli Usa non sarebbero mai riusciti a convincere altri Paesi a rinunciarvi. </p>



<p>Washington avrebbe offerto il proprio &#8220;ombrello difensivo&#8221; al Paese, con tanto di armi nucleari in loco fino al 1991. La soluzione funzionò fino al 2017, quando i conservatori sudcoreani iniziarono a pensare a gran voce che Seoul avrebbe dovuto riconsiderare il proprio programma di armi nucleari. La risposta americana? Un no categorico. Almeno fino ad ora.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522635" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708153526243_0320389a343fc91bf7bb2d20063e4099.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il via libera all&#8217;Arabia Saudita</h2>



<p>Il preambolo era necessario per arrivare al presente. Già, perché la Corea del Sud è stata a lungo un esempio emblematico della <strong>posizione intransigente</strong> degli Stati Uniti sulla non proliferazione nucleare. Oggi, tuttavia, l&#8217;<strong>amministrazione Trump </strong>ha infranto questo principio concludendo un accordo che <a href="https://it.insideover.com/energia/lasse-nucleare-usa-arabia-saudita-riad-potra-arricchire-luranio-con-tecnologie-usa-aggirando-le-regole-sulla-non-proliferazione.html">potrebbe presto portare l&#8217;Arabia Saudita ad arricchire l&#8217;uranio sul proprio territorio</a>. </p>



<p>Questa mossa, ha spiegato il <em>New York Times</em>, ha spinto Seoul a chiedersi perché Washington abbia dato il suo via libera a Riad ma non al governo sudcoreano. La spiegazione ufficiale è che l&#8217;accordo è subordinato alla normalizzazione delle relazioni tra <strong>Arabia Saudita</strong> e <strong>Israele</strong>. </p>



<p>Il ministero degli Esteri di Seoul ha spiegato di star monitorando &#8220;le tendenze della politica estera statunitense nel settore dell&#8217;energia nucleare&#8221; per valutarne i potenziali impatti in patria. Da tempo, infatti, il Paese sta negoziando con gli Stati Uniti i diritti di <strong>arricchimento dell&#8217;uranio</strong>. </p>



<p>L&#8217;intesa saudita può dunque generare due conseguenze: alimentare nuovi progressi in questi negoziati tra Usa e Corea del Sud oppure, qualora <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> dovesse continuare a ignorare le richieste sudcoreane, generare profonde tensioni e mettere a rischio un&#8217;<strong>alleanza</strong> che dura da oltre 70 anni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1917" height="1050" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316193753361_3efeb3b74ae24d8d65dc7e1e2ae2ee56-e1773686467717.jpg" alt="Usa e Israele vogliono coinvolgere altri nella loro guerra" class="wp-image-509426" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316193753361_3efeb3b74ae24d8d65dc7e1e2ae2ee56-e1773686467717.jpg 1917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316193753361_3efeb3b74ae24d8d65dc7e1e2ae2ee56-e1773686467717.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316193753361_3efeb3b74ae24d8d65dc7e1e2ae2ee56-e1773686467717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316193753361_3efeb3b74ae24d8d65dc7e1e2ae2ee56-e1773686467717.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316193753361_3efeb3b74ae24d8d65dc7e1e2ae2ee56-e1773686467717.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316193753361_3efeb3b74ae24d8d65dc7e1e2ae2ee56-e1773686467717.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1917px) 100vw, 1917px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La frustrazione della Corea del Sud</h2>



<p>Il <strong>doppio standard</strong> utilizzato dagli Stati Uniti appare evidente. Washington ha infatti spianato la strada ai diritti di arricchimento dell&#8217;uranio per l&#8217;Arabia Saudita, per centrali nucleari che deve ancora costruire, negandoli invece alla Corea del Sud, che gestisce già 26 reattori e prevede di realizzarne altri per soddisfare la crescente domanda di energia derivante dalla rivoluzione dell&#8217;intelligenza artificiale. </p>



<p>Non solo: gli Usa hanno esentato Riad dalle ispezioni dell&#8217;<strong>Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica</strong>, le stesse che avvengono regolarmente in Corea del Sud per garantire alla comunità internazionale che nessuna tecnologia nazionale venga dirottata verso progetti di armamento. E ancora: mentre il principe ereditario saudita <strong>Mohammed bin Salman</strong> ha più volte avvertito che il suo regno sarebbe pronto a costruire una bomba atomica se l&#8217;Iran lo facesse, <a href="https://it.insideover.com/politica/profilo-chi-e-lee-jae-myung-il-possibile-nuovo-presidente-della-corea-del-sud-e-incubo-usa.html">il presidente sudcoreano Lee Jae Myung</a> ha promesso che Seoul non perseguirà alcun programma nucleare nonostante le minacce nordcoreane, preferendo invece di affidarsi alle garanzie di sicurezza statunitensi. </p>



<p>Seoul ha sempre importato tutto il suo combustibile all&#8217;uranio come da accordi con gli Usa ma adesso, viste le garanzie concesse da Trump all&#8217;Arabia Saudita, potrebbe chiedere di dotarsi di capacità di arricchimento indipendenti e di riciclare il combustibile esaurito per ridurre il volume dei rifiuti da stoccare. Chissà se The Donald concederà un altro via libera o se i rapporti tra Corea del Sud e Stati Uniti subiranno un nuovo scossone.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260725094034234_fd9f7e2b851add8ac4b4895eecf7aa50-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-524310" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260725094034234_fd9f7e2b851add8ac4b4895eecf7aa50-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260725094034234_fd9f7e2b851add8ac4b4895eecf7aa50-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260725094034234_fd9f7e2b851add8ac4b4895eecf7aa50-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260725094034234_fd9f7e2b851add8ac4b4895eecf7aa50-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260725094034234_fd9f7e2b851add8ac4b4895eecf7aa50-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260725094034234_fd9f7e2b851add8ac4b4895eecf7aa50.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-si-la-corea-del-sud-no-perche-la-mossa-nucleare-di-trump-ha-fatto-arrabbiare-seoul.html">L&#8217;Arabia Saudita sì, la Corea del Sud no: perché la mossa nucleare di Trump ha fatto arrabbiare Seoul</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cambogia e Thailandia, lo strano viaggio del capo dell&#8217;Fbi</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/cambogia-e-thailandia-lo-strano-viaggio-del-capo-dellfbi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 13:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dietro la missione del direttore dell'Fbi in Thailandia e Cambogia non c'è solo la lotta alle truffe online.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/cambogia-e-thailandia-lo-strano-viaggio-del-capo-dellfbi.html">Cambogia e Thailandia, lo strano viaggio del capo dell&#8217;Fbi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072316412492_d46ad13eafb686fbc381a088ca947e68-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il direttore dell&#8217;Fbi <strong>Kash Patel</strong> ha effettuato un raro viaggio in <strong>Cambogia</strong>. La motivazione ufficiale della trasferta? Il rafforzamento congiunto tra Washington e Phnom Penh del contrasto alla <strong>criminalità organizzata</strong>. A prima vista può sembrare una spiegazione convincente. I cittadini statunitensi perdono del resto ogni 12 mesi circa <strong>10 miliardi di dollari</strong> a causa di reiterate truffe online che hanno il loro epicentro proprio da queste parti. Un report dell&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine ha invece stimato fino a <strong>114 miliardi</strong> di perdite considerando l&#8217;intera regione dell&#8217;Asia-Pacifico. E ancora: secondo una ricerca dello United States Institute of Peace, soltanto nella nazione cambogiana frodi del genere muoverebbero un giro d&#8217;affari annuo di circa 12,5 miliardi, ovvero la metà esatta del pil cambogiano. </p>



<p>E tutto nonostante le autorità locali siano sempre più decise a condurre raid contro le famigerate <em><strong>Scam Cities</strong></em> dislocate per lo più tra le aree più remote di Myanmar, Laos e Cambogia. Per l&#8217;appunto Patel è arrivato nella capitale cambogiana dalla vicina <strong>Thailandia</strong>, dove nei giorni scorsi è andato in scena un vertice &#8211; co-organizzato dagli Usa – sui centri truffa al quale hanno partecipato una ventina di Paesi e centinaia di funzionari delle forze dell&#8217;ordine.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/FBI-WASHINGTON-DC-764-GROUP-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-491801" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/FBI-WASHINGTON-DC-764-GROUP-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/FBI-WASHINGTON-DC-764-GROUP-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/FBI-WASHINGTON-DC-764-GROUP-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/FBI-WASHINGTON-DC-764-GROUP-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/FBI-WASHINGTON-DC-764-GROUP-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/FBI-WASHINGTON-DC-764-GROUP.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il viaggio del capo della Cia in Cambogia</h2>



<p>Nel giro di poche settimane Patel, e cioè il capo della principale agenzia di polizia statunitense, ha incontrato prima il premier thailandese <strong>Anutin Charnvirakul</strong> e poi quello cambogiano <strong>Hun Manet</strong>. I temi toccati, in base a quanto emerso, sarebbero stati gli stessi: la richiesta americana di una collaborazione potenziata per combattere le truffe online e altri crimini transnazionali, come la tratta di esseri umani e il traffico di droga.                                                                                                                     Una collaborazione, in particolare, da attuare attraverso la condivisione di <strong>informazioni </strong>e lo <strong>scambio di intelligence</strong>. Come ha spiegato l&#8217;ambasciata statunitense a Phnom Penh, la lotta contro le frodi e il crimine della Cambogia rappresenta &#8220;una priorità assoluta per il governo degli Usa&#8221;. </p>



<p>La sede diplomatica di Washington ha inoltre spiegato che a visita di Patel nel Paese serve per evidenziare &#8220;la necessità di sforzi congiunti e incisivi per combattere la criminalità informatica transnazionale, compresi maggiori sforzi per ritenere responsabili i capi delle truffe di alto livello e per migliorare la condivisione di informazioni riguardanti i funzionari complici e i proprietari delle basi operative utilizzate per le truffe&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164139753_0d28eaf5b085dc2f958f7be5e11bcb50-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-524168" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164139753_0d28eaf5b085dc2f958f7be5e11bcb50-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164139753_0d28eaf5b085dc2f958f7be5e11bcb50-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164139753_0d28eaf5b085dc2f958f7be5e11bcb50-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164139753_0d28eaf5b085dc2f958f7be5e11bcb50-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164139753_0d28eaf5b085dc2f958f7be5e11bcb50-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164139753_0d28eaf5b085dc2f958f7be5e11bcb50.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo criminalità</h2>



<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong>, ha concluso l&#8217;ambasciata di Washington in Cambogia, &#8220;sostengono pienamente gli sforzi volti a garantire giustizia alle vittime e la responsabilità penale per i responsabili delle truffe online, per coloro che le agevolano o le proteggono e per i complici dei reati di tratta di esseri umani correlati&#8221;. Dal canto suo, Hun Manet ha fatto sapere che a settembre il suo Paese ospiterà una conferenza internazionale sulla lotta alle truffe informatiche. </p>



<p>Il contrasto alla criminalità è però soltanto la punta dell&#8217;iceberg. Già, perché <strong>dietro alla lotta contro le <em>Scam Cities</em> si nasconde la solita competizione tra Usa e Cina.</strong> È curioso per esempio il tempismo della visita di Patel a Bangkok. Una visita avvenuta quasi in concomitanza con la visita oltre la Muraglia di Anutin, servita al premier thailandese per rilanciare le relazioni con Pechino nel nome della &#8220;costruzione di una comunità sino-thailandese dal futuro condiviso&#8221;, una perifrasi che non piace affatto agli Usa, preoccupati di perdere l&#8217;appoggio di un partner rilevante come quello thailandese.</p>



<p>Che dire, invece, della Cambogia? Da quando, nel 2013, ha firmato un partenariato strategico globale con la Cina<a href="https://it.insideover.com/economia/la-cambogia-al-centro-della-sfida-usa-cina.html"> gli investimenti del Dragone sono confluiti massicciamente</a> a Phnom Penh e dintorni. Sul piano della sicurezza, il simbolo più evidente di questa vicinanza è la <strong>base navale di Ream</strong>, <a href="https://it.insideover.com/difesa/base-cambogia-difesa-aerea-perche-pechino-preoccupa-occidente.html">ristrutturata con il sostegno cinese e</a> già utilizzata per lunghi periodi da unità della Marina di Pechino: una presenza che da anni alimenta i timori di Washington, convinta che la struttura possa evolvere in un avamposto militare permanente della Cina nel Golfo di Thailandia. </p>



<p>È anche in quest&#8217;ottica, dunque, che si inserisce il recente riavvicinamento degli Stati Uniti alla Cambogia. Lo scorso giugno, <a href="https://it.insideover.com/politica/al-pentagono-conta-averlo-alto-il-testosterone.html">il segretario alla Difesa Pete Hegseth</a> ha infatti annunciato la ripresa delle esercitazioni militari congiunte, segnando il rilancio della cooperazione bilaterale. Il vero obiettivo degli Usa? Riportare Paesi come Cambogia e Thailandia in una posizione meno sbilanciata verso Pechino sfruttando ogni mezzo possibile. Anche le informazioni condivise in nome della criminalità organizzata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="721" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164226692_6e119dc6d58f3283f1c58690f8bb9040-1024x721.jpg" alt="" class="wp-image-524169" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164226692_6e119dc6d58f3283f1c58690f8bb9040-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164226692_6e119dc6d58f3283f1c58690f8bb9040-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164226692_6e119dc6d58f3283f1c58690f8bb9040-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164226692_6e119dc6d58f3283f1c58690f8bb9040-1536x1081.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164226692_6e119dc6d58f3283f1c58690f8bb9040-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260723164226692_6e119dc6d58f3283f1c58690f8bb9040.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Missili fai da te e riarmo accelerato: perché l&#8217;Asia non si fida più degli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/missili-fai-da-te-e-riarmo-accelerato-perche-lasia-non-si-fida-piu-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 13:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Missili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli alleati asiatici degli Usa accelerano il riarmo autonomo tra i dubbi sull'affidabilità di Washington. Ecco che cosa succede.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-fai-da-te-e-riarmo-accelerato-perche-lasia-non-si-fida-piu-degli-usa.html">Missili fai da te e riarmo accelerato: perché l&#8217;Asia non si fida più degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110620361_2a7eff746c8ff0ef25de31ca068d1169-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Qualche settimana fa il segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-messaggio-usa-allasia-cerchiamo-alleati-non-dipendenti-spendete-per-le-armi-e-andremo-daccordo.html">era stato chiaro</a>: gli <strong>alleati asiatici </strong>degli Usa devono aumentare la loro <strong>spesa militare</strong> e rafforzare la <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-ci-riprovano-una-mini-nato-asiatica-per-strozzare-la-cina.html">deterrenza nei confronti della Cina</a>. In occasione dell&#8217;ultimo Shangri-La Dialogue, andato in scena a Singapore alla fine di maggio, l&#8217;alto funzionario americano ha spiegato che un simile processo è essenziale per impedire che una singola potenza domini l&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>. Dietro l&#8217;avvertimento di Hegseth c&#8217;è però tanto altro. </p>



<p>Washington punta ad affidare la sicurezza regionale ai <strong>governi locali</strong>, evitando di impegnare tutte le proprie risorse militari inviandole dall&#8217;altra parte del mondo, e allo stesso tempo intende incentivare le <strong>aziende statunitensi della Difesa</strong> a espandere la loro presenza in Estremo Oriente e nel Pacifico attraverso partnership sempre più solide e ambiziose. In Giappone, Corea del Sud, Australia e Taiwan crescono però i <strong>timori </strong>sui reali piani dell&#8217;amministrazione Trump e sul rischio di ritrovarsi a secco di armamenti. Fino ad ora, infatti, l&#8217;ombrello statunitense e le armi acquistate direttamente dagli Stati Uniti avevano reso la situazione ben definita. La soluzione dei partner asiatici di Washington? Procedere con un <strong>riarmo </strong>(in primis missilistico) quasi fai da te.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110632495_751522334a6c257a27ed90acdfd96787-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522944" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110632495_751522334a6c257a27ed90acdfd96787-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110632495_751522334a6c257a27ed90acdfd96787-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110632495_751522334a6c257a27ed90acdfd96787-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110632495_751522334a6c257a27ed90acdfd96787-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110632495_751522334a6c257a27ed90acdfd96787-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110632495_751522334a6c257a27ed90acdfd96787.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Riarmo (quasi) fai da te</h2>



<p>La verità è che sempre meno Paesi dell&#8217;Indo-Pacifico si fidano degli Stati Uniti. I <strong>ritardi nella consegna</strong> di interi stock di armamenti hanno inoltre aggravato la <strong>frustrazione </strong>nei confronti di un protettore percepito come sempre più instabile e distante. Non è un caso che i governi della regione stiano iniziando a camminare con le proprie gambe. </p>



<p>Prendiamo l&#8217;<strong>Australia</strong>: lo scorso aprile ha testato il <strong>sistema missilistico multiplo guidato (Gmlrs)</strong>, segnando il primo lancio di un nuovo missile di fabbricazione autoctona dopo decenni. &#8220;Questo test di lancio riuscito rappresenta una pietra miliare per le capacità australiane in materia di armi guidate, dimostrando progressi concreti nel rafforzamento della nostra autosufficienza nazionale e nella realizzazione di un futuro della difesa interamente &#8220;made in Australia&#8221;, ha dichiarato all&#8217;epoca il Ministro dell&#8217;Industria della Difesa <strong>Pat Conroy</strong>. </p>



<p>Certo, questi missili Gmlrs vengono comunque assemblati in uno stabilimento di proprietà dell&#8217;azienda statunitense <strong>Lockheed Martin</strong>, ma è chiara l&#8217;esigenza di Canberra di costruire più armamenti in patria, sia in collaborazione con appaltatori americani sia in maniera indipendente. </p>



<p>Come ha spiegato <em>Nikkei Asia</em>, c&#8217;è un altro aspetto abbastanza preoccupante per le nazioni asiatiche: in generale i <strong>livelli di produzione</strong> delle fabbriche di armi statunitensi sono inferiori agli obiettivi prefissati a causa del loro massiccio utilizzo in Medio Oriente e dell&#8217;invio a Israele e Ucraina.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110640651_0f577f79eaf768b949b4fe0e89295bef-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522945" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110640651_0f577f79eaf768b949b4fe0e89295bef-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110640651_0f577f79eaf768b949b4fe0e89295bef-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110640651_0f577f79eaf768b949b4fe0e89295bef-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110640651_0f577f79eaf768b949b4fe0e89295bef-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110640651_0f577f79eaf768b949b4fe0e89295bef-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110640651_0f577f79eaf768b949b4fe0e89295bef.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La risposta dell&#8217;Asia</h2>



<p>Le consegne dei missili da crociera a lungo raggio <strong>Tomahawk </strong>sono oggetto di particolare attenzione. Secondo lo <em>United States Studies Center</em>, gli Stati Uniti ne producono solo circa 90 all&#8217;anno. L&#8217;Australia è in attesa della consegna di 220 Tomahawk, mentre il Giappone ne ha ordinati 400. </p>



<p>Il <em>Financial Times</em> ha scritto che Tokyo si aspettava che i primi missili Tomahawk arrivassero entro marzo, ma a quanto pare non ne avrebbe ancora ricevuto alcuno. Non è un caso che <strong>Shinjiro Koizumi</strong>, ministro nipponico della Difesa, abbia recentemente dichiarato che &#8220;rafforzare le capacità di <a href="https://it.insideover.com/politica/il-riarmo-del-giappone-un-banco-di-prova-per-lordine-internazionale.html">difesa del Giappone è una priorità assoluta</a>&#8220;. Questo Paese ha iniziato a schierare una nuova versione potenziata del suo missile antinave <strong>Type-12</strong>, con una gittata fino a 1.000 chilometri e prodotto da Mitsubishi Heavy. </p>



<p>Detto del caso australiano, <strong>Taiwan </strong>possiede una vasta gamma di missili attualmente in produzione o in fase di sviluppo, come quello da crociera a lungo raggio &#8220;bunker buster&#8221; <strong>Hsiung Sheng</strong>. In <strong>Corea del Sud</strong>, invece, Hanwha Aerospace ha avviato la produzione di un nuovo missile terra-aria a lungo raggio per l&#8217;esercito e lo sta già commercializzando a potenziali acquirenti in Europa e Medio Oriente. Nessuno ha dunque più intenzione di aspettare soltanto le spedizioni di armi dagli Usa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110730150_9409254dfe2234d488ea40b0d9c8a577-1024x566.jpg" alt="" class="wp-image-522946" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110730150_9409254dfe2234d488ea40b0d9c8a577-1024x566.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110730150_9409254dfe2234d488ea40b0d9c8a577-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110730150_9409254dfe2234d488ea40b0d9c8a577-768x425.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110730150_9409254dfe2234d488ea40b0d9c8a577-1536x850.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110730150_9409254dfe2234d488ea40b0d9c8a577-600x332.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711110730150_9409254dfe2234d488ea40b0d9c8a577.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/missili-fai-da-te-e-riarmo-accelerato-perche-lasia-non-si-fida-piu-degli-usa.html">Missili fai da te e riarmo accelerato: perché l&#8217;Asia non si fida più degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I Berretti Verdi nelle basi di Taiwan: i soldati Usa non sono più di passaggio sull&#8217;isola</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/i-berretti-verdi-nelle-basi-di-taiwan-i-soldati-usa-non-sono-piu-di-passaggio-sullisola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 04:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti rafforzano la presenza militare a Taiwan, con Berretti Verdi impegnati nell'addestramento delle forze speciali di Taipei.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-berretti-verdi-nelle-basi-di-taiwan-i-soldati-usa-non-sono-piu-di-passaggio-sullisola.html">I Berretti Verdi nelle basi di Taiwan: i soldati Usa non sono più di passaggio sull&#8217;isola</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183222262_3e6a7ccc9ff6ea7d45673ab5d22e0ff6-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ombra degli <strong>Stati Uniti</strong> si allunga su <strong>Taiwan</strong>. Da un po&#8217; di tempo è sempre più facile imbattersi in <strong>soldati americani</strong> nelle <strong>basi militari</strong> presenti sull&#8217;isola. La conferma è arrivata direttamente da fonti locali, secondo le quali le squadre delle <strong>United States Army Special Forces</strong>, cioè le forze Speciali dell&#8217;esercito statunitense (i Berretti Verdi), sono state assegnate ai battaglioni del <strong>Comando delle Operazioni Speciali dell&#8217;esercito taiwanese</strong>. Il loro obiettivo? Partecipare alle <strong>esercitazioni di addestramento</strong> delle unità di Taipei e alle <strong>operazioni di difesa congiunte</strong>, così da osservare sul campo le loro capacità di combattimento e il funzionamento degli equipaggiamenti forniti dagli Usa. </p>



<p>Non è una novità assoluta, visto che questa cooperazione va avanti in maniera abbastanza intensa da almeno il 2023, e cioè da quando la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il <em><strong>National Defense Authorization Act (Ndaa</strong></em>), un provvedimento in seguito autorizzato da<strong> Joe Biden</strong> che include disposizioni per l&#8217;istituzione di &#8220;un programma completo di formazione, consulenza e rafforzamento delle capacità istituzionali&#8221; <a href="https://it.insideover.com/difesa/taiwan-e-la-difesa-aerea-che-cosa-puo-imparare-dal-conflitto-in-medio-oriente.html">dell&#8217;esercito taiwanese</a>. Rispetto al passato, tuttavia, la presenza militare di Washington sull&#8217;isola si è fatta sempre meno discreta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183247303_d525a82bf1f8ca9eb56210475fdbc6b2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522545" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183247303_d525a82bf1f8ca9eb56210475fdbc6b2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183247303_d525a82bf1f8ca9eb56210475fdbc6b2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183247303_d525a82bf1f8ca9eb56210475fdbc6b2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183247303_d525a82bf1f8ca9eb56210475fdbc6b2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183247303_d525a82bf1f8ca9eb56210475fdbc6b2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_20260707183247303_d525a82bf1f8ca9eb56210475fdbc6b2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa ci fanno i soldati Usa a Taiwan?</h2>



<p>Secondo quanto riportato dallo <em>United Daily News</em> ci sarebbe un flusso costante di <strong>personale statunitense</strong> in entrata e in uscita dalla base militare taiwanese di <strong>Wuhan Camp </strong>a Taoyuan. Alcuni sono stati avvistati a bordo di auto a noleggio civili, altri a piedi. Il Wuhan Camp, per la cronaca, ospita il quartier generale del Comando delle Forze Speciali dell&#8217;Esercito di Taiwan, l&#8217;organizzazione che sovrintende alle unità d&#8217;élite per le operazioni speciali di Taiwan.</p>



<p>Qual è, dunque, la vera portata della presenza militare Usa impegnata in operazioni speciali a Taiwan? In base a quanto emerso questo modello di cooperazione non è più un semplice scambio a breve termine, ma si sta evolvendo verso l&#8217;<strong>istituzionalizzazione</strong> e la sostenibilità a lungo termine. </p>



<p>Già nel 2023 l&#8217;esercito Usa ha istituito sull&#8217;isola lo <strong>Special Operations Liaison Group (Sofle)</strong>, responsabile del coordinamento di tutto il personale delle forze speciali statunitensi, della gestione delle attrezzature e delle risorse di addestramento presenti a Taiwan. Sappiamo che il numero di istruttori e consulenti militari statunitensi di stanza a <a href="https://it.insideover.com/politica/taiwan-per-la-cina-non-e-questione-territoriale-ma-ferita-storica.html">Taiwan </a>è aumentato da circa <strong>200 </strong>nel 2023 a circa <strong>500 </strong>nel 2025.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇺🇸🇹🇼 Green Berets Training Taiwanese Troops<br><br>U.S. Army Special Forces soldiers &#8211; the &quot;Green Berets&quot; &#8211; are conducting ongoing training for Taiwan&#39;s army units.<br><br>American personnel are frequently spotted at the Wushan military base in the Longtan District of Taoyuan City, where… <a href="https://t.co/wj78Z3E2z3">pic.twitter.com/wj78Z3E2z3</a></p>&mdash; dana (@dana916) <a href="https://x.com/dana916/status/2074183533325939109?ref_src=twsrc%5Etfw">July 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa di Washington</h2>



<p>Alcuni team dei famigerati <strong>Berretti Verdi</strong> sarebbero addirittura entrati direttamente in unità d&#8217;élite come i sommozzatori del Corpo dei Marines di Taiwan. Il loro compito? Addestrare alla <strong>guerra asimmetrica</strong>, alle <strong>tattiche di guerriglia</strong> e all&#8217;utilizzo di equipaggiamenti avanzati come i <strong>droni Black Hornet</strong>. Il personale Usa sarebbe stato avvistato anche nelle <strong>isole Kinmen</strong> e <strong>Penghu </strong>per contribuire a rafforzare le capacità di combattimento delle forze speciali taiwanesi impegnate in prima linea. </p>



<p>C&#8217;è dell&#8217;altro. Il quotidiano taiwanese <em>China Times</em> ha spiegato che alcuni militari statunitensi sarebbero di stanza presso l&#8217;<strong>ufficio di intelligence militare</strong> di Taiwan dall&#8217;inizio dell&#8217;anno e che questi soldati potrebbero essere membri di un programma denominato <em>Meiyuan</em>. Secondo quanto riportato dal taiwanese <em>CTi News</em>, Meiyuan viene descritta come &#8220;l&#8217;unità militare più segreta di Taiwan&#8221;. Sarebbe inoltre responsabile dell&#8217;intercettazione di segnali elettronici provenienti dalla Cina continentale, dalle regioni costiere sudorientali e dal Mar Cinese Meridionale. </p>



<p>La vendita di armi a Taiwan da parte di Washington <a href="https://it.insideover.com/difesa/taiwan-tra-pressione-cinese-e-ambiguita-occidentale-i-dodici-alleati-come-frontiera-geopolitica-globale.html">è soltanto la punta di un iceberg </a>molto più grande. Lo step successivo riguarda infatti la condivisione di informazioni di intelligence. Una mossa che Pechino sta monitorando con grande attenzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_2026070718330475_1058162847036cff64051c18a4f019b9-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-522546" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_2026070718330475_1058162847036cff64051c18a4f019b9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_2026070718330475_1058162847036cff64051c18a4f019b9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_2026070718330475_1058162847036cff64051c18a4f019b9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_2026070718330475_1058162847036cff64051c18a4f019b9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_2026070718330475_1058162847036cff64051c18a4f019b9-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/CRMMOTO2_2026070718330475_1058162847036cff64051c18a4f019b9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-berretti-verdi-nelle-basi-di-taiwan-i-soldati-usa-non-sono-piu-di-passaggio-sullisola.html">I Berretti Verdi nelle basi di Taiwan: i soldati Usa non sono più di passaggio sull&#8217;isola</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa 1, Cina 0: perché il calcio americano ha spiccato il volo e quello cinese no</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/usa-1-cina-0-perche-il-calcio-americano-ha-spiccato-il-volo-e-quello-cinese-no.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 05:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-1536x848.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-600x331.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante le ambizioni di Xi Jinping, la Cina resta lontana dall'élite del calcio mondiale mentre gli Usa consolidano la loro crescita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-1-cina-0-perche-il-calcio-americano-ha-spiccato-il-volo-e-quello-cinese-no.html">Usa 1, Cina 0: perché il calcio americano ha spiccato il volo e quello cinese no</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-1536x848.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062515394748_88ce43551e0b4fde4e3a56bd8afda6b5-e1782457814783-600x331.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tempo stringe. La <strong>Cina </strong>dovrebbe diventare una <strong>superpotenza calcistica mondiale</strong> entro il <strong>2050 </strong>e una delle <strong>migliori Nazionali asiatiche</strong> entro il <strong>2030</strong>, almeno secondo la strategia lanciata da Pechino nel 2015. In quello stesso anno, infatti, durante una visita a Manchester, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a> &#8211; immortalato in un selfie accanto all&#8217;allora premier britannico David Cameron e all&#8217;ex attaccante del Manchester City Sergio Aguero &#8211; fece una doppia promessa del genere. </p>



<p>Era, del resto, il periodo del <strong>boom calcistico cinese</strong>, quando le squadre del massimo campionato d&#8217;oltre Muraglia, la <strong>Chinese Super League</strong>, spendevano decine e decine di milioni di dollari per acquistare alcuni tra i migliori talenti sulla piazza europea. Sembrava che i cinesi potessero tutto e che, ancor più delle monarchie del Golfo, fossero in procinto di fagocitare il calcio europeo.</p>



<p>In quel preciso momento la Cina occupava l&#8217;81esima posizione nel ranking Fifa; oggi è scivolata al 91esimo posto schiacciata tra Zambia e Bahrein. Quel che è forse più deprimente per i tifosi cinesi è che la loro Nazionale ha partecipato una sola volta alla <strong>Coppa del Mondo</strong> &#8211; nel 2002, uscendo alla fase a gironi senza segnare neppure un gol &#8211; mentre altre esordienti asiatiche come Georgia e Uzbekistan hanno appena strappato il pass per partecipare al <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mondiale-negli-usa-no-grazie-in-europa-crescono-le-voci-per-il-boicottaggio.html">torneo in programma in Usa, Messico e Canada.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Xi Jinping visits Manchester City FC" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/M-Q-M3B46oI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_M-Q-M3B46oI");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il flop calcistico cinese e l&#8217;ascesa statunitense</h2>



<p>Fino a qualche decennio fa andare a giocare nel campionato calcistico degli <strong>Usa </strong>equivaleva ad accettare un prepensionamento dorato: bassa qualità di gioco, scarsa rivalità ma enormi guadagni grazie a sponsor e marketing. Non è più così, visto che i club del Paese ospitano star mondiali ancora in hype &#8211; come Leo Messi – e tanti giovani promettenti: gli stessi che hanno reso temibile la nazionale degli <strong>Stati Uniti</strong>, co-organizzatrice degli attuali Mondiali. </p>



<p>Certo, gli americani hanno partecipato <strong>12 volte</strong> alla fase finale dei Mondiali con magre soddisfazioni ma alla fine sono comunque riusciti a trasformare – seppur in maniera artificiale – l&#8217;interesse per il pallone in un business ricchissimo. La stessa cosa non è invece riuscita alla Cina. All&#8217;ombra della Città Proibita questo sport riscuote un enorme successo presso la popolazione locale (1,4 miliardi di persone) ma non è ancora in grado di partorire giocatori e squadre competitive a livello internazionale. </p>



<p>Il risultato? L&#8217;assenza della Cina dai Mondiali. Un&#8217;assenza che diventa imbarazzante considerando che Xi Jinping ha più volte dichiarato di avere tre sogni calcistici nel cassetto: che la Cina si qualifichi per un Mondiale, che lo ospiti e che lo vinca.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-436472" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240916152417307_d80341f1d38a77eaf54a26c81120a3b8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Pallone sgonfiato</h2>



<p>Fin qui Xi non ha realizzato nessuno dei tre desideri sopra riportati. I miliardi spesi dai club – sponsorizzati da grandi aziende nazionali &#8211; per alimentare il campionato, la lotta alla corruzione, i rimpasti dei presidenti delle varie federazioni calcistiche: niente di tutto questo ha avuto gli effetti sperati. </p>



<p>Perché<a href="https://it.insideover.com/societa/la-fine-del-sogno-calcistico-cinese.html"> il pallone del Dragone è ancora sgonfio</a>? Tante le spiegazioni. C&#8217;è chi parla di elevate <strong>pressioni accademiche</strong> che impediscono ai giovani di emergere e chi sottolinea la <strong>mancanza di opportunità</strong> per i ragazzi nel calcio. Altri puntano il dito contro la <strong>dilagante corruzione</strong> che nel recente passato ha infestato il movimento. </p>



<p>In ogni caso, l&#8217;aspetto più curioso coincide con l&#8217;apparente incapacità cinese di risolvere questi problemi. A maggior ragione se il calcio, come abbiamo visto, è una priorità del suo stesso leader. </p>



<p>Xi potrebbe aver quasi perso le speranze. Il presidente cinese, infatti, non ha resistito alla tentazione di lanciare una frecciatina alla nazionale maschile. Durante una visita a una startup di robotica di Shanghai lo scorso anno, Xi ha osservato i robot all&#8217;avanguardia in movimento, poi ha scherzato con gli ingegneri: &#8220;Possiamo far entrare dei robot nella squadra?&#8221;. </p>



<p>Per la cronaca, nessun giocatore dell&#8217;attuale nazionale cinese milita in un club straniero. Al contrario, solo otto membri della squadra statunitense giocano nella <strong>Major League Soccer</strong>, il massimo campionato statunitense.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-521433" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260625154226972_5ad607228d644624082e24157e0aeceb.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Un nuovo momento Sputnik: così la Cina sta surclassando gli Usa nelle neuroscienze</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/un-nuovo-momento-sputnik-cosi-la-cina-sta-surclassando-gli-usa-nelle-neuroscienze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 04:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sfida lanciata dalla Cina nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale potrebbe non essere l&#8217;unico e ultimo “momento Sputnik” per gli Stati Uniti. All&#8217;orizzonte si sta infatti profilando un nuovo sorpasso, o quanto meno un deciso avvicinamento, di Pechino sul doppio fronte sanitario e scientifico. Lo ha detto in maniera chiara e cristallina Max Hodak, ex presidente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/un-nuovo-momento-sputnik-cosi-la-cina-sta-surclassando-gli-usa-nelle-neuroscienze.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/un-nuovo-momento-sputnik-cosi-la-cina-sta-surclassando-gli-usa-nelle-neuroscienze.html">Un nuovo momento Sputnik: così la Cina sta surclassando gli Usa nelle neuroscienze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260620125945715_0d698a590f9216e227c00878b8f697f5-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sfida lanciata dalla <strong>Cina </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/alessandro-aresu-deepseek-la-sorpresa-cinese-che-fa-il-botto-sullia.html">nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale</a> potrebbe non essere l&#8217;unico e ultimo “<strong>momento Sputnik</strong>” per gli <strong>Stati Uniti</strong>. All&#8217;orizzonte si sta infatti profilando un nuovo sorpasso, o quanto meno un deciso avvicinamento, di Pechino sul doppio fronte <strong>sanitario </strong>e <strong>scientifico</strong>. </p>



<p>Lo ha detto in maniera chiara e cristallina <strong>Max Hodak</strong>, ex presidente della società di <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-elon-musk.html">Elon Musk</a>, <strong>Neuralink</strong>, e adesso a capo dell&#8217;azienda di neurotecnologie Science Corp. Il discorso, a detta di Hodak, è molto semplice: gli Usa rischiano di cedere il loro primato nel suddetto settore al gigante asiatico, a meno che non accelerino lo sviluppo dei loro sistemi di ricerca e attuino importanti modifiche nella regolamentazione medica. </p>



<p>&#8220;Esiste una possibilità molto concreta che, senza una significativa riforma normativa, se sei un americano benestante, tra 10 anni l&#8217;unico posto in cui potrai ricevere cure oncologiche all&#8217;avanguardia sarà Shanghai&#8221;, ha dichiarato Hodak al sito <em>Semafor</em>, in occasione del summit Semafor Tech di San Francisco. Infine un allarme emblematico: &#8220;Dobbiamo tenere conto di questa eventualità. La Cina sta operando con grande competenza&#8221;. </p>



<p>Questo brillante dirigente ha di che preoccuparsi, visto che si occupa per lo più di <strong>interfacce cervello-computer (Bci)</strong>, e cioè di tecnologie che decodificano l&#8217;<strong>attività cerebrale</strong> per consentire a pazienti paralizzati di eseguire <strong>azioni fisiche</strong>, spesso usando chip impiantati nel cervello. La Cina ha infatti appena approvato la prima Bci in commercio anticipando gli Stati Uniti&#8230;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Central China’s first Brain-Computer Interface (BCI) clinic opens at Tongji Hospital, Wuhan" width="422" height="750" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/EXZl2sXxvIA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il boom della Cina sulle interfacce cervello-computer</h2>



<p>Per capire cosa sta accadendo in Cina è utile dare un&#8217;occhiata al gioiellino sviluppato da <strong>Neuracle Technology</strong>, una startup con sede a Shanghai, in collaborazione con i ricercatori dell&#8217;Università Tsinghua di Pechino. </p>



<p>Si chiama <strong>Neo </strong>ed è un dispositivo grande quanto una moneta. È un impianto cerebrale indicato per i pazienti di età compresa tra i 18 e i 60 anni che presentano paralisi a tutti gli arti a causa di lesioni del midollo spinale, ma che conservano ancora una certa funzionalità residua nelle braccia. </p>



<p>Neo ha ricevuto l&#8217;approvazione della National Medical Products Administration cinese, ossia l&#8217;ente responsabile della supervisione dei farmaci, e ha bruciato sul tempo diverse altre interfacce cervello-computer, compresa quella di Neuralink. A titolo esemplificativo la rivista <em>Mit Technological Review</em> ha raccontato la storia del signor Dong, un cinese di 39 anni con lesioni al midollo spinale causate da un incidente d&#8217;auto avvenuto sei fa e paralizzato dal collo in giù. </p>



<p>L&#8217;uomo ha scelto di aderire al programma promosso da Neuracle diventato una delle prime persone in Cina a ricevere una Bci invasiva tramite intervento chirurgico al cervello. Che cosa è successo? I medici hanno inserito i <strong>sensori </strong>di Neo sulla dura madre, lo strato esterno di tessuto che protegge e ricopre il cervello. I loro segnali vengono quindi trasmessi a un <strong>computer </strong>tramite un impianto posizionato sul cranio del paziente, il quale li traduce in segnali di comando per un <strong>guanto robotico </strong>morbido che Dong indossa durante le sessioni di allentamento giornaliere per imparare ad afferrare gli oggetti. In circa 11 mesi di riabilitazione l&#8217;uomo è stato in grado di scrivere il suo nome.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="China Approves World&#039;s First Invasive Brain-Computer Interface Medical Device" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/U7XcezfW-jI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_U7XcezfW-jI");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo momento Sputnik per gli Usa?</h2>



<p>Lo scorso marzo, l&#8217;impianto utilizzato da Dong è diventato il primo prodotto Bci invasivo al mondo ad essere approvato per l&#8217;uso al di fuori delle sperimentazioni cliniche. Nel momento in cui scriviamo è disponibile per alcuni pazienti con paralisi agli arti dovuta a lesioni del midollo spinale. </p>



<p>Cosa significa questa notizia? Che le suddette Bci, in Cina, sono pronte per la <strong>produzione su larga scala </strong>e per <strong>l&#8217;uso clinico</strong>. Oltre la Muraglia, la crescita di questo settore è destinato ad accelerare visto che all&#8217;interno dell&#8217;ultimo <strong>piano quinquennale</strong> approvato dal Partito Comunista Cinese è definito come &#8220;strategico&#8221;, e che quindi riceverà sostegno politico e finanziario dal governo guidato da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a>. </p>



<p>Al netto di Neo, in Cina sono in fase di sviluppo altri Bci per l&#8217;approvazione a livello nazionale, a partire da <strong>Beinao-1</strong>, realizzato dall&#8217;Istituto cinese per la ricerca sul cervello di Pechino e dalla sua startup affiliata, NeuCyber NeuroTech, che dovrebbe essere pronto entro il 2028. Se per gli Stati Uniti questa tendenza non è un campanello d&#8217;allarme, poco ci manca.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Elon Musk&#039;s Neuralink implants brain chip in first human" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/tN1lVwTHCMw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_tN1lVwTHCMw");</script>
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		<title>Un nome un programma: da Indopacom a Pacom, perché il comando Usa cambia sigla e cosa c&#8217;entrano India e Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-nome-un-programma-da-indopacom-a-pacom-perche-il-comando-usa-cambia-sigla-e-cosa-centrano-india-e-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 04:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Indiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tanti saluti al Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti (Indopacom). Il comando di combattimento delle forze armate degli Stati Uniti, responsabile delle operazioni militari e del coordinamento della sicurezza nell&#8217;area che si estende dall&#8217;Oceano Indiano all&#8217;Oceano Pacifico, ha cambiato nome. A partire dallo scorso 16 giugno, infatti, il Dipartimento della Difesa statunitense ha fatto sapere che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-nome-un-programma-da-indopacom-a-pacom-perche-il-comando-usa-cambia-sigla-e-cosa-centrano-india-e-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-nome-un-programma-da-indopacom-a-pacom-perche-il-comando-usa-cambia-sigla-e-cosa-centrano-india-e-cina.html">Un nome un programma: da Indopacom a Pacom, perché il comando Usa cambia sigla e cosa c&#8217;entrano India e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190925368_4de2da86c20a499fcb26c3c62d52d04c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tanti saluti al <strong>Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti (Indopacom)</strong>. Il comando di combattimento delle forze armate degli <strong>Stati Uniti</strong>, responsabile delle operazioni militari e del coordinamento della sicurezza nell&#8217;area che si estende dall&#8217;<strong>Oceano Indiano</strong> all&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>, ha cambiato nome. A partire dallo scorso 16 giugno, infatti, il Dipartimento della Difesa statunitense ha fatto sapere che l&#8217;Indopacom tornerà alla sua precedente denominazione: <strong>Comando del Pacifico degli Stati Uniti (Pacom)</strong>. &#8220;Il ripristino della denominazione storica USPACOM onora le profonde radici storiche del comando, promuovendo un senso di orgoglio e spirito collettivo tra tutti coloro che prestano servizio nel Pacifico&#8221;, si legge nel comunicato stampa del <strong>Pentagono</strong>. </p>



<p>Durante il primo mandato Trump, gli Usa avevano incluso la dicitura &#8220;Indo&#8221; nell&#8217;appellativo del suo più grande comando per sottolineare la crescente importanza dell&#8217;<strong>India</strong> nel loro pensiero strategico. Adesso, agli occhi di Washington, Delhi ha perso centralità strategica. Al suo posto, nell&#8217;architettura immaginata per contenere l&#8217;ascesa cinese in Asia, sono emersi nuovi attori: Corea del Sud, Filippine, Giappone, Australia, Singapore, Indonesia, Malesia, Thailandia e Vietnam. E pensare che nel 2018 l&#8217;allora Segretario alla Difesa <strong>Jim Mattis</strong> giustificava l&#8217;avvento dell&#8217;Indopacom riconoscendo &#8220;la crescente connettività degli oceani Indiano e Pacifico&#8221; necessaria per imbrigliare la <strong>Cina</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="736" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190841634_dc93cec4b9ed48f9e1ce3fe7f1e32184-1024x736.jpg" alt="" class="wp-image-520946" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190841634_dc93cec4b9ed48f9e1ce3fe7f1e32184-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190841634_dc93cec4b9ed48f9e1ce3fe7f1e32184-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190841634_dc93cec4b9ed48f9e1ce3fe7f1e32184-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190841634_dc93cec4b9ed48f9e1ce3fe7f1e32184-1536x1104.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190841634_dc93cec4b9ed48f9e1ce3fe7f1e32184-600x431.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619190841634_dc93cec4b9ed48f9e1ce3fe7f1e32184.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un cambiamento strategico</h2>



<p>Sia chiaro: il cambio di nome non avrà alcun impatto sulla missione del comando né sulle aree di <strong>responsabilità operativa</strong> che erano in vigore sotto l&#8217;egida di Indopacom. La svolta dell&#8217;amministrazione Trump, tuttavia, rinnega quanto fatto otto anni fa, quando la Casa Bianca utilizzò la parolina &#8220;Indo&#8221; per segnalare alla Cina che i suoi progetti di dominare i mari del continente asiatico, passando anche attraverso l&#8217;Oceano Indiano, sarebbero stati da quel momento in poi messi in discussione. Per riuscire nell&#8217;intento, gli Usa avevano intensificato i legami militari con l&#8217;India, <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-hanno-paura-di-perdere-lindia-trump-invia-rubio-da-modi.html">poi raffreddatisi con la seconda rielezione di Trump</a>. </p>



<p>Certo, la svolta sull&#8217;Indopacom rientra nel vasto programma di <em><strong>rebranding </strong></em>lanciato dal Pentagono che ha toccato, tra gli altri, il Dipartimento della Difesa rinominato &#8211; per il momento non ancora in via ufficiale &#8211; Dipartimento della Guerra. C&#8217;è però dell&#8217;altro dietro alla svolta statunitense. Se in passato l&#8217;obiettivo dell&#8217;Indopacom consisteva nel costringere la Cina a distogliere la sua attenzione da <strong>Taiwan</strong>, nonché dalle dispute marittime nel <strong>Mar Cinese Orientale e Meridionale</strong>, con il Pacom viene meno il concetto cardine di una &#8220;grande strategia americana&#8221; continentale. Questo non significa, come ha giustamente scritto <em>Foreign Policy</em>, che l&#8217;amministrazione Trump stia assecondando le mire cinesi nella regione, ma che ha cambiato visuale e visione operativa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">U.S. Soldiers assigned to the 25th Infantry Division conduct a landing zone reconnaissance flight during Exercise Salaknib 2026 near Cagayan North International Airport, Lal-lo, Philippines.<br><br>📍Philippines<br>📸 Sgt. Olivia Cowart<a href="https://x.com/hashtag/PACOM?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#PACOM</a> <a href="https://x.com/hashtag/USArmy?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#USArmy</a> <a href="https://x.com/hashtag/25thID?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#25thID</a> <a href="https://x.com/hashtag/Salaknib?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Salaknib</a> <a href="https://x.com/hashtag/Lethality?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Lethality</a>… <a href="https://t.co/Pl7heuse24">pic.twitter.com/Pl7heuse24</a></p>&mdash; U.S. Pacific Command (@USPACOM) <a href="https://x.com/USPACOM/status/2067398759768617425?ref_src=twsrc%5Etfw">June 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa degli Usa e la Cina</h2>



<p>Cosa significa allora tutto questo? Primo: nelle intenzioni degli Usa, l&#8217;India non svolgerà più un <strong>ruolo centrale</strong> nel bilanciare la proiezione cinese nella regione. Secondo: l&#8217;Oceano Indiano non risulterà più di primaria importanza per gestire la rivalità con Pechino. Terzo: Delhi è esclusa dal dossier taiwanese. Quarto: in caso di guerra contro la Repubblica Popolare Cinese, gli Stati Uniti si concentreranno sullo <strong>Stretto di Taiwan</strong>, affidandosi ai partner racchiusi nel quadrante che va dal Giappone alle Filippine. Non oltre. </p>



<p>L&#8217;ultimo aspetto da considerare è che l&#8217;avvento del Pacom arriva poco <a href="https://it.insideover.com/politica/la-trappola-di-tucidide-i-ceo-usa-le-richieste-cinesi-come-andato-lincontro-tra-trump-e-xi.html">dopo il viaggio di Trump in Cina</a>, una trasferta che il tycoon ha sfruttato per provare a stabilizzare le relazioni con <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html">Xi Jinping</a>. La nuova denominazione, dunque, serve a ridurre l&#8217;importanza del <strong>quadro indo-pacifico</strong>: un assist che il Dragone accoglierà con piacere in vista di prossimi e futuri dialoghi. </p>



<p>La sensazione è che Washington abbandonerà l&#8217;idea di affidarsi a un gioco delle coalizioni con più governi asiatici, come accaduto sotto la prima amministrazione Trump, preferendo invece raggiungere un <strong>equilibrio di potere</strong>. Ecco, quindi, che l&#8217;Indopacom lascia il posto al Pacom.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619191005213_66a262260a9e9d9ed852599b8ca579c8-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-520948" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619191005213_66a262260a9e9d9ed852599b8ca579c8-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619191005213_66a262260a9e9d9ed852599b8ca579c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619191005213_66a262260a9e9d9ed852599b8ca579c8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619191005213_66a262260a9e9d9ed852599b8ca579c8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619191005213_66a262260a9e9d9ed852599b8ca579c8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619191005213_66a262260a9e9d9ed852599b8ca579c8.jpg 1778w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-nome-un-programma-da-indopacom-a-pacom-perche-il-comando-usa-cambia-sigla-e-cosa-centrano-india-e-cina.html">Un nome un programma: da Indopacom a Pacom, perché il comando Usa cambia sigla e cosa c&#8217;entrano India e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>500 miliardi investiti negli Usa per evitare i dazi di Trump. Ai giapponesi non sembra più un affare&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/500-miliardi-investiti-negli-usa-per-evitare-i-dazi-di-trump-ai-giapponesi-non-sembra-piu-un-affare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Giappone investirà 550 miliardi di dollari negli Usa, ma cresce il timore che ciò penalizzi gli investimenti e la produttività interna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/500-miliardi-investiti-negli-usa-per-evitare-i-dazi-di-trump-ai-giapponesi-non-sembra-piu-un-affare.html">500 miliardi investiti negli Usa per evitare i dazi di Trump. Ai giapponesi non sembra più un affare&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618131859980_bf23a296db25a2b48a7f27d89c8d4d09-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Giappone </strong>è riuscito a evitare il diluvio dei dazi di <strong>Donald Trump</strong> contro le sue aziende grazie a un particolare <strong>accordo </strong>raggiunto con gli <strong>Stati Uniti</strong>. Per ingraziarsi il tycoon, Tokyo si è impegnata a investire, concedere prestiti e offrire garanzie statali per finanziare progetti negli Stati Uniti per un valore complessivo di <strong>550 miliardi di dollari</strong> entro il 2029, anno in cui si concluderà il secondo mandato di Trump. Lo scorso febbraio sono stati resi noti i primi tre: una <strong>centrale elettrica a gas naturale</strong> da 33 miliardi di dollari e 9,2 gigawatt in Ohio, un <strong>impianto di esportazione di petrolio greggio</strong> in acque profonde in Texas (2,1 miliardi) e una <strong>fabbrica di diamanti industriali sintetici</strong> in Georgia (600 milioni). Questi progetti sono il risultato di mesi di intensi negoziati e coinvolgono importanti aziende giapponesi. </p>



<p>Il ministero dell&#8217;Economia di Tokyo ha fatto sapere che <strong>Toshiba</strong>, <strong>Hitachi </strong>e <strong>Mitsubishi Electric</strong> sono interessati a fornire beni alla centrale elettrica a gas, mentre le aziende siderurgiche <strong>Nippon Steel</strong> e <strong>Jfe Steel</strong>, insieme a al gruppo di navigazione <strong>Mitsui Osk Lines</strong>, hanno messo nel mirino il sito petrolifero. Per il ministro nipponico dell&#8217;Economia, <strong>Ryosei Akazawa</strong>, che ha mediato l&#8217;accordo con il segretario al commercio Usa, <strong>Howard Lutnick</strong>, questo accordo rappresenterebbe &#8220;la promozione di vantaggi reciproci tra Giappone e Stati Uniti&#8221;, o meglio ancora, &#8220;una relazione vantaggiosa per entrambe le parti&#8221;. A Tokyo c&#8217;è chi ha iniziato a dubitare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-505015" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210100248120_aa30d7dcf2872f8b257a033b264451fb.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo con gli Usa: un&#8217;opportunità o un rischio?</h2>



<p>La situazione sta assumendo una certa importanza visto che tra i dubbiosi c&#8217;è uno dei più alti dirigenti giapponesi. <strong>Yoshimitsu Kobayashi</strong>, presidente del think tank economico <em>Japan Productivity Centre</em>, ha lanciato un allarme sul <em>Financial Times</em> in merito ai continui flussi di denaro diretti dalle aziende nipponiche agli Stati Uniti, peraltro in un momento in cui all&#8217;ombra del Monte Fuji crescono le preoccupazioni per la mancanza di investimenti interni che sarebbero necessari per risollevare la produttività nazionale in calo. </p>



<p>&#8220;Possiamo davvero continuare a destinare 550 miliardi agli investimenti negli Stati Uniti mentre gli investimenti in Giappone si stanno prosciugando?&#8221;, si è chiesto Kobayashi, già presidente di Tokyo Electric Power, la più grande azienda elettrica del Paese, e di Mitsubishi Chemical. La domanda è particolarmente spinosa. </p>



<p>Molti esperti hanno iniziato a mettere in discussione sia la fattibilità di un simile investimento sia, soprattutto, le implicazioni per l&#8217;<strong>economia giapponese</strong>. Certo, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giappone-sposa-lagenda-usa-si-rafforza-lasse-tra-trump-e-takaichi.html">il Giappone era sotto pressione</a> ed è stato pressoché costretto a scendere a compromessi con Washington. I termini dell&#8217;intesa, tra l&#8217;altro, sono particolarmente vantaggiosi per gli Usa. </p>



<p>Un esempio? Conferiscono a Trump il <strong>potere decisionale finale</strong> su quali progetti saranno approvati e impongono un termine di 45 giorni tra l&#8217;annuncio degli stessi e l&#8217;obbligo di Tokyo di soddisfare le richieste di finanziamento. Non solo: se il Giappone ritardasse o decidesse di non investire più nei piani, rischierebbe sanzioni sotto forma di aumento delle tariffe doganali o di pagamenti compensativi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-1024x683.jpg" alt="Iran-Usa. Guerra aperta o accordo minimale?" class="wp-image-518588" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tokyo sotto pressione</h2>



<p>Il fatto di destinare oltre 500 miliardi a investimenti oltre Oceano si scontra con uno degli obiettivi fissati dal governo di <a href="https://it.insideover.com/politica/profilo-takaichi-sanae-la-donna-che-punta-a-guidare-il-giappone.html">Takaichi Sanae</a>: incrementare la <strong>produttività del lavoro</strong> del 15% entro il prossimo quinquennio, così da promuovere <a href="https://it.insideover.com/economia/da-kkr-a-blackstone-cosi-i-grandi-fondi-usa-si-mangiano-leconomia-del-giappone.html">una crescita interna</a>. Il Japan Productivity Centre ha tuttavia individuato proprio nella <strong>debolezza </strong>degli <strong>investimenti interni</strong> &#8211; una debolezza acuitasi a partire dalla crisi finanziaria del 2008 &#8211; la causa principale del nodo che intende sciogliere la premier. Secondo l&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro, il prodotto economico del Giappone per ora lavorata vale 53 dollari (al netto del potere d&#8217;acquisto), rispetto a una media di 75 dollari delle nazioni del G7. </p>



<p>Forse, ha lasciato intendere Kobayashi, Tokyo farebbe bene a destinare maggiori risorse a problemi interni. In ogni caso, il meccanismo per evitare i dazi di Trump è già stato perfezionato: i progetti sono finanziati dalla banca statale <strong>Japan Bank for International Cooperation</strong> e da altri istituti commerciali sostenuti da <strong>Nexi</strong>, l&#8217;agenzia di credito all&#8217;esportazione. </p>



<p>&#8220;Il Giappone fornisce il capitale. Le infrastrutture vengono costruite negli Stati Uniti. I proventi sono strutturati in modo tale che il Giappone ottenga un ritorno sull&#8217;investimento e gli Usa acquisiscano risorse strategiche, una maggiore capacità industriale e un rafforzamento del proprio predominio energetico&#8221;, ha affermato Lutnick. Ecco, in Giappone c&#8217;è chi inizia a pensarla un po&#8217; diversamente&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-512841" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Trump-USA-petrolio-esportazioni-Asia-Stati-Uniti-Oil.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/500-miliardi-investiti-negli-usa-per-evitare-i-dazi-di-trump-ai-giapponesi-non-sembra-piu-un-affare.html">500 miliardi investiti negli Usa per evitare i dazi di Trump. Ai giapponesi non sembra più un affare&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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