REPORTAGE | Afghanistan, la deputata coraggiosa
La più giovane deputata del Parlamento chiuso dai talebani: "La morte? Non ho paura"
La più giovane deputata del Parlamento chiuso dai talebani: "La morte? Non ho paura"
Il movimento talebano, vinte le due battaglie più importanti – la cattura di Kabul e il soffocamento della resistenza nel Panjshir –, sta cominciando a focalizzare risorse, sforzi e attenzione sui fascicoli che contano, come l’istituzionalizzazione del proprio pensiero, la...
La talebanizzazione dell’Afghanistan è destinata ad avere un impatto profondo in Asia centrale, e a latere sull’intera Eurasia, perciò le classi dirigenti delle principali potenze interessate dall’evento, dalla Russia all’India, hanno messo a lavoro i propri esperti – diplomatici, politologi,...
Le cronache del 2021 riportano le avanzate talebane in Afghanistan. Il ritorno degli studenti coranici a Kabul ha rappresentato uno dei capovolgimenti politici e militari più clamorosi della storia recente. Ma non è soltanto nel Paese asiatico che si stanno...
Prove di forza dei talebani anche nella città santuario di Kandahar con pattugliamenti per le strade. E il ministro dell'informazione provinciale assicura: nessuna divisione tra gli eredi del Muallah Omar
Il direttore dell'istituto a Jebrael: «I talebani vietano le lezioni ai ragazzi tra 12 e 18 anni. E non pagano i prof»
Tra paura per il futuro, e soprattutto per le rappresaglie da parte dei talebani. Ecco com'è la capitale dell'Afghanistan sotto il controllo dei miliziani (Reportage di Fausto Biloslavo)
«Zanda bad Emirate islami», lunga vita all'Emirato islamico, urlano i talebani in tenuta da combattimento che hanno conquistato l'Afghanistan. Non è facile andare «embedded» con i nuovi padroni del paese, ma una volta accettati si mettono addirittura in posa per farsi scattare una fotografia. «Sono nato talebano» esordisce il comandante maulawi Mohammed Sharif Amadi. A 46 anni combatte con i seguaci di mullah Omar fin dal primo emirato islamico. Barbone nero come la pece e turbante dello stesso colore è orfano di guerra. «Mio padre ha imbracciato le armi nella jihad degli anni Ottanta, ma è stato ucciso dai russi» racconta Amadi. E aggiunge «tutta la famiglia è talebana. Sono orgoglioso di essere il primo ad avere raccolto il testimone combattendo contro gli americani».
La sparatoria infuocata e le botte che disperdono il corteo di uomini e donne coraggiosi che manifestano contro il nuovo Emirato e per la democrazia non è la fine, ma l'inizio di una disavventura nelle mani dei talebani. Sapevo bene come andava a finire e non potevo tagliare la corda, ma dovevo filmare le fucilate dei talebani. Durante gli spari un miliziano dell'Amyati mili, le forze di sicurezza del nuovo Emirato equipaggiate come gli americani, si avventa sul mio telefonino, che ha filmato tutto. La lotta è furiosa, ma non mollo la presa e mi lancio in mezzo alle donne terrorizzate e accovacciate a terra perché so che non mi correrà dietro in mezzo a decine di afghane velate e urlanti per la paura.
Nel ventesimo anniversario dell’11 settembre, il mondo continua a cambiare e di certo non in meglio. Tutti noi, al solo ricordo di quell’aereo che si schiantava contro la Torre Nord del World Trade Center, continuiamo a rivivere le stesse sensazioni...