A Kolomya, nella regione ucraina di Ivano-Frankivsk, due sconosciuti hanno fatto saltare in aria la sede del locale ufficio di reclutamento. Che fossero sconosciuti è ovvio, perché non sono stati arrestati. Che fossero due lo si vede dal video delle telecamere di sicurezza, che li riprendono mentre fuggono nella neve dopo aver innescato i loro ordigni. I commenti locali sulla rete dicono che i reclutati di Kolomya fossero particolarmente “duri” e detestati, ma questo è un argomento ininfluente, perché da ogni parte dell’Ucraina piovono video in cui si vedono i reclutatori trascinare su anonimi pulmini poveri disgraziati da spedire al fronte, mentre questi cercano in ogni modo di divincolarsi e intorno le loro madri, mogli e sorelle urlano.
Questa è una delle tante realtà dell’Ucraina impegnata a resistere ai russi che gli europei, assai più smaniosi di punire i russi che di salvare gli ucraini, semplicemente non vogliono vedere. E infatti: chi ha letto, sui giornali italiani, la notizia che Volodymyr Zelensky ha firmato il decreto 108/2026 intitolato “Sulle modifiche al Regolamento sul servizio militare nelle Forze Armate dell’Ucraina da parte dei cittadini ucraini” che stabilisce che durante la legge marziale le persone di 60 o più anni possono essere accettate nel servizio militare? Rispondo io: nessuno, perché i nostri giornali non l’hanno scritto.
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