Pensate che fortuna: dal 2027 le donne russe potranno guidare gli escavatori o scendere in miniera. Lo ha annunciato il ministero del Lavoro, anticipando qualche possibile esito della revisione della lista delle “professioni non femminili”, ovvero la lista che era stata elaborata in epoca sovietica come un sistema per proteggere la salute (in particolare la salute riproduttiva) delle donne, esentandole (o escludendole, dipende dai punti di vista), dai lavori più pesanti.
La lista, che le femministe russe hanno a lungo considerato una vera “lista nera”, comprendeva appunto 456 professioni e mestieri considerati solo maschili.
Dall’Urss la lista era poi passata, quasi tale e quale, nelle legislazioni dei quindici nuovi Paesi indipendenti, Federazione russa compresa. E, per quanto riguarda la Russia, è stata aggiornata solo nel 2021, quando i mestieri e le professioni “men only” sono scesi a un centinaio. Adesso, come detto, si annunciano nuove “aperture”, termine che mettiamo tra abbondanti virgolette per diverse due ragioni.
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