Dall’inizio della cosiddetta “operazione militare speciale”, ovvero invasione dell’Ucraina, la Russia ha registrato un drastico aumento degli attacchi hacker e delle truffe informatiche. Più 22% nel solo 2022, con agenzie statali, grandi aziende e banche come primi obiettivi. Non che prima mancassero. Ma non in quella misura, non con gli stessi obiettivi (prima era il denaro, dal 2022 in poi il denaro e il desiderio di creare difficoltà al Cremlino) e non con gli stessi protagonisti: ai gruppi hacker criminali si sono uniti gli specialisti cyber dei Paesi che si oppongono alla Russia, a cominciare da quelli ucraini.
Le truffe informatiche o telefoniche sono diventate una spina nel fianco della società russa. Il ministero degli Interni non fa che aggiornare le statistiche, sia degli utenti colpiti sia delle somme estorte: secondo Sberbank, la Cassa di risparmio statale, si parla di 120 miliardi di rubli ($1.53 miliardi di dollari) nel 2022, il doppio nel 2023, e quasi 4 miliardi di dollari nel 2024. Uno dei trucchi più usati è quello di fingersi poliziotti o funzionari e dire alla vittime che il suo contro bancario è stato hackerato e il denaro trasferito in Ucraina, cosa che potrebbe portare a un’imputazione per tradimento. Così la vittima si affanna a spostare il denaro, esponendosi ai pericolosi “consigli” del truffatore.
I problemi non militari della società russa in questi anni di guerra sono spesso travisati, sottostimati o semplicemente ignorati. Eppure influiscono non solo sulla vita dei russi ma anche sulle scelte delle autorità in altri settori. Scoprire nuovi risvolti è facile: abbonati a InsideOver e ricevi ogni settimana Inside Russia, la newsletter dedicata alla Russia e ai Paesi vicini.