Russia e Giappone, rissa infinita per le Curili

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Nei giorni scorsi Vladimir Putin si è recato sull’isola di Sakhalin, nell’Estremo Oriente russo, per assistere alle esercitazioni della Flotta del Pacifico e incontrare i responsabili militari ei dei servizi di sicurezza della regione. Poi, a sorpresa, si è allungato fino alle Isole Curili, dove ha incontrato i rappresentanti dei circa 20 mila russi che ci vivono e ha anche visitato uno stabilimento per la lavorazione del pesce. È stata la sua prima visita, in 25 anni al Cremlino, in questo territorio e la seconda di un leader russo dopo quella di Dimitrij Medvedev, allora presidente, nel 2010. A seguire, le furibonde reazione del Giappone che, attraverso il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi ha dichiarato che “”I Territori del Nord … sono una parte intrinseca del territorio giapponese sia storicamente che secondo il diritto internazionale, e il governo giapponese protesta fermamente contro questa visita”…

… Vale la pena di ricordare in breve la storia particolarissima delle quattro isole che compongono l’arcipelago: Kunashir, Habomai, Shikotan e Iturup per i russi, mentre per i giapponesi sono Kunashiri, Habomai, Shikotan ed Etorofu. Kurili per i russi, Territori del Nord per i giapponesi. L’Unione Sovietica si impadronì delle isole nell’agosto del 1945, dopo aver dichiarato guerra al Giappone (8 agosto). Cosa che avvenne, però, solo dopo il lancio della bomba atomica americana, ovvero sei giorni prima della dichiarazione di resa da parte di Tokyo. Subito dopo i sovietici deportarono la popolazione giapponese e ripopolarono le isole, trasformandole in un avamposto militare (Putin lì ha visitato la nave ammiraglia della Flotta del Pacifico) di grande importanza strategica, anche durante la Guerra Fredda, affacciato com’è su Hokkaido, l’isola più importante del Nord del Giappone…

Le Curili sono la vera ragione per cui tra Urss-Russia e Giappone non si è tuttora arrivati a un vero trattato di pace post-seconda guerra mondiale, nonostante che nel 1956 i due Paesi abbiano firmato una dichiarazione congiunta che prevedeva la fine dello stato di guerra e il ripristino delle relazioni diplomatiche, in vista di un vero trattato di pace. Inutile sottolineare che da quel momento si aprirono discussioni infinite che, tra illusorie schierate e ripetuti irrigidimenti, hanno trascinato lo stallo fino ai giorni nostri. Cosicché anche tra Russia e Giappone, in un certo senso, la seconda guerra mondiale non è mai davvero finita.

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