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Mali, così gli islamisti puntano al processo di “normalizzazione”

In Mali come in Siria: i gruppi vicini ad Al Qaeda puntano ad accreditarsi come forza di governo e non come gruppo jihadista

Jnim è acronimo di Jamaat Nuṣrat al-Islam wa-l muslimin e rappresenta di fatto la costola di Al Qaeda più importante in tutto il Sahel. Il 25 aprile i miliziani hanno avviato un’offensiva su più fronti contro le istituzioni centrali e l’impressione è che adesso il gruppo, in vista di possibili ribaltoni, voglia accreditarsi come forza di governo. Il tutto grazie a un’inedita alleanza con le forze tuareg, nata dal fatto che le due fazioni hanno un nemico in comune: il governo del generale Assimi Goita. Esattamente come visto in Siria nel 2024, con la “normalizzazione” del Fronte Al Nusra, anche il Jnim punta a diventare accettabile agli occhi interni e soprattutto davanti le cancellerie internazionali. Ad ogni modo, i messaggi del Jnim appaiono chiari: evitare stragi di prigionieri, liberare i soldati semplici, parlare di nazionale maliana e non più di califfato del Sahel.


Difficile però dire se l’azione di trasformazione dell’immagine basterà a cancellare il passato (e anche il presente, sotto il profilo ideologico) qaedista. Sul piano interno, senza dubbio il Jinm potrebbe ottenere maggiore credito da parte di una popolazione da tempo stanca della debolezza dello Stato e sempre più incline ad appoggiare l’influenza della religione nella società. Per saperne di più, abbonati a InsideWar!

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