Dopo essersi per anni combattuti, sia pure a distanza, Vladimir Putin e Mohammed al-Sharaa, ora presidente ad interim della Siria ma prima comandante delle formazioni islamiste di Hayat Tahrir al Sham, si sono stretti la mano al Cremlino. Un primo incontro ufficiale dopo quasi un anno di relazioni grigie e scarse, dovuto all’appoggio che la Russia per quasi un decennio ha fornito a Bashar al-Assad. Appoggio che si realizzava anche nel bombardare le basi degli uomini di Al Jolani. Questi precedenti, però, nella politica internazionale contano poco quando subentrano gli interessi. E Russia e Siria, oggi, hanno interessi strategici ed economici che spingono a ristabilire relazioni decenti a dispetto del passato. Si dice che Al-Sharaa abbia chiesto la “testa” di Bashar al-Assad, rifugiato a Mosca dal dicembre 2024. Noi pensiamo di no e spieghiamo perché nella newsletter InsideRussia, che arriva puntualmente il giovedì mattina agli abbonati di InsideOver. Abbonarsi è facile, ti consentirà non solo di avere notizie che non trovi altrove ma anche a sostenere un giornalismo libero e indipendente.
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