Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Sia a Tel Aviv che a Teheran non è più tabù parlare di un nuovo imminente episodio della guerra tra lo Stato ebraico e la Repubblica Islamica. La guerra di giugno cioè, potrebbe non limitarsi a quei 12 giorni in cui i due Paesi si sono reciprocamente scambiati raid, ordigni, missili e droni. Oltre alle dichiarazioni giunte da Israele e dall’Iran, ci sono le ultime mosse del governo di Netanyahu a far pensare a un nuovo possibile conflitto.

Il recente raid in Yemen, dove è stata decimata la leadership degli Houthi, potrebbe rappresentare un preambolo di una possibile nuova guerra contro Teheran. Nel frattempo, l’Europa si è chiamata fuori dal trattato sul nucleare iraniano siglato nel 2016: secondo Francia, Regno Unito e Germania, la Repubblica Islamica non starebbe rispettando i patti e sono pronte nuove sanzioni. Misure che potrebbe offrire un vero e proprio assist (volontario o meno) per Netanyahu.

Abbonati qui per ricevere InsideWar

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto