InsideWar – La minaccia dell’Iran: È massima allerta nel Medio Oriente in attesa di negoziati

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Lo schieramento degli Stati Uniti in Medio Oriente è stato completato. Asset d’attacco e difesa sono stati notati e annotati dagli osservatori internazionali che vengono passo dopo passo alimentati da voci di corridoio, del Pentagono, del governo, degli attaché che lasciano trapelare indiscrezioni non sempre confermate – come l’attacco imminente del 14 gennaio – nei palazzi e nelle ambasciate europee. Ora, però, a quasi trenta giorni dall’inizio delle rivolte popolari in Iran, dove si contano oltre 6.000 morti, gli ayatollah inviano un messaggio all’America di Donald Trump e ai suoi alleati regionali: se ci sarà un attacco, la risposta questa volta sarà adeguata e non limitata a un “gesto simbolico“. Per il tenente generale Armagost, vicecomandante dell’Air Force Global Strike Command, infatti, non si possono fare paragoni con l’operazione Midnight Hammer, che a suo dire è stata un’azione mirata: “un gioco in un gioco. Non era il gioco scritto in grande“. Questo è dunque valso anche per la “risposta” di Teheran?

In attesa dell’incontro che si terrà a Istanbul tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff, unica chance di una de-escalation, la “risposta militare” dell’Iran resta al centro della nostra attenzione, e quindi dell’articolo dedicato ai nostri abbonati.

Le tensioni nel mondo, dopo una lunga fase di distensione, sono sempre più diffuse nelle latitudini e longitudini del globo soggetto al nuovo assetto multipolare. Per navigare in scenari tanto complessi, InsideWar, la newsletter che studia i cambiamenti dei conflitti e delle dinamiche militari, vuole offrire i punti di vista frutto delle analisi, la competenza e l’approfondimento di Paolo Mauri, Mauro Indelicato, e dell’autore della pubblicazione odierna. Per riceverla, abbonatevi a InsideOver e potrete essere informati attentamente sui principali campi di battaglia attuali e potenziali del mondo.