Carissime lettrici, cari lettori,
benvenuti a una nuova edizione di #InsideUsa, la vostra guida settimanale per esplorare i retroscena politici e culturali che stanno plasmando il presente e il futuro degli Stati Uniti. Io sono Roberto Vivaldelli e, come ogni giovedì, vi porto direttamente nel cuore delle dinamiche della superpotenza americana. Pronti? Partiamo!
Questa settimana su InsideUsa (in esclusiva per gli abbonati) vi raccontiamo come, negli Stati Uniti, stiano tornando con forza le proteste contro la detenzione familiare da parte dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale per l’immigrazione e le dogane, nel contesto della stretta migratoria promossa dall’amministrazione Trump nel suo secondo mandato. Il detonatore principale di questa nuova ondata di mobilitazioni, riporta il Guardian, è stato l’arresto e la detenzione del piccolo Liam Conejo Ramos, un bambino di cinque anni, avvenuto a gennaio 2026 durante un’operazione Ice in Minnesota.
In Pennsylvania, ad esempio, studenti di Quakertown hanno organizzato walkout contro le operazioni Ice il 20 febbraio scorso. La scuola ha vietato l’iniziativa per motivi di sicurezza, ma decine di ragazzi hanno comunque lasciato l’edificio, portando a un lockdown di due scuole e scontri con la polizia.
Per ora, è tutto. Vi aspettiamo su #InsideUsa!