Care lettrici e cari lettori,
benvenuti a una nuova edizione di #InsideUsa, la vostra lente sugli Stati Uniti e le dinamiche che ne plasmano il futuro. Un segnale di cambiamento arriva da Washington: il senatore repubblicano Lindsey Graham, noto per la sua linea dura anti-russa, apre a una soluzione negoziata per il conflitto in Ucraina. In un’intervista a Meet the Press di NBC, Graham ha suggerito uno “scambio di territori” per porre fine alla guerra, un’inversione rispetto alla sua posizione del 2023, quando rifiutava cessioni territoriali. Le sue parole, in linea con quelle del Segretario generale NATO Mark Rutte, riflettono la pressione dell’avanzata russa e un pragmatismo crescente anche tra i falchi di Washington.
L’ipotesi di un summit in Alaska tra Trump e Putin, con la possibile partecipazione di Zelenskyy, accende il dibattito. Mentre Kiev respinge l’idea di cedere territori, Graham insiste su garanzie di sicurezza per l’Ucraina, come il rafforzamento militare e la presenza di forze europee. Tuttavia, le reazioni sono contrastanti: il Segretario NATO Rutte chiede il coinvolgimento ucraino, mentre John Bolton critica la scelta dell’Alaska come “legittimazione” di Putin. Con l’avanzata russa e la stanchezza in Europa e Usa verso questa guerra, la diplomazia sembra (finalmente) guadagnare terreno. Il summit in Alaska sarà un punto di svolta o solo un esercizio simbolico? Lo scopriremo presto.
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