InsideUsa – Il divorzio Trump-Netanyahu e il riscatto di Vance in vista del 2028

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Carissime lettrici, cari lettori,

Benvenuti a una nuova edizione di #InsideUsa, la vostra guida settimanale per esplorare i retroscena politici e culturali che stanno plasmando il presente e il futuro degli Stati Uniti. Io sono Roberto Vivaldelli e, come ogni giovedì, vi porto direttamente nel cuore delle dinamiche della superpotenza americana. Pronti? Partiamo!

Questa settimana, nell’articolo riservato agli abbonati di InsideUsa, vi parliamo della crisi senza precedenti che sta mettendo in fibrillazione l’alleanza storica tra Stati Uniti e Israele, con il presidente Donald Trump che, secondo il giornalista Seymour Hersh, avrebbe dichiarato a Netanyahu che la loro “storia d’amore” è finita, spinto dal suo ossessivo obiettivo di controllare le risorse petrolifere globali e dall’esasperazione per le operazioni militari israeliane che minacciano i suoi piani.

In questo contesto di tensione, emerge la figura del vicepresidente J.D. Vance, il quale, forte dell’immunità costituzionale che lo protegge da un eventuale licenziamento da parte di Trump, sta tessendo con mosse calibrate la sua trama per la corsa alla Casa Bianca del 2028, prendendo progressivamente le distanze dal presidente su temi cruciali come l’immigrazione, la politica estera in Medio Oriente e persino lo stile comunicativo, per costruirsi un’identità politica autonoma in vista della sfida con il rivale neocon Marco Rubio.

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