Carissime lettrici, cari lettori,
benvenuti a una nuova edizione di #InsideUsa, la vostra guida settimanale per esplorare i retroscena politici e culturali che stanno plasmando il presente e il futuro degli Stati Uniti. Io sono Roberto Vivaldelli e, come ogni giovedì, a partire dalle ore 7 del mattino, vi porterò direttamente nel cuore delle dinamiche della superpotenza americana. Pronti? Partiamo!
Nella nostra esclusiva per gli abbonati, vi raccontiamo come, mentre milioni di americani tiravano un sospiro di sollievo per la firma presidenziale che mercoledì scorso poneva fine allo shutdown più lungo della storia (43 giorni), quasi nessuno abbia notato il “regalino” nascosto nel provvedimento di riapertura del governo: ben 850 milioni di dollari aggiuntivi infilati a favore di due programmi militari nucleari già fortemente criticati per costi esplosi e utilità discutibile.
Si tratta del bombardiere stealth B-21 Raider di Northrop Grumman (che ha già superato i 200 miliardi complessivi) e del nuovo missile balistico intercontinentale Sentinel, erede degli antiquati Minuteman III, il cui prezzo è schizzato dell’80% fino a quasi 141 miliardi. Soldi freschi per hangar blindati, simulatori, rifugi anti-bomba e persino un corridoio sotterraneo da 130 milioni in Wyoming, mentre 800.000 dipendenti federali erano rimasti senza stipendio e si rischiava di non pagare i militari.
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