InsideRussia – Anche sulla guerra all’Iran è “contrordine compagni”

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La guerra scatenata da Israele e Usa contro l’Iran, per quanto terribile, è ancora così giovane (un paio di settimane) da permetterci di ricordare che cosa si diceva durante i primi attacchi. Nei c0mmenti della prima ora questa guerra doveva essere un colpo tremendo per la Russia e per la Cina, tra i grandi Paesi di certo quelli più vicini al regime degli ayatollah. Ma sono passate appena due settimane e il discorso pubblico ha già rovesciato i termini. Tutti a imprecare perché, con il blocco dello Stretto di Hormuz e l’aumento dei prezzi di gas (+ 60%) e petrolio (+ 40%), la Russia sta guadagnando un sacco di soldi, con cui ovviamente rifinanzia la guerra contro l’Ucraina. E anche la Cina sembra cavarsela non tanto male tra imponenti riserve strategiche (buona per tener duro sei mesi, pare), un transizione verso le energie alternative molto ben avviata e la solita prudenza del regime di Xi Jinping.

Contrordine compagni, dunque. Una retromarcia che deve servirci da utile lezione. E rivela la sempiterna tendenza di noi europei a scambiare i desideri per i fatti. È chiaro, per come vanno le cose negli ultimi tempi, che ci farebbe tanto piacere vedere in difficoltà Russia e Cina, Paesi che con toni diversi abbiamo comunque dichiarato “nemici”. Ma inventarcele, quelle difficoltà, per darci una botta di ottimismo (e, diciamolo pure, anche di propaganda) è una pessima strategia.