InsideOsint – Planet Labs blocca le immagini satellitari sul Medio Oriente

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La società statunitense Planet Labs, fornitore di immagini satellitari ad alta risoluzione utilizzate da media, aziende e centri di ricerca in tutto il mondo, ha deciso di imporre un ritardo fino a due settimane nella diffusione delle immagini del Medio Oriente, dopo l’escalation del conflitto iniziato il 28 febbraio con gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

La misura rappresenta un cambiamento significativo rispetto alle normali modalità di distribuzione dei dati della società californiana. In condizioni ordinarie, le immagini raccolte dalla costellazione di satelliti di Planet vengono rese disponibili ai clienti nel giro di poche ore. La settimana scorsa l’azienda aveva già introdotto un primo rallentamento, portando a 96 ore il tempo minimo prima che le immagini più recenti potessero essere consultate.

Secondo quanto comunicato dall’azienda, la decisione sarebbe stata presa dopo consultazioni con esperti “all’interno e all’esterno del governo”, con l’obiettivo dichiarato di evitare che immagini aggiornate possano essere utilizzate in modo tattico da attori ostili per colpire personale militare o civili legati agli Stati Uniti e ai partner della NATO. Da ora in avanti, la copertura di gran parte della regione — inclusi l’Iran, le basi alleate nelle aree limitrofe, gli Stati del Golfo e le zone di conflitto attive — sarà soggetta a un blocco temporaneo di 14 giorni prima di essere resa disponibile nell’archivio pubblico della società.

Il giornalista statunitense Max Blumenthal sostiene che il blocco delle immagini contribuisce a limitare la visibilità dei danni subiti da installazioni militari statunitensi nella regione dopo le rappresaglie iraniane, il che, secondo Blumenthal spiegherebbe la decisione di Planet Lab.

Infatti, secondo alcune immagini satellitari diffuse nei primi giorni di marzo 2026, una struttura radar di allerta precoce della U.S. Space Force in Qatar — un’infrastruttura dal valore stimato di oltre un miliardo di dollari — avrebbe riportato danni significativi. 

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