InsideOsint – live betting farm: dentro gli allevamenti intensivi di sport umani

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Quando ero adolescente, tra il 2010 e il 2012, era molto frequente che con i ragazzi del mio gruppo giocassimo le cosidette “schedine”, scommettendo alcuni euro sulle partite del campionato italiano, inglese, francese o spagnolo. Il campionato aveva cadenza settimanale, e così tu ti ritrovavi ogni settimana a dover attendere diversi giorni prima di conoscere l’esito della tua scommessa.

Tra il 2012 e il 2013 è scoppiata la febbre del “live betting”. Centinaia di siti di scommesse in tutto il mondo facevano a gara per creare simulazioni reali di centinaia di sport su cui poter scommettere live. In questo modo non si doveva più attendere l’esito della partita settimanale, ma le scommesse avvenivano in maniera continua e no stop 24 ore su 24. Un giro che generava milioni di introiti in maniera continua.

Negli stessi anni, come racconta Josimarfootball in questa indagine, tra capannoni anonimi sparsi tra Russia, Bielorussia e Ucraina, si svolgevano partite dall’aspetto surreale: alcuni uomini, vestiti con maglie diverse, si affrontavano in incontri senza spettatori, senza arbitri e ripresi da una sola telecamera fissa. Al termine degli incontri, i giocatori si cambiavano rapidamente le maglie, stremati da ore e ore a compiere sempre gli stessi movimenti, in spazi angusti come gabbie. Un ciclo continuo, senza logica sportiva, ma trasmesso in diretta su 1xBet, uno degli ex-siti di scommesse live più oscuri al mondo.

Oggi abbiamo trattato del sistema delle betting farm umane, dove centinaia di immigrati e ragazzi giovani provenienti da contesti fragili venivano assunti per giocare in sport live h24 con paghe bassissime. Abbonati ad InsideOver per ricevere il prossimo venerdì una nuova puntata.

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