Nel luglio 2025, per la prima volta dopo mesi, il mondo ha potuto osservare con chiarezza la devastazione della Striscia di Gaza, grazie a un pugno di fotografie scattate da fotogiornalisti internazionali a bordo degli aerei che sganciano aiuti umanitari sopra la Striscia.
Queste immagini, per lo più realizzate da reporter presenti su voli della Royal Jordanian Air Force, degli Emirati Arabi Uniti e di altri contingenti che hanno partecipato ai lanci aerei di viveri e forniture, hanno rotto il muro di silenzio e oscurità che, dall’autunno 2023. In un contesto in cui l’accesso alla Striscia è stato quasi completamente negato alla stampa indipendente e alle ONG, i fotogiornalisti hanno avuto l’opportunità – rara – di documentare dall’alto quello che sulla terra era diventato invisibile: un paesaggio apocalittico.
Scattate da altitudini comprese tra i 600 e i 3.000 metri, queste immagini sono distanti ma rivelatrici: la distanza fisica non attenua il colpo emotivo, anzi, lo amplifica.
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