Cara lettrice, Caro lettore,
Nelle ultime due settimane non hai ricevuto questa newsletter. Questo perchè dopo tutti questi mesi ho preso una piccola pausa, mi sono fermato per qualche giorno e… sono diventato papà. Da oggi, ripartiamo con questo spazio per curiosi dove cerchiamo di applicare l’open source intelligence al giornalismo tradizionale.
Il sistema sanitario della Striscia di Gaza è ormai vicino al collasso. Secondo i dati più recenti diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre il 94% delle strutture sanitarie — ospedali, cliniche e centri di primo soccorso — risulta danneggiato o distrutto dopo mesi di bombardamenti e assedio. Di questi, solo 17 ospedali su 36 mantengono una capacità operativa parziale, spesso limitata a pochi reparti e con risorse minime. Alcuni funzionano soltanto per interventi d’urgenza, altri ospitano pazienti in condizioni precarie, senza elettricità stabile, acqua potabile o forniture mediche essenziali.
E mentre a Gaza sembra ormai sempre più certa l’ipotesi di una tregua definitiva e la fine di un genocidio, nei prossimi mesi la comunità internazionale dovrà lavorare in maniera incessante per produrre relazioni tecniche volte a incriminare Israele per ogni singola bomba e danno provocati a Gaza.
Inevitabilmente entrerà in gioco l’Osint, ed oggi, all’interno di InsideOsint, vi racconterò come si comporrà il lavoro di verifica dei bombardamenti agli ospedali di Gaza.
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