I guai per la penisola arabica

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Il cessate il fuoco aveva convinto anche i “falchi” dei Paesi della penisola arabica che premevano per una decisa risposta contro l’Iran dopo i raid di Teheran nella prima parte della guerra. La ripresa del conflitto ha adesso generato un certo nervosismo e c’è chi vuole tornare a premere per una partecipazione diretta ai raid contro l’Iran, ma non sono pochi coloro che nel segreto dei palazzi reali manifestano irritazione per il nuovo coinvolgimento nel conflitto. Il nervosismo è sia verso Teheran che verso Washington ed è motivato dal fatto che nessuno riesce a trovare una soluzione e una via d’uscita.

Kuwait e Bahrein sono i Paesi con i danni più significativi alle infrastrutture civili: lo scalo aereo internazionale di Kuwait City è stato gravemente danneggiato nei mesi scorsi, adesso il problema è garantire sicurezza agli impianti di erogazione idrica ed evitare nuovi guai con i dissalatori; a Manama invece, nella prima parte della guerra i droni iraniani hanno preso di mira diversi grattacieli, nelle ultime ore gli allarmi riguardano anche in questo caso dissalatori e opere civili strategiche. L’allerta è anche per Dubai, Abu Dhabi, Doha, mentre in Arabia Saudita si temono ritorsioni non solo da parte iraniana ma anche dagli Houthi dallo Yemen. La sensazione è che non è soltanto l’Iran a essere assediato, al contrario è l’intera regione a ritrovarsi nel bel mezzo di una bufera.