Da Mosca a Kiev, all’altezza (scarsa) del potere

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Esiste il cosiddetto “fisico del ruolo”? Se uno osserva gli inquilini del Cremlino può arrivare a ragionevolmente dubitarne. Come tutti sanno, Vladimir Putin non è alto (gli si attribuiscono 170 centimetri) e Stalin lo era ancora meno, tra i 165 e i 168 centimetri, anche se in generale i monumenti a lui dedicati (quando c’erano) erano tagliati per dare l’impressione che madre natura l’avesse dotato di un po’ d’altezza in più. Putin, per parte sua, viene spesso accusato di soffrire della “sindrome di Napoleone”, cioè di essere aggressivo per compensare la scarsa altezza. Anche se ormai tutti sanno che l’altezza (o la bassezza) di Napoleone, 168 centimetri, era perfettamente nella media della Francia della sua epoca, e che a sbeffeggiarlo come nanerottolo era solo l’efficacissima propaganda inglese.

Tra Stalin e Putin si sono succeduti, ai vertici dell’Urss e della Russia, Nikita Khruscev (altro piccoletto: 160 centimetri), Leonid Brezhnev (173), Jurij Andropov (un gigante: 182 centimetri), Konstantin Cernenko (169) e Michail Gorbaciov (175). Boris Eltsin, primo presidente della Federazione Russa, era un pezzo d’uomo (188 centimetri). Dopo di lui, appunto, Putin. E prima di tutti loro Lenin, che dal punto di vista fisico era un omino, con i suoi 165 centimetri.

E anche guardando fuori dalla Russia, per esempio a Kiev…

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