Nel quadro della finanza globale c’è una divergenza. Da un lato c’è il battito regolare, quasi ottimista, dell’azionario, dall’altro c’è il battito irregolare e in affanno delle criptovalute. Ad osservarlo è Fabio Tanevini che, in un articolo di sabato 6 dicembre 2025 su LombardReport.com, interpreta questo scollamento come un possibile campanello d’allarme.
Tanevini osserva che mentre il Nasdaq continua a mostrare resilienza e a muoversi vicino ai propri massimi storici, il Bitcoin vive una fase di profonda difficoltà: “La criptovaluta regina ha chiuso per ben 22 giorni consecutivi sotto i fatidici 100.000 dollari e, in questo inizio dicembre, si trova a navigare in acque pericolose attorno ai 90.000 dollari”.
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Per Tanevini non si tratta di un semplice ritracciamento. “È una rottura tecnica e di correlazione significativa. Storicamente, Bitcoin ha spesso ballato al ritmo dei mercati a rischio, ma da fine ottobre quel legame si è spezzato. Oggi, l’indice S&P 500 e il Nasdaq mostrano una correlazione negativa con BTC. In parole povere, mentre l’azionario va su, Bitcoin va giù. Un comportamento anomalo che grida più di un semplice “asset speculativo in difficoltà”: potrebbe essere la punta dell’iceberg di un cambiamento di sentimento più profondo”.
Bitcoin, due livelli cruciali
Nella sua analisi su LombardReport.com, Tanevini indica due livelli cruciali per il Bitcoin: 85 mila dollari e 79 mila dollari.
Il primo è un supporto immediato: “Un livello che è stato testato più volte nelle ultime settimane e che rappresenta la prima linea di difesa dei rialzisti”. Il secondo, invece, è definito da Tanevini come il supporto principale: “Una sua rottura chiara – scrive Tanevini -, secondo l’analisi tecnica, potrebbe significare l’ingresso ufficiale in un bear market per Bitcoin”.
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“Il mio livello soglia semaforico – aggiunge Tanevini su LombardReport.com -, resta quindi ai 79.000 dollari. Una perforazione al ribasso di questa quota, con volumi sostenuti, peggiorerebbe drasticamente le prospettive a breve e medio termine, confermando che la debolezza è strutturale e non una semplice pausa”.

Da dove arriva la debolezza del Bitcoin?
Per Fabio Tanevini la debolezza del Bitcoin deriva da una combinazione di fattori: liquidazioni a cascata, deflussi dagli ETF e contesto macroeconomico.
Per quanto riguarda il primo fattore, Tanevini osserva che: “Nelle ultime 24 ore (l’articolo su LombardReport.com è stato pubblicato ieri alle 13:47, ndr), quasi 500 milioni di dollari in posizioni sono state spazzate via, con oltre 140.000 trader liquidati. Il mercato sta “pulendo” la leva finanziaria eccessiva”.
Sui deflussi dagli ETF, aggiunge: “La fiducia istituzionale sembra vacillare. L’ETF Bitcoin di BlackRock, ad esempio, ha registrato sei settimane consecutive di deflussi, per un totale di oltre 2,8 miliardi di dollari”.
Inoltre, Tanevini descrive un contesto macroeconomico dove c’è incertezza: “Non si tratta più soltanto dell’attesa per i tagli dei tassi della Federal Reserve, ma del dubbio su chi la guiderà in futuro. Un cambio alla presidenza della Fed è un elemento di forte instabilità. Inoltre, segnali di stretta monetaria dalla Banca del Giappone minacciano la liquidità globale che ha sostenuto gli asset rischiosi”.
L’attenzione alle Banche Centrali
Tanevini nel suo articolo di sabato 6 dicembre su LombardReport.com focalizza l’attenzione anche sulle banche centrali. A partire dalla Federal Reserve che si riunirà in settimana. “È l’appuntamento principale – sostiene Tanevini -. I mercati stanno prezzando un taglio di 25 punti base, ma ogni parola, ogni virgola del comunicato e delle proiezioni economiche (le cosiddette “dot plot”) sarà analizzata al microscopio. La reazione dei Treasury sarà la chiave di volta per tutti i mercati”. E poi la Banca Centrale Europea: “Seguirà a ruota. Qualsiasi divergenza di tono o di prospettiva tra la Fed e la BCE potrebbe scatenare movimenti valutari e di riflesso su azioni e obbligazioni”.
Per Tanevini sull’azionario si dovrà osservare la reazione ai meeting delle banche centrali: “Un tono troppo “hawkish” (da falco) potrebbe raffreddare l’attuale ottimismo. La tenuta del Nasdaq sopra i 25.500 punti resta un segnale positivo di forza”.
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Inoltre, Tanevini presta attenzione anche alle performance di MicroStrategy (MSTR): “Il titolo, strettamente legato alle sorti di Bitcoin, ha già subito pesanti ribassi (oltre il -10%) e una sua ulteriore debolezza confermerebbe le pressioni sul settore”.
“In conclusione, il mercato ci sta mostrando due facce – scrive Tanevini -. Quella ufficiale, dell’azionario resiliente, e quella nascosta, della speculazione in difficoltà. Un trader esperto sa che spesso è la seconda a vedere prima quello che la prima si rifiuta di accettare. La settimana delle banche centrali potrebbe essere il momento della verità. La cautela, ora, non è una virtù, ma una necessità”.
