Tra incertezze politiche, insostenibilità dei debiti pubblici in forte crescita, perplessità sugli effetti dei dazi statunitensi ed altro ancora, non è un buon momento per la parte lunga dei governativi. Ecco allora che Lorenzo Raffo, in un articolo di domenica 31 agosto 2025 su LombardReport.com, analizza alcune possibili soluzioni per superare il periodo.
Una settimana complicata per il comparto dei titoli di Stato
Nel corso della settimana, come riporta Lorenzo Raffo, c’è stata una vendita di obbligazioni francesi innescata dalla prospettiva di una caduta a breve del governo di minoranza. Oltre il canale della Manica, i rendimenti dei titoli di Stato inglesi, soprattutto molto lunghi, sono tornati ai massimi degli ultimi 27 anni in previsione di tensioni politiche nella formazione della legge di bilancio. I trentennali sono così saliti al 5,6% contro il 4,5% di un anno fa. I trentennali Usa, invece, hanno sfiorato il 5%, contro il 4,1% di un anno fa. Inoltre, le scadenze a sei mesi del Brasile hanno raggiunto il top del 14,8%, mentre dodici mesi fa stazionavano all’11,2%. E ancora, i rendimenti del debito pubblico giapponese a 10 anni hanno centrato il livello più alto dalla crisi finanziaria del 2008; in questo caso, Raffo sottolinea che i mercati iniziano a scontare il rischio di scelte politiche insostenibili dopo la sconfitta schiacciante per il primo ministro Shigeru Ishiba, che non ha raggiunto la soglia dei seggi necessari per mantenere la maggioranza al Senato.
“È evidente – scrive Lorenzo Raffo su LombardReport.com – come i temi dominanti la crisi siano incertezze politiche, insostenibilità dei debiti pubblici in forte crescita, ‘duration’ esponenziali dei titoli extralunghi, assurde promesse dei partiti alla ricerca di voti, timori di inflazione, perplessità sugli effetti dei ‘maledetti’ dazi Usa, interventi delle Banche centrali alquanto ambigui, entrata in scena di un nuovo debito, quello sull’acquisto di armi, e altro ancora: davvero un cocktail esplosivo. Cosa si può aggiungere? Che il ‘mal comune non è mezzo gaudio’. Tutt’altro!”.
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Come muoversi in ambito obbligazionario se si è prudenti?
Considerato quanto detto precedentemente, per Lorenzo Raffo se si è prudenti in ambito obbligazionario si possono applicare due strategie: puntare sui Paesi con minore esposizione ai debiti pubblici; preferire di gran lunga scadenze corte o al massimo medie, nell’attesa che la crisi passi.
“Pensare che Francia, Gran Bretagna, Usa, Brasile o Giappone (e così tanti altri Paesi) dichiarino default sarebbe una follia. Uno solo trascinerebbe infatti gli altri nel baratro – scrive Lorenzo Raffo -.Ciò non esclude che molti titoli abbiano affrontato un vero e proprio “sell off”, scendendo oltre le aspettative più sfavorevoli, sebbene ci sia da considerare che spesso sono stati emessi con scadenze lunghissime e in una fase di tassi ultrabassi, cioè in presenza di un cocktail anomalo, mai visto in precedenza”.
Alcuni esempi:
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Investire sui Paesi a basso debito
“È un suggerimento quasi banale ma non semplice da tradurre in fatti concreti – aggiunge Lorenzo Raffo su LombardReport.com -. Noi ci proviamo, basandoci sui dati forniti da ‘provider’ internazionali, a loro volta aggiornati dai numeri comunicati dai singoli Paesi, con il dubbio che qualcuno – come si dice – ciurli nel manico. Per questo motivo abbiamo escluso dalla graduatoria quelli poco trasparenti o comunque inaccessibili dal punto di vista dei titoli offerti al mercato”.
“Inevitabile e corretta l’eventuale osservazione di chi ci legge: perché assumersi in alcuni casi il rischio di cambio rispetto a valute pur nobili? Se gestiti bene i cross possono in realtà diventare delle occasioni di profitti non trascurabili nel tempo. Il punto sta proprio nel saperli gestire, il che è imprescindibile per chi investe in obbligazionario extra Eur”, scrive ancora Lorenzo Raffo.
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Preferire scadenze max 3 anni, in questo caso solo in euro
L’altra possibilità analizzata da Raffo, è quella di un portafoglio di emissioni in euro corte o medie (massimo 2028).
“Questa è una selezione un po’ anomala rispetto alle tante possibili – scrive Lorenzo Raffo -. Punta più alla cedola che ad altro ma agli investitori italiani ciò piace, pur dovendo naturalmente segnalare loro che alcuni dei titoli della tabella quotano decisamente sopra 100”.
Altrimenti…
Un’altra opzione. Attendere restando liquidi le nuove emissioni future, che qualcuno valuta proposte a condizioni ancora più favorevoli rispetto alle attuali. “È possibile – conclude Raffo – ma qui si scommette su un domani alquanto incerto. Se abbia senso lo lasciamo decidere a ciascun lettore!”