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Spinto dalle tensioni globali l’oro batte ogni record: prima volta oltre i 3 mila dollari all’oncia

L'oro sulla scia delle tensioni globali batte ogni record: superati i 3mila dollari all'oncia per la prima volta nella storia.

L’oro vale 3mila dollari all’oncia, una soglia storica superata per la prima volta nella giornata di venerdì 14 marzo e che è stata raggiunta a causa della sempre più elevata volatilità dei listini finanziari, del clima di guerra commerciale in atto tra i Paesi principali del pianeta e della corsa di molti attori, a partire dai Brics, ad acquistare e incamerare lingotti per diversificare le loro riserve rispetto al dollaro statunitense.

Una corsa senza fine

Diciassette anni dopo aver sfondato la quota dei mille dollari nel pieno della Grande Recessione e cinque dopo che durante il Covid-19 fu sorpassata la soglia dei duemila, un nuovo traguardo porta l’oro a decuplicare di fatto il suo valore da inizio millennio, in un quarto di secolo in cui tensioni, rivalità e cambi di paradigma non hanno fatto calare la popolarità del nobile metallo. L’oro si sposta sull’asse Londra-New York svuotando i forzieri della City su iniziativa dei trader di Wall Street, ma anche verso le casseforti di Russia e Cina, che tesaurizzano con i Brics un lingotto su cinque al mondo.

“L’impennata dell’oro negli ultimi anni è stata alimentata anche dalla domanda delle banche centrali, che stanno diversificando i loro investimenti lontano dal dollaro statunitense”, nota il Financial Times segnalando che “le banche centrali, principalmente nei mercati emergenti, hanno acquistato più di 1.000 tonnellate di oro all’anno per gli ultimi tre anni di fila”.

In questa circostanza, si crea una dinamica sistemica con pochi paragoni in passato: l’oro, lungi dall’essere solo un bene rifugio per proteggere il risparmio e il valore degli investimenti, diventa uno strumento di investimento e creazione del valore stesso.

L’oro non passa mai di moda

Come ha comunicato in una nota di metodo sugli investimenti ottimali in questa circostanza complessa Lale Akoner, Global markets analyst di eToro, il mercato sta cercando di riorientarsi dopo un 2024 che ha visto le borse dopate dal ciclo dell’Intelligenza artificiale, dal boom di aziende come Nvidia e dalla corsa dell’S&P500 americano: “I giorni in cui la tecnologia guidava da sola il mercato potrebbero essere finiti. Il 2025 si preannuncia invece come un anno di leadership più ampia, in cui qualità, resilienza e diversificazione strategica hanno la priorità”, commenta Akoner.

L’analista aggiunge che in un contesto in cui “gli investitori che si adattano a questa nuova realtà, giocando sia in difesa che in attacco, sono quelli che hanno maggiori probabilità di prosperare nel lungo periodo” per “diversificare dal rischio di concentrazione degli Stati Uniti” gli investitori “si rivolgono anche all’oro e alle materie prime come cuscinetto”. Dopo essersi apprezzato del 38%, l’oro mostra di non passare mai di moda e di essere tuttora considerato un vero scudo per l’economia e lo sviluppo di portafogli d’investimento, riserve delle banche centrali e risparmi privati. Segno di un’epoca di grande instabilità in cui chi deve piazzare il proprio denaro tesaurizza ciò che di più certo e garantito appare sul lungo periodo. E l’oro ha, in quest’ottica, un fascino e una stabilità senza tempo.

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