Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Da un lato c’è l’amministrazione statunitense di Donald Trump che minaccia dazi, dall’altra ci sono i mercati azionari globali che continuano a viaggiare su livelli record.

In un articolo di sabato 19 luglio 2025 su LombardReport.com, Fabio Tanevini osserva che questa apparente immunità, definita ‘compiacenza rischiosa’, vede i mercati scontare più l’impulsività del presidente statunitense che una reale applicazione delle tariffe, ma un fallimento negoziale potrebbe innescare correzioni violente. Tanevini evidenzia anche il persistere di un segnale preoccupante, cioè i volumi di contrattazione ai minimi storici. “Come sottolineato più volte, book ‘poveri’ amplificano i rischi di crolli improvvisi, simili a tempeste estive – scrive Fabio Tanevini -, un avvertimento che rimane attuale, soprattutto in un contesto di valutazioni elevate”.

LEGGI IN PROVA LOMBARDREPORT.COM, CLICCA QUI

LA TEORIA DEL ‘TACO TRADE’

“Gli analisti di Wolfe Research rivelano che gli investitori stanno scommettendo sul ‘TACO Trade’ (Trump Always Chickens Out): ogni minaccia viene percepita come una mossa negoziale, destinata a essere ritirata sotto pressione dei mercati – si legge ancora nell’articolo di Fabio Tanevini su LombardReport.com -. Trump ha già rimandato i dazi di 90 giorni ad aprile e, nonostante solo pochi accordi preliminari (UK, Cina, Vietnam), l’S&P 500 è salito del +6% a maggio, il miglior dato dal 1990. Ma la situazione è fragile: se i dazi del 30% entrassero in vigore ad agosto, aggiungerebbero $138 miliardi di costi diretti all’economia globale, con un impatto a catena su inflazione e consumi”.

OBBLIGAZIONI

Gli Stati Uniti hanno delle difficoltà a finanziare il loro debito pubblico ($36.210 miliardi, 124% del PIL). “I rendimenti dei Treasury 30 anni hanno superato il 5% – livello non visto dal 2007 – mentre i CDS (assicurazioni contro il default) volano a 54 punti base, alla pari con Italia (53) e Grecia (57)”, scrive Fabio Tanevini su LombardReport.com.

Perché questo allarme? Tanevini parla di una fuga dei capitali esteri: “Gli investitori giapponesi hanno venduto €41 miliardi di bond europei nel 2024, mentre Cina e Hong Kong hanno ridotto le esposizioni in Treasury di $30 miliardi solo a marzo 2025”. Ed anche di dollaro debole: “L’indice DXY è crollato sotto 98, con Morgan Stanley che prevede un ulteriore calo a 91 entro il 2026”.

Per quanto riguarda l’Italia: “Moody’s ha migliorato l’outlook del debito italiano (da ‘stabile’ a ‘positivo’), grazie a politiche fiscali conservative, un settore bancario solido e l’appeal dei Btp per i piccoli risparmiatori (tassazione al 12,5%)”, scrive ancora Tanevini, che poi aggiunge: “Il Ftse Mib, con un dividend yield del 5,2% nel 2025, offre un ‘paracadute’ contro l’instabilità globale”.

LEGGI IN PROVA LOMBARDREPORT.COM, CLICCA QUI

INFLAZIONE E TENSIONE SOCIALE

“I dazi iniziano già a mordere: l’inflazione USA a giugno è al 2,7%, con beni importati (mobili, abbigliamento) in aumento – scrive Fabio Tanevini -. Lo Yale Budget Lab stima un impatto di $2.800/anno per famiglia americana, equivalente a una tassa occulta. Intanto, la stretta sull’immigrazione riduce la forza lavoro, minando la crescita occupazionale in settori chiave (edilizia, agricoltura). La Fed è in trappola: se taglia i tassi, alimenta l’inflazione; se li mantiene, soffoca un’economia già appesantita dai dazi”.

STRATEGIE DI DIFESA

In attesa di decisioni su dazi, per Tanevini gli investitori dovrebbero sovrappesare azioni ad alto dividendo: “banche italiane (Intesa Sanpaolo) e utility (Enel, yield al 3,23%) offrono protezione”. Inoltre, si dovrebbero usare stop loss tecnici: “per titoli ciclici (es. minerari), impostare trigger sui livelli di supporto, non su percentuali fisse”. Ed esporsi alla difesa: “titoli come Leonardo o Rheinmetall beneficiano dell’aumento globale della spesa militare”.

“Luglio resta un mese ‘torbido’ – scrive Tanevini -, ma le opportunità non mancano. La resilienza europea (specie italiana) e i titoli tematici (Geosolution, IEG) sono scudi contro la turbolenza USA. La regola d’oro? Stop loss rigorosi e diversificazione settoriale. La tempesta estiva potrebbe arrivare, ma chi è preparato ne uscirà rafforzato”.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO DI FABIO TANEVINI SU LOMBARDREPORT.COM

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.


Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto