A maggio la situazione dei titoli di Stato della Romania aveva fatto scattare l’allarme per molti investitori italiani. Titoli di Stato che, complici i risultati delle elezioni presidenziali al primo turno, registravano un improvviso balzo dei rendimenti dal 7,5 all’8,6%. La vittoria al ballottaggio dell’europeista Nicusor Dan ha poi ristabilizzato la situazione, anche se certi segnali restano preoccupanti.
È questo il quadro presentato da Lorenzo Raffo in un articolo di mercoledì 23 luglio 2025 su LombardReport.com, nel quale analizza la situazione dei bond della Romania.
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IL CONTESTO ECONOMICO RUMENO
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Lorenzo Raffo nel suo articolo su LombardReport.com sottolinea la presenza di un motivo di nervosismo in ambito obbligazionario, che è la crescita delle emissioni espresse in euro, il cui costo sale, dato che la Romania mantiene la sua valuta. “Eppure – scrive Lorenzo Raffo – in Europa occidentale i portafogli degli investitori sono sempre più carichi di titoli di Bucarest. Meglio allora non esagerare, poiché il quadro generale resta debole ma sotto controllo. Se improvvisamente la situazione dell’economia globale peggiorasse – complici le emergenze da dazi trumpiani – i primi a poterne risentire potrebbero essere proprio i titoli di Stato rumeni in euro e in dollari”.
In conclusione, Lorenzo Raffo spiega che dall’adozione dell’euro come valuta nazionale “probabilmente ne trarrebbero vantaggio le attuali emissioni già espresse nella nostra divisa”. Un aspetto da temere, invece, è la volatilità delle scadenze lunghe “che potrebbe di nuovo aumentare nei prossimi mesi”.