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Energia nucleare: il futuro dell’AI passa anche da qui?

Se il futuro è l’intelligenza artificiale, quale sarà il suo ‘carburante’? L’AI sta ormai entrando nella vita quotidiana di tante persone, sia in ambito lavorativo che non. Per continuare a crescere, però il settore necessita di una solida infrastruttura alle...

Se il futuro è l’intelligenza artificiale, quale sarà il suo ‘carburante’? L’AI sta ormai entrando nella vita quotidiana di tante persone, sia in ambito lavorativo che non. Per continuare a crescere, però il settore necessita di una solida infrastruttura alle spalle. Soprattutto, per dare continuità a questa crescita serve poter contare su una fonte di energia costante. E qui, dunque, si torna alla domanda precedente: quale sarà il ‘carburante’ in grado di alimentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale?

Per Gabriele Turissini, private banker, una risposta a questa domanda c’è già. «Da dove arriverà questa energia? Dall’energia nucleare – spiega Turissini -. Più passa il tempo e più la risposta diventa univoca».

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Proprio questa settimana dagli Stati Uniti è arrivata una notizia che rimarca questo legame tra intelligenza artificiale ed energia nucleare. Venerdì, infatti, Meta Platforms ha presentato accordi in ambito energetico. La multinazionale proprietaria di diverse piattaforme social ha fatto sapere che sosterrà nuovi progetti di reattori con TerraPower e Oklo ed ha firmato un accordo con Vistra per l’acquisto e l’espansione della capacità di generazione di tre centrali nucleari in Ohio e Pennsylvania. L’obiettivo? Meta Platforms necessita di energia per alimentare i suoi data center di intelligenza artificiale. La stessa Meta ha detto che gli accordi dovrebbero aggiungere 6,6 gigawatt di potenza entro il 2035.

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Ma perché per lo sviluppo dell’AI si guarda proprio all’atomo?

«L’energia nucleare è affidabile, 24 ore al giorno e sette giorni su sette, a differenza dell’intermittenza degli altri tipi di energia. È pulita ed efficiente. Gode ormai del supporto del governo americano, anzi dovremmo dire di tutti i governi. Quindi oggi questa energia ha un valore per il sistema intero».

In un’ottica di ricerca dei trend di valore per l’anno appena cominciato, dunque potrebbe risultare interessante ragionare guardando proprio a questo legame AI-nucleare: «Dopo un anno in cui l’uranio, tra alti e bassi, è stato praticamente stabile – aggiunge Turissini -, noi dobbiamo solo aspettare che il prezzo si accorga di questo valore».

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