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Debiti a breve: un nodo da sciogliere per l’amministrazione Trump

In ambito economico, una delle questioni sul tavolo dell’amministrazione Trump è quella che riguarda il debito. Anche di questo ha parlato Virginio Frigieri di LombardReport.com, nel corso di un convegno tenutosi nei giorni scorsi. “Spesso sentiamo parlare dei 36 trilioni...

In ambito economico, una delle questioni sul tavolo dell’amministrazione Trump è quella che riguarda il debito. Anche di questo ha parlato Virginio Frigieri di LombardReport.com, nel corso di un convegno tenutosi nei giorni scorsi. “Spesso sentiamo parlare dei 36 trilioni di dollari di debiti che gravano sugli Stati Uniti. In realtà in termini assoluti questa cifra è ancora coperta dall’enorme quantità di beni naturali presenti nel territorio statunitense – afferma Frigieri -. Quello che preoccupa sempre di più sono i miliardi di interessi che devono essere trovati per continuare a finanziare quel debito. Nel 2024 gli americani hanno speso oltre 1 trilione di dollari per pagare gli interessi sul debito”.

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Sempre in merito allo stesso tema, secondo Frigieri un altro nodo è quello che riguarda i debiti a breve: “Durante la presidenza Biden sono state iniettate nell’economia grandissime quantità di denaro per investimenti di tipo pubblico che hanno creato liquidità e fatto sembrare che gli Stati Uniti fossero messi meglio, per esempio, di Cina ed Europa – aggiunge Virginio Frigieri -. Le borse sono volate verso nuovi massimi nonostante un bull market che durava già da molti anni creando una bolla che doveva essere sgonfiata a prescindere da Biden o da Trump”.

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Qual è il problema? “Il problema – sostiene Frigieri – è che la stragrande maggioranza delle emissioni di titoli di stato fatte da Biden sono a breve termine, da 3 mesi a 1-2 anni. E quest’anno, da aprile a settembre, vanno in scadenza e sono da rinnovare circa 10 trilioni di dollari di titoli. Quindi un altro problema sul tavolo di Trump è quello di rifinanziare il debito pubblico a tassi più bassi e con scadenze più lunghe”.
Virginio Frigieri ha provato ad ipotizzare la possibile risposta pensata da Trump davanti a questa situazione:

  1. Se le borse scendono e i mercati azionari si spaventano, molti usciranno per rifugiarsi nell’oro o sui titoli di stato. Considerando che l’oro è meno semplice da liquidare rispetto ai titoli di stato, la maggior parte si parcheggerà su questi ultimi.
  2. Se la domanda sui titoli di stato aumenta, riuscirò a rifinanziare il debito pubblico a tassi d’interesse un po’ più bassi oppure a parità degli stessi tassi di prima su scadenze più lunghe. Quindi se la bolla deve scoppiare, meglio che lo faccia subito, piuttosto che fra un anno e mezzo, vicino alle elezioni di midterm (elezioni di metà mandato).

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