Borsa italiana, Prysmian e Interpump: due titoli a confronto

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La corsa a macchia di leopardo delle Borse europee, soprattutto del Ftse Mib, ha lasciato indietro alcuni titoli, su cui il mercato punta ora in ottica di rimbalzo futuro. Tra i titoli finora perdenti ci sono anche Prysmian e Interpump. Azioni al centro di un’analisi di Lorenzo Raffo su LombardReport.com.

PRYSMIAN

Nella sua analisi, Lorenzo Raffo parte dalla situazione grafica di Prysmian, azienda attiva nella produzione di cavi per energia e telecomunicazioni. “Il grafico è meno negativo di quanto le valutazioni del mercato facciano intendere – scrive Raffo su LombardReport.com -. Le difficoltà dell’azione sono iniziate a fine gennaio dai massimi a quasi 71 Eur. Ieri l’altro (martedì 13 maggio) ha chiuso a 55,9 Eur rispetto ai minimi di un intraday particolarmente negativo a 37,88 Eur del 7 aprile. Considerando la forchetta max-min la quotazione in corso (chiusura 13/5) è a metà esatta del movimento messo a segno, sebbene sarebbe più corretto valutare il dato di fine seduta del 7 aprile a 40,39 Eur. Comunque sia, è evidente anche visivamente – osservando il grafico – che il 50% del cammino per completare una perfetta V è stato percorso”.

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Lorenzo Raffo parla poi di alcuni ostacoli tecnici che attendono il titolo. “In effetti dai 37,88 Eur non ha incontrato impedimenti grafici di un certo rilievo – si legge ancora nell’articolo di Raffo su LombardReport.com -. Troverà ora intralci nell’area dei 58-59 Eur, dove si collocano una resistenza statica di lungo termine a 58,87 Eur e la media mobile a 200 periodi posizionata attualmente a 59,56 Eur. Alcuni indicatori tecnici evidenziano poi un possibile momentaneo esaurimento del trend rialzista in corso. È pur vero che nelle ultime sedute si è registrato un movimento più solido rispetto a quello dell’indice di riferimento. Alcuni analisti ipotizzano così uno spunto che possa proseguire fino ai 63 Eur e c’è chi è ancor più positivo, grazie a una buona crescita del fatturato”.


Lorenzo Raffo osserva come Prysmian arrivi da un primo trimestre 2025 positivo. “Certamente favorevole in termini di business (+5% il fatturato) ma non di utili netti (-19%). Il settore è senza dubbio esposto alle variabili geopolitiche e adesso il mercato guarda all’acquisizione da parte di Prysmian di Channell Commercial Corporation, un fornitore leader di soluzioni integrate nell’ambito della connettività negli Stati Uniti, per un corrispettivo di 950 milioni di Usd, operazione importante e che mira a nuovi settori potenzialmente molto significativi, consentendo a quello delle Digital Solutions di cogliere la crescita dei data center”.

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INTERPUMP

Nel suo articolo su LombardReport.com, Raffo prende in considerazione poi anche Interpump, azienda specializzata nella produzione di pompe ad alta pressione ad acqua e attiva nel settore oleodinamico. “A leggere certi report ci sono potenzialità forti di crescita, con eventuali upside del 50% – scrive Raffo su LombardReport.com -. La prudenza impone però sempre ponderatezza rispetto a queste stime, di cui non si conoscono le motivazioni. Per Interpump il movimento rialzista è stato meno robusto in confronto a quello di Prysmian: massimo a 47,12 Eur il 13 febbraio, minimo a 26,1 Eur il 7 aprile e chiusura ieri l’altro (martedì 13 maggio) a 34,88 Eur, ancora sotto il 50% della forchetta max-min. È pur vero che nelle ultime nove sedute il verde ha avuto il sopravvento”.

Anche per Interpump, però ci sono ostacoli tecnici: “Una resistenza a 38,51 Eur e la media mobile a 200, posizionata attualmente a 39,18 Eur – aggiunge Lorenzo Raffo -. Occorre tuttavia considerare che il movimento ribassista era iniziato con una pesantissima candela rossa il 14 febbraio, un vero e proprio crollo, dimostrato da un tonfo in percentuale rispetto alla seduta precedente del 16%, dopo la pubblicazione dei conti 2024”.


In questo caso l’ipotetica chiusura a V della fase ribassista appare più complessa?: “Il mercato non guarda a tale ipotesi e si limita a obiettivi meno ambiziosi, malgrado quanto si è detto prima, ovvero di potenziali upside del 50%. L’area dei 38 Eur sarà significativa ma occorre anche che intervengano sugli acquisti gli istituzionali, che finora non si sono visti in misura significativa”.

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