In questa particolare fase di rialzo dei mercati finanziari sembrerebbe che il settore del luxury abbia subito una penalizzazione data dal rallentamento della domanda; se si guarda però il mercato sul lungo periodo ecco allora che si possono scorgere interessanti opportunità.
Prendiamo ad esempio uno dei gruppi leader mondiale del lusso: LVMH, Moet, Hennessy Louis Vuitton il quale ha sotto di sé un portafoglio di più di 75 marchi di prestigio che spaziano dall’abbigliamento (Fendi, Dior, Givenchy etc..) alle bevande alcoliche ( Krug, Hennessy, Dom Perignon etc..) fino ad arrivare alla cosmesi, gioielleria ed orologi di lusso.
Tale diversificazione ha permesso al colosso Luxury nel tempo di poter avere una solidissima base di ricavi e quindi di far crescere esponenzialmente il proprio valore sul mercato, infatti il titolo è quotato sul mercato borsistico di Parigi e capitalizza circa 342.5 miliardi di euro.

Dal 2018 fino ad oggi il gruppo ha avuto anno per anno un notevole incremento di ricavi che hanno subito una comprensibile contrazione nell’anno della pandemia, dove i ricavi si sono contratti dai 53.67 miliardi del 2019 a 44.7 miliardi nell’anno seguente. Nono stante ciò il gruppo poi si è ripreso e già dal 2021 realizzava ricavi in crescita del 43% rispetto all’anno precedente.
Come dice Francesco Norcini, editorialista di LombardReport.com: “Nel corso del 2022 i ricavi sono ulteriormente aumentati a € 79,2 mld, con un incremento del 23%, sostenuti dalla solida performance in tutti i settori e dalla forte presenza globale del gruppo. Lo scorso anno, LVMH ha registrato ricavi record di € 83,4 miliardi di euro, segnando una crescita più moderata del 8,8%, riflettendo un rallentamento della crescita economica in mercati chiave come la Cina.
Nel primo trimestre del 2024, LVMH ha riportato una contrazione dei ricavi del 2% rispetto allo stesso periodo del 2023, attestandosi a € 20,7 mld di euro. Questo rallentamento è stato attribuito a diversi fattori. La Cina presenta una ripresa economica più lenta del previsto che ha influito negativamente sulle vendite, nonostante la domanda interna sia rimasta solida. L’Europa e Stati Uniti hanno mostrato una crescita stagnante, con i consumatori che iniziano a ridurre le spese discrezionali a causa dell’incertezza economica.
Relativamente ai settori: i segmenti della moda e pelletteria continuano a performare bene mentre il settore dei vini e liquori ha risentito delle fluttuazioni valutarie e delle incertezze geopolitiche. “

Continua Norcini: “Dal punto di vista settoriale, i ricavi del gruppo LVMH sono prevalentemente realizzati all’interno del segmento Fashion and Leather Goods (51%). A seguire ci sono il Selective Retailing (19%), Watches and Jewelry (12%), Perfumes and Cosmetics (10%) e Wine and Spirtis (8%). Analizzando la geografia del fatturato, si nota che il gruppo presenta una straordinaria presenza internazionale: guidano gli USA (32%), l’Europa (27%) e l’Asia e Giappone (27%). “
Inoltre Norcini segnala che: ” Martedì 23 luglio verranno pubblicati i risultati del primo semestre 2024: l’andamento del titolo sconta ovviamente un rallentamento della domanda (già evidenziata nel Q1), vedremo a breve cos’è accaduto anche nel Q2 e nei primi sei mesi a livello di marginalità. Sarà importante anche verificare quale sia la Guidance indicata dal management. “
Siamo quindi di fronte ad un gruppo di tutto rispetto con una solidità economica davvero forte che sta scontando però dinamiche globali che ne determinano un rallentamento; crescita economica più lenta, cambio delle abitudini dei consumatori, fluttuazioni valutarie, etc etc..
Ripetiamo in conclusione che: LVMH ha come forza principale il fatto di avere una grande diversificazione negli asset che permettono al gruppo di rinnovarsi costantemente e di mantenere alta la leadership nel mercato, inoltre presenta dei dati fondamentali di assoluto rilievo che nell’ottica di lungo periodo rendono il titolo di assoluto interesse.
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