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Mentre l’attenzione globale è focalizzata sul Covid-19 e sulle ripercussione che esso potrà avere soprattutto sulle economie mondiali, la Russia sta portando avanti il suo ingente programma militare balistico in grado di renderla élite militare mondiale. In particolare e stando quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Sputnika Mosca sarebbero in corso i test per il missile ipersonico Zircon, fiore all’occhiello della marina militare russa. La forza balistica del nuovo missile aveva già negli scorsi giorni sollevato l’attenzione della stampa americana, arrivata a definire uno “scenario da incubo” l’implementazione dell’arma alla totalità delle flotte di superficie russe: ipotesi sul quale starebbe appunto lavorando la marina di Mosca. Ma quali sono le reali capacità del “nuovo” armamento balistico che la Russia vuole mettere in campo per rafforzare il proprio dominio marittimo?

Un missile a misura di imbarcazione, ma non solo

Per le sue dimensioni e per il modo in cui è stato strutturato, il missile Zircon è studiato per essere utilizzato da una qualsiasi imbarcazione militare russa adibita all’offesa, con un raggio d’azione compreso tra i 500 ed i 1000 chilometri. Nonostante in un primo momento Mosca avesse messo al vaglio una sua implementazione soltanto sulla flotta di sommergibili, il progetto in corsa è stato esteso anche alle navi di superficie, per rendere ancora più capillare la difesa aggiunta che andrebbe a garantire ai territori della Russia. E non solo: con ogni probabilità le capacità d’azione saranno estese nei prossimi anni anche sulle basi sulla terraferma, rendendo in questo modo completamente versatile l’utilizzo dello strumento balistico.

Figlio e sostituto naturale dei missili Granit e Oniks – attivi sin dagli anni ’80 dello scorso secolo – migliorerà non soltanto l’efficienza di fuoco ma anche la copertura del territorio russo, possedendo una gittata superiore rispetto alle versioni precedenti. E grazie alla sua possibilità di essere implementata anche sugli attuali cacciatorpedinieri, una volta terminata la fase di test sarà subito pronto per essere dispiegato in prima linea nella marina militare della Russia.

Utilizzi e caratteristiche

Con una velocità di crociera fino a 11mila chilometri orari, l’armamento è studiato per essere utilizzato principalmente nei confronti delle contraeree nemiche e delle portaerei. Utilizzato in squadroni composti da 6/8 missili, specularmente al Granit sarà in grado di scambiare informazioni riguardanti l’obiettivo e gli ostacoli con gli altri missili utilizzati nell’azione, per rendere ancora maggiore la copertura di dati e le possibilità di portare a termine l’attacco.

Allo stato attuale – e sebbene strumenti balistici dall’utilizzo speculare siano in dotazione a tutti i rivali internazionali – la soluzione russa sarebbe quella più all’avanguardia: undici volte più veloce della versione americana ed in grado di coprire quasi quattro volte la distanza percorribile. Elevando ad un livello ancora maggiore l’attuale competizione in termini di armamenti in atto tra le due potenze mondiali. Vladimir Putin dimostra ancora una volta come dalla guerra delle armi egli ne voglia uscire vincitore: approfittando anche del momentaneo stand-by della Cina. Adesso, non rimane che attendere quella che sarà la risposta ingegneristica che gli Stati Uniti decideranno di mettere in campo per contrastare quella che – a tutti gli effetti – diventerà l’arma di dominio dei mari del Cremlino.