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In un Paese attraversato dalla guerra e dalla corruzione endemica, la trasparenza patrimoniale della classe politica è diventata un tema esplosivo. La dichiarazione ufficiale di Volodymyr Zelensky rivela un patrimonio di circa un milione di euro, composto da immobili, conti bancari e beni di lusso. È il riflesso di un sistema politico dove il benessere personale dei leader è spesso in contrasto con le difficoltà economiche della popolazione.

Un patrimonio diversificato tra orologi e immobili

Secondo la sua dichiarazione dei redditi, Zelensky possiede ancora molti dei beni accumulati prima di entrare in politica: orologi di lusso firmati Breguet, Rolex, Tag Heuer e Bovet, oltre a quote in 76 marchi commerciali legati alla sua società di produzione Kvartal 95. Sul piano immobiliare mantiene un appartamento di 132 m² a Kiev, due posti auto, quote in altri due immobili e un contratto di locazione per un appartamento di 92 m² nel Regno Unito.

I suoi redditi annui ammontano a circa 330.000 euro, provenienti da obbligazioni statali, rendite, canoni di locazione e stipendio presidenziale. La moglie, Olena Zelenska, possiede un appartamento in Crimea e un altro a Kiev attraverso una società registrata a Cipro. Insieme, la coppia dispone di circa un milione di euro in attivi finanziari, tra cui 350.000 euro depositati su un conto in Svizzera.

Un’élite politica molto più ricca

Il patrimonio di Zelensky impallidisce se confrontato con quello di altri esponenti politici di spicco. Petro Poroshenko, ex presidente e oligarca, dispone di oltre 125 milioni di euro, una vasta collezione d’arte e una ventina di proprietà immobiliari. Forbes stima la sua fortuna a 1,7 miliardi di euro, gran parte in contanti.

Anche Vitali Klitschko, sindaco di Kiev ed ex campione di pugilato, dichiara oltre 2,4 milioni di euro di attivi: tra questi un pianoforte Yamaha del valore di 21.500 euro, orologi da collezione e diverse auto di lusso.

Trasparenza sotto pressione

Dopo la Rivoluzione di Maidan, l’Ucraina ha introdotto l’obbligo per i funzionari pubblici di pubblicare annualmente una dichiarazione patrimoniale dettagliata. Questa misura, concepita per rafforzare la fiducia pubblica e rispondere alle richieste dei partner occidentali, si scontra tuttavia con la realtà di una classe dirigente abituata a proteggere i propri interessi economici. La guerra con Russia non ha cancellato questo divario: anzi, lo ha reso più visibile. Le cifre dichiarate dai leader politici alimentano tensioni sociali e politiche, soprattutto in un contesto in cui la popolazione affronta inflazione, precarietà e sacrifici quotidiani.

Geopolitica del denaro e fiducia internazionale

La trasparenza patrimoniale non è solo un tema etico ma strategico. I partner occidentali condizionano buona parte degli aiuti militari e finanziari alla capacità di Kiev di garantire controlli efficaci e combattere l’arricchimento illecito delle élite.

Il patrimonio dei principali leader ucraini racconta così una doppia partita: quella politica, che si gioca tra trasparenza e sospetti di corruzione, e quella geopolitica, dove la credibilità internazionale diventa una risorsa essenziale quanto le armi e gli aiuti economici. Mentre il Paese continua a combattere sul fronte militare, la fiducia — interna ed esterna — resta un’arma decisiva.

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