Sono oltre mezzo milione. Sono tutti senza cibo e in fuga dai combattimenti che, da quasi quattro anni, non smettono di tormentare lo Yemen. Nonostante gli accordi voluti dalle Nazioni Unite e decisi in Svezia per un immediato cessate il fuoco e il ritiro di tutte le parti belligeranti da Hodeidah, porto strategico per l’arrivo di aiuti umanitari .

Tra i profughi, donne incinte e bambini

Sono migliaia, i profughi che, al momento, provano a sopravvivere senza riparo. Anche in condizioni meteorologiche non favorevoli, esposti al freddo e alle intemperie stagionali. L’allarme è stato dato da Oxfam , che ha segnalato tre milioni di sfollati e 14 milioni di yemeniti “sull’orlo della carestia”. Di questi, 1,8 milioni sono bambini, di cui 400mila sotto i cinque anni, e 1,1 milione sono donne incinte.

Il lascito della guerra

Tre anni di guerra hanno provocato 6.660 vittime civili e oltre 10.500 feriti. Chi è sopravvissuto, oggi, deve fare i conti con il freddo, soprattutto nelle aree del Paese non fornite di rifugi per proteggersi o che non sono raggiunte dalle forniture di carburante necessario per il riscaldamento. In alcune aree del Paese, le temperature potrebbero scendere sotto lo zero, soprattutto nelle zone di montagna. E la pioggia, portata dai venti sud-occidentali, potrebbe gonfiare i torrenti causando inondazioni.

Oxfam lancia l’allarme: “Soccorrerli subito”

“Bisogna soccorrere immediatamente 75mila famiglie di sfollati, nei distretti di tutto il Paese che, senza aiuti adeguati, difficilmente potranno superare l’inverno”, ha dichiarato Oxfam. Secondo Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie dell’organizzazione, le prossime settimane potrebbero essere “fatali per tantissimi”. E ha aggiunto: “Immaginate di provare a sopravvivere al gelo invernale in montagna dentro a una tenda, lontano da casa vostra e senza avere la minima idea di come mettere insieme il prossimo pasto per i vostri figli. Questa è la terribile prospettiva che si trovano di fronte decine di migliaia di famiglie in Yemen, ogni giorno”. Per l’organizzazione “è vitale che il cessate il fuoco venga rispettato per soccorrere il maggior numero possibile di persone”. Oxfam ritiene anche fondamentale continuare “a fare pressione sulle parti in conflitto affinché i combattimenti cessino davvero e si possa ridare una vera speranza al popolo yemenita”.

“Una catastrofe senza precedenti”

Dall’organizzazione che si occupa di povertà, quella nello Yemen è stata definita “una catastrofe umanitaria senza precedenti, che si sta consumando nell’inerzia della comunità internazionale“. I numeri segnalati da Oxfam, infatti, evidenziano 16 milioni di persone che non riescono ad avere accesso all’acqua potabile. E, inoltre, circa 530mila sfollati si trovano in rifugi di fortuna, con circa 20mila persone rimaste senza cibo. 

La priorità? Aiutare i malnutriti

Per l’associazione, priorità assoluta va al soccorso delle “tantissime persone malnutrite, che difficilmente potranno sopportare ancora a lungo freddo e malattie”. Il tutto in una circostanza in cui il prezzo del paniere base di prodotti alimentari è salito del 137% dall’inizio della guerra e del 15% solo da ottobre. Nel frattempo, però, la coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che interviene militarmente a fianco del governo yemenita, ha annunciato di avere condotto un raid aereo sull’aeroporto della capitale, Sana’a, sotto il controllo degli Houthi. Quello di oggi è il primo attacco dopo la tregua stabilità fra le parti, in Svezia. La coalizione, in un comunicato diffuso dall’emittente pubblica saudita Al-Akhbariya, avrebbe riferito di avere mirato a un drone distruggendo.