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Un bombardamento della coalizione saudita ad Hodeida avrebbe provocato oltre 50 vittime e ferito 100 persone. Lo denunciano gli Houthi, la formazione che dal 2011 – ovvero da quando sono iniziate le proteste in Yemen sull’onda delle primavere arabe – combatte contro Riad. La Croce rossa conferma la versione dei ribelli e parla di 55 morti.

Secondo Youssef al-Hadri, portavoce del ministero della Salute, gli attacchi sarebbero avvenuti non lontano da un ospedale e da un mercato e avrebbero provocato la morte di tre bambini e tre donne. La coalizione a guida saudita – attraverso le parole del suo portavoce, Turki al Malki – ha respinto le accuse, dicendo: “Sono i miliziani che uccidono i civili a Hodeidah”. Ognuno, insomma, cerca di tirare acqua al suo mulino.

Al Jazeera ha però intervistato Mohamed al-Hasni, capo dell’unione dei pescatori, il quale ha detto: “Il mercato e il porto erano pieni di gente. È stato un massacro. Non c’era alcuna presenza militare in quell’area. Nessun uomo armato. L’obiettivo del raid era quello di diffondere paura e terrore”. 

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Altri testimoni hanno fornito racconti peggiori: “Soccorritori e medici hanno visto parti di corpi sparsi ovunque nel mercato che si trova a 20 metri dall’ospedale di Al Thawra”.

Le autorità di Hodeidah hanno commentato così l’attacco: “È stato del tutto inaspettato perché sia gli Houthi che la coalizione dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti avevano annunciato che avrebbero smesso di combattere attorno al porto per dare una possibilità agli sforzi per la pace delle Nazioni Unite”. Così, però, non è stato.

“Nuova epidemia di colera in Yemen”

L’Organizzazione mondiale della sanità, nel frattempo, ha lanciato l’allarme per una nuova ondata di casi di colera in Yemen. Per questo ha chiesto una tregua di tre giorni, in modo tale da consentire le necessarie vaccinazioni.

“Abbiamo avuto due grandi epidemie di colera negli ultimi anni e purtroppo la tendenza che abbiamo visto nei giorni scorsi suggerisce che potremmo essere sull’orlo della terza ondata”, ha detto il direttore dell’emergenza dell’Oms, Peter Salama, ai giornalisti a Ginevra.

“Chiediamo a tutte le parti in conflitto di agire in conformità con il diritto internazionale umanitario e di rispettare la richiesta della comunità internazionale per tre giorni di tregua per permetterci di vaccinare la popolazione civile”, ha aggiunto. Non si sa ancora se la richiesta dell’Oms sia stata accettata o meno. Quel che è certo è che un intervento medico è necessario. Soprattutto tenendo conto delle cifre attuali: 750mila casi sospetti di colera e più di 2mila morti. Ma i numeri potrebbero crescere…

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