Arrivano notizie molto importanti sul fronte della guerra in Yemen. Gli Emirati arabi uniti hanno preso possesso della strategica isola di Socotra.

Secondo quanto riportato da Al Jazeera, che ha avuto accesso alle testimonianze dei residenti locali, gli Emirati, nella giornata di mercoledì, hanno dispiegato nell’isola quattro aerei militari e più di 100 uomini. Secondo alcuni, l’azione è stata fatta per intimidire i funzionari del governo yemenita che stavano visitando l’arcipelago. Ma è comunque confermato l’arrivo delle truppe.

L’importanza strategica dell’isola di Socotra

Situata a est del Corno d’Africa, nel Mar Arabico, proprio all’inizio del Golfo di Aden, l’isola è sotto amministrazione yemenita più o meno da due secoli. 

La sua posizione è strategicamente unica. Con essa, si controllano le rotte marittime che solcano le acque del Mare Arabico e, per gli Emirati, significa ottenere una nuova base operativa dopo quella già conquistata nel nord della Somalia. La “piccola Sparta”, come viene chiamato soprattutto in ambiente nordamericano, allarga dunque i suoi orizzonti andando a prendere possesso di un crocevia utilissimo nello scacchiere del Corno d’Africa.

Proprio per questo motivo, Abu Dhabi ha sfruttato da subito il vuoto di sicurezza e di potere della guerra civile dello Yemen per entrare e poi occupare Socotra. Tanto è vero che che gli Emirati arabi uniti hanno affittato Socotra e la vicina isola di Abd al-Kuri per 99 anni. E, più a nord, hanno occupato anche l’isolotto di Perim, nello stretto di Bab el Mandeb.

 

Andreas Krieg, accademico del King’s College di Londra, ha dichiarato al canale qatariota, che gli ultimi sviluppi a Socotra fanno parte di una strategia molto più ampia degli Emirati per consolidare il potere nel sud dello Yemen. “Gli Eau si vedono, o vogliono vedere se stessi, in futuro, come il collegamento tra est e ovest“, ha detto l’analista. “È molto importante per loro controllare i collegamenti commerciali che attraversano principalmente il canale di Suez e lo stretto di Bab al-Mandeb, tra lo Yemen e il Corno d’Africa”.

In sostanza, Socotra diventa una grande torre di controllo per il traffico marittimo e aereo. Una base navale e aerea per avere uno sguardo continuo e a 360 gradi tra Yemen, Somalia, Mar Rosso e oceano Indiano. 

La reazioni 

Il governo dello Yemen ha confermato l’arrivo dei militari emiratini. Condannando la mossa come un “atto di aggressione”, un funzionario del governo ha detto, sempre ad Al Jazeera, che i soldati degli Emirati arabi uniti hanno anche bloccato Ahmed Obeid bin Daghr, il primo ministro yemenita, e altri 10 ministri, impedendo loro di lasciare Socotra.

“Gli Emirati arabi uniti hanno occupato l’aeroporto e il porto dell’isola di Socotra, nonostante la presenza del governo yemenita, e ciò che gli Emirati stanno facendo a Socotra è un atto di aggressione“, ha detto il funzionario. Stando a quanto rivelato da questo funzionario del governo, anche l’Arabia saudita si è impegnata a inviare investigatori sull’isola per capire cosa stia accadendo.

Da parte saudita, la notizia non deve essere stata accolta con piacere. Le monarchie del Golfo rivaleggiano fra loro per estendere la propria egemonia. Arabia, Qatar ed Emirati hanno agende politiche assolutamente diverse e, per certi versi, incompatibili. Non a caso le notizie da Socotra vengono riportate dal canale del Qatar. E non a caso gli Emirati occupano isole durante la guerra voluta proprio dall’Arabia saudita di Mohammed bin Salman. La sfida è molto più complessa di quanto possa apparire. 

Il governo di Hadi e gli Emirati Arabi Uniti sono formalmente alleati nella guerra contro i ribelli Houthi dello Yemen. Ma le relazioni il governo yemenita e quello degli Emirati si sono inasprite a causa della crescente influenza emiratina nello Yemen meridionale. La coalizione araba, in sostanza, è una montatura mediatica che nasconde una complessità molto più profonda.

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