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Guerra

Raid sul campo di Yarmouk: il Califfato vicino alla resa

Proseguono i raid sul campo profughi di Yarmouk, in mano al sedicente Stato islamico dal 2015 e a solo otto chilometri da Damasco. L’avanzata è iniziata pochi giorno dopo la liberazione della Ghouta orientale e Bashar al Assad ha deciso...

Proseguono i raid sul campo profughi di Yarmouk, in mano al sedicente Stato islamico dal 2015 e a solo otto chilometri da Damasco. L’avanzata è iniziata pochi giorno dopo la liberazione della Ghouta orientale e Bashar al Assad ha deciso di impiegare, in questa battaglia di fondamentale importanza, le migliori forze del suo esercito. 

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L’obiettivo principale è quello di isolare ulteriormente il campo e di “strangolare” i jihadisti del sedicente Stato islamico. Il fine ultimo di Damasco è quello di spingere i terroristi alla resa. Secondo quanto fa sapere la tv siriana Alikhbaria, il governo vorrebbe isolare l’Isis nella zona di Hajar al-Aswad, nella parte meridionale di Damasco.

Oltre alle truppe di fanteria, sono presenti anche numerosi caccia ed elicotteri che stanno bombardando la zona. Le immagini diffuse dalle agenzie mostrano un intenso fumo nero che si alza dal campo profughi di Yarmouk.

Come sottolinea l’agenzia Agi, “l’area nella parte meridionale di Damasco è l’ultima zona della capitale non controllata dalle forze del presidente Bashar al Assad”. Conquistarla significa porre in definitiva sicurezza la capitale.

Secondo quanto riporta Al Masdar, la Quarta divisione meccanizzata – supportata dalle Forze nazionali di difesa – sarebbe riuscita a penetrare nel distretto Al Qadam. 

Non solo Yarmouk: l’avanzata a nord

L’aviazione siriana starebbe continuando a martellare anche le postazioni jihadiste tra Hama ed Homs, oltre che quelle di Idlib, ormai l’unica vera roccaforte dei ribelli in Siria.

Il giorno dopo i raid di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, i ribelli hanno lanciato un’offensiva contro l’esercito siriano in un’area rurale a sud est di Hama. L’offensiva era guidata dai jihadisti di Hayat Tahrir al Sham, la vecchia Al Qaida in Siria.

Secondo fonti militari provenienti da Hama, citate dal quotidiano online vicino a Damasco, i ribelli sarebbero riusciti ad attaccare con successo almeno due diverse posizioni dell’esercito siriano, costringendolo a ritirarsi dai dintorni di Qabet al Kurdi.

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